Deviazione

by

di giuliomozzi

E’ mezzanotte passata. Piove fitto. Sto alla stazione ferroviaria, sotto la pensilina del posteggio, e aspetto un taxi che non arriva.
Arriva una ragazza tutta stretta in un giacchino troppo leggero, mal protetta da un ombrello troppo piccolo. Si mette anche lei ad aspettare, sotto la pensilina.
“Mi scusi”, dice la ragazza, “ma i taxi arrivano?”.
“Sto aspettando da una decina di minuti”, dico.
“Fa un freddo cane”, dice la ragazza.
“Senta”, dico, “io devo andare”, e le dico dove devo andare. “Se siamo più o meno nella stessa direzione, il primo taxi che arriva lo prendiamo tutti e due”.
“Guardi”, dice la ragazza, “io devo andare proprio”, e mi dice dove.
“Siamo di strada”, dico.
“Infatti”, dice la ragazza. “Facciamo a metà?”.
“Affare fatto”, dico.
Ci rimettiamo ad aspettare.
Il taxi arriva.
Apro la porta e dico: “Prego”.
“Ma è Venezia 12”, dice la ragazza.
Do un’occhiata.
“Sì, è Venezia 12”, dico.
“Io su Venezia 12 non ci salgo”, dice la ragazza.
“Perché?”, dico.
“Ha sempre una musica che fa cagare”, dice la ragazza.
“Vabbè, senta”, dico, “io vado”.
“Vada, vada”, dice la ragazza. “Non sarà per cinque minuti d’attesa che morirò di freddo”.
Salgo a bordo.
Non ho ancora chiuso la porta che riconsco il tipico sound degli Einstürzende Neubauten.
Do l’indirizzo.
Il tassista allunga la mano sul cruscotto.
“Fermo”, dico.
“Che c’è?”, dice il tassista.
“Gli Einstürzende Neubauten vanno benissimo”, dico.
“Ah”, dice il tassista.
Si avvia.
“Sa”, dice il tassista, “pensavo che lei fosse amico di quella là”.
“La ragazza?”, dico.
“Sì”, dice il tassista.
“No”, dico. “Non siamo amici”.
“Meno male”, dice il tassista.
“Perché?”, dico.
“L’ho presa su un paio di volte, su quest’ora”, dice il tassista.
“E dunque?”, dico.
“Si figuri”, dice il tassista. “Pretendeva che le mettessi su i Genesis”.
“I Genesis?”, dico.
“I Genesis”, dice il tassista. “Si rende conto?”.
“Be'”, dico, “sempre meglio dei Pink Floyd”.
Il tassista frena di colpo.
“Può scendere”, dice.
“Ma…”, dico.
“Può scendere”, dice il tassista. “Fine corsa. A carico mio. Le chiamo un collega, se vuole”.
“Ma…”, dico.
“La prego”, dice il tassista. “Non vorrei perdere il controllo di me stesso”.

18 Risposte to “Deviazione”

  1. GattoMur Says:

    …allunga la mano sul cruscotto…
    A me i Pink Floyd fanno cacare.

  2. deborahdonato Says:

    Sto dalla parte del tassista. Al diciottesimo rigo c’è un “Pego”.

  3. Stefano Says:

    Tutto sommato è andata bene. Mi pare ci fossero tutti presupposti per una scena pulp tipo Vincent Vega che sparpaglia il cervello del passeggero un po’ ovunque…

  4. Giulio Mozzi Says:

    Ho corretto. Grazie, Deborah.

  5. giornivariabili Says:

  6. dm Says:

    Tre narrazioni brevi con musica & tassisti sembrano l’avvio di un mondo che ruota attorno a musica & tassisti. A me. Una specie, non so, di iper-romanzo ossessivo fatto di musica & tassisti. Ma anche una guida musicale. E un manuale di sopravvivenza ai tassisti di questo mondo. Ma ho la febbre, non metto la mano sul fuoco della mia percezione (sfocata).

  7. Paolo Says:

    I Genesis potevano anche rivelarsi un buon argomento di conversazione (al freddo)…
    [“L’ho presa su un paio di volte, su quest’ora”, è voluto?]
    Sono solo io che devo cercare in rete la colonna “sonora” di questo acerrimo dibattito musicale?… (mi sento profondamente ignorante)

  8. Fernando Says:

    Ah, l’eterna lotta fra Pink Floyd e Genesis… Io preferisco altro, ma lo dico sottovoce; non si sa mai che un domani mi capiti di avere bisogno di un taxi.

  9. acabarra59 Says:

    ” Mercoledì 18 maggio 2005 – Poi trovo il tassista che si ferma per farmi passare. Ma non è gentilezza, è il tassametro. (C’è gente che a perdere tempo – a perdere il tempo? – ci guadagna) ” [*]
    [*] La s-formazione dello scrittore / 23

  10. giordano boscolo Says:

    Per me, che sono stitico, questi taxi sarebbero un toccasana

  11. fausta68 Says:

    ma insomma, questi tassisti!!!!

  12. acabarra59 Says:

    “ 18 giugno 1994 – « Non s’era finito di leggere la cifra sul tassametro che una intera botte d’acqua sudicia già s’era abbattuta sui nostri poveri corpi, dal balcone dell’albergo; il dono proveniva da alcuni notabili, uomini e donne che si dilettavano, per la durata del carnevale, d’annaffiare il malcauto turista straniero. Udimmo tra le bestemmie nostre, un “ Gracias! “ diretto al taxista dall’alto, e una moneta rotolar sul selciato… Quel mànfano ci aveva fatto scendere, a bella posta, a portata di secchio. » (Enrico Fulchignoni, Diario americano , 1961) “. [*]
    [*] La s-formazione dello scrittore / 24

  13. Giulio Mozzi Says:

    Paolo: “L’ho presa su un paio di volte, su quest’ora” è italiano regionale colloquiale.

  14. GattoMur Says:

    Ma e “allunga la mano su cruscotto”?

  15. Giulio Mozzi Says:

    Corretto. Grazie, Gatto.

  16. Cristian Says:

    Padova, stazione, esco sul piazzale, vado verso i taxi.
    – Qui la lista, guardi se va bene.
    – Cosa?
    – Prima di salire, la roba che si ascolta e non si ascolta sui taxi padovani.
    – Mah … comunque ci vuole un po’ di tempo, è lunga.
    – Guardi è per la sua e nostra sicurezza, non vogliamo storie discussioni incazzature interruzioni delle corse.
    – Mah … ma che storia è questa?
    – Guardi, purtroppo c’è un tale che imperversa, uno che evidentemente vive per rompere le balle. Prende taxi a tutte le ore, e poi pianta programmaticamente discussioni sulle musiche trasmesse dalle nostre radio … Ma non basta, da qualche settimana ha anche fatto scuole e ci sono altri che prendono il taxi e dopo giù scenate per la musica che sentono … Una cosa impressionante , una malattia, un contagio … Non ne possiamo più. Per cui, ha capito? Una azione preventiva …

  17. matteobarbiero Says:

    Bello!

  18. elisabetta58 Says:

    splendida questa!

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