La forchetta d’argento (Le cose che ci sono in casa, 10)

by

di Pallante

[Le regole del gioco sono qui].

La forchetta d’argento era un vezzo di vecchiaia.
L’unica striscia di luce sulla tovaglia di cotone.
Due volte al giorno gliela posavo vicino al piatto
con lo stupore di un fremito d’invidia: “ecco.”
Lei si specchiava sui quattro denti lunghi e sottili.
mentre l’ornamento del manico le spariva nel pugno.
Quando era in gioia con le rughe di beffa nel viso,
faceva il verso di puntarmela contro: “t’infilzo, t’infilzo.”
E nel gioco m’avvicinavo, porgendo il petto spoglio
a sentire quell’argento pungermi piano lo sterno.
L’indomani sulla tavola mancava la sua forchetta:
“com’è possibile, l’ho dimenticata?” mormoravo
mentre facevo per aprire il cassetto e prenderla
ma rimanevo seduto picchiettando nervoso le dita.
Capovolgevo la mia forchetta d’acciaio sul piatto,
sottecchi guardavo il suo posto vuoto: ”Adesso, posso.”
Felice anche se col viso immoto, aprii il cassetto:
mi rigirai fra le mani la forchetta d’argento, la strinsi.
Aveva il metallo opaco e le punte dei denti annerite.
Me la misi sul petto: “T’infilzo, t’infilzo,” cominciai,
questa volta, col desiderio di spingere più forte di lei.

Una Risposta to “La forchetta d’argento (Le cose che ci sono in casa, 10)”

  1. amanda Says:

    noto che l’oggetto rimasto / persona avviatasi è un bel raccontare

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