Lo scarico del lavello (Le cose che ci sono in casa, 3)

by

di Valentina

[Le regole del gioco sono qui].

Tutto raccolto in curve sensuali,
là sotto il gran lavello, le parti
disonorevoli accogli, scarti
che nel cucinar non sono vitali:

fondi, briciole, succo di limone
detersivo, residui spumosi
degl’intingoli i sughi melmosi
l’acqua di cottura e vegetazione,

l’olio di conservazione. Fatto
di raccordi, tubi a guarnizione
d’acciaio o plastica resistente,

sei di casa apparato digerente.
Or però non forzar la digestione:
l’effervescente a sturar non fu fatto.

16 Risposte to “Lo scarico del lavello (Le cose che ci sono in casa, 3)”

  1. amanda Says:

    magari l’olio nello scarico no🙂

  2. enrico ernst Says:

    Valentina, ma le apocopi (cucinar, or, forzar, sturar) sono così necessarie? o ironiche? o “metriche”? grazie…

  3. Valentina Says:

    amanda: mi sono limitata a constatare ciò che molti versano nello scarico (e ho taciuto di parecchie altre cose…)

    enrico: sono un po’ metriche (metrica: una cosa su cui ancora devo lavorare molto: mi scuso per l’imperizia) e un po’ ritmiche. dici che potevo/dovevo evitarle?

  4. enrico ernst Says:

    sì, secondo me sì, Valentina. Si rischia il “poetichese”… questa è la mia opinione… magari qualcuno poi la pensa diversamente… anche la costruzione col “genitivo” dl verso 7, per arrivare puntuali allo schema rimico “tradizionale” mi pare un pochetto forzata… ma forse è giusto che tu ti faccia le “ossa” con soluzioni da poesia “pre-verso libero”, e possa metterti alla prova con la forma sonetto… però ecco: “detersivi, residui spumosi / i sughi melmosi degli intingoli” (tra l’altro con una sorta di rimalmezzo) mi parrebbe più interessante, più “autentico” che non “degli intingoli i sughi melmosi” anche se si smarca dalla rima baciata… e comunque: buon lavoro poetico!

  5. Valentina Says:

    sì, mi faccio volentieri le ossa. e sì: prima i vincoli, poi le possibilità. dunque grazie degli appunti e dei consigli.

  6. Giulio Mozzi Says:

    Proposta. Invertiamo i quartetti:

    fondi, briciole, succo di limone
    detersivo, residui spumosi
    degl’intingoli i sughi melmosi
    l’acqua di cottura e vegetazione,

    Tutto raccolto in curve sensuali,
    là sotto il gran lavello, le parti
    disonorevoli accogli, scarti
    che nel cucinar non sono vitali:

    l’olio di conservazione. Fatto
    di raccordi, tubi a guarnizione
    d’acciaio o plastica resistente,

    sei di casa apparato digerente.
    Or però non forzar la digestione:
    l’effervescente a sturar non fu fatto.

    Naturalmente ora le frasi non tornano; ma si possono sistemare. La logica è: mostrare prima le cose che vengono gettate, e poi il luogo in cui vengono gettate (uno zoom all’indietro, si potrebbe dire). Dovrebbe aumentare l’effetto di sorpresa.

    Quanto al metro, diciamo che praticamente nessun verso è un endecasillabo. Forse ti converrebbe, Valentina, lasciar perdere la metrica e provare a cercare un ritmo nel quale ciascun verso contenga una unità sintattica o lessicale; lasciando che le rime, se devono capitare, càpitino.

  7. Valentina Says:

    Giulio: grazie del consiglio sulla metrica. Mi pare un po’ di rinunciare, ma forse va bene così.
    L’inversione del percorso descrittivo potrebbe funzionare, ma a questo punto porterei la prima strofa (“Tutto raccolto ecc.” in terza posizione) e la terza (“l’olio di conservazione ecc.”) in seconda.
    Grazie comunque dell’idea

  8. Giulio Mozzi Says:

    Sensato, Valentina.

  9. franzdeboeuf Says:

    Come dice Giulio, molti versi non sono endecasillabi.
    Ciononostante io non smetterei di esercitarmi nella metrica.
    Basta ricordare dove vanno gli accenti fissi e stare attenti alla sinalefe🙂

    L’ho molto gradita🙂

  10. Valentina Says:

    Grazie, franzdeboeuf.

  11. franzdeboeuf Says:

    Di nulla.

  12. Alessandra Celano Says:

    Ho provato anch’io a cambiare qualcosa, conservando però lo schema iniziale (l’inversione proposta da Giulio mi pare interessante, ma richiede un rifacimento troppo radicale):

    Tutto raccolto in curve sensüali,
    là sotto il gran lavello, tu le parti
    disonorevoli raccogli, scarti
    che al cucinare non sono vitali:

    fondi, briciole, succo di limone,
    detersivo, residüi spumosi,
    i sughi degli intingoli melmosi,
    l’acqua bollente o di vegetazione

    o l’olio di conservazione. Fatto
    di raccordi, di tubi a guarnizione
    di plastica o di acciaio resistente,

    sei di casa apparato digerente.
    Non forzare però la digestione:
    l’effervescente a sturar non fu fatto.

    Nel terzo verso, “accogli” è diventato “raccogli”, che è meno bello e mortifica la generosità accogliente del tubo, però l’endecasillabo funziona. Ho provato anche con “disonorevoli accogli, gli scarti”, ma quei due “gli” consecutivi sarebbero terribili, secondo me.

    @enrico ernst, adesso è rimasto solo “sturar”, ma se fatti non foste a viver ecc., che l’effervescente non fu fatto a sturar lo possiamo accettare, mi pare.

  13. Giulio Mozzi Says:

    Briciole, fondi, sugo di limone
    e detersivo, residui spumosi
    e i sughi degli intingoli melmosi,
    l’acqua bollente o di vegetazione

    e l’olio di conserva. Consistente
    di raccordi, di tubi a guarnizione
    di plastica o di acciaio resistente,

    tutto raccolto in curve sensuali,
    là sotto al gran lavello tu le parti
    disonorevoli raccogli, scarti
    a un sano cucinare inessenziali:

    di casa l’apparato digerente
    tu sei, ma non forzar la digestione.
    Non fatto fu a sturar l’effervescente..

    Note:
    – il primo verso (come già dicevo) così è almeno un endecasillabo;
    – è un problema la rima interna (e per di più pesante, in -one) data da “olio di conservazione”; così ho messo ” di conserva”;
    – così si smarrisce la forma-sonetto, tuttavia abbiamo uno schema di rime ABBA CDC EFFE CDC che ha una sua regolarità (quartine con rime diverse ma medesimo schema, terzine con le stesse rime);
    – esiste il problema di “raccogli, scarti”: dove il primo è verbo, il secondo sostantivo in apposizione; ma essendo uno dietro l’altro, chi legge capisce che siano due verbi, poi torna indietro e si corregge; per questo forse è meglio “accogli, gli scarti”, però quel “gli-gli” è tremendo.
    – ho riformato l’ultimo verso per farlo almeno endecasillabo, con un effetto di “poetichese” che però, forse, in ultimo verso ci sta come mossa comica. Confesso però che non mi pare di capire bene il senso del verso.

  14. Valentina Says:

    Alessandra, molte grazie dell’intervento. Provo a mia volta qualche modifica partendo dalle tue:

    – il v.3 potrebbe essere: “disonorevoli accetti, gli scarti” (mantenendo la passività dello scarico ma perdendo un po’ in morbidezza del suono);
    – il v. 9 potrebbe essere: “l’olio di conservazione. Siffatto” (la “o” all’inizio interrompe un po’ il ritmo, mi pare).

    L’ultimo verso riprende in effetti quello dantesco e quindi, come scrivi tu, magari si può lasciare con l’apocope.

    Giulio, lascerei “l’olio di conservazione”: a me quella rima interna non dispiace, anzi è forse l’unico punto della poesia in cui non farei modifiche.
    (Il tuo dubbio è sul significato dell’ultimo verso già dalla mia versione? In tal caso: intendo dire che normalmente l’effervescente – del tipo Brioschi e simili – si usa per digerire, ma non sarebbe capace di sturare uno scarico, anche se lo scarico è una specie di tubo digerente).

  15. Alessandra Celano Says:

    Valentina, “l’olio di conservazione. Siffatto” non si riesce a leggere come un endecasillabo. Le sillabe saranno pure 11, ma gli accenti non funzionano. Inoltre, se “siffatto” significa “fatto così”, non può sostituire “fatto”, nel contesto in cui lo usi tu. (Non so se mi sono capita, come diceva il buon Frassica)

  16. Valentina Says:

    Sì, lo so. Ma non ho trovato altra soluzione e quella “o” all’inizio a me continua a non piacere abbastanza.

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