Masterpiece

by

Vedo che Stefano Trucco, già ospite di vibrisse, è arrivato – secondo il suo desiderio – terzo. Mentre Raffaella Silvestri, nostra ospite anche lei, è arrivata seconda. Il vincitore è Nikola Savic. gm

45 Risposte to “Masterpiece”

  1. morenasilingardi Says:

    Non ho visto quasi nulla (mi addormentavo sempre prima), riparerò guardando l’ultima puntata su Rai Replay. Ma io tifavo per Stefano Trucco, a prescindere (però se, come dice Giulio, il suo desiderio era arrivare terzo, sono contenta per lui, di nuovo a prescindere). 🙂

  2. LFK Says:

    Io sono fermo alla terza puntata. In ogni caso, analizzando i pochi (ma non è così) dati di questo articolo, direi che c’è un complotto contro di te: su tre finalisti due sono stati ospiti di Vibrisse, e l’unico che ha vinto non ha avuto questo onore.
    Coincidenze?
    Non direi.
    🙂

  3. Giulio Mozzi Says:

    Notoriamente, pubblicare in vibrisse non porta fortuna…

  4. enrico ernst Says:

    Bhe secondo me Savic ha vinto (io penso meritatamente – per ciò che s’è visto e sentito) quando – parlando della propria esperienza nel programma – ha scritto “degli altri”, ha fatto sentire le voci, ha orchestrato il circo, e non si è guardato nel piccolo specchio delle ambizioni e delle traiettorie personali, come hanno fatto Stefano (la creatura) e Raffaella… grande insegnamento di “smarrimento” e ampiezza e – via! – anche umanità dello sguardo – a fronte di un più piccolo individualismo, una miopia… viva le nuove generazioni meticciate…

  5. massimobettini Says:

    ma perchè guardi quel programma?

  6. maria rosa Says:

    Io ho seguito quasi tutte le puntate di masterpiece e ho fatto il tifo per Stefano Trucco perchè ne ho condiviso soprattutto lo stile.. Mi sono accorta però che ciò che dice Enrico Ernst ha sicuramente contribuito alla vittoria di Savic. Però mi ha lasciato perplessa la dichiarazione di Elisabetta Sgarbi quando ha detto che le piacciono le sfide difficili alludendo agli errori presenti nel testo di Savic che non ha scritto nella sua lingua madre. E va bene. A questo si può ovviare con un lavoro di editing molto impegnativo. Però mi chiedo quale sia il messaggio che viene trasmesso agli aspiranti scrittori giovani e meno giovani: è importante scrivere storie contemporanee con linguaggio aggressivo, vicino al parlato, senza labor limae, purchè “piaccia” al pubblico dei probabili lettori e compratori (soprattutto giovani), o seguire un rigore linguistico oltre che di struttura della storia?. Mah! Altri concorrenti sono stati scartati sulla base forse della “non spendibilità” immediata del loro romanzo. Ci sono stati molti aspetti di questa gara che non mi hanno convinto fino in fondo.

  7. dm Says:

    Secondo me, “il messaggio che viene trasmesso agli aspiranti scrittori giovani e meno giovani” è smettete di scrivere e datevi alla televisione

  8. RobySan Says:

    …giacché l’ippica è ampiamente fuori moda.

  9. dm Says:

    Bei tempi quelli in cui ci si dava all’ippica. Adesso, con questa crisi…

  10. Ale T. Says:

    La cosa che mi interesserebbe di più conoscere è il livello della scrittura dei finalisti di Masterpiece – e un’idea me la sono fatta -, paragonato però agli esordienti che si propongono alle case editrici per vie più tradizionali. E’ impossibile, naturalmente, ma facendo un paragone del genere riusciremmo a capire se la trasmissione abbia davvero portato alla luce del sole la crème del sommerso, o solo persone desiderose di mettersi in mostra. Tra i quali, naturalmente, io sono in prima fila. Circa.

  11. carlocannella Says:

    Leggo le due pagine di Savic e per quanto due pagine siano troppo poche per un giudizio esaustivo non posso fare a meno di chiedermi, da piccolo editore fallito, se avrei mai pubblicato il suo libro. Mi rispondo che no, assolutamente no, non l’avrei fatto. E allora mi chiedo anche: perche’ un grande editore ne stampa invece 100.000 copie? E qui davvero la risposta non la trovo, saro’ mica deficiente?

  12. LFK Says:

    @carlocannella: secondo me 100.000 non le stampano, fanno finta. Oppure, come disse a suo tempo (era la prima puntata) Alberto Forni su Twitter, saranno 100.000 copie in ebook. 🙂

  13. Ale T. Says:

    Da lettore, credo che il romanzo di Stefano Trucco, che ho potuto visionare, valesse se non le 100.000 un comunque ottimo numero di copie stampate. Credo che nella scelta (opinione personalissima, ovviamente) abbia pesato anche la questione “personaggio” e la disponibilità umana a prestarsi a un vero e proprio cambio di vita. Per essere promossi a dovere, i primi due finalisti dovranno sottoporsi a una campagna mediatica tipo Miss Italia, che non so se altri partecipanti avrebbero potuto affrontare. Vado a naso, ovviamente.

  14. Lorenzo Sartori Says:

    Masterpiece è stato un esperimento e di questo gli va dato atto. Dal punto di vista televisivo direi un esperimento fallito. Dal punto di vista editoriale vediamo cosa dirà il mercato. Quando si parte dalla televisione per arrivare alla carta stampata è chiaro che la creazione del personaggio viene prima del contenuto. Non ho letto nessuno stralcio dei romanzi (e avrò visto credo 3-4 puntate di tutto il programma, compresa l’ultima) ma quando hanno letto i dialoghi sono rimasto basito. Cercavano un nuovo Moccia? Mi spiace per la Bompiani.

  15. Ale T. Says:

    Beh, a giudicare dal numero di copie che ha venduto Moccia, credo che la Bompiani si leccherebbe barba baffi e sopracciglia…

  16. Giulio Mozzi Says:

    Non ha senso dire: “Stamperò 100 mila copie di questo libro”. Si fa il libro, si fanno le prenotazioni in libreria, e si stampa quanto è giusto stampare.

  17. Ale T. Says:

    Concordo. In questo caso saranno divise tra copie da vendere in libreria, ebook e distribuite con il Corriere e – presumo – altri periodici del gruppo. In effetti definire “stampate” le copie in formato digitale è un po’ fuorviante.

  18. enrico ernst Says:

    A Lorenzo. Perché un esperimento televisivo fallito? A Maria Rosa. Affondare il coltello, davvero, della critica: l’aspetto terribile di Masterpiece è che per diventare uno scrittore devi battere qualcun altro. L’ossessione competitiva. Invece Savic vince perché è ironico, vitale, e la sua pagina è plurale, piena di voci in viaggio, disancorate. Nessun messaggio negativo. Non vorrei che ci fosse del moralismo. Parlare agli esordienti? Che non pensino che per diventare autori debbano sgomitare e “fare performance”: tocca piuttosto scrivere, leggere, tanto, curare il proprio orto, trovare e affinare la propria voce (ma ci sarà sempre qualcuno che vorrà bissare il successo di “sfumature di gigio” scrivendo di fantastici bollenti letti: altro che Savic!). Masterpiece è stato un paradossale San Remo: paradossale perché ha tentato di mettere sotto il riflettore qualcosa di anti-spettacolare. Un esperimento quasi impossibile affrontato, a mio avviso, con creatività e idee interessanti, provenienti anche dall’esperienza dell’insegnamento della scrittura creativa (Torino: la Scuola Holden). In quanto paradossale San Remo la sua portata è, ovviamente, relativa. A San Remo, negli anni ottanta hanno vinto anche i Jalisse. Presente?

  19. Lorenzo Sartori Says:

    @enrico. Dico fallito perché televisivamente il programma secondo me non ha funzionato. Problema di format. Un programma di una noia mortale, Non faceva venire voglia di scrivere e neanche di leggere (e qui occasione mancata). Seguito forse solo da addetti ai lavori, aspiranti scrittori (per la verità quelli che conoscono preferiscono ammettere di seguire il Grande Fratello) e parenti. Quando inizi lanciando manoscritti (citazione colta di masterchef?) inizi già male. Vuoi fare spettacolo? Va bene, lo accetto. del resto se ho deciso di passare la serata (tarda serata…) davanti alla tv e non davanti a un buon libro me la sono cercata. Ma allora fai spettacolo. Vuoi fare cultura? Fantastico, ma almeno provaci.

  20. enrico ernst Says:

    Lorenzo ciao. No io non mi sono annoiato (de gustibus…). Ma capisco il lato in ombra della luna. Non sarei così tranchant, o cultura o spettacolo. Per me la luna aveva anche una parte in luce. Straordinariamente interessante, per esempio, la serata con Vecchioni, il tentativo di “scrivere” una canzone: questioni di metrica, in un format stile talent, con un cantautore che parla di brevi e di lunghe? fantastico! Bravi bis!

  21. enrico ernst Says:

    postilla, per Lorenzo: una mia allieva ha preso spunto dal leit motiv della canzone di Vecchioni (“forse non lo sai ma pure questo è amore”) per esercitarsi nella scrittura di canzoni/poesie… ecco: a lei Masterpiece è servito per scrivere… vedi: tutto è relativo…

  22. Lorenzo Sartori Says:

    quello che volevo dire è che ero ben disposto sia allo spettacolo che alla cultura e anche a un misto delle due. Ma non ho trovato né una né l’altra. Ho visto solo poche puntate e quindi posso credere di essermi perso qualche momento particolarmente riuscito. Il mio indice è puntato sugli autori del programma, non sugli scrittori. Se a qualcuno il programma è servito ne sono contento. Il mio rammarico è che sarebbe potuto servire a qualcuno in più se ben realizzato. Se ci avessero veramente creduto.

  23. gian marco griffi Says:

    Però: se alla fine contava il romanzo, e se l’interesse di Bompiani era quello di pubblicare il romanzo da loro ritenuto migliore per i loro scopi, a cosa è servita tutta la tiritera delle prove? Bastava scegliere subito il romanzo e via.
    Meglio sarebbe stato allora farglielo scrivere lì, un romanzo, intendo un nuovo romanzo, inserendo prove che dovevano essere sì prove di scrittura (ovvio), ma non fini a se stesse, bensì da inserire nella loro storia (un capitolo, un brano, un sms, un tweet, una preghiera, un racconto, un testo teatrale, un enueg o un plazir o una raccomandata). E allora seguendo l’esempio che fa enrico una prova di scrittura avrebbe potuto essere: uno dei personaggi canticchia una canzone di Vecchioni, conosce la melodia ma non ricorda le parole pertanto le inventa: scrivete ste parole e trovate il contesto all’interno della vostra storia. Idem per le altre prove. Il risultato migliore (il romanzo migliore) scritto nei tre, quattro, cinque o tot mesi di reclusione nella casa o factory o come diavolo la si voglia chiamare, sarebbe stato il vincitore.
    Mi sarebbe piaciuto molto di più.
    Mi sa che ci mando una mail a quei là della rai per proporcelo.

  24. enrico ernst Says:

    bravo gian marco: secondo me un talent scout, con un concept tuo sarebbe un evento pazzesco, rivoluzionario; e, da quello che proponi, anche una sottilissima, invisibile, ironica macchina di sadismo…

  25. RobySan Says:

    Cazzarola, somiglierebbe alla scuola!

  26. dm Says:

    (E la patina di moralismo scolastico di questi programmi, è più che sufficiente. L’idea è buona. Ma è per un’altra tv.)

  27. gian marco griffi Says:

    Ho mandato una mail con la mia proposta a Anna Maria Tarantola e in cc a Renzi, Carlo Conti, Umberto Eco (solo perché è nato dove son nato io), Maria De Filippi e il Cardinal Bagnasco. Se va in porto vi faccio sapere.

  28. dm Says:

    Secondo me potrebbe risponderti il Renzi o la Maria de Filippi, l’uno o l’altra.

  29. Stefano Trucco Says:

    Beh, tutto vero, tutto giusto, ma per quanto mi riguarda non poteva andare meglio. Ne sono uscito con una seria prospettiva di pubblicazione e senza danni alla mia solitamente fragile autostima. La prima competizione della mia vita, praticamente: c’erano seri motivi di dubitare della mia tenuta.
    E’ chiaro, lo so benissimo, che la letteratura non è competizione (ma ditelo a Harold Bloom ed alla sua concezione agonistica della poesia). Quel che ho fatto è partecipare a un programma televisivo in cui era in palio un contratto editoriale, accettandone la logica e facendo del mio meglio (provateci voi a scrivere un racconto a tema su Ugo Tognazzi in trenta minuti o messaggini a richiesta dei passanti in Piazza Castello… per non parlare del papillon). Il bello, il difficile, l’importante, viene ora.
    Vincere, per uno come me, sarebbe stato un peso, forse. Questo povero programma s’è guadagnato un odio insensato in certi ambienti più o meno letterari (l’ultimo, in ordine di tempo, Dagospia) ed è possibile che noi ‘scrittori’ se ne debba pagare il prezzo, in termini di pregiudizi e disprezzo preventivi. Ma il bello di Nikola Savic è che non se ne accorgerà nemmeno…
    Ringrazio ancora Giulio Mozzi, un vero Maestro, per quanto mi riguarda, per l’ospitalità che mi ha accordato e la saggezza che mi ha regalato.

  30. sergiogarufi Says:

    io tifavo per trucco.

  31. RobySan Says:

    Sarebbe stato divertente avere Harold Bloom in giuria.

  32. enrico ernst Says:

    Gentile Stefano. Mi veniva proprio in mente che due luminosi talenti del pop italiano, Noemi e Giusy Ferreri, NON hanno vinto “X Factor”. E tuttavia la loro strada è interessante e valida, in crescita, con bei riconoscimenti. Non avevo dubbio che tu raccontassi, nell’ultima sera, qualcosa di importante: la creatura (la talpa “kafkiana”?) è uscita dal cunicolo, e non può che guardare alla luce cilestrina del giorno, con rinnovato ottimismo e fiducia. Il tuo apologo è stato preciso. Bello. Se una via ha portato “fuori”, ha dato voce al talento, alla aspirazione di un destino espressivo, è stata una via valida, utile. Brindiamo a chi ci vuol male. Come si dice. Buon lavoro, penso. Il bello inizia adesso, no?

  33. enrico ernst Says:

    a Griffi. Ai tuoi interlocutori hai sottolineato bene che cambi format? Da un talent a un reality, in cui gli scrittori stanno “ar gabbio” e si aggirano intorno a frigoriferi semivuoti, e a letti perennemente sfatti? con sveglia all’alba per battere il dito mignolo su una tastiera Olivetti, mentre al suo fianco le lenzuola si agitano inquiete? Un posto senza tramonto e senza albe, con desolanti piscine ingombre di foglie morte, e un vago sentore di stagno? Mi preoccupo per il futuro delle tue proposte, gian marco!

  34. RobySan Says:

    Un posto senza tramonto e senza albe, con desolanti piscine ingombre di foglie morte, e un vago sentore di stagno?

    Continua, dai, ché questa è da sviluppare. Dico sul serio.

  35. enrico ernst Says:

    Oh Robysan. Grazie di esistere. Perché mi son detto; mentre lavavo i piatti mi son detto: perché non scriviamo qui, con Giulio, con i commentatori, qui a Vibrisse, cogliendo l’idea di Griffi, o meglio: il concept di Griffi, un romanzo collettivo su un gruppo di scrittori chiusi in una casa dedicata a Kranz Kafka (Amerika, si chiamerebbe forse), partecipanti a un reality dal goffo titolo: “Il reality nel romanzo italiano contemporaneo”. Ciascuno dei frequentatori di Vibrisse inventerebbe un suo personaggio o avatar, insieme il luogo, il set, poi li chiuderemmo lì dentro e li faremmo perseguitare da un gruppo ristretto di scrittori affermati, o critici – ovviamente sadici, urticanti… con prove, deliri, esercizi spasmodici, amori irrisolti, gigantesche risse sulla esistenza della letteratura femminile in quanto femminile, e di quella maschile, e di quella cattolica… gare di poesia sul corpo maschile, o sui primi ricordi… roulette russe, con nella canna una sola sporca frase… strane rievocazioni al tavolino di antichi scrittori defunti, voci, ammazzamenti, stagioni, livide canzoni sul water, in doccia…

  36. enrico ernst Says:

    … il momento in cui la telecamere coglie su un volto il primo sorgere di un’idea, i contorni incerti di un soggetto…

  37. gian marco griffi Says:

    Oh Enrico, il fatto che tu ti prenda cura dei miei progetti mi rende molto felice.
    Orsù, organizziamolo, facciamolo. Però io e te stiamo dalla parte dei seviziatori.

  38. dm Says:

    Enrico, a me pare una bella idea per un romanzo, e mi sembri già dentro l’immaginario giusto, perché non lo scrivi prendendo a prestito quegli spunti da vibrisse?
    Ovviamente sarebbe poi giusto menzionare Gian Marco, l’embrione è suo. …A meno che non voglia servirsene Gian Marco stesso.

  39. gian marco griffi Says:

    No, gian marco non è capace di scrivere un romanzo, pertanto lascia l’embrione e tutto nelle mani di enrico, affinché scriva lui un romanzo, se lo desidera.
    Io mi tengo stretto il ruolo di seviziatore nell’eventuale grande fratello kafkiano.
    Se poi dovessi scrivere un racconto tratto da questa idea, tanto lo leggerebbero in due.

  40. enrico ernst Says:

    io sarei di quei due, Gian Marco. E comunque mi stavo chiedendo – guardandomi i sandali birkenstock sformati – al bordo dello specchio d’acqua (lo chiamavo così, piuttosto che “piscina”, puro romanticismo tedesco) perché non lo pulissero, riflettevo: da ragazzo avevo desiderato fare il bagnino – prima di saper nuotare. Appoggiai carta e penna. Carta e penna. Non ero il solo – in Amerika – a voler tornare alla scrittura come grafica, come atto fisico, nervoso, muscolare. Già. Soprattutto nell’entusiasmo adolescente delle prime settimane, passavo minuti interi a osservare Gabriela criptografare i suoi quaderni monocromo… Gabriela, già. Avrebbe dovuto scrivere poesie, piuttosto. Il giorno si preparava denso. La luce dalla cucina mi disse: ci siamo, non sei solo. Non era forse Stefano, e il suo attacco di bulimia mattutina? E quel pomeriggio, poi? L’incontro nella Sala Naturale del Teatro Oklahoma. Gian Marco Griffi al di là del tavolo precario, due cavalletti e un asse di compensato. Sentii che mi giocavo tutto. Con Griffi. Saremmo stati in silenzio, a lungo. Sapevo ormai come funzionava. Respira, respira. Quante ore mancano? Quanti giorni, quante settimane? Quante vittorie e sconfitte, e quante parole? Forza: scrivi di questo, di questo. E allora sentii la sdraio scricchilare sotto il mio peso (ingrassavo?) e recuperai carte e penna. Forza scrivi. Qualcuno già mi raggiungevo. Non avevo la bocca abbastanza umida per un saluto.

  41. enrico ernst Says:

    Avevo pensato fosse Stefano, e invece a sorpresa era Daniele con la sua fedele salopette slabbrata, e la sua umana dolcezza dietro gli occhiali. Sgranocchiava le solite, bianche, mandorle tostate. “Come hai dormito?” mi chiese. Una bella domanda. Di mattina. Anche senza il sole, mi venne da stringergli non la mano sola ma l’intero avambraccio, per via della gratitudine. To be continued…

  42. Andrea D. Termine Says:

    Tornerei ad una valutazione generale del programma che non sono riuscito a inviare prima e che, per quanto mi riguarda, è cautamente positiva: 1) Bene per un programma che mette al centro scrittura e, di riflesso, lettura; 2) Bene perché se ne discute pacatamente e senza (quasi) mai litigare; 3) Bene perché si ascoltano i pareri di chi ne mastica (contrariamente ad altri salotti televisivi dove in genere si ascolta la ciarla di chi ne sa poco o niente). Meno bene la gara, che personalmente non amo, ma che necessariamente mette un po’ di sale al confronto. E male gli esercizi di scrittura nella mezzora perché non tenevano conto delle diverse personalità creative, se mi passate la definizione. Cioè dei tempi di stesura, di verifica, rilettura e revisione del testo di ciascuno. Per il resto non tifavo per nessuno in particolare se non di volta in volta e relativamente alle emozioni del momento. Chiudo criticando la messa in onda della seconda sezione del programma a distanza di due (?) mesi: mi ha raffreddato un po’ e in effetti mi dimenticavo della trasmissione. Riguardo le 100.000 copie: l’editore in fondo non si mantiene fedele, parafrasando, al detto di Steve Jobs: i lettori non sanno cosa vogliono leggere, glielo diciamo noi? Quindi con una buona promozione trainata dal programma dite che non riusciranno a piazzarle cotante copie?

  43. dm Says:

    Enrico : )

  44. Dinamo Seligneri Says:

    Forse non c’entra tanto ma ieri Paolo Nori “ha eliminato” un giudice di Masterpiece: http://www.paolonori.it/romanzature/

  45. dm Says:

    (Il guaio è che l’immaginario riciclato ma non green, è altamente contagioso; ma il contagio ha un nonsoché di nobile. Devo dire infettivo. Ultimo commento sul programma…)

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...