Padova

by

di giuliomozzi

Mestre, Venezia. Salgo sul treno delle 19.54 per Bologna: che ferma a Padova, mia città.
Mi accomodo.
Quando siamo quasi a Dolo mi si avvicina un tipo con una giacca a vento verde enorme.
“Mi scusi”, dice il tipo.
“Dica”, dico.
“Ma questo treno va a Mestre?”, dice il tipo.
“Mestre è già passata”, dico.
“Come”, dice il tipo, “già passata?”.
“Sì”, dico, “cinque minuti fa”.
“Oh cazzo”, dice il tipo.
“Be'”, dico, “appena arriviamo a Padova, tra dieci minuti, può cercare un treno per tornare a Mestre”.
“A Padova?”, dice il tipo.
“La prima fermata è a Padova”, dico.
“Ma io devo andare a Padova”, dice il tipo.
“Allora questo è il treno giusto”, dico.
“Giusto”, dice il tipo.
“Giusto”, dico.
“Credevo di dover cambiare”, dice il tipo.
“Non so che percorso lei abbia fatto”, dico, “ma le assicuro che questo treno ferma a Padova. Io vado a Padova”.
“Ah, lei va a Padova”, dice il tipo.
“Sì”, dico.
“Passando per Mestre”, dice il tipo.
“Sono salito a Mestre”, dico.
Il tipo strabuzza gli occhi.
“Cioè lei è salito a Mestre?”, dice.
“Sì”, dico.
“Impossibile”, dice il tipo.
“Perché impossibile?”, dico.
“Io volevo scendere a Mestre”, dice il tipo.
“E dunque?”, dico.
“Avesse fermato a Mestre, sarei sceso”, dice il tipo.
“Ma ha fermato, a Mestre”, dico.
“Non ha fermato”, dice il tipo. “E lei non cerchi d’imbambolarmi”.
Vedo passare l’insegna della ditta Corazza.
“Stiamo arrivando a Padova”, dico.
“E chi se ne frega”, dice il tipo. “Io devo scendere a Mestre”.

28 Risposte to “Padova”

  1. Morena Silingardi Says:

    … e se mia nonna avesse le ruote sarebbe un tram.

  2. felicemuolo Says:

    Mia nonna ha le ruote e non è una carrozzella 🙂

  3. Sabbry' Says:

    Per la serie stile Trapattoni
    “Va te che gente che ci bisogna avere a che fare con” dico.

  4. antoniolamalfa Says:

    …Vedo passare l’insegna della ditta Corazza.
    “Stiamo arrivando a Padova”, dico.
    “E chi se ne frega”, dice il tipo. “Io devo scendere a Mestre”.
    “Allora lei dovrà scendere a Padova, e trovare un altro treno che torni a Mestre. Se aspetterà di vedere la stazione di Mestre con questo treno, arriverà a Bologna”, dico.
    “Ma io devo andare a Bologna”, dice il tipo.

  5. Enzo Says:

    Giulio,
    ma usare tutti quei “dico”….perché? Qual è il messaggio? A che serve quella ripetizione?
    Ciao

  6. Nadia Bertolani Says:

    La ripetizione di “dico” è il bello del racconto, rende ancora più efficace la reiterazione del nonsense. Certo che capitano tutte a te, Giulio, di questo passo potresti persino imbatterti nella sottoscritta.

  7. RobySan Says:

    “Safciw asd”, disse Tom.
    “Xxxyyyttr”, ribattei io.
    “Oiuds akd jwj”, disse lui.
    “Pouoi sgretul”, gli dissi.
    “Possstegdhfjjkf gsterqwwmnb”, urlò Tom.
    “Mgnmgn mghtyy”, dissi sogghignando.
    “Ftrhhl”, tentò di aggiungere lui.
    “Stprruuung olàeeji”, lo interruppi io.
    “Uyytred ulizs drtupichon…”, accennò Tom.
    “Olànn mogadar trulley”, conclusi.

  8. pietro1968 Says:

    Secondo me l’indizio chiave era quella giacca a vento enorme – il tipo aveva qualcosa da nascondere!

  9. Enzo Says:

    Nadia,
    no, scusa mi son spiegato male!
    Avevo inteso già da me che era un’enfatizzazione intenzionale. Volevo capire se in scrittura passi tel quel o segnata in rosso con il lapis.

  10. Mauro Pisani Says:

    Sto leggendo proprio in questi giorni “Sono l’ultimo a scendere e altre storie credibili” e mi sembra che gli “scambi” ferroviari (ma anche quelli telefonici) forniscano ampio materiale per comprendere la stranezza umana.

  11. Giulio Mozzi Says:

    Roby, io lo farei così:

    Arriva Tom.
    “Safciw asd”, dice.
    “Xxxyyyttr”, dico.
    “Oiuds akd jwj”, dice Tom.
    “Pouoi sgretul”, dico.
    “Possstegdhfjjkf”, dice Tom, “gsterqwwmnb”.
    “Mgnmgn mghtyy”, dico.
    “Ftrhhl”, dice Tom.
    “Stprruuung”, dico, “olàeeji”.
    “Uyytred”, dice Tom, “ulizs drtupichon…”.
    “Olànn mogadar trulley”, dico; e gli do un calcio nell’inguine.

    Che te ne pare? A me sembra, come dire?, un po’ più mosso.

  12. RobySan Says:

    E’ un’altra scena, Giulio. Sposti la dinamica da “parlato e mimica” a “parlato e gestuale” (con gesti ampi).
    Eppoi “Mgnmgn mghtyy” è espressione che non implica necessariamente il sogghigno: bisogna proprio specificarlo. Se però intendi che sia pronunciata con un accento del Sud, allora va bene anche così.

  13. Giulio Mozzi Says:

    Roby: se “Mgnmgn mghtyy” è “espressione che non implica necessariamente il sogghigno”, ma “bisogna proprio specificarlo”, allora “Mgnmgn mghtyy” è l’espressione sbagliata.
    Ogni volta che devi dire qual è l’intonazione della battuta, vuol dire che la battuta non “ce la fa” da sola.

    Sono riuscito a spiegarmi?

  14. RobySan Says:

    Ti sei spiegato benissimo e dirò di più: l’errore è totalmente mio, ed è indifendibile innanzitutto di fronte a me stesso, perché quando ho costruito il dialoghetto ho proceduto così:

    “”, disse Tom.
    “”, ribattei io.
    “”, disse lui.
    ecc.

    Quindi ho inventato le cacoonomatopee tra le virgolette. Il bello è che alla riga

    “”, dissi sogghignando.

    mi sono inventato un versaccio che facesse in qualche modo pensare al sogghigno, rendendo superflua la specificazione che sarebbe dovuta servire solo come menabò e quindi cassata dalla versione finale dell’opera. “Mgnmgn mghtyy” ce la fa da sola!

  15. Bandini Says:

    Giulio e RobySan: grazie, il vostro scambio di commenti mi ha fatto riflettere un sacco.

  16. gian marco griffi Says:

    Roby e Giulio: mi ricorda qualcosa, ma non so cosa.

  17. Giulio Mozzi Says:

    Il terzo capitolo del nono libro del Tristram Shandy, Gian Marco.

  18. Felice Muolo Says:

    Mia suocera senza o con le ruote rompe le palle uguale.
    (per sostenere la conversazione) ^_^

  19. gian marco griffi Says:

    Il terzo capitolo del nono libro del Tristram Shandy? E quand’anche fosse?

  20. Giulio Mozzi Says:

    Eh, il guaio è che non è.

  21. RobySan Says:

    Sono un gentiluomo, ma non così tanto!

  22. gian marco griffi Says:

    Zio Tobia, getta la maschera.

  23. Enzo Says:

    Domandare è lecito, rispondere è cortesia.
    Certo si può anche non chiedere: significa che si conosce già. Altresì, si può non rispondere…Ma è buona educazione?

  24. Giulio Mozzi Says:

    Un momento, Gian Marco. Devo caricare l’orologio.

    Poi getto tutto quel che vuoi.

  25. amanda Says:

    a volte c’è di peggio dei ritardi di trenitalia

  26. gian marco griffi Says:

    Ahimè, povero Yorick!

  27. RobySan Says:

    Per certe cose ci vuole orecchio; per altre, naso.

  28. adrianalibretti Says:

    Che ridere!

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...