L’orologio (Le cose che ci sono in casa, 101)

by

di Mario Borghi

[Le regole del gioco sono qui].

Chi è il tuo padrone, non lo dici
O cosa ne fai, nemmeno
Sicuramente ordisci malefici
Degli attimi di cui vai pieno

A nulla è valso l’ignorarti
L’abbandonarti senza moto
O privando il corpo dal portarti
Con l’illusione di campar d’ignoto

Ho deciso, lo sai, ti detesto
Senza concederti l’appello
Tra quegli scatti doppi, immodesto
Ché ti compiaci di infligger flagello

Orpello falso, di rara bellezza
Alla vita imponi il tuo fuso
Poi lo rompi, d’insensibile durezza
Inclemente e bastardo colluso

Chi è il tuo padrone, non lo dici
Ma ai tuoi servi non dai scampo
Siete volgari, tu e i tuoi amici
Della mia casa abusivi contatempo

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