99 tipi umani del magico mondo dell’editoria

by
Questo articolo è dedicato a Dimitri Mendelejev

Questo articolo è dedicato a Dimitri Mendelejev

di giuliomozzi

1. L’editore a spese degli autori. A sessant’anni suonati ha scoperto che c’è chi li legge, i libri. Pensava che li scrivessero soltanto.

2. L’autore esordiente, di provincia. Da quando è stato ospite di una televisione locale, ha smesso di giocare a calcetto con gli amici.

3. L’eterna stagista. Il giorno in cui le offrono un lavoro pagato, si insospettisce.

4. Il ghost-writer professionista. Quando finalmente scrive un libro tutto suo, lo firma col nome della moglie e la manda in giro a fare le presentazioni.

5. Lo scrittore di biografie aziendali. Da vent’anni cerca, senza riuscirci, di scrivere la vita di un uomo d’insuccesso.

6. Il traduttore infingardo. Quando traduce romanzi tedeschi, ci infila sempre delle scene di sesso extra.

7. La scrittrice affermata. Viaggia sempre col suo gatto.

8. Lo scrittore sperimentale. Un suo romanzo ha successo, e lui si spara in bocca.

9. Lo pseudonimista compulsivo. Ha pubblicato 12 romanzi con 14 nomi diversi, perché due sono scritti a quattro mani.

10. Lo scrittore inutile. Lo sa, ma spera che nessuno se ne accorga mai.

11. La scrittrice di storie d’amore. Ha affidato al notaio un testamento e un dattiloscritto di 323 pagine. Titolo: L’amore è una bufala.

12. Lo scrittore di continuazioni. Non capisce perché nessun editore voglia la sua continuazione della Ricerca del tempo perduto (titolo: Cazzo! Era proprio qui!).

13. Lo scrittore superstizioso. Considera il Garamond corpo 12 un po’ troppo vicino al Garamond corpo 13.

14. La scrittrice giovane. Invecchiando diventa bravissima, ma nessuno la vuole più in televisione.

15. Lo scrittore di gialli gastronomici. Dopo Morto di fame non ha più scritto niente di valido.

16. L’editor invasivo. Gli autori gli mandavano indietro le bozze, sostenendo di aver ricevuto un plico destinato ad altri.

17. Il giovane di belle speranze. Diventò un vecchio di belle speranze.

18. L’editor rispettoso della poetica dell’autore. Fu licenziato per scarsa produttività.

19. Lo scrittore-blogger. Infarciva i libri di link, e i post di citazioni letterarie.

20. Il cantante romanziere. Leggeva passi dei suoi romanzi ai concerti, e cantava alle presentazioni in libreria. Andò in crisi di identità.

21. La giornalista televisiva romanziera. Tutti i ghostwriter la odiano, perché è una pessima pagatrice.

22. Il giornalista televisivo romanziere. Si fa intervistare dai suoi ghostwriter. “Così almeno sono sicuro che l’hanno letto”, sostiene.

23. Il calciatore autore di un famoso libro di barzellette. “Se l’ho scritto io? Ma nun famme ride”.

24. Il calciatore autobiografo. “Credo che sia un buon libro”, ha sostenuto. “Non l’ho letto, ma ho visto il film”.

25. Il poeta inedito. Resta tale fino al quarantaquattresimo anno, poi scopre la rete. Il suo primo ebook s’intitola I like.

26. La romanziera postmoderna. Resta inedita per vent’anni, finché non s’inventa uno pseudonimo maschile. In Usa, Uk, Svezia e Danimarca viene tradotta col suo vero nome.

27. Lo scrittore finito, ora consulente editoriale. Prova un piacere segreto ogni volta che dice: “No”.

28. L’esordiente milanese. Capisce di essere arrivato al successo quando il medico gli diagnostica una cirrosi epatica e gli vieta gli aperitivi.

29. Lo scrittore bravo ma niente di che. Viene pubblicato da case editrici minori. Le passa tutte. Conserva ancora l’unica recensione apparsa nel “Corriere”, diciannove anni fa.

30. La scrittrice brava ma niente di che. Viene pubblicata da case editrici minori ed è contenta.

[Segue. O, per essere più precisi: si continua nei commenti]

43 Risposte to “99 tipi umani del magico mondo dell’editoria”

  1. clauverg Says:

    31. Lo scrittore multimediale. Fa il booktrailer del romanzo, lo posta su Facebook e manda il link agli amici con un test.

  2. Elianto Says:

    L’esordiente esterofilo. Ambienta il romanzo “Born to be Obama” in Alabama, guida una Cadillac dell’Ottantasei (che non sa dove parcheggiare), di cognome fa Boscolo e ha chiamato i figli Chèvin e Giònatan.

  3. Calembour Says:

    32. Lo scritture fotografo: testo pieno di istantanee.

  4. Paola Giannelli Says:

    Lo scrittore mentale. Continua a scrivere in mente storie che un giorno pubblicherà . È arrivato al quinto libro, due sono best-seller

  5. deborahdonato Says:

    Lo scrittore giornalista pagine culturali mensile- critico letterario-blogger-curatore manuali scrittura creativa, che spara a zero su chi vince lo Strega, a prescindere, perché questi premi si sa come funzionano e occorre ripensare l’editoria. Giovane curioso prima, uomo maturo apocalittico ora. Ah…non gli hanno ancora spiegato che il senso del blog è rispondere ai commenti. Per il resto, c’è il libro.

  6. Nazzarena Says:

    33. Il creatore di trame ossessivo-compulsivo: ha l’hard disk pieno di sinossi e scalette di romanzi che non scriverà mai.

  7. Paola Giannelli Says:

    Lo scrittore mentale. Continua a scrivere in mente storie che un giorno pubblicherà. È arrivato al quinto libro mentale, due sono best-seller.

  8. clauverg Says:

    31. Lo scrittore multimediale. Fa il booktrailer del libro, lo posta su Facebook e manda il lino agli amici con un test.

  9. clauverg Says:

    Lo scrittore multimediale. Fa il booktrailer del romanzo, lo posta su Facebook e invia il link agli amici con un test.

  10. Lorenzo Sartori (@LorenzSartori) Says:

    34. Lo scrittore di saghe. Scrive sempre la solita storia, ma ha l’accortezza di togliere il finale. Così può iniziare daccapo.

  11. Sara Meddi Says:

    34. L’aspirante scrittore stalker. Segue tutte le presentazioni, da quella del poeta locale a quella del giornalista in visita alla Feltrinelli. Ti aspetta sempre con il suo manoscritto sotto il braccio.

  12. Sara Meddi Says:

    35. L’editor impegnato. Corregge romanzi, ne scrive di suoi, collabora con almeno due o tre testate (rigorosamente di sinistra), ha un suo blog e fa l’opinionista su Facebook. Si sospetta abbia un ghost writer incatenato in cantina.

  13. Sara Meddi Says:

    36. L’editore apocalittico. Lo trovi a tutte le fiere: da Torino alla sagra del carciofo di Sezze. Ha sempre il banchetto più piccolo, scuote la testa e profetizza sull’imminente disfatta dell’editoria e sul ritorno al completo analfabetismo. Ogni anno sta sempre lì.

  14. acabarra59 Says:

    “ Mercoledì 11 febbraio 2015 – « Salve, sono l’autore di questi libri… ». Ma io l’ho gelato: « Non compro libri di nessun genere ». Poi mi è dispiaciuto. Anche perché non avevo detto la verità. Avrei dovuto dire: « Non compro libri nuovi ». Perché quelli vecchi, invece… Ho fatto a tempo solo a leggere il nome: « Roberto Scarponi ». Chissà, magari è anche bravo, quel derelitto scrittore di strada… (Poi sono andato alla libreria dell’A(ppla)uditorium, perché Lei voleva comprare Lacci di Domenico Starnone. E c’erano tanti libri, e la verità è che li avrei comprati – quasi – tutti, anche Starnone, anche Jumpa Lahiri, anche Houellebecq, anche la fantastica storia dell’ottantunenne investito dal camioncino del latte, etc. E tutto questo perché sono vecchio. E la vecchiaia è non avere più desideri, oppure averne così tanti che è come non averne nessuno etc.) (Poi ho rivisto lo scrittore: era seduto, tranquillamente, al caffè. Luxe, calme et librité… ) “ [*] [**]
    [*] Poi ho scoperto che lo scrittore derelitto non è derelitto per niente, insegna all’università. Dove si vede che con i libri non si può mai dire.
    [**] La s-formazione dello scrittore / 211

  15. demetrio Says:

    (io sono il 17.)

  16. Francesca Fiorletta Says:

    l’aspirante stalker: i miei testi sono troppo difficili, te li spiego a cena.

  17. Luan Says:

    Lo scrittore dal fiato corto. Non riesce ad andare oltre le venti pagine, ma adesso che hanno dato il Nobel alla Munro pensa che anche in Italia, prima o poi, gli editori riusciranno a vendere un libro di racconti.

  18. Francesca Fiorletta Says:

    l’editore indipendente: si paga l’attico al Colosseo chiedendo bonifici agli stagisti.

  19. Sara Meddi Says:

    37. La scrittrice di romanzi d’amore. Sempre bella e sorridente, prima faceva la presentatrice Avon, il suo romanzo “Amore alla crema idratante” ha spopolato tra le colleghe. Tra una presentazione e l’altra sta scrivendo il seguito: “Passione rassodante anti-età”.

  20. denisocka Says:

    Il redattore precario: non fa causa perché se no gli fanno mobbing.

  21. denisocka Says:

    Il redattore precario d’esperienza: non fa causa perché se no lo mettono in prepensionamento.

  22. marcocandida Says:

    .L’editor che pubblica un romanzo. L’editor che lavora per una casa editrice media. Dopo tanto tempo con tanti cialtroni ha deciso di far vedere come si scrive bene un romanzo. Lui è infallibile con sintassi, virgole e organizzazione formale. Capitoli. Paragrafi. Sfido!, ha fatto il master!

    .Il critico letterario che pubblica un romanzo. Dopo aver scritto su Cooperazione o su Liberazione o su qualche giornale poi ingiustamente chiuso stroncando tutti eccetto quelli con cui va a prendere pizze e aperitivi e che chiama amici, decide che è venuto il momento di diventare scrittore. Lui è infallibile con weltanschauung e elaborazioni di poetiche pure e non di seconda mano. Solo che poi nemmeno sembra Michel Houellebecq, ma al limite solo un suo personaggio – e uno dei più cinici e aberranti.

  23. denisocka Says:

    Il responsabile marketing pentito: alza il budget ai libri di nicchia e manda subito al macero le barzellette dei calciatori.

  24. Francesca Fiorletta Says:

    l’editor apocalittico: non gli piace nessun manoscritto e perciò edita il suo salotto

    l’editor integrato: gli piacciono tutti i manoscritti degli amici e perciò è richiestissimo alle feste

  25. Patrizia Says:

    Lo scrittore lettore. Convinto di aver imparato a scrivere, dopo aver tanto letto, non legge più una riga dal 1999, anno in cui ha iniziato la stesura del suo primo romanzo.

  26. Francesca Fiorletta Says:

    l’ufficio stampa esistenzialista: non vuole parlare con nessuno, considera squalificante la vendita.

  27. dm Says:

    X.

    Il critico che abusa della parole “fulminante”. E scrive: “Un esordio fulminante”, “Un monologo fulminante”, “Un fulminante percorso letterario”, “Uno scrittore fulminante”.
    In un giorno festivo, mentre si specchia nel cielo limpido, viene colpito da un fulmine. “A ciel sereno”, preciseranno gli amici in una biografia mai andata in stampa.
    Gli scrittori che aveva lodato in vita moriranno tutti per un qualche malore fulminante nel giro di sei giorni.
    Nel Regno dei Morti pubblicheranno un instant-book, per una casa editrice morta da tempo, per dei lettori ovviamente morti. Il critico si occuperà naturalmente di scrivere la prefazione. E solo nella terzultima riga chiederà scusa pubblicamente – si fa per dire – a quelle anime belle, e anime belle nel senso più letterale possibile.
    Nell’oltretomba tutti parleranno dell’immeritato successo di quella brutta antologia, ci saranno le solite bagarre, i soliti morti di fame che campano di questi espedienti si daranno da fare, i più si annoieranno a morte.
    E così per sempre.

  28. marisasalabelle Says:

    Anch’io sono il 17, ma al femminile. Spero di diventare a breve la 26. Conosco personalmente la numero 15 e 30 (si tratta di una sola persona, in realtà)

  29. Ramona Says:

    Lo scrittore che, scrivo sì, ma non lo dico a nessuno. Hai visto mai, l’invidia..

  30. Mario Borghi Says:

    (numero progressivo). Lo scrittore che recensisce a mo’ di 69, overo i bidet letterari reciproci.

  31. Mario Borghi Says:

    *ovvero

  32. paolab Says:

    l’editor in sindrome da burnout, appende la matita al chiodo e si ammazza di serie tv

  33. Pier Giulio Tongiani Says:

    Il redattore a ore: è pagato per il proprio numero effettivo di ore lavorative. Non è ancora stato avvistato, se ne è solo ipotizzata l’esistenza. In tal senso ha la stessa consistenza ontologica dell’unitore: l’editore che paga in unica soluzione.

  34. enrico ernst Says:

    la redattrice in mezzo all’ennesimo trasloco: le pare di avere ancora al fianco un vecchio collega, mandato a casa due mesi prima insieme all’80 per cento della redazione, ne sente ancora l’ “odore”. (A volte anche quando è a casa, davanti ai salatini, sul divano). Se si alza per aprire la finestra, in ufficio, la guardano male: da quanti mesi quella finestra non si apre, per “motivi tecnici”?

  35. Andrea D'Onofrio Says:

    xx. Lo scrittore-commentatore di blog. Infarciva i libri di citazioni letterarie, e i post di supponenze letterarie.

  36. Ludovico Says:

    lo scrittore turboanimalista: ha molti potenzialmente molti fans,animali perlopiù, visto che le sue pagine sono piene di tracce,orme, lappate e così via, va detto però che avere feedback sulle sue opere è chiaramente la parte piu difficile, per motivi ovvi

  37. sabrinaminetti Says:

    L’ha ribloggato su sabrinaminetti.

  38. cartaresistente Says:

    Lo scrittore con il romanzo non finito ma con la copertina già fatta (da un parente o da un amico).

  39. Andy Says:

    Il vecchio scrittore ebreo di un metro e ottantasette che dopo tre matrimoni e cinque figli si e’ stufato di scrivere del proprio membro riproduttivo.

    L’ex-enfant prodige che dopo aver scritto il suo capolavoro a ventisei anni, adesso che ne ha piu’ di quaranta posta assurdi stati su Twitter, inveendo contro lo scrittore “infinito”, diventato leggenda non solo per la sua opera ma anche per il suo prematuro suicidio.

    L’allievo prediletto di Carver che, trent’anni dopo aver consegnato “il grande romanzo generazionale”, scrive una rubrica di vino sul New Yorker.

    Il quasi giovane scrittore ebreo che dopo aver pubblicato due capolavori con cadenza decennale, va in cerca di purezza.

  40. Mario Borghi Says:

    Editori e/o editor e/o autori, lanciatissimi, che organizzano dei gran workshop di scrittura, senza preoccuparsi minimamente di controllare il significato del termine workshop.

  41. Ale T. Says:

    Spero che il tipo numero cento sia una persona felice, perché quelli elencati fino ad ora mi paiono tutti abbastanza malmessi. Diciamo 100: scrittore/trice soddisfatto/a del suo lavoro e pagato/a a sufficienza per garantirsi un’esistenza dignitosa. Mi auguro che una persona del genere esista, ecco.

  42. Gabriella De Fina Says:

    Gabriella De Fina Says:

    14 febbraio 2015 alle 11:04

    L’aspirante scrittrice ultracinquantenne a due passi dal suo clamoroso esordio letterario. Da vent’anni scrive un romanzo autobiografico in terza persona. Quando l’avrà finito e verrà pubblicato da una casa editrice importante, dimostrerà che l’età non conta, e che è ancora possibile scrivere in bell’italiano una storia piena di sentimento. Nel tempo libero scrive una pagina nuova. Rilegge. Si commuove. Poi guarda l’orologio: è tardi, bisogna andare a dormire. Domani sveglia alle sei e una classe di trenta ragazzi scatenati da domare.

  43. saracappellini Says:

    63. Il lettore forte che si sente scrittore: ogni libro che legge lui l’avrebbe potuto scrivere meglio. Chissà perché però non scrive mai niente…

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...