Fate un confronto

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Leggete questo titolo (dalla prima pagina de Il Messaggero in rete, oggi alle 18.15). Cliccateci su, e leggete l’articolo. Poi domandatevi:
– se il titolo in prima pagina vi pare corretto,
– se pubblicare la faccia del tipo vi pare corretto.
gm

21 Risposte to “Fate un confronto”

  1. viola Says:

    Secondo me é corretto pubblicare la faccia del mostro , anche perché tutte le città hanno telecamere e nessuno ha chiesto a noi il consenso per la questione della privacy , con la scusa della lotta al terrorismo siamo tutti spiati sia nelle strade e dappertutto .il titolo é un po’ esagerato nel senso che linciato non lo é stato di sicuro , ma ti giuro io ho due figlie di 10 e 3 anni e se dovesse succedere una cosa del genere , perderei la lucidità , nonostante che non ho mai ucciso nemmeno una mosca , sai i bambini sono così indifesi e ci sono mostri in giro .

  2. Alessandra Celano Says:

    Le tue domande sono chiaramente retoriche. aggiungerei che questo modo di fare “informazione” è proprio schifoso. (Ma, poi: si dice “scoppia in un pianto A dirotto”?)

  3. Gianni Dello Iacovo Says:

    E’ un titolo fuorviante perché ha tentato di rapire e non “ha rapito” ed inoltre non è stato linciato. Purtroppo siamo invasi da titoli ingannevoli o sbagliati (spesso non solo i titoli).
    Se fossimo sicuri che il “rapitore venga liberato solo quando guarito, sarebbe sbagliato pubblicare nome e foto. Se c’è il rischio che tra due giorni venga liberato e possa molestare altre persone la pubblicazione della foto è purtroppo l’unica tutela che hanno i luoi vicini (guardate che questo signore è malato tenetelo sott’occhio).

  4. Elianto Says:

    Ehm… Anche sbattere la testa “ad un palo di un semaforo” mi pare degna di nota. Il titolo è inappropriato (l’uomo non ha rapito la bambina). La pubblicazione della foto pure; soprattutto se, come viene ipotizzato nell’articolo, il potenziale rapitore può soffrire di qualche patologia psichica.
    Anche io ho un figlio piccolo e, come Viola, probabilmente perderei la testa in una situazione del genere. Ma non amo la giustizia fai da te. Né questa specie di giornalismo, becero, sensazionalista, infingardo.

  5. acabarra59 Says:

    ” 29 luglio 1986 – Con l’universo orrendo i media ci fanno pranzo colazione e cena. “.

  6. dm Says:

    A margine.
    Il titolo dell’articolo all’interno del giornale è ed era: “Paura a Roma, un uomo tenta di rapire bimba. I passanti intervengono e lo fanno arrestare”.
    Il titolo nella prima pagina è quello riportato da Giulio.
    Non è un problema che riguarda solo il messaggero. Le “prime pagine” dei giornali in rete sono gestite col culo. Ho smesso di leggere la gran parte dei giornali in rete per via dell’irritazione cutanea e perinasale scatenata dai titolisti (o chi per loro decide le prassi redazionali). Ho riscontrato che riportando gli errori consapevoli dei titoli in prima pagina nei commenti sotto al relativo articolo, si perde solo tempo, si viene censurati o comunque l’errore resta (il Corriere.it vanta una censura, in questo senso, sorprendente).
    Io un giornale che mi prende per il culo, nella sua prima pagina, attirando il mio “click” con l’astuzia di alterare sensibilmente la notizia con un’approssimazione per eccesso (o riportando il falso deliberatamente) non solo evito di leggerlo, ma evito di trattarlo meno rudemente della carta che si trova nei bagni.
    E anche questo l’ho tolto dallo scarponcino.
    .

  7. RobySan Says:

    Anche i cartelli di “avviso” di articoli sensazionali, che potete vedere al di fuori di qualunque edicola (specie se di paese), sono fatti precisamente allo stesso modo (quello spiegato poco sopra da dm).

    Del resto: che tra titolo, filetto e articolo vi siano discrepanze logico-formali anche gravi (se non addirittura insultanti) non è storia nuova.

    Titolare “Rapisce una bimba…”, oppure “Tenta di rapire una bimba…” è in entrambi i casi sbagliato perché:

    a) la bimba NON è stata rapita, dunque il primo titolo è sbagliato

    b) il soggetto potrebbe essere affetto da seri problemi psichici, dunque non sappiamo se il suo è un tentativo di rapimento (consapevole) e non invece un gesto dettato da qualche forma di sconvolgimento o alterazione mentale. Per questa ragione anche il secondo titolo è sbagliato.

    Pubblicare la fotografia del tipo? Al solito si tratta di sensazionalismo di provincia (benché nella capitale!): non sappiamo ancora nulla di quel signore. Non possiamo marchiarlo come lupo mannaro.

    Ma infine, forse, è la stessa tecno-struttura dell’informazione che non crede in se stessa e mira a sparare alto, a effettone. Tanto quella foto, fra tre giorni, nessuno più se la ricorderà.

  8. dm Says:

    RobySan, io la penso così.
    Tra le approssimazioni, si tratta di scegliere quella più igienica.
    E c’è una differenza tra i cartelli promozionali dei giornali e i giornali. I primi non sono e non possono essere considerati “voce” del tal giornale.
    Un titolo nella prima pagina di un giornale è, invece, nella responsabilità (anche giuridica) di chi lo scrive e del direttore (indirettamente, per condotta omissiva).

    p.s.
    Vivo anch’io in provincia. Anzi, nella provincia della provincia. E proprio per questo, coi cartelli cui ti riferisci si fa grande attenzione. Perché il mondo è piccino. La distorsione tende, al più, a ingigantire notizie locali così che sembrino nazionali, e quando esagerano internazionali.

  9. dm Says:

    Sulla differenza tra giornalismi. Esempio frivolo.

    Titolo e sommario, dal Corriere.it

    Balotelli, addio Italia. Va al Liverpool
    Il Milan lo cede per 20-22 milioni. Raiola in Inghilterra per discutere dello stipendio. E adesso Galliani tratta Jackson Martinez e Cerci, ma il sogno è Falcao

    Attacco dell’articolo del Corriere.it

    Mario Balotelli a un passo dal Liverpool. Il suo procuratore Mino Raiola incontrerà il club inglese alle tre di questo pomeriggio per cercare un accordo economico sullo stipendio del giocatore, che – a questo punto – verrà sicuramente trovato.

    Titolo e sommario, da Ansa.it

    Balotelli, quasi fatta tra Milan e Liverpool per cessione.

    Per concludere l’affare si lavora sull’accordo fra l’attaccante e il club inglese

    .

  10. dm Says:

    Titolo e occhiello dal Guardian (tanto per):

    Liverpool close to £16m deal to sign Milan striker Mario Balotelli
    21 Aug 2014: Liverpool are close to agreeing a deal with Milan to sign Mario Balotelli and will hold talks with the striker’s agent on Thursday to discuss personal terms.

  11. gian marco griffi Says:

    L’importante è che Balotelli vada via dal Milan. Se non lo compra il Liverpool almeno che lo rapisca il tipo dell’articolo.

  12. dm Says:

    (Secondo me, Mario Balotelli ha tutte le qualità per rapirsi da sé.)

  13. acabarra59 Says:

    “ 16 gennaio 1993 – « Generale, Totò è con noi » (Titolo di Repubblica sull’arresto di Riina) “.

  14. acabarra59 Says:

    “ 9 dicembre 1987 – C’è sempre qualcosa di patetico, di scolastico, di penoso, di un po’ schifoso nel giornale, solo a saperlo leggere. Quel titolo che suona strano perché non si è potuto usare quella parola già usata nel titolo accanto, quel dire « nostro servizio » quando è evidente che è lo stesso che hanno anche gli altri giornali perché si tratta di un’agenzia, quel punto interrogativo, quel punto esclamativo interdetti anche dov’erano indispensabili, quelle firme, quelle siglette, quelle faccine. Mezzi di comunicazione di massa? Facciamo mezzucci. “.

  15. Giulio Mozzi Says:

    Viola: il tipo non è un “mostro”. E’, a quel che si capisce dall’articolo, un poveretto fuori di testa.
    Le telecamere nelle strade non sono state messe “con la scusa della lotta al terrorismo”.
    Il titolo non è “un po’ esagerato”: è menzognero.
    Il titolo non lo ha scritto la madre della bimba: l’ha scritto un professionista, tranquillo e sicuro nel suo ufficio con l’aria condizionata. Da lui (o lei che sia) ci si deve aspettare il controllo emotivo.

  16. acabarra59 Says:

    “ Senza data [1980] – Nel giornalismo che aborrisce / abolisce i punti interrogativi la dispersa plebe delle certezze minuscole. Chiarezza, chiarezza e il nero solo in certe occasioni. Il qui, l’oggi, il mattino, e se è la sera è illuminata a giorno. L’effimero portato avanti, dietro non c’è mai niente. La memoria archivio. Al quarto piano. La preghieralaica del mattino. Ma io pregavo la sera. Prima di addormentarmi. “.

  17. acabarra59 Says:

    : “ 27 ottobre 1985 – « Il mostro non si è fermato mai un momento », scrive il giornalista. Ma dimentica di aggiungere: « La notte segue sempre il giorno », etc. “.

  18. gian marco griffi Says:

    “22 agosto 2014 – a parte che oggi è il compleanno di mia madre – auguri mamma Mary – che poi è anche un verso di quella canzone dei Beatles che dice «Mother Mary comes to me», – gli inviati del Messaggero hanno scoperto che il mostro rapitore è Jimmy Fontana.
    E non importa che Jimmy Fontana sia “morto”, purtroppo per lui e per la musica leggera italiana, l’undici settembre – data funesta anche per altri motivi – duemilatredici”.

  19. acabarra59 Says:

    “ 31 luglio 1984 – L’atteggiamento « scientifico » nei confronti del testo letterario – fino all’instaurarsi di un vero e proprio tabù del contatto diretto con il medesimo per una moltitudine di lettori che con la letteratura sono riusciti a non avere nessun vero rapporto -, la lucidità analitica etc. non impediscono che la potenzialità mitico-allucinatoria della scrittura si riproponga altrove che nei libri di letteratura propriamente detti, per esempio nelle letterature « minori » o minime e, soprattutto, nel giornalismo. “.

  20. Andy Says:

    “Follia a Roma: linciato dalla folla inferocita per aver preso in braccio una bambina moldava che credeva in pericolo”.

  21. acabarra59 Says:

    “ Giovedì 23 maggio 1996 – I giornalisti, anzi: i titolisti – che sono giornalisti anche loro -, scrivono spesso la parola « diario ». « Diario » di qua, « diario » di là. Anche stamani ne ho letto uno: « Diario di un giorno di fuoco » (era Roma ieri, nel giorno della finale della Coppa dei Campioni – vinta dalla Juve, va detto, da uno che, se non è juventino, nel ‘58 lo era, parecchio tempo, va detto, prima di Veltroni). I giornalisti anzi i titolisti scrivono « diario », ma solo per scherzo. Anzi, un pochino anche per scherno, perché pensano – a buon titolo – (ah ah) – che i diari li scrivono i ragazzi anzi le ragazzine, quelli dello zainetto, del cuore di panna, quelli di quanto mi ami, li scrivono una volta e poi mai più. I giornalisti pensano che il diario vero è quello che scrivono loro, che si chiama « giornale », senza « intimo », anzi per niente. È un po’ come il cinema, che ci fa vedere musei, quadri, pittori come se la pittura lo riguardasse personalmente, – mi ricordo sempre quel film di Huston su Toulouse Lautrec, che forse era Mel Ferrer, che era « da piangere », che era un’« americanata » – e invece è soltanto un modo di dire e, un pochino, una beffa. Io, che tutte queste cose le so, scrivo davvero – e lo scherzo sta qui – un diario. Chissà che cosa credo di fare. “.

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