L’asciugatore di panni (Le cose che ci sono in casa, 93)

by

di Antonella Bavetta

[Le regole del gioco sono qui].

La mia casa fu proprio colma
di porzioni di corpi adorna
moltitudini straripanti
quantitativi strabilianti
di libri, soprammobili
pigiati ai quattro angoli
sui divani accostabili
in corridoi azzurrognoli

Ma sopra ogni cosa
in siffatta casa adiposa
ho odiato la danza
intorno alla stanza
fatta ogni giorno
tutt’intorno
domandandomi: “Avrò mai un posto
abbastanza nascosto
in cui lui, asciugator di panni,
stia comodo o privo di danni?
Ora qui ora là
davanti all’armadio non ci sta
non va comodo in soggiorno
figuriamoci da contorno
in cucina piccolina
ma allora cosa faccio?”
mi dissi un po’ tapina
sfortunata disgraziata
tra i panni pinzati
sui fili incastrati

Mirai al soffitto
ma mi trovavo in affitto
poi in ultimo appiglio
lo collocai sul giaciglio
non stava saldo
il ribaldo
ma io cocciuta
mai abbattuta
mi misi al sonno
con lui in affanno
fino all’ultimo giorno ammaccato
quando inasprita dal concubinato
lanciai l’asciugator dall’abbaino
gridando: “Andrò alla tintoria qui vicino”.

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