“O voxe, ùnica voxe”

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silencio

Leggo in Poetarum silva la poesia Al silencio di Gonzalo Rojas. E mi viene da tradurla (non perché trovi insufficiente la traduzione lì offerta da Gianni Darconza, sia chiaro; ma per motivi miei) in un dialetto veneto piuttosto inventato. gm

Attenzione: la lettera “x” indica il suono “s” sonoro, come in “casa”. La doppia “ss” non è una doppia (il dialetto veneto non ha doppie) ma una “s” dolce, come in “semplice”. L’apostrofo indica il suono “l” trasformato, per lo più palatalizzato o vocalizzato, talvolta svanito (vedi Wikipedia).

O voxe, ùnica voxe: tuto el vodo del mar,
tuto el vódo del mar no bastarìa,
tuto el vódo del siélo,
tuto l’ìncavo de ’a be’éssa
no bastarìa par tignerte drento,
e anca se l’omo taxésse e ’sto mondo ’ndaxésse a fondo
o maestà, ti mai,
ti mai ghe ’a mo’aréssi de èssar dapartùto,
perché ti ga massa de tempo e de èssare, ùnica voxe,
perché te ghe si e no te ghe si, e te si quaxi el me Dio,
e te si quaxi me pàre quando che stago pì in tel scuro.

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5 Risposte to ““O voxe, ùnica voxe””

  1. Fabio Michieli Says:

    bella, per resa e ritmo e colore e tante altre cose.
    (da veneziano, ho solo un dubbio al verso 8: “mo’arià” o “mo’arissi”?)

  2. Giulio Mozzi Says:

    Mi sa che hai ragione, Fabio. Ho corretto, da uomo di campagna, in mo’aressi.

    La cosa bizzarra è che per me il dialetto è lingua straniera tanto quanto lo spagnolo.

  3. donatella Says:

    Sinceramente, la resa in veneziano è più potente (detto da una piemontese). Chissà come l’avrebbe recitata Cesco Baseggio!

  4. Giulio Mozzi Says:

    Non è veneziano, donatella; è un dialetto veneto di mia invenzione (come scrivo nella premessa). Ossia: non uso una lingua reale.

  5. donatella Says:

    In effetti, nella premessa si dice “piuttosto inventato”. Ho dato poco peso al piuttosto…però rimango dell’opinione che la resa è molto efficace. E se lo chiamassimo “simil-dialetto”?
    Riguardo alla lingua reale, mi viene in mente Achille Cagna (è quasi delle mie parti) con gli Alpinisti ciabattoni, che hanno una lingua “simil-reale” quando non “simil-dialettale”.

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