Cosa o come insegnare a scuola / Pagine a prova di alunno

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Roberto Contu ha 38 anni e insegna Italiano e Storia nel Liceo artistico “Bernardino di Betto” di Perugia. Collabora inoltre con il dipartimento di Italianistica dell’Università di Perugia, dove fa ricerca e si occupa anche di didattica della Letteratura italiana (tiene corsi per il TFA-PAS, le scuole dove si formano i futuri insegnanti). Gli interessano molto, mi dice, “le situazioni dove sembra ‘difficile’ insegnare letteratura”.

E mi manda un interessate contributo dal titolo Pagine a prova di alunno. Per prelevarlo basta cliccare sulla classe sottostante, colta in un momento di intensa concentrazione nello studio.

Clicca per prelevare le Pagine a prova di alunno

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Su un argomento affine, vedi l’articolo Che cosa fate leggere agli studenti?

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6 Risposte to “Cosa o come insegnare a scuola / Pagine a prova di alunno”

  1. marisasalabelle Says:

    Articolo molto interessante, nel quale mi sono in parte identificata, anche se io per fortuna non ho assistito al lancio di sedie. Insegno in un tecnico e non in un professionale (la differenza è enorme, specialmente dopo l'”epocale” riforma Gelmini), ma condivido al cento per cento le indicazioni di Roberto sugli autori che “prendono” e quelli no. Con mio grande dolore, devo confermaqre che Leopardi non è affatto amato…
    L’unica cosa che contesto è l’anticipazione degli autori che si studiano al triennio: intanto, il biennio permette delle libertà che al triennio te le sogni (autori stranieri, contemporanei a manetta, generi letterari trascurati dalla Letteratura… quindi perché non approfittarne?); poi, sapete quante volte mi è capitato che qualche ragazzo annoiato mi dicesse: “Professoressa, A Zacinto l’ho studiato alle medie, al biennio e ora con lei…”. Al che io rispondo sempre: “Mio caro, mi dispiace, ma in effetti l’unica che te lo deve proporre sarei io…”

  2. mauro b. Says:

    mi è piaciuto molto questo pezzo. L’unica cosa che non capisco è l’idea che di fronte a un resoconto del genere il lettore dovrebbe sobbalzare. Per me è salutare che molti ragazzi non amino Leopardi. Poi Leopardi è meglio come filosofo, e io se ne dovessi parlare a qualcuno parlerei delle Operette Morali, del dialogo sul suicidio, facendo ascoltare un po’ di musica, i Joy Division e i Nirvana, come esempi di atmosfere differenti. E poi basta. Un po’ del diario del primo amore. Oppure I costumi degli italiani, il cinismo, un fumetto di Zerocalcare (Un polpo alla gola).

  3. Sergio Pasquandrea Says:

    Articolo molto interessante, da parte di un collega che non conosco ma con il quale condivido la città e persino parte degli studi universitari (Falaschi fu il mio relatore di tesi, nel lontano 1999).
    Devo ammettere che, pur non insegnando in una scuola “difficile”, seguo un metodo abbastanza simile al suo: prima il testo, d’impatto, senza apparati critici. Commentare, o meglio ancora far commentare, tirare fuori i temi, poi passare a biografia poetica ecc. ecc. ecc.
    Invece i miei indici di gradimento coincidono solo in parte, nel senso che ad esempio io Petrarca lo vedo poco funzionante (ma probabilmente dipende anche da una mia personale antipatia per l’autore). Dante sì, regge sempre, e anche Manzoni.
    Foscolo regge se si supera lo scoglio della lingua e si sa presentare bene il personaggio.
    Quanto a Leopardi, il pessimismo radicale è difficile da far digerire, però ad esempio le Operette Morali prendono abbastanza.

  4. Daniela Grandinetti Says:

    Ho apprezzato l’articolo, nel quale mi ritrovo. Dopo vent’anni è ancora questa la mia strada per affrontare la Letteratura nei professionali. Negli ultimi anni sto combattendo perchè si aboliscano i libri di testo nel biennio; “pezzi” di brani, stralci di opere con inutili apparati di esercizi di analisi, non rendono mai quanto il racconto, il romanzo letto ad alta voce in mezzo a loro. E che paghi lo dice non solo il fatto che le sedie non volano più, ma quando i ragazzi ti chiedono: “leggiamo oggi?”.
    Io combatto una sorta di crociata tanto che segnalo qui una pagina creata su fb concepita come una sorta di biblioteca condivisa nella quale segnalare esperienze di lettura che hanno funzionato. Le segnalazioni vengono sia da studenti che da insegnanti. Devo però dire che nonostante l’iniziale entusiasmo di alcuni colleghi, l’indolenza che spesso contraddistingue la categoria ha fatto sì che al momento siano più i ragazzi chegli studenti. Se qualcuno volesse contribuire sarebbe il benvenuto. E’ anche un modo per incoraggiare la lettura.

  5. Daniela Grandinetti Says:

    * i ragazzi che gli insegnanti😦

  6. marisasalabelle Says:

    non hai segnalato la pagina…

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