Il personal computer (Le cose che ci sono in casa, 92)

by

di Alessandra Celano

[Le regole del gioco sono qui].

Mio PC, tecnologico portento
che credevo strumento di lavoro,
hai spalancato le finestre al vento,
mi hai trascinata in un’età dell’oro.

Il sapere, le vite immaginate
e immaginarie, il vero e il falso, brama
di fama, riso e pianto a rate,
tutto in un formidabile diorama.

E voi chi siete, e chi vi ha convocati
elettrici fantasmi, ilari lari
familiari, insediati a casa mia?

Sconosciuti, mi diventate cari
(mi sbigottisce ancora la malìa)
poi spengo tutto e ve ne siete andati.

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6 Risposte to “Il personal computer (Le cose che ci sono in casa, 92)”

  1. cristian Says:

    vero

  2. acabarra59 Says:

    “ 4 dicembre 1994 – Vorrei raccontarti di quando mi siedo al computer. Mi siedo e la sedia fa un cigolio di benvenuto. È l’unico rumore perché appena seduto è calato il silenzio. Accendo la macchina e ascolto i fruscii, i ticchettii dell’hard-disk che comincia girare. Quando fa il bip bip vuol dire che tutto è pronto per digitare. Poi lo schermo, che era nero, diventa blu. È il coperchio della scatola magica. Alzandolo con i comandi appositi entro nel mondo meraviglioso dei file da me creati. Alt, F, A. Si comincia a leggere, si comincia a scrivere. “.

  3. Stefano Serri Says:

    Interssante la rima con “diorama” e gli “ilari lari / familiari”

  4. Sonetto del personal computer (connesso) | Piove sul bugnato Says:

    […] Anche questo sonetto è un mio contributo al gioco delle Cose che ci sono in casa […]

  5. Claudio Says:

    Ti basta un clic, ed ecco che ci inghiotte
    il cono d’ombra del computer spento:
    le nostre voci restano nel vento
    degli elettroni e, mute, nella notte

    del tuo pc, ormai nero firmamento
    di fredde stelle dalle luci rotte,
    s’ammucchian, nel silenzio buio, a frotte,
    vive e pur morte, e preda di sgomento.

    Poi, mentre sospiriamo rassegnati
    a rimaner dai tuoi pensieri fuori,
    soffi di vita in bytes cristallizzati,

    palpiti immoti di sospesi cuori,
    arrivi ed ecco – clic! – resuscitati
    sbocciam di colpo, insieme, come fiori.

  6. Alessandra Celano Says:

    grazie anche qua, Claudio.

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