La libreria (Le cose che ci sono in casa, 98)

by

di Domenico Pugliese

[Le regole del gioco sono qui].

Di faggio stagionato
e tinta color noce,
silente reggi il peso
perfino di quei libri
che non riuscivo a regger
quando studiavo, un tempo, 
alla università.

Generosa dispensa 
di cibo per la mente
(ed, altresì, per tarli
e pesciolin d’argento),
sei ancora il mio segreto
giacimento di sogni
nelle sere d’inverno.

Abituale nido
d’opere di cultura,
adesso accogli pure,
disseminate a caso,
tra le file di libri
e ninnoli di coccio,
opere di coltura.

Sul tuo ripiano in alto
mia moglie ha posto vasi,
con ,immersi nell’acqua,
pezzetti di patata,
giacinti, ficus, crocus
dracene e philodendri.

I tralci germogliati
che scendono a lambire
le phalaenopsis nane,
accanto a delle foto
di me e di lei, in cornice,
ti donano un aspetto
un po’ cimiteriale.

Ogni ripiano sembra
un loculo di legno
dove sono sepolti
ricordi del passato
a riposare in pace.
Manca solo la scritta:
“Non fiori, ma una prece”.

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