La lettura come esperienza sensoriale

by

di Valentina Simeoni

[Questo articolo è apparso il 18 settembres corso in LeNiùs].

Che cos’è un libro? Questa domanda oggi potrebbe sollevare accese discussioni tra gli aficionados dei libri di carta e chi invece ha già optato, almeno in parte, per i libri elettronici. Noi però vogliamo parlarne partendo da un leggero spostamento di prospettiva: pensandolo innanzitutto come oggetto, proponiamo una sociologia del libro in quattro puntate. Partiamo dalla lettura come esperienza sensoriale.

Un libro è un oggetto sociale, in quanto presuppone e produce relazioni, ma anche – e prima di tutto – un oggetto materiale. È infatti materico, dotato di proprie dimensioni, di un peso, di una concretezza imprescindibili. Soprattutto quando parliamo di narrativa, inoltre, il libro non coincide con la storia che contiene ma ne è, piuttosto, il supporto: in senso funzionale, quindi, non c’è poi molta differenza fra le tavolette d’argilla, i rotoli di papiro, i volumi di carta e i reader digitali.

Dal punto di vista sensoriale, invece, la differenza c’è eccome: è proprio con questo supporto, infatti, che entriamo inizialmente in contatto quando vogliamo leggere una storia e sono proprio le sue proprietà sensibili che, in molti casi, ci fanno preferire un libro ad un altro. Ecco perché proprio e solo dalla sua materialità può partire una ricostruzione della sociologia del libro.

Continua a leggere l’articolo in LeNiùs.

6 Risposte to “La lettura come esperienza sensoriale”

  1. Bruno Chiaranti Says:

    GIà e il Kindle? è menzionato alla fine e non può dare certamente la stessa sensazione dell’edizione americana di Firmino con il morso dei suoi dentini sulla destra del volume.

  2. acabarra59 Says:

    ” 8 aprile 1987 – La matta guarda i lettori che irrompono nella sala di lettura e a ogni nuova entrata si scompiscia dal ridere. “. [*]
    [*] La s-formazione dello scrittore / 41

  3. LiveALive Says:

    Quasi mi vergogno quando devo parlare dell’oggetto-libro: mi sembra di apparire superficiale, uno che il libro poi manco lo legge (e invero ho la scrivania piena di letture arretrate e di libri che non trovano più posto da altre parti). Eppure passo tutti i giorni davanti a un negozio di libri antichi: ha un libro sulle teorie di Newton “spiegate alle signore” che ruberei volentieri, neanche tanto per leggerlo quanto per poterlo “sentire”.

    Poi ci sono quegli oggetti-libro che vanno oltre il libro e cercano di essere “digitalmente inimitabili” (e si sta verificando anche in pittura). Ricordo che da piccolo avevo un libro con un buco in alto a destra, un buco che stava anche al centro della storia, e alla fine del libro si chiedeva di chiuderlo con un fiocco.
    Ma c’è anche la controparte digitale di ciò, sfruttando collegamento ipertestuali, siti collegati al testo, una maggior economia nello sfruttare le immagini, eccetera.

  4. acabarra59 Says:

    ” Martedì 25 marzo 1997 – C’era anche un bionda carina e io, sbirciando nel libro che stava fotocopiando, ho intravisto un titolo che non vedevo da più di vent’anni: Il newtonianismo per le dame, di Francesco Algarotti. Me lo ricordavo bene perché, più di vent’anni fa, ci feci sopra una specie di scherzo, una specie di parodia: Il mansonianismo per le dame – erano i tempi di Charles Manson, quello della Setta di Satana, e della povera Sharon Tate, che era bionda anche lei -, chissà che cosa volevo dire, forse allora mi sentivo diabolico ma, come al solito, mi sbagliavo. Comunque, dato che lì per lì non mi ricordavo l’autore, ho chiesto alla carina di dirmelo, ma non lo sapeva nemmeno lei, e così abbiamo sfogliato un po’ insieme il suo libro, e lei avrà pensato che volevo attaccare, e invece no, ma anche. Comunque che il libro fosse un po’ galeotto non lo si può negare e, cercando al catalogo, ne ho avuto conferma leggendo che il titolo per esteso è: Il newtonianismo per le dame ovvero dialoghi sopra la luce, i colori, e l’attrazione. Che, dopotutto, è esattamente quello che studio io. E ancora non ho finito. E infatti la bionda carina, per la quale provavo una certa attrazione, è sparita e ho pensato che non ci vedremo mai più. “. [*]
    [*] La s-formazione dello scrittore / 43

  5. Giulio Mozzi Says:

    Temo che ti toccherà accontentarti, LiveAlive, del file di Google Books. (Per il Newtoniansimo per le dame, dico).

    http://books.google.it/books?id=C3k5AAAAcAAJ&lpg=PA151&ots=mXJ7Gxvgsu&dq=newtonianesimo%20per%20le%20dame&hl=it&pg=PA151&output=embed

  6. luccone Says:

    L’ha ribloggato su Dentro il cerchio.

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