Remix

by

di giuliomozzi

Aspetto un taxi.
Arriva il taxi.
Aspetto un taxi che non arriva.
Non ho ancora chiuso la porta.
Arriva il taxi.
Allunga la mano sul cruscotto.
Aspetto un taxi.
Aspetto un taxi che non arriva.

“Guardi che Stravinski andava benissimo”.
“Ma noi abbiamo una sponsorizzazione”.
“Le dirò che a me Stockhausen andava benissimo”.
“Me ne frego della sponsorizzazione”.
“Pretendeva che le mettessi su i Genesis”.
“Ma non avevate una sponsorizzazione?”.
Il tassista frena di colpo.
“Può scendere”, dice. “Gli Einstürzende Neubauten vanno benissimo”

“E’ un capolavoro della musica del nostro tempo”.
“Mi fa cagare”.
“Non le piace questa radio?”.
“Lo decido io”.
“Questa radio qui”.
“Si rende conto?”.
“Non ne dubito”.
“Mi fa cagare”.

Sono alla stazione ferroviaria.
E’ mezzanotte passata.
Sono le sei di mattina.
Sono davanti al cancello di casa.
Sotto la pensilina del posteggio.
E’ mezzanotte passata.
Piove fitto.
“Le chiamo un collega, se vuole”.

Rip.: Aspetto un taxi.
Arriva il taxi, ecc.

5 Risposte to “Remix”

  1. Cristian Says:

    Padova, stazione, esco sul piazzale, vado verso i taxi.
    – Qui la lista, guardi se va bene.
    – Cosa?
    – Prima di salire, la roba che si ascolta e non si ascolta sui taxi padovani.
    – Mah … comunque ci vuole un po’ di tempo, è lunga.
    – Guardi è per la sua e nostra sicurezza, non vogliamo storie discussioni incazzature interruzioni delle corse.
    – Mah … ma che storia è questa?
    – Guardi, purtroppo c’è un tale che imperversa, uno che evidentemente vive per rompere le balle. Prende taxi a tutte le ore, e poi pianta programmaticamente discussioni sulle musiche trasmesse dalle nostre radio … Ma non basta, da qualche settimana ha anche fatto scuole e ci sono altri che prendono il taxi e dopo giù scenate per la musica che sentono … Una cosa impressionante , una malattia, un contagio … Non ne possiamo più. Per cui, ha capito? Una azione preventiva …

  2. acabarra59 Says:

    “ 16 aprile 1994 – Il babbo suonava benissimo. In virtù di un « orecchio » formidabile, pur senza conoscere la musica, riusciva ad improvvisare qualsiasi cosa al pianoforte. Un dono che gli veniva sicuramente dal padre, violoncellista e direttore d’orchestra. Io non sono mai riuscito a imparare a suonare niente. Io, sempre soltanto la voce. “. [*]
    [*] La s-formazione dello scrittore / 25

  3. RobySan Says:

    “E’ passato un taxi?”
    “No, non ancora.”
    “Ma sono rimasti taxi?”
    “Che domande.”
    “Taxi con autoradio, dico”
    “Sì, con autoradio: non ci sono più autoradio.”
    “Nemmeno per Stockhausen?”
    “Nemmeno.”
    “Nemmeno per Stravinskij, o Einsturzende?”
    “Non è rimasto niente.”
    “Oltre alla pioggia?”
    “Niente che si possa ascoltare.”
    “Allora andiamocene.”
    “Andiamo.”

    Restano lì.

  4. gian marco griffi Says:

    Giulio, fatti sta patente. E’ ora.

  5. acabarra59 Says:

    “ 17 novembre 1982 – Gli auto. Lei era una Mini. Verde poi rossa. Cina o Inghilterra? Anche lui era una Mini. Lui una Volvo. L’amico una Citroen. Vorrei tanto (essere) una Volkswagen. Lei era anche una bicicletta. E pattini. Che le furono regalati. Che bella coppia: un auto, un’auto. Lui era molte auto. Ma tutte senza patente. Era un anarchico. “. [*]
    [*] La s-formazione dello scrittore / 26

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