L’aspirapolvere (Le cose che ci sono in casa, 27)

by

di Patrizia Argentino

[Le regole del gioco sono qui].

Inizio col dire
che non ti ho cercato:
sei capitato,
un po’ come succede
al terzo figlio.
Fosse stato per me
avrei continuato
a fare la polvere
col panno,
blandamente,
un occhio al sugo
e uno al passeggino,
se avanza tempo
lo smalto sulle unghie.
La perfezione
non era un mio obiettivo,
poi schiacciai on
e nacque il grande amore.
Il gioco è fatto:
tu stani ogni granello,
pelucchi, briciole
e piccoli rifiuti,
et voilà!
Io giustiziera
li condanno a morte.
Delirio di onnipotenza,
direbbe l’analista:
settanta euro,
è un prezzo popolare.
Invece gratis
sto vivendo una passione
che pur nel tempo
non dà segni di stanchezza!
A dirla tutta
ti avrei già sposato,
ma qui in Italia stiamo
ancora indietro.
Temo che presto
mi dovrò sdraiare:
settanta euro,
è un prezzo popolare.

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2 Risposte to “L’aspirapolvere (Le cose che ci sono in casa, 27)”

  1. Francesca Laurino Says:

    molto carina, moltissimissimo

  2. GattoMur Says:

    Forse leggo male io (telefono con piccolo schermo). Ma c’è un “lo giustiziera” che non mi convince.

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