La macchina per cucire (Le cose che ci sono in casa, 124)

by

di Domenico Pugliese

[Le regole del gioco sono qui].

Quasi mobile di altri tempi,
in legno e di ferro stampato,
immobile, quieta, silenziosa
stai in ombra, in un angolo
della sala d’ingresso di casa.

Tra le volute dei ghirigori
bruniti e le scritte dorate,
segni di ruggine, ferite del
tempo passato, fan capolino.
Omen nomen, tu Singer davvero,

con gai ticchettii, simili
a quelli dei sincopati ritmi
americani, accompagnavi
le canzoni di D’Anza che mamma
canticchiava muovendo le gambe

snelle e veloci per azionare
te , specie di cyclette monogamba.
Hai cucito pistagne, fettucce,
martingale, polsini, stamigne,
i miei primi calzoni con tasca,

il nascondiglio dove tenevo
i miei tesori di bimbo: carte
pezzi di spago, biglie di vetro,
figurine Panini, nocciole,
il cuore disegnato da Lina,

la bella bambina con gli occhi
blu e i lunghi capelli neri,
compagna di classe preferita.
Adesso, tacita e inerte,
ricuci passato e ricordi.

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