Lei lavora

by

di giuliomozzi

Sono sull’autobus numero 3. Vado in stazione. Mi arriva una telefonata. Rispondo cercando di non dar noia.
Nel corso della conversazione uso una quantità di parole, tra le quali: agente, termine ultimo, Einaudi, anticipo, London Book Fair, novemila copie, risoluzione di contratto, Marsilio, editing, percentuale.
Quando chiudo la conversazione (mancano due fermate alla stazione ferroviaria) mi si avvicina un ragazzo massiccio.
“Mi scusi”, dice il ragazzo massiccio.
Ha una vocetta gentile, da uccellino.
“Mi dica”, dico.
“Lei lavora nell’editoria?”, dice il ragazzo massiccio.
“Lei ha scritto un romanzo?”, dico.
“No”, dice il ragazzo massiccio.
“Bene”, dico.
“Ne ho scritti tre”, dice il ragazzo massiccio.
“Una trilogia fantasy?”, dico.
“Sì”, dice il ragazzo massiccio. E sorride.
Allora noto l’accento modenese. Allora mi frulla in mente un nome.
“Riccardo”, dico.
“Sì”, dice il ragazzo massiccio. Ha un mezzo sorriso, poi fa un passo indietro: quasi spaventato.
In quel momento il bus arriva in stazione. Scendiamo entrambi.
“Riccardo F.”, dico, mentre camminiamo verso le biglietterie.
“Ma lei come fa a saperlo?”, dice il ragazzo massiccio.
“Me l’hai mandata tu”, dico.
“Io?”, dice il ragazzo massiccio.
“Sì”, dico. E gli dico il mio nome.
“Accidenti”, dice il ragazzo massiccio, fermandosi e squadrandomi.
“Problemi?”, dico.
“Ti facevo molto più alto”, dice il ragazzo massiccio.

22 Risposte to “Lei lavora”

  1. RobySan Says:

    …”Gramsci, Antonio?”, domanda sorpreso l’operaio. “Sì, Antonio”, risponde il leader comunista. “Ma non può essere. Gramsci è un gigante, non un uomo così piccolo”.

  2. dm Says:

    (Per migliorare la lettura: piccoli refusi: “Li ha scritto un romanzo?”, “bibglietterie”.)

  3. larmegliamori Says:

    L’ha ribloggato su L'arme, gli amori.

  4. Giulio Mozzi Says:

    Grazie, Daniele. Ho corretto.

  5. Carlo Maria Pozzan Says:

    e poi dicono che le misure non contano

  6. GattoMur Says:

    Che divertente! La battuta finale mi ricorda quella della barzelletta raccontata ne “L’odio” di Kassovitz.

  7. Giulio Mozzi Says:

    La verità è che se uno si trova a leggere una trilogia fantasy ambientata nelle colline del modenese, dove gli i gnomi temono sopra ogni altra cosa i comunisti (perché si dice che i comunisti si nutrano di gnomo fritto) – be’, è possibile trovarla orribile, ma non è possibile dimenticarla.

  8. RobySan Says:

    Le tue informazioni sugli gnomi, Giulio, non sono del tutto esatte: nemmeno il comunista più inveterato sa realmente come fare per fermarne uno e catturarlo (eppoi la maggior parte dei comunisti non han mai creduto all’esistenza degli gnomi). Per saperne di più (sugli gnomi, non sui comunisti, dico) ti rinvio al Poortvliet & Huygen, manuale fondamentale per un approfondimento della conoscenza in materia: vedrai che friggere uno gnomo è impresa che manco baffone!

  9. Giulio Mozzi Says:

    Ma anche i comunisti, Roby, possono avere dei fornitori. Io non saprei come fare ad allevare un manzo, ma oggi ho fatto il bollito.

  10. RobySan Says:

    Gnomi domestici.

    E che gentaglia dovranno mai essere
    i fornitori di gnomi da friggere!

  11. facciascancellata Says:

    Classico caso di mondo piccolissimo, e il bus non era neanche affollato!
    L’alternativa è che gli scrittori ormai siano sovrabbondanti rispetto ai lettori.
    C’è una terza teoria: “questo” è un videogame che gira come passatempo per delle entità transdimensionali, che hanno giocato l’opzione “coincidenza”.
    Ma, ovviamente, il caso non è casuale.
    Perché no?
    C’è una mente che collega le idee, e le aree del mondo macroscopico, che s’intersecano, sino all’aneddotica.
    E’ già tutto scritto. Anche nei libri, o qui: che mi sia da testimone questo commento!

  12. Giulio Mozzi Says:

    Roby: è uno sporco lavoro, ma qualcuno dovrà pur farlo.

  13. deborahdonato Says:

    “gli i gnomi temono sopra ogni altra cosa i comunisti (perché si dice che i comunisti si nutrano di gnomo fritto)” forse non era una trilogia fantasy, ma satira politica. Io mi ricordo di uno gnomo che temeva i comunisti….

  14. RobySan Says:

    @fasciacancellata: c’è una proiezione delle proprie aspettative: una persona cui mi affido per farmi guidare è necessariamente “grande” (è una proiezione/desiderio del padre?).
    Nel mio primo commento, sorto per pura associazione (ingigantita) d’idee, ricordo un episodio aneddotico riferito alla prigionia di Gramsci. Un operaio comunista, pure lui in carcere, quando si sente dire “quello è Gramsci”, vede l’ometto un po’ deforme che Gramsci era e reclama che non può essere perché “Gramsci è un gigante”.

    @Giulio: già! esattamente come macellare il manzo. Benché io insista sul fatto che “fregare uno gnomo” è ben difficile. Amo gli gnomi. Non ne avete mai veduto uno? Qualcosa nella vostra vista non funziona bene[*].

    @deboraHdonato: ad vocem “gnomi”: quello forse non è uno gnomo europeo, le cui caratteristiche di abilità unita a bontà e abnegazione sono ben note. Si tratta probabilmente d’uno gnomo siberiano (capitato qui chissà come), pessimo soggetto: meno si parla di lui meglio è[*]. La cosa spiegherebbe pure certe sue amicizie.

    [*]: informazioni affidabili poiché riprese dal testo “Gnomi”, di Poortvliet-Huygen, la cui lettura consiglio a tutti, grandi e piccini.

  15. deborahdonato Says:

    Caro RobySan, visto che ne sai tanto di gnomi, ricordi anche quando lo gnomo siberiano disse di avere aiutato la nipote di Gandalf? Mi confondo…è tutto troppo fantasy per essere vero.

  16. RobySan Says:

    No, no: è tutto vero! Anche uno gnomo siberiano, pestifero quanto si sa, può aiutare qualcuno. Se pensa possa convenirgli.

  17. Ale T. Says:

    Suggerirei di telefonare lontano dalla postazione di guida. Metti che l’autista sia un autore fallito che abbia ricevuto un rifiuto, ancorché garbato, e proprio nel mezzo di un lungo rettilineo ascolti la chiamata e faccia due più due. Seguirebbe scena da far west con pullman intraversato, gente che si accapiglia, donne che rovesciano bicchieroni di caffelatte comprati da Starbuck’s. E manco un Keanu Reeves che arriva a risolvere la situazione.

  18. facciascancellata Says:

    @RobySan – Il commento del “massiccio” aveva una valenza negativa, debordata dall’inconscio.
    Dirò poi perché.
    Giulio Mozzi, evidenziandone la stazza, ci dice che, in effetti, era “esso” troppo “grosso”, non lui piccolo.

    Non era presente alcun sistema di rilevamento condiviso e standardizzato dell’altezza, sull’autobus, non se ne ha notizia. E non ci si può, notoriamente, fidare dei “reggimano”.
    Abbiamo lo sguardo di Giulio Mozzi nelle sue parole. E chi ha il dono della parola, di solito, in tempo di pace, vince.

    C’è gente che in primavera va per i parchi con animo sensibile, sente le bellezze della natura risuonare nel suo essere. Nel mentre, ignora la battaglia cruenta di tutte le forme viventi nel prato.
    La guerra non è mai finita. L’evoluzione è in atto. Ogni 20 anni aumenta l’altezza degli italiani e la popolazione muta antropologicamente. Altra alimentazione e mondo del lavoro. Alieni.

    Mediamente, in società, sciaboliamo, argomentazioni, figure retoriche, messaggi subliminali. Per esempio, una tal tesi che prevale in parlamento condanna, democraticamente (?), a morte, per esempio, determinate fasce sociali, in forza di legge!

    Gramsci, un piccolo grande uomo, era un gigante per me, e quindi, come vedi, la relatività è un buon concetto per spiegare la distanza e i bisogni distinti fra i viventi.
    A me “serve” Gramsci” perché giustifica la mia vita (dico per dire), e così per altri 7.234.456 italiani (ancora dico per dire) e, allora, ha un valore obiettivo. Questa è l’obiettività.

    In realtà, il massiccio voleva dire: Non hai ritenuto validi i mie romanzi? Che bassezza che hai compiuto! Pensavo tu avessi una comprensione più alta del loro incommensurabile valore”.

    Naturalmente, sul luogo dell’aneddoto, non c’ero, neanche annotato a margine!

    😉

  19. RobySan Says:

    “Il commento del “massiccio” aveva una valenza negativa, debordata dall’inconscio.
    Dirò poi perché.”
    ecc.

    Difetterò di comprendonio, ma non mi pare che tu, facciascancellata, abbia detto il “perché”.

  20. RobySan Says:

    P.S.: tra l’altro il mio commento sulla “proiezione” non esclude affatto la tua conclusione. C’è infatti la delusione d’una aspettativa (la qual cosa potrebbe essere un “perché”).

  21. facciascancellata Says:

    @RobySan

    Pensavo di averlo spiegato, ma probabilmente mi sono capito da solo, quando scrivevo:

    In realtà, il massiccio voleva dire: “Non hai ritenuto validi i mie romanzi? Che BASSEZZA che hai compiuto! Pensavo tu avessi una comprensione più ALTA del loro incommensurabile valore”.

  22. Irene Guida Says:

    boh, ma magari era solo perché voleva essere sicuro che l’editor in questione non avesse letto e quindi il suo delitto fosse ancora nascosto e quindi avrebbe potuto ancora pensarsi almeno per quei cinque minuti un grande scrittore. penso che le persone si valutino un po’ da sole, e in fondo da qualche parte lo sanno di non essere dante petrarca e joyce. oppure il mestiere di editor deve essere veramente atroce. non lo so.

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