Dieci proposte di lavoro che non possono essere rifiutate

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di giuliomozzi

1. “Buongiorno dottor mozzi siamo una piccola ma vivace casa editrice marchigiana pubblichiamo narrativa poesia saggistica memorialistica manualistica libri per l’infanzia per noi sarebbe un onore se lei volesse collaborare con le nostre produzioni non siamo editori a pagamento per carità però molti titoli necessitano di editing e naturalmente noi con le nostre dimensioni piccole benché vivaci non siamo in grado di supportare gli autori dei qual però molti sarebbero felici di avere lei come editor trovando un accordo privato le chiederemmo soltanto a titolo di riconoscenza una percentuale…”. Clic.

2. “Buongiorno, dottor Mozzi”. “Mi spiace, ma non sono dottore”. “Come, non è dottore?”. “Eh, non lo sono”. “Ma noi credevamo…”. “Be’, non ho mai detto di essere dottore. Comunque, mi dica”. “Eh, mi dica, mi dica… Ma se lei non è dottore…”. “Scusi, ma: il motivo della telefonata?”. “No, è che avevamo visto che lei è sul mercato e ci domandavamo…”. “Ed è un problema il fatto che io non sia laureato?”. “Be’, vede, ai nostri autori, se proponiamo loro l’affiancamento di un editor, di un editor letterario, voglio dire, che sia laureato almeno…”. “Ho lavorato cinque anni con Einaudi, non basta?”. “Eh, ma l’hanno licenziato, evidentemente…”. Clic.

3. “Ehilà, Giulio, come va?”. “Bene, grazie. Ma con chi parlo?”. “Non ti ricordi di me?”. “Questo non è un videotelefono”. “Sono Gastaldo, ho fatto un corso con te nel 1996 a Jesi…”. “Oddio. Ho fatto corsi a Jesi?”. “Non dirmi che non ti ricordi”. “In questo momento, confesso…”. “Certo che hai un modo, per liquidare le persone…”. “Ma non ti sto mica liquidando, suvvia. Sto solo dicendo che mi sfugge il ricordo di una cosa che ho fatta diciassette anni fa”. “Le cose importanti si ricordano”. “Sì, vabbè…”. “E le belle persone si ricordano”. “Gastaldo, se vuoi farmi dire che non ti ritengo una bella persona…”. “No, hai già detto che per te non conto nulla, mi hai buttato nel dimenticatoio insieme a chissà quanti giovani di belle speranze”. “Senti, facciamo così: mi dici il motivo della telefonata?”. “Eh, abbiamo un progetto, qui in Ancona…”. “E di che progetto si tratta?”. “…ma non so se ho voglia di coinvolgerti, adesso”. “Gastaldo, vedi un po’ tu”. “Il tuo interessamento è commovente, Giulio. Facciamo che non ne facciamo niente, vabbè”. Clic.

4. “Mozzii, dottor Mozzii?”. “Eh, mi pare di riconoscerla”. “Eeh, le ho telefonato tante voltee”. “Me lo ricordo bene, purtroppo”. “Ma questa voltaa le telefono per proporle un lavoroo”. “Ah sì?”. “Ma sìì”. “E mi dica allora”. “Lei si ricorda i miei romanzii?”. “Non posso dire di no”. “Indimenticabili, veroo?”. “Non si dimenticano le esperienze di orrore puro”. “Sempre simpatico leii… Comunque sentaa, io ho fatto un terno al lottoo”. “Complimenti”. “Ma che complimenti, è questione di culoo… Comunque ci ho questi soldi adessoo…”. “Faccia un investimento, rimetta a nuovo la stalla”. “Ma noo… Se lei viene qui nel nostro agriturismoo, facciamo per due mesii… Due mesi possono bastare..?”. “Ma per che cosa?”. “Lei si mette lìì, buono buonoo, servito e riveritoo, e ci mette le mani leii…”. “Ai suoi romanzi?”. “E a che altroo?”. “No, guardi, ieri ho visto Non aprite quella porta 12, e non ho voglia di ripetere l’esperienza”. “Ma lo sa che lei è stronzoo?…”. Clic.

5. “Mozzi, sarò spiccio: quanto vuole?”. “Quanto voglio per cosa?”. “Per scrivere un romanzo a nome mio”. “Ma la storia lei ce l’ha?”. “Certo che ce l’ho”. “E che storia è?”. “E’ la mia vita”. “La sua è una vita interessante?”. “Certo che sì”. “E cos’ha di interessante la sua vita?”. “Tutto. Ma io voglio parlare di una cosa sola”. “Di quella stronza della sua ex moglie?”. “Come ha fatto a indovinare?”. “Sono un professionista”. “Comunque il titolo c’è già: Dalla figa spaziale alla stronza cosmica. Come le pare?”. “Non sono disponibile”. “Come non è disponibile?”. “Non sono disponibile, punto”. “E allora perché piange il morto?”. “Non mi pare di piangere il morto”. “E come no? Ho perso il lavoro, ih ih, la dispensa è vuota, i bambini piangono…”. “Non ho fatto niente di tutto questo. Cambiare lavoro è un fatto normale, per me”. “Però il lavoro da me non lo vuole”. “No, non lo voglio”. “Eh, si vede che non ce n’ha bisogno. Ai miei tempi…”. Clic.

6. “Guardi, Mozzi, questo progetto non ha budget, però noi possiamo metterla in contatto…”. Clic.

7. “Una persona della sua qualità, con la sua esperienza…”. “Sì, ma, senta: che cosa volete da me?”. “La sua qualità, la sua esperienza…”. “Ma per fare cosa?”. “Noi teniamo molto alla qualità, valorizziamo l’esperienza…”. “Senta, venga al dunque”. “Noi facciamo libri, dottor Mozzi”. “Non sono dottore. E che libri fate?”. “Di tutto”. “Cioè? Libri sulle fondazioni automatiche, sulla gestione dei rifiuti tossici, sulle masteopatie, sul disturbo ossessivo-compulsivo da collezionismo di soldatini…”. “Mozzi, che ci prende in giro?”. “No, vorrei solo sapere in quale settore sta la vostra casa editrice”. “Tutti i settori, le ho detto”. “Proprio tutti?”. “Potenzialmente, tutti. Noi pubblichiamo qualsiasi cosa”. “Anche il primo venuto”. “Ma no, ma no, signor Mozzi! Come le dicevo noi teniamo molto alla qualità, all’alta qualità, e lei, lei con la sua esperienza…”. Clic.

8. “Grumbl, vshhhh…”. “Mi spiace, non capisco”. “Dtrlcl, mnlistc…”. “Fate libri d’interesse locale e manualistica?”. “Shhh…”. “Guardi, bisogna che ci sentiamo in un altro momento”. “Nnnn…”. “Non posso richiamarvi io?”. “Nnnn…”. “Magari mi mandate un’email, le mando il mio indirizzo con un sms”. “Nnnn, nnabm itrnt…”. “Non avete internet?” “Nnnn…”. Clic.

9. “Il percorso è questo. Lei fa uno stage di tre mesi, non retribuito ma le diamo i buoni pasto, e poi vediamo. Se va bene, cominciamo con le collaborazioni occasionali. In capo a un anno, valutiamo la possibilità del cocoprò”. “Mi sembra bizzarro, alla mia età, con l’esperienza che ho, sentirmi fare una proposta del genere”. “E’ la nostra proposta standard”. “Cioè lei mi fa la stessa proposta che farebbe a un giovanotto di primo pelo”. “Mozzi, lei quanti anni ha?”. “Vado per i cinquantaquattro”. “E, mi dica, perché dovremmo farci carico di un rudere come lei?”. “Mi avete pur cercato”. “Perché il capo qui ha delle fisime, pensa alla letteratura…”. “Se lei mi fa una proposta inaccettabile, non persegue l’obiettivo che il suo capo le ha affidato”. “Le dirò: contavamo sulla sua disperazione. Ma evidentemente…”. Clic.

10. “Buongiorno, siamo della scuola Tale. Le interessa un percorso professionale di sicurso successo?”. “Ovviamente sì”. “Allora guardi, siamo in promozione nella sua zona per dei corsi di addestramento all’uso del computer…”. Clic.

26 Risposte to “Dieci proposte di lavoro che non possono essere rifiutate”

  1. enrico ernst Says:

    Ah. Il migliore Mozzi sul mercato… un dialoghista mefistofelico… cosa dici se cerchiamo – non ci sono soldi e non ci sono produttori, ma per adesso eh! un domani, vedrai… – che ne dici di scrivere una sceneggiatura a più mani eh… mi pare che hai lavorato molto per il cinema, non è vero?… io conosco diversi… e anche tu ci scommetto che i contatti non ti manca… clic

  2. Nadia Bertolani Says:

    Non so quando riuscirò a smettere di ridere… La seconda proposta è quella che mi è sembrata la più ferocemente ebete!

  3. Enzo Says:

    Mi stavo chiedendo quando avrei letto tue parole. Gli ultimi post erano di altro genere; segno di malessere credo.
    Comunque, veniamo a bomba.
    Mi sembra che qualcosa si stia muovendo, no? La proposta marchigiana, per esempio… tranello dici?
    Ciao

  4. LFK Says:

    Il secondo ha seguito una logica niente male. Io lo contatterei per fargli scrivere un libro di matematica.

  5. indicedilettura Says:

    Bellissimo. Comunque Il 4 somiglia al tizio che in un altro pezzo ti aspettava sotto casa. Il due non esiste, non può esistere, non deve, almeno in questo piano di realtà.

  6. Carlo Maria Pozzan Says:

    Ci sono passato e mi son tornate le lacrime però a leggerle certe cose son anche divertenti.

  7. elenaromanello Says:

    Il 10 è un immondo servo del telemarketing. Quelli che io mando a stendere con un vaff…

  8. pietrofantone Says:

    Sbaglio o nella quarta avverto un’inflessione bergamasca?

  9. andreamaggi Says:

    Fantastico

  10. andreamaggi Says:

    Ti prego, dimmi che sono tutte telefonate vere…

  11. allorizzonte Says:

    La 8. ha ascendenze lovecraftiane…

  12. RobySan Says:

    @allorizzonte: ma no, è che usa un telefonino che trasmette a onde corte le quali, come è noto, sono facilmente soggette al fading.

  13. Giulio Mozzi Says:

    Andrea: tutto è basato su telefonate vere, un pochettino voltate in parodia, anche se non necessariamente telefonate di questi giorni.

    Enzo: no, nessun malessere. Una certa circospezione. Questi giorni sono stati come dovevano essere: un po’ di appuntamenti, parecchio telefono o Skype. Molta perdita di tempo. Come spesso accade, la proposta buona è probabilmente la prima arrivata. Se non ci sono impicci ho una notizia da dare per martedì.

    Indice: il 4, sì, è sempre lui. Il mio incubo portatile. Pietro: l’originale non è bergamasco.

    Elena: le telefonate per vendite mi scocciano; ma non vedo che senso abbia insultare un servo. Si insultano i padroni, semmai; nella servitù siamo tutti solidali.

  14. Maurizio Says:

    Esilarante a dir poco….

  15. VISUALE Jean Françoise Says:

    54 ma va! Sei un ragazzino con queste storie qui, sorrido poi mi spulcio…notte!

  16. Nicola Says:

    Ho 47 anni e sto facendo capolino nel mondo dell’editoria con qualche concorso gratuito, ben sapendo che ogni giorno ci sono 40 nuovi titoli sul mercato, quindi la competizione dev’essere epica… Stanno cominciando a cercare anche me e mi consola leggere questo post per avere un’idea di cosa potrebbe aspettarmi se decidessi di sottrarre le mie solide braccia all’industria!

  17. fausto Says:

    “..Le dirò: contavamo sulla sua disperazione…”. Un po di inutile pragmatismo!

    Comunque per me il meglio del meglio sono i test pre selettivi, quando vi fanno fare la scelta delle aste e delle figure che dovrebbero somigliarsi in una saletta con altri 50 compagni di sventura. Praticamente una mezza via tra la settimana enigmistica ed il test Minnesota dei due giorni a militare, ma decisamente meno intelligente dei primi due. Non mi meraviglia che le aziende chiudano i battenti, se questa è la tecnica per selezionare i quadri.

  18. Pierluigi Lupo Says:

    11.
    “Ciao Giulio, non ci conosciamo ancora, io mi chiamo Chiara Scotti Della Valle e vorrei proporti un incontro di… diciamo di lavoro.”
    “Mi dica.”
    “Dammi del tu, vuoi?”
    “Non voglio.”
    “Mm, mi piace questa tua fiera resistenza.”
    “Senta, non ho tempo da perdere.”
    “Vai di fretta, eh? Sei di quelli che vogliono tutto e subito.”
    “Per favore, venga al punto.”
    “Allora sei proprio un pezzo di ghiaccio… lo sapevo, me l’avevano detto.”
    “Sicura di non aver sbagliato numero?”
    “Ma io scommetto che dietro questa tua calma apparente si nasconda un animo irrequieto, è così? dimmi la verità, su dai.”
    Clic.

  19. antoniolamalfa Says:

    Buongiorno, signor Miozzi. Le faccio una proposta di lavoro, alla quale non potrà rispondere di no. Lei si ricorderà che anni orsono Le inviai un dattiloscritto dall’incipit fulminante, che qui riporto: “Era una notte buia e tempestosa. A un tratto echeggiò uno sparo! Una porta sbatté. La ragazza lanciò un grido. Improvvisamente, apparve all’orizzonte una nave pirata.” Io non credo che Lei abbia riflettuto sulla profondità e l’originalità di questo inizio, per questo La invito a farlo adesso. Le risparmio la lettura delle seguenti 1325 cartelle(potrà farlo in seguito, si rilassi), ma Le anticipo fin da adesso che nel corso della narrazione tutti i dubbi si chiariranno, tutti i fili saranno pazientemente riannodati, e a tutte le domande si potrà, infine, dare una risposta esauriente. Si fidi di me, signor Miozzi: Le offro su un piatto d’argento il capolavoro nascosto, I promessi sposi del ventunesimo secolo. E perché – si domanderà- mi rivolgo a Lei? Ma è naturale! Il motivo per cui desidero coinvolgerla in questa stimolante avventura editoriale dipende dalla fiducia che ho in lei nelle sue qualità di talent-scout. Io sarò il talento, e Lei, Miozzi, brillerà di luce riflessa. Insomma, ci aiuteremo a vicenda; non se ne pentirà. Le offro il 30% dei miei compensi in cambio delle sue capacità universalmente riconosciute di aprire un varco nel muro dell’ignoranza e del pregiudizio di questa mafia, di questi poteri forti dell’editoria che ci propinano da anni la solita conventicola di scrittorucci mediocri. Una volta aperta la via, sarà tutto facile, tuttavia la terrò come agente, segno della mia gratitudine. Una volta pubblicato il dattiloscritto in questione ( dal titolo provvisorio: “La secchiona rapita”), tirerò fuori dal cassetto altre mie opere già pronte: il rivoluzionario saggio: “Pasqua con i tuoi”, una specie di rivoluzione copernicana delle relazioni affettive, e il pratico nonché agile libello “Da manovale a capomastro”, destinato a tutti coloro che vogliano tentare la scalata imprenditoriale nel mondo del mattone(il mio nonno diceva: “e le case e le bare non finiremo mai di fare”). E poi ho in gestazione “Venezia è bella ma non ci vivrei”, ( dal sottotitolo: “I dragati”) che mette a confronto l’idealismo dell’adolescenza con la pragmatica e dura realtà del mondo adulto. Non perda nuovamente il treno della celebrità, signor Miozzi, mi dia retta.
    Mi telefoni. Lo dico per lei.

  20. Giulio Mozzi Says:

    Pierluigi: mai successo niente del genere. Le proposte terrificanti mi sono sempre arrivate da maschi.

    Gentile Antonio Mafalda: Grazie, ma credo di avere ormai trovato ciò che cerco. Colgo l’occasione per segnalarle che una commedia ridanciana (e un pochettino oscena) dal titolo Pasqua’, coni tuoi! fu pubblicata nel 1922 presso l’editore Carabba di Lanciano. Sentitamente, ecc.

  21. Valentina Says:

    la 6 riecheggia quel che spesso viene detto a certi antennisti, giardinieri, idraulici, musicisti & “creativi” in genere…solo che, nel tuo caso, almeno te l’han detto per telefono e prima di estorcerti una prestazione aggratis 😉

  22. Giulio Mozzi Says:

    Valentina, la fonte è qui.

  23. Valentina Says:

    sì: a quello per l’appunto mi riferivo.

  24. ReginaPescatrice Says:

    La proposta n° 5 è arrivata anche a me: si trattava di un vecchietto che voleva “fare ordine nella testa” su ciò che era capitato nella sua esistenza. Alla fine ho fatto marcia indietro, sospettando che questa vita “interessante e vera” (come aveva tenuto a precisare) volesse includere anche il mio stupro o il mio omicidio.
    Clic.

  25. Noemi De Lisi Says:

    Divertentissimo!
    “Perché il capo qui ha delle fisime, pensa alla letteratura…”
    Ah… queste fisime! Tsk…
    Ovviamente, la mia preferita è l’ottava 😉

  26. Beep Beep Mommy Says:

    “Contavamo sulla sua disperazione” ???
    Ma la gente è matta, al giorno d’oggi si crede di avere licenza per ogni cosa.
    Grazie per le chicche, bellissime tutte!

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