L’acquario (Le cose che ci sono in casa, 136)

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di Nicola Gallino

[Le regole del gioco sono qui].

Il viso è cuoio antico, fatto nero
Da venti e soli. Parla contro il lume.
«Sarà del Trentaquattro. Lungo il fiume
Battevan con tre giunche. Il forestiero

Lo spinsero sul fondo, vivo e intero
A far da cibo ai pesci e al putridume.
La chiglia calafata di bitume
Si fece rossa d’ossa, sangue e siero».

Così, se dal vasetto all’apertura
Scrolli le scaglie verdi e arancione,
Quei mostri dello Yangtze in miniatura

Si avventano con morsi da leone.
E non appena imbruna nel salone
Il vecchio appare, e inizia l’avventura.

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2 Risposte to “L’acquario (Le cose che ci sono in casa, 136)”

  1. Cristian Says:

    non ho capito niente. Acquario?

  2. Nicola Gallino Says:

    L’acquario di casa con due pesci rossi originari della Cina, immaginati come due crudeli mostri fluviali nel racconto immaginario di un vecchio pirata di fiume cinese degli anni Trenta.

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