Il cassetto (Le cose che ci sono in casa, 144)

by

di Valentina Furlanetto

[Le regole del gioco sono qui].

L’importante è condividere lo stesso cassetto, aveva detto lui. Ne era convinto.
Suo nonno e sua nonna lo avevano fatto, dentro c’era il sogno di uscire dalla fame e dalla guerra e ne erano usciti: era tutto blu Mediaset mentre mangiavano mucca pazza, spezzatino e trippa, guardando le bombe che cadevano da qualche parte dentro il televisore.
Anche i suoi genitori avevano un cassetto: all’interno, un po’ stropicciato, c’era il sogno di costruire un mondo migliore e c’erano riusciti. Suo padre aveva costruito ville migliori in quartieri residenziali migliori con cassettiere di ottima finitura e sua madre si faceva la tinta che non cola.

Quando mi sveglio, la mattina, a volte non mi ricordo dove sono. Lui è lì anche quel mercoledì mattina e mi chiedo se davvero condividiamo lo stesso cassetto. Il mio è partire. Il suo è viaggiare. Sembra lo stesso sogno, dice lui, e sorride. Il dizionario non ci aiuta. In realtà il suo mi sembra da tour operator, ma non glielo dico. Ci alziamo, ci laviamo i denti e andiamo a lavorare.
Cerco di dividere i miei sogni con i colleghi. Ma nessuno ha un coltello e quindi rinuncio. Esco dal lavoro, prendo il tram, mi siedo, sfoglio il giornale. Il mondo sogna la pace, c’è scritto. Ma mentre il mondo dorme, qualcuno è sveglio e sgancia missili.
La sera arrivo a casa e lui mi dice che ha cambiato sogno: non vuole più viaggiare, vuole andarsene. È sempre questione di movimento, dico io. Lui dice non prendertela, i sogni sono elastici. Allora io prendo il nostro sogno fra le mani e tiro. Lui tira dall’altra parte. Poi io lo afferro più forte, lui cerca di afferrare il mio. Ci contorciamo e lottiamo per un poco, poi rinunciamo. Il sogno si spezza.
Vado a letto e lui se ne sta sulla porta con le valigie. Dentro ha tanti sogni, li ha presi dal cassetto, dice. Quella notte sogno. Ma è un sogno solitario e neppure io lo condivido.

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Una Risposta to “Il cassetto (Le cose che ci sono in casa, 144)”

  1. acabarra59 Says:

    “ Domenica 30 ottobre 2004 – Poi trovo in un cassetto un coccetto. È un piccolo libro di ceramica, aperto, cosicché sulle pagine si può leggere: « Casa tua può sostituirti il mondo », su quella di sinistra, e: « ma il mondo giammai casa tua », su quella di destra. L’ho sempre visto appeso da qualche parte, ma non ricordavo che ci fosse. Chissà se si ricordava lui di me. “ [*]
    [*] La s-formazione dello scrittore / 219

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