Il paradiso

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4 Risposte to “Il paradiso”

  1. acabarra59 Says:

    “ Giovedì 24 novembre 2005 – « L’ispettore del ministero aveva assunto il classico cipiglio della persona seccata. Mi disse con tono abbastanza risoluto: “ Alt! “. Io (ero in quel momento davanti al monumento di Ubaldino Peruzzi a Firenze) mi fermai impaurito. “ Che c’è? “, dissi arrossendo e nascondendomi dietro al monumento di Ubaldino Peruzzi a Firenze. L’ispettore del ministero, che aveva assunto poc’anzi il classico cipiglio della persona seccata, mi disse: “ Sapreste, di grazia, indicarmi dov’è l’ufficio postale? “. » (Lamberto Pignotti [*], Le nudità provocanti, 1965) [*] Il correttore automatico insiste a farmi scrivere « Pienotti ». Mah. Forse Pignotti è un po’ grasso, forse il correttore automatico lo conosce… Mai conosciuta una testa di cazzo più testa di cazzo del correttore automatico… “.

  2. Mery Carol Says:

    Quel tipo (il correttore automatico) odia persino i diminutivi. Guai a scrivere tovaglietta!

  3. Chiara Eno Says:

    Odi(o) al correttore automatico.

    1) “Ridondanza funzionale, poiché attribuisce all’uomo una
    posizione di spettatore irresponsabile”
    2) “Le finalità sono scomparse: sono i modelli che ci generano”

    Jean Baudrillard

  4. acabarra59 Says:

    “ Lunedì 26 maggio 1997 – Quando il correttore ortografico automatico del programma Aldus Page Maker mi propone di sostituire « Bontempelli » con « Buontemponi », capisco che quelli che dicono che il computer è solo un cretino molto veloce, non solo non la dicono giusta, ma anzi, come ho sempre pensato, sbagliano proprio. Quello che questa piccola macchina luminosa e ronzante insieme a cui trascorro tante ore della mia un po’ troppo monotona vita è, è un tipo allegro, un cuorcontento, un burlone, uno sempre in vena di scherzi, un buontempone, insomma. E, alla fine, mi è anche simpatico. (E comunque io ormai penso che c’è bisogno di cretini. Vivere in un mondo di professori, di dottori, di laureati, di laureandi, di intelligentoni, di ragazzi prodigio, è francamente insopportabile. Sarà perché io sono cretino. Lo sono sempre stato. Lo siamo sempre stati tutti, in famiglia. Era un cretino il nonno, che stava ore nella sua poltrona davanti alla tv, un po’ guardando, un po’ dormendo, un po’ sognando, e, ogni tanto, si tirava su per sporgersi di lato e calare il lungo filo bianco di uno sputo nell’apposito contenitore. Era un cretino il babbo, lo so per certo, che stava tutto il giorno davanti alla tv e non sputava nemmeno. Uno, se anche è stato furbo, viene sempre il giorno che diventa cretino, perché i vecchi, il fatto è questo, sono sempre cretini. Perché non capiscono, e non capiscono perché sono come capitati per caso in un posto di cui non sanno niente, come ospiti, come turisti, come stranieri, come immigrati extra-comunitari. Perché si vede, che sono vecchi, da come guardano tutto, invasi da una specie di ebetudine, da un immenso stupore) “.

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