Alessandra Sarchi, “L’amore normale”

by

di Simone Salomoni

[E il gioco è finito. gm].

Il gioco è finito: niente più copie in omaggio.

Il gioco è finito.

Comincia con il risveglio di una coppia che fa l’amore, L’amore normale di Alessandra Sarchi, e il rapporto con il corpo, proprio e del partner, l’amore fisico che si consuma e ci consuma, qui usato come allegoria del ruolo che il mondo impone a ogni essere umano e che spesso finisce per consumarci a sua volta, è uno dei temi ricorrenti e fondanti di questo bellissimo libro (così gli amanti delle recensioni negative non perderanno tempo a leggermi) edito da Einaudi nella collana Stile Libero.

Il nocciolo drammatico attorno al quale si dipana la vicenda è noto, molta letteratura gli è stata scritta attorno, e fa parte delle varie esperienze che possono accomunare gli esseri umani: il tradimento nel matrimonio. Infatti, nel romanzo della Sarchi, entrambi i componenti di una coppia di quasi cinquantenni, sposati e genitori di due figlie, cominciano una relazione extraconiugale: la donna con un proprio ex ricomparso dal passato, l’uomo con una ragazza di vent’anni più giovane.

Laura e Davide sono i nomi dei componenti della coppia: lei professoressa, lui medico; Violetta, di diciassette anni, e Bettina di nove sono le loro due figlie. Violetta ha un ragazzo, Guido, con il quale, proprio nel periodo in cui i suoi genitori conoscono o incontrano di nuovo la ragazza e l’uomo che andranno a intaccare le certezze del loro matrimonio e della vita di coppia, fa per la prima volta esperienza dell’amore carnale. Fabrizio è colui che diventa l’amante di Laura: un uomo al quale Laura era stata legata in gioventù, prima del matrimonio e della maternità, un uomo con due mogli e due figlie: Gaia, la figlia biologica, e Letizia (interessante la scelta dei nomi delle due ragazze, nomi dal significato assimilabile, quasi a voler rafforzare l’idea che Fabrizio tenda a allontanarsi da una situazione per avvicinarsi a una comunque simile, nella quale conosce come muoversi), figlia di Francesca, l’attuale moglie di Fabrizio. Mia ha ventisei anni: laureata, bibliotecaria precaria e restauratrice di mobili antichi convive con una coppia di amici prossimi al matrimonio; ritiene che la generazione dei suoi genitori si sia comprata il futuro dei propri figli, impedendo loro di crescere, tenendoli sotto ricatto, offrendo loro case e beni materiali, stordendoli con richieste impossibili: “fare figli solo quando si ha un posto fisso, lavorare dieci ore al giorno, andare in vacanza quattro volte l’anno e sottoscrivere polizze sulla vita a sei cifre”; sarà lei a innamorarsi perdutamente di Davide, diventandone l’amante.

Tre coppie quindi, tralasciando la coppia istituzionale composta da Laura e Davide che con un rapporto sessuale avevano aperto il romanzo. Tre coppie, i loro pensieri e i loro gesti, intersecati ai pensieri e ai gesti degli altri, sono dunque il centro della narrazione: Laura e Fabrizio, Mia e Davide, Violetta e Guido. Tre coppie che vivono la passione amorosa in maniera diversa, sia come coppia sia come individui: se per Violetta e Guido la passione rappresenta la scoperta e l’affermazione della propria maturità fisica, per Laura è un risarcimento – il tolto è sempre lì, rappresentato dalla cicatrice presente sotto a un seno, segno tangibile del tumore asportato, segno perpetuo del timore della morte – e per Mia è un motivo validissimo per liberarsi dalla disillusione propria della sua generazione, un obbiettivo per il quale finalmente combattere senza sentirsi vinta in partenza. Davide e Fabrizio, infine, sono due persone a tratti diverse e a tratti simili, due che nella vita, come si dice, professionalmente ce l’hanno fatta; entrambi vivono il tradimento come un incidente che può capitare, ma si differenziano assai nell’approccio alle conseguenze che questo incidente comporta: Davide tiene a Mia, dice di esserne innamorato e probabilmente lo è per davvero pur sapendo che mai potrebbe e vorrebbe rinunciare alla quotidianità della propria famiglia in generale e delle proprie figlie che crescono in particolare; Fabrizio è più famelico, in qualche modo più coraggioso, vive l’amore sovrapponendolo costantemente alla passione e in nome della passione e dell’attimo concepisce il pensiero di disfare e rifare da capo una nuova famiglia, per la terza volta nella vita.

Se queste tre coppie sono il centro dell’azione, ai lati, come partite di un sipario protagonista della scena, troviamo i due personaggi femminili al riparo dall’amore, dal sesso e dalle loro conseguenze: la piccola Bettina, la figlia minore di Laura e Davide, e l’anziana Giovanna, amica di lunga data di Laura e Davide, la cui casa diventerà teatro dell’atto conclusivo della vicenda.

Alessandra Sarchi – storica dell’arte che, per altro, in questo suo lavoro fa tesoro del proprio sapere senza ostentarlo, donando al lettore sublimi pagine riguardanti Ulisse e Penelope del Primaticcio e La bonheur de vivre di Matisse – racconta la vicenda assumendo di volta in volta, mano a mano che la storia si dipana, il punto di vista di uno dei suoi personaggi. Alcune voci narranti appaiono davvero impeccabili: Laura (personaggio di grande spessore per tutto il romanzo e vera Drama Queen nel finale) e Davide (i suoi parallelismi con la biologia, il linguaggio medico applicato all’amore sono praticamente perfetti e caratterizzano benissimo l’uomo) su tutti, ma anche Fabrizio, Giovanna e Bettina risultano quasi sempre molto credibili. Qualche sbavatura in più si può riscontrare quando a parlare sono Mia (bellissimo personaggio comunque, positivo senza avere la pretesa di esserlo, avrebbe potuto essere assolutamente perfetto se l’autrice avesse scelto di controllare solo un po’ meno la propria abilità stilistica, sporcando leggermente la lingua di una ragazza a tratti troppo lontana dalla generazione che rappresenta) e Violetta (forse, assieme al suo fidanzato Guido che però non diventa mai io narrante, il personaggio meno riuscito del romanzo: sia negli atteggiamenti, sia nei singoli gesti, sia soprattutto nelle parole Violetta appare più debole e meno credibile rispetto agli altri protagonisti); sbavature che nulla tolgono a un romanzo importante ancor prima che bello, capace di raccontare senza alcun moralismo le trasformazioni sociali in atto, forse addirittura capace di anticipare un approccio diverso alla relazione amorosa e al concetto stesso di famiglia se è vero come è vero, come afferma Laura nell’attacco dell’ultima intensissima pagina, che in fondo amare o avere amato “è la stessa cosa, perché l’amore è come un vaccino, una volta preso te lo porti dentro per sempre, anche se non si manifesta”.

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5 Risposte to “Alessandra Sarchi, “L’amore normale””

  1. blogdibarbara Says:

    Comincia con il risveglio di una coppia che fa l’amore
    Cioè questi due stavano scopando mentre dormivano e poi nel corso della scopata ad un certo momento si sono svegliati?

  2. Simone Says:

    Barbara scrivi: Cioè questi due stavano scopando mentre dormivano e poi nel corso della scopata ad un certo momento si sono svegliati?

    Avrei potuto scrivere: “Comincia con una coppia che fa l’amore al risveglio”, ma mi sarebbe parso meno aderente a quello che l’incipit mi ha trasmesso. Credo che al mattino prima si faccia l’amore e poi ci si svegli, con l’amore ancora addosso che quasi non sai se sognavi o è accaduto davvero. O almeno: questo io ho capito dal romanzo, questo mi è sempre capitato nella vita.
    Riguardo allo scopare: io non ho mai parlato di scopare, Barbara.
    Cordialmente,

    Simone Salomoni

  3. GattoMur Says:

    Mercoledì 11 giugno il libro sarà il libro del giorno a Fahreneit su Radio3.

  4. dm Says:

    Grazie, GattoMur.
    Ascolterò.

  5. dm Says:

    Scusa, GattoMur. Ieri, 11 giugno, era sciopero dei dipendenti della RAI. La trasmissione non è andata in onda. Oggi, il libro del giorno è un altro, vedo. Han fatto scioperare anche il libro di Sarchi, ne sai qualcosa…

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