Tour de force

by

di Claudio Tolomei

Da Delle rime di diversi nobili huomini et eccellenti poeti nella lingua thoscana. Nuovmente ristampate, libro secondo. Venezia, Giolito, 1548. Pp. 6b-7b.

Chi non sa ben, com’una fiera Donna
l’altrui misere membra volga in pietra;
miri il guardo crudel de la mia Donna,
ch’ha forza di cangiar ciascuno in pietra.
Alma non è sì di se stessa Donna,
Ch’ella co gli occhi suoi non faccia pietra.

Qual è sì aspra, o si ferrigna pietra,
ch’aguagli il duro cuor de la mia Donna.
Di monte o scoglio la più alpestra pietra
vetro par verso ciò che la mia Donna
fa sentir, quando un’huom travolge in pietra,
sì possente è il mirar di cruda Donna.

O nuova Circe, o incantatrice Donna,
Che già m’intenerivi, hor mi fai pietra;
che fia di noi, s’io fatto voce e pietra?
L’orgoglio gridarò d’un’aspra Donna,
tu creduta sarai spietata Donna,
io nuda voce entro a sensibil pietra.

Deh fusse il ver che con sì ferma pietra
rompessi un giorno il cor de la mia Donna;
che fatta dal mio dur tenera Donna
pietosa rimirasse questa pietra:
ch’intenerir’io sentirei la pietra,
e farsi neve al Sol de la mia Donna.

Voi lagrime, che fuor di questa pietra
uscite giorno e notte, a la mia Donna
gite, ch’in volto mostra d’esser Donna,
e dentro al duro petto è dura pietra:
poi piangendo le dite, o altiera Donna
spezzi il tuo cor pietà di lui, ch’è pietra.

Guardate ben ch’inanzi a quella Donna,
com’io per troppo ardir divenni pietra,
voi turbando ’l piacer de la mia Donna
non restiate Cristallo o dura pietra:
dolce dunque parlate a quella pietra:
aspra sì, che mai par non hebbe Donna.

Non so se mai da questa horribil pietra
scuoter vorrammi l’orgogliosa Donna:
che s’un giorno pur fusse amica Donna,
non sosterrebbe un’huom voltare in pietra.
Ma chi può sperar mai, ch’essa sia Donna,
se sol di crudeltade è sempre Donna?

Ecco ch’altro non son che nuda pietra,
con voce, ch’esce fuor d’oscura pietra,
et a l’orecchie va di fiera Donna,
che per non udir mai più che mai pietra
sorda si face, e vuol che sempre in pietra
io gridi il gran miracol d’una Donna.

Poi che glie’l corpo mio conservo in pietra,
e le lagrime mie si fan già pietra,
temo la voce non diventi pietra:
che s’io vorrò chiamar quest’aspra Donna,
per isfogar la pena, che m’è Donna,
s’agghiacciarà la voce nel dir Donna.

O se pur fusse ciò che la mia pietra,
com’a pietà di sé muove ogni pietra,
rompesse il duro a quella dura pietra:
non fu giamai la più lodata Donna,
che qualunche fu mai pregiata Donna,
tornaria nulla al par de la mia Donna.

Ma io pur resterò dolore e pietra,
gridando in vano ad ogni tronco e pietra,
pur chiamando e pregando quella pietra,
che men prezzarà me ch’ogni vil pietra,
vivrommi in doglia pari a quella pietra
ch’amando diventò sol voce e pietra.

E d’ella, come la più cruda Donna,
ch’altri non stima degna d’esser Donna,
girà superba al mondo, ch’una Donna
sola di crudeltà maestra Donna,
con cor di fiera, e con beltà di donna
di maraviglia vinca ogni altra donna.

Il punto di partenza di Claudio Tolomei è evidentemente Amor, tu vedi ben che questa donna di Dante Alighieri (della quale vedi qui un buon commento). Dante aveva voluto fare una cosa “che non fu mai pensata in alcun tempo”, e il Tolomei rincarò la dose. La punteggiatura è quella del testo dal quale ho copiato; ho aggiunto gli accenti oggi in uso e ho tolta la maiuscola d’inizio verso. gm

5 Risposte to “Tour de force”

  1. manu Says:

    interessante

    penultima strofa, secondo capoverso ‘gridadno’

  2. Giulio Mozzi Says:

    Grazie, manu. Ho corretto.

  3. Francesco Martini Says:

    Scusa, altri tre appunti: terzo verso della terz’ultima strofa: “rompresse”. Manca un intero verso nella penultima strofa. Il secondo verso dell’ultima strofa ha dodici sillabe: immagino dovrebbe essere “esser”.

  4. Giulio Mozzi Says:

    Grazie, Francesco. Ho corretto.

  5. Come sono fatti certi libri, 5 / “Tristano”, di Nanni Balestrini | vibrisse, bollettino Says:

    […] de force (e: se vi pare complicato, andate a vedervi quest’altra canzone sempre di Dante, e questa ancora più folle di Claudio Tolomei). I procedimenti combinatori, insomma, non sono una novità; non sono estranei […]

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