Lo spazzolone da cesso (Le cose che sono in casa, 47)

by

di Mendes Biondo

[Le regole del gioco sono qui].

Se ne sta zitto
mogio, triste e bianco
in un angolo del bagno
rinserrato
in una coppetta.

Spera sempre,
quel povero caro,
di non venir mai usato
e quando il duro
destino gli tocca di abbracciare
spera in qualcosa
da poco da pulire.

Che terrore
che rabbia,
schiavizzato dal padrone
con la testa nello sciacquone
urla in silenzio
lo spazzolone.

Non una bollicina
non un lamento
per quel tormento
salgono dopo
gorgheggi e
sciacqui e
scrosci e
resti limacciosi della festa
grattati a forza con la testa.

Chiedo io sommessamente,
che sono un poeta da niente,
a tutta questa bella gente
se ha creanza
a far grattar con la testa
quello che getta dalla panza.

Per il fetore e la consistenza,
dico, ci vuole una bella resistenza
a buttarsi nel cesso a capofitto
senza prenderne profitto.

Tag:

Una Risposta to “Lo spazzolone da cesso (Le cose che sono in casa, 47)”

  1. amanda Says:

    povero

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