Poliambulatorio

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L'avéz del prinzep, Malga Laghetto, lavarone

L’avéz del prinzep, Malga Laghetto, lavarone

di giuliomozzi

Impiegata: “Ma l’impegnativa, ce l’ha?”.
Cittadino: “No”.
Impiegata: “Senza l’impegnativa, non può fare la visita”.
Cittadino: “Ma ho la prenotazione”.
Impiegata: “Sì, ma ci vuole l’impegnativa”.
Cittadino: “Se non avevo l’impegnativa, non mi facevano la prenotazione”.
Impiegata: “D’accordo, ma l’impegnativa deve avercela adesso, qui“.
Cittadino: “Guardi: che informazioni ci sono nell’impegnativa, che non ci siano anche nella prenotazione? Ci sono i dati anagrafici, c’è il quesito diagnostico…”.
Impiegata: “Ma senza impegnativa non posso farla visitare”.
Cittadino: “Se è un problema di informazioni, posso capire. Ma se le informazioni ci sono tutte, perché non posso fare la visita? Ci sono o no tutte, le informazioni?”.
Impiegata: “Sì, ci sono”.
Cittadino: “E l’esistenza stessa della prenotazione, non prova che l’impegnativa è stata fatta?”.
Impiegata: “E’ vero, ma…”.
Cittadino: “Lei conosce l’avéz del prinzep?”.
Impiegata: “No. Che c’entra?”.
Altro Cittadino, alle spalle del Cittadino: “Se destrighémo? Che qua femo ‘e scarpìe”.
Cittadino: “L’avéz del prinzep è l’abete bianco più grande d’Italia, forse d’Europa. Mi crede?”.
Impiegata: “Le credo, ma che c’entra?”.
Cittadino: “Lei è disponibile ad accettare l’esistenza dell’avéz del prinzep come un fatto?”.
Impiegata: “Sì, come vuole, ma…”.
Cittadino: “…ma che c’entra, vero? Io le dico: se lei è disponibile ad accettare – sulla parola – come un fatto l’esistenza dell’avéz del prinzep, ma non è disponibile ad accettare come un fatto l’esistenza della mia impegnativa, benché ne esista una prova inconfutabile…”.
Impiegata: “…cioè la prenotazione…”.
Cittadino: “Appunto: se è così, allora lei è in contraddizione.”.
Impiegata: “Hmm”.
Cittadino: “Dunque?”.
Impiegata: “La sua impegnativa è stata fatta a mano, o al computer?”.
Cittadino: “Computer”.
Impiegata: “Senta, vado a chiedere”.
L’Impiegata vaa chiedere.
Passano cinque minuti.
Nel frattempo, l’Altro Cittadino, alle spalle del Cittadino, confabula con un Terzo Cittadino. Si odono distintamente, benché pronunciate a bassa voce, le parole: “Copàrli tuti”, “I xé boni so’o che a parlàre”, “E niàltri paghémo”, ecc.
L’Impiegata fa ritorno: “Va bene”. Sventola un’impegnativa. “Abbiamo estratto dal sistema un duplicato della sua impegnativa”.
Cittadino: “Oh là. Chiedo scusa per la mia distrazione – è mio preciso dovere non perdere le impegnative – ma sono lieto di poter rivendicare il diritto a essere visitato nonostante l’assenza sul posto di un documento peraltro inessenziale”.
Impiegata: “Non perdiamo altro tempo. Firmi qua”.
Il Cittadino firma.
Impiegata: “Ora attenda”. Scrive il numero 22, con un pennarello rosso, sul foglio della prenotazione. “La chiameranno con il numero 22”.
Cittadino: “Grazie”. Fa per allontanarsi dallo sportello.
Impiegata: “Senta…”.
Cittadino: “Mi dica”.
Impiegata: “Ma l’avéz del prinzep, esiste davvero?”.
Cittadino: “Come no? E’ a Malga Laghetto, sull’Altopiano di Lavarone. Ci ho una foto sul telefono, guardi”.
Il Cittadino armeggia brevemente col telefono. Mostra la foto. L’Impiegata la guarda.
Impiegata: “Però! Che albero!”.
Cittadino: “Più unico che raro”.
Altro Cittadino, dalle spalle del Cittadino: “E ‘ora? Gavì finìo?”.
Terzo Cittadino, dalle spalle dell’Altro Cittadino: “Vànti col Cristo, che ‘a procesión s’ingrùma”.
Impiegata: “La ringrazio per aver contribuito a rendere meno ingenuo il mio concetto di esistenza“.
Cittadino: “Si figuri. Ma vado, prima che scoppi la sassaiola”.
Impiegata: “Finisco il turno alle 11, se ha tempo…”.
Cittadino: “Non scorderò”.

“Ci sbrighiamo? Che qui facciamo le ragnatele”. “Accopparli tutti”. “Sono capaci solo di parlare”. “E noi paghiamo”. “Avete finito?”. “Avanti col Cristo, che la processione s’ingorga” (modo di dire per sollecitare il progredire di una processione – appunto – o di una coda o fila, o di una carovana ecc.).

12 Risposte to “Poliambulatorio”

  1. acabarra59 Says:

    “ Giovedì 3 novembre 2011 – All’ambulatorio della clinica S. Anna,via Garigliano, 55: « Chi è il primo?… Fantozzi… Lei è Fantozzi? ». Io ero il secondo… “ [*]
    [*] La s-formazione dello scrittore / 217

  2. DANTE TORRIERI Says:

    A: Dica?
    B: Dovrei spedire una lettera!
    A: Una lettera dice? Un attimo e sono subito da lei… Dica?
    B: Dovrei spedire una lettera in posta prioritaria!
    A: In posta prioritaria dice? Un attimo e sono subito da lei… Dica?
    B: Dovrei spedire una lettera in posta prioritaria… e’ urgente.
    A: E’ urgente dice? Un attimo e sono subito da lei…..

    Questa conversazione mi ricorda quella dello sketch dei mitici I SOLITI IDIOTI. La tua pero’ e’ piu’ articolata Giulio🙂

  3. Nazzarena Says:

    Io l’avrei copàto il Cittadino.

    E parlo da sportellista.

  4. Giulio Mozzi Says:

    Ma son d’accordo, Nazzarena: se c’è l’obbligo di presentarsi con la prescrizione, bisogna portarla. Punto.
    Ciò detto, e nel caso specifico, trovo curioso l’obbligo di presentarsi con la prescrizione visto che la prenotazione riporta tutte, ma proprio tutte, le informazioni presenti nella prescrizione stessa.
    L’Impiegata, ricuperando dal sistema una copia della prescrizione, ha fatto il meglio di ciò che poteva fare.

  5. Marco Says:

    Si ma l’essenziale è: dopo le 11 il Cittadino se l’è scopata l’Impiegata?

  6. acabarra59 Says:

    “ Lunedì 16 dicembre 1996 – Alla posta. Perché il vecchietto che somiglia a Louis De Funes pretende di dire a tutti come si deve fare la fila? « Sarà un filologo » Mah. Boh. “. [*]
    [*] La s-formazione dello scrittore / 218

  7. RobySan Says:

    A Marco: no! Era obbligatorio portare il guanto e il Cittadino l’aveva dimenticato.

    Ad acabarra59: attenzione; questo si può classificare come calembour e può quindi divenir bersaglio delle fiondate di qualche castigatore.

  8. dm Says:

    Oddio, che battuta triv, che dico triv, quadriviale, RobySan.
    Insomma, assai scolastica e medievale.

  9. dm Says:

    Ovviamente…

  10. gianni contarino Says:

    Ai piedi dell’Etna, Comune di Giarre (CT), ufficio Anagrafe.
    IMPIEGATA: la carta d’identità di sua moglie non si può fare
    CITTADINO: e perché?
    I.: perché al momento dell’iscrizione all’anagrafe era disoccupata e ora nel modulo lei mi scrive “impiegata”
    C.: e nel frattempo uno non può aver trovato lavoro?
    I.: certo, ma non si può modificare
    C.: ah, no?
    I.: no
    C.: sa che le dico? metta “disoccupata”
    I.: sa che è una buona idea? Faccio subito

  11. RobySan Says:

    Vedi, dm, più che triviale o quadriviale è, in definitiva, troppo liberale. La battuta, intendo. Perché dice, preterinzionalmente,più di quel che volevo dire. Non si dovrebbero mai fare battute troppo alla bersagliera (cioè senza pensare bene a tutto ciò che potrebbero dire. E questa è un’ammenda a me stesso.).

  12. marcella Says:

    “La ringrazio per aver contribuito a rendere meno ingenuo il mio concetto di esistenza” molto, molto amore!

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