Il ripostiglio (Le cose che ci sono in casa, 31)

by

di Enrico Ernst

[Le regole del gioco sono qui].

L’intenso desiderio del mondo
il sottile fuoco di mattone della conchiglia
il semi-cuore della scarpa femminile

la strana comunità del
truciolato (la quiete della bottiglia)
la profezia neonata del codice a barre

e l’istante in cui
ogni puzzle
rimane, incompiuto
dentro l’ardito desiderio del mondo

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4 Risposte to “Il ripostiglio (Le cose che ci sono in casa, 31)”

  1. amanda Says:

    bella!

  2. manu Says:

    enrico, mi racconti – se ti va – qualcosa del processo creativo de ‘il ripostiglio’? è fino ad ora il testo che preferisco, perchè più di altri, mi sfugge

  3. enrico ernst Says:

    Oh guarda te Manu, non avevo visto il tuo commento, grazie, con ritardo terribile cerco di dire qualcosa:

    ero al fianco di un ripostiglio, lo guardo: un accumulo di cose/segni… la giornata è bella chiara luminosa… e prima di “dire” quello che vedo ecco che cerco di cogliere il mio sentimento, di fronte al ripostiglio: il sentimento di queste “cose”… per me il sentimento è espresso dal primo e ultimo verso: considero il ripostiglio come un “correlativo oggettivo”, ecco, per dirla con Eliot, del desiderio del mondo… sai: mentre scrivo del ripostiglio devo selezionare gli oggetti che mi colpiscono di più. Poi rileggo. Sono tutti molto “femminili”: conchiglia, scarpa… e poi la dimensione della “profezia” (la profetessa, Gea, la Pizia). Il codice a barre risulta una specie di sineddoche del ripostiglio, per così dire.
    Cioè se questi sono segni, e non del passato, ma come per gli antichi del futuro (il volo degli uccelli), cosa dicono? ma negli ultimi quattro versi, cerco di cogliere una “illuminazione” se vuoi (gioco a puzzle con mia figlia di 5 anni): nessuna “composizione razionale” e di senso (per la “struttura” del ripostiglio) è possibile: ma solo l’espressione del “desiderio del mondo”: e mi accorgo per finire che l’espressione “desiderio del mondo” è felicemente ambigua: perché il genitivo può essere soggettivo e oggettivo… bene, mi dico, bene…

    grazie ancora manu, spero di non averti annoiato…

  4. manu Says:

    non, non mi hai annoiata, grazie🙂
    ho quasi abbandonato la lettura. non riesco a stare più su nulla, tranne qualche verso. fortuna che c’è chi scrive anche in versi. e i tuoi mi sono piaciuti, e continuano a piacermi.

    un saluto

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