Cerco lavoro

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Il mio rapporto di consulenza con Einaudi Stile libero, iniziato nel marzo 2008, terminerà il 28 febbraio 2014. Se qualcuno avesse delle proposte da farmi, il mio indirizzo è giuliomozzi@gmail.com. Ecco un mio sommario curriculum. gm

Aggiunta successiva: per sapere com’è finita, leggere qui. Per sapere come non è finita, leggere qui.

58 Risposte to “Cerco lavoro”

  1. Luan Says:

    Se vuoi farmi da agente letterario… sono molto amato nell’ambiente editoriale*-°

  2. Giulio Mozzi Says:

    No, grazie.

  3. Patrizia Argento Says:

    Anche io cerco un agente se vuole sono a disposizione, anzi le inviato un romanzo!
    Però non sono conosciuta…

  4. yorick Says:

    Il mondo è fuori di sesto. In bocca al lupo, Mozzi.

  5. Roberta Della Manna Says:

    Potresti cogliere questa opportunità per creare una cosa tua, sono certa che ne hai tutta la capacità.
    Ma non ti conosco abbastanza da poter immaginare quel che ti piacerebbe fare o meno. In ogni caso, condivido il tuo annuncio su fb, ti auguro molta fortuna e spero che mi permetterai comunque di avere tue notizie.
    Roberta

  6. Nadia Bertolani Says:

    Al curriculum aggiungerei: Note Caratteriali (un simpatico arcigno)

  7. mariapia veladiano Says:

    Giulio, potresti aggiungere l’elenco degli autori e delle autrici che hai aiutato a pubblicare perché hai visto qualcosa nella loro scrittura. Io sono una di quelle, sono arrivata a Einaudi Stile Libero grazie a te. E ti sono grata. E che finisca il rapporto il 28 febbraio è qualcosa che non so credere. Vuol dire che tutto può accadere, a chiunque. Ti sono grata per avere accompagnato La vita accanto. Dopodomani “La vie à côté” è alla Fête du livre de Bron (Lyon). Grazie, anche, a te. Merci!

  8. manu Says:

    Tra le pubblicazioni non trovo ‘dall’Archivio’ Nino Aragno editore.

  9. flaviovillani Says:

    L’ha ribloggato su Flavio Villani.

  10. andrea grilli Says:

    Ciao, sono Andrea Grilli, ho una piccola casa editrice. http://www.gz-editori.it se ti interessa possiamo parlare di come collaborare. La mia email è andrea et gz-editori.it

  11. Giulio Mozzi Says:

    Mariapia, tu sei arrivata a Einaudi Stile libero perché hai vinto il premio Calvino.

  12. mariapia veladiano Says:

    E perché lo hai letto immediatamente, proposto immediatamente e perché lavoravi in Einaudi Stile Libero. Per questo. (E perché hai detto che amavi Lucilla). Quindi grazie e il resto che ti capita non lo so capire proprio.

  13. Livio Romano Says:

    Anch’io sono arrivato a Stile Libero grazie a Giulio.

  14. Andy Says:

    Beh Giulio, mi sembra di capire che non sia una buona notizia (lo e’, non lo e’?).

    In ogni caso, e’ una notizia che (mi ) suscita qualche domanda:

    significa che, per il momento, non ha molto senso inviarti manoscritti?

    Saresti disposto a cambiare area d’interesse (definibile come “scouting di romanzi inediti”), pur rimanendo nell’industria editoriale?

    E cambiare settore (penso- ad esempio- alla televisione)?

    C’e’ qualcosa che ti e’ venuto particolarmente a noia del tuo lavoro?

    Ciao e a presto

  15. Giulio Mozzi Says:

    Andy: no, non è una buona notizia per me. D’altra parte capisco le ragioni – non specifiche, ma generali – che hanno portato Einaudi a questa scelta. Non credo di essere l’unico consulente il cui contratto non è stato rinnovato.

    Sì, per il momento non ha molto senso mandarmi opere inedite.

    Sono disposto a “cambiare area d’interesse”, anche uscendo dall’ “industria editoriale”.

    Non ho nessuna esperienza di televisione; nemmeno possiedo l’apparecchio.

    Mi è venuta a noia l’incertezza.

  16. Il fu GiusCo Says:

    Pessima notizia per chi cerca di “emergere” dalla rete seguendo qualità ed autorevolezza: ne emergono troppo pochi e quindi GM non serve più? Guardando i dati economici dell’ecosistema italiano, la contrazione è evidente e persistente, ma che si debbano tagliare i GM è un paradosso tutto italiano.

    In bocca al lupo per la ricerca. Come già detto, suggerisco umilmente di mandare qualche application come creative writing research fellow / lecturer ai vari dipartimenti universitari in UK o alle svariate iniziative finanziate dal Council Arts.

  17. claudiosalvi Says:

    Giulio, quali sono le ragioni generali che portano Einaudi a queste scelte?

  18. Patrizia Argento Says:

    Non leggerà più inediti?
    Certo devo dire che io ho una tempistica davvero eccezionale nello scegliere sempre il momento sbagliato! Mi dispiace per lei, ma sono certa che troverà un altro lavoro.
    Anche a me mi è venuta a noia l’incertezza

  19. Giulio Mozzi Says:

    Claudio:

    Annus horribilis per il settore, questo 2012, che registra una chiusura apparentemente più contenuta rispetto al pesante segno meno fornito da Nielsen per le vendite dei canali trade (quelli rivolti al pubblico, -7,8%), attestandosi su un -6,3% complessivo. Un dato in verità ben più negativo e che raggiunge quota – 8,4% se dal perimetro complessivo del mercato del libro si esclude – come ormai è necessario – il non book (fatto sempre meno da prodotti di cartoleria e sempre più da gadget) e il remainders.

    Così comincia il consueto rapporto annuale dell’Aie (Associazione italiana editori) datato ottobre 2013. E da lì in poi, è tutto andato ancora peggio.

  20. Federica Sgaggio Says:

    Sono sicura che non rimarrai né inoperoso né disoccupato, però mi dispiace lo stesso.

  21. dm Says:

    Il mondo sta cambiando. Sarà tutto più semplice a un certo punto, saremo scrittori, scout di scrittori, editor, lettori e al tempo stesso non saremo niente…
    Per esempio,

    Oltre al modello classico, la fanfiction ci mostra un modello (se non addirittura un business model) per l’editoria che si confronta con un mondo sempre più connesso. Parlando di community, un elemento importante è che gli autori sono in primo luogo lettori, lettori che amano il genere. Il fatto che esista on line è cruciale: le piattaforme di scrittura on line implicano che ci sia un’immediata connessione tra lettori e autori di tutto il mondo. Gli autori sono supportati dai cosiddetti beta readers – termine che richiama le origini nel mondo dei software – essenzialmente degli editor che leggono, analizzano e editano le storie prima che vengano caricate sul sito. Esiste quindi una sorta di controllo qualità in un contesto editoriale particolarmente collaborativo.

    (Dal Giornale della libreria)

  22. RobySan Says:

    Mi è venuta a noia l’incertezza.

    Temo che dovremo farci il callo.

  23. indicedilettura Says:

    Dunque si tratta di brutale ristrutturazione. Ma come possono pensare di rinunciare a professionisti di questo spessore? Quali piani editoriali ne potranno scaturire? E ne hanno? Per quel che vale, tutta la mia solidarietà precaria a Giulio Mozzi

  24. Andy Says:

    Giulio (sulla televisione): non e’ necessario avere i denti per conoscere il pane.

    Ho visto sul tuo curriculum- e me lo ricordavo perche’ me lo avevi detto- che hai lavorato come dialoghista: un’abilita’ che non e’ necessariamente connessa alla presenza fisica di un elettrodomestico.

  25. Felice Muolo Says:

    Nella speranza di non essere indelicato, proporrei di avviare una libera sottoscrizione per sostenere Giulio durante il periodo d’incertezza, che sono sicuro sarà breve ma di questi tempi non si sa mai. Certo che chi lo stima e ne ha avuto benefici, aderirà volentieri. Chiedo quindi a Giulio, se è d’accordo, di fornire i suoi dati bancari per inviare bonifici di qualsivoglia entità. Se sono stato inopportuno, chiedo umilmente scusa.

  26. Giulio Mozzi Says:

    Indice, scrivi:

    … Ma come possono pensare di rinunciare a professionisti di questo spessore?…

    Guarda che mi sono messo a dieta. Il mio spessore è notevolmente diminuito.

    Felice: grazie, ma la cosa mi pare eccessiva.

  27. carlo capone Says:

    Forza Giulio, con un curriculum come il tuo si faranno avanti in parecchi. Dovrai stare attento nella scelta, questo sì.
    Tra i diversi campi dove potresti impegnare competenze e talento individuo 3 settori:

    a) assiduo editorialista della pagina letteraria di un quotidiano nazionale o quanto meno regionale.

    b) Conferire a Vibrisse un’impronta marketing oriented. Sapere che periodicamente Vibrisse ospita la recensione di Giulio Mozzi su un libro di uno scrittore affermato, costituirebbe un’occasione di visibilità per la Rivista maggiore di quella che già possiede, e attirerebbe una cospicua serie di sponsor che lavorano in campi attigui a quello letterario.

    c) Non trascurereri, infine, un impegno con capitali tuoi. In parole povere: Mozzi Editore [Collane di: letteratura, saggistica ( il mercato dei saggi tecnici è una miniera, lo sperimento ogni giorno su me stesso ), saggistica di vario tipo (entro i prossimi anni destinata a ri-prendersi il ruolo di leadership sulla narrativa, che già aveva assunto negli anni 70 e 80), manualistica (altra prateria)].

    Se vuoi, fatti sentire e…Auguri!

  28. Giulio Mozzi Says:

    Carlo, non ho capito la parola “capitali”.

  29. mariapia veladiano Says:

    Giulio, come lo hai saputo? Per sms? Per mail? Aspettando una telefonata che non arrivava? Lasciato solo sotto la pioggia ad attendere ad un appuntamento fissato? Attraverso il silenzio più sadico? Per lettera? In modo civile? “La sostanza” non cambia forse. Ma lo stile racconta molto di quel che ci possiamo aspettare. E comunque mi spiace e questo è proprio tutto quel che ho da dire.

  30. Giulio Mozzi Says:

    Ho ricevuto una telefonata molto diretta, sincera e dispiaciuta. Seguirà una lettera formale.
    Modo civilissimo, direi.

  31. luigi preziosi Says:

    giulio, mi dispiace molto. Non so quanto la cosa sia negativa per te, però solidarietà e affetto non ti mancano di certo, e questo non è poco, anche solo per riempire un breve tempo di quiete.
    E poi con un curriculum così, le proposte non possono mancare…

  32. Antonio La Malfa Says:

    Mi spiace

  33. manu Says:

    giulio, a quando un libro con tue fotografie?

  34. Giulio Mozzi Says:

    Un momento, manu. Dammi il tempo di scattarle.

  35. carlo capone Says:

    Giulio, domandi: “Carlo, non ho capito la parola “capitali”.”

    Soldi tuoi da investire.

  36. gian marco griffi Says:

    Lavoratori.
    Si sta come d’autunno sugli alberi le foglie.

  37. enrico ernst Says:

    tutta la mia solidarietà Giulio. L’impermanenza è la nuova legge. Lo “stile di vita” per eccellenza. E accelera. Distrugge, e sperando che anche crei, con lo stesso impegno… mentre leggevo il tuo annuncio, mi scorrevano negli occhi le immagini dell’open space che ospitava la redazione di Sperling/Frassinelli, dopo la “fusione” con Piemme. Lavoratori/ici lasciati a casa da un giorno con l’altro. Dopo decenni di contratti “a termine”. Senza nemmeno l’accenno di una difesa, di un “ma veramente”… una sorta di compassato “the day after”, autunnale, fatto di finestre e di larghe macchie d’ombre, e un senso di rassegnata disperazione, dei pochi rimasti… so che ogni storia fa a sé… ma c’è un’aria grande di smobilitazione. Non ci turba, dunque? Siamo già “abituati” allo svuotamento progressivo? fino a quale punto?

  38. Livio Romano Says:

    A me non stupisce più niente. Annus horribilis, appunto. Mesi fa il direttore editoriale di una delle tre major italiane mi ha scritto: “Ti metti a scrivere una cosa così bella nel peggior anno in assoluto dell’editoria italiana? L’anno in cui le più fosche previsioni si sono avverate una dietro l’altra”. Gli editori hanno bisogno di mainstream, e questa è l’unica verità. Michele Rossi sotto Natale ha organizzato una specie di baccanale per provare a dire addio a questa congiuntura nefasta. Eppure Giulio sa intercettare, fra i manoscritti, anche quelli più popolari, più spendibili nel desolante mercato italiano. Io ho un’idea mia sulla linea editoriale che ha intrapreso da qualche tempo quella collana. Che, a occhio e croce, sta agli antipodi di quel che piace a Giulio. Largo dunque a chi propone quella roba.

  39. RobySan Says:

    La cessazione del rapporto di collaborazione

    Gianluca, hai il sorriso ferito

    dalla forbice fra obbiettivo e fatturato

    sulla sedia blindata della riunione

    carichi in canna il resoconto ultimo

    e ti si sente

    attorno un largo silenzio, e nel rumore

    del tuo dissesto interiore ognuno sta

    nella posizione da contratto

    Dietro questi piccoli quadri

    si muovono gli uomini abbaiati

    dal cane del credo quotidiano

    Lei ora appartiene, ti dicono

    all’archivio dei nomi in disuso

    Presa qui.

  40. Giulio Mozzi Says:

    Gian Marco, riscrivo:

    Si sta come in scadenza,
    sulle spine,
    i cocoprò.

    Carlo, non capisco bene le parole:

    Soldi tuoi da investire.

    Livio, quando dici “quella collana”, di quale collana parli?

    Enrico: io sono stato, e sono ancora, un lavoratore privilegiato.

  41. RobySan Says:

    @Giulio:

    Capitali: Roma, Parigi, Londra, Berlino ecc.
    Soldi tuoi da investire: boh! Che lingua è?

  42. Giulio Mozzi Says:

    Ah… Io pensavo alle lettere capitali… Per questo non capivo.

  43. Livio Romano Says:

    Giulio, mi riferivo a Stile Libero naturalmente.

  44. andrea barbieri Says:

    Riprendo l’idea di Felice Muolo ritoccandola: non si potrebbe adottare ‘Discorso attorno a un sentimento nascente’?
    In questo senso: a Mozzi serve il tempo per terminarlo, allora potremmo liberare un po’ del suo tempo versandogli liberamente una quota. Moralmente saremmo, diciamo così, co-produttori del libro, dico ‘moralmente’ perché il vantaggio starebbe esclusivamente nella soddisfazione di aver aiutato una bella cosa a esistere.

    L’anno scorso mi è capitato di fare lo stesso per un cortometraggio sulla violenza verso le donne. Ho versato la mia quotina. La regista alla fine ha raggiunto il budget minimo per realizzare il corto. E caspita se lo ha realizzato, ha partecipato pure a rassegne all’estero.

    Voglio dire, in questo momento di cambiamenti incredibili dell’editoria potrebbe essere un’idea nuova, e replicabile per altri libri. Una comunità che sostiene il progetto di uno scrittore.

    La regista del corto aveva utilizzato questa piattaforma http://www.produzionidalbasso.com/
    ma si potrebbe fare in qualche altro modo, credo.

    Che ne pensate?

  45. gian marco griffi Says:

    Io penso che Giulio Mozzi non abbia bisogno dei miei soldi. Che proprio non li voglia. Questo penso.

  46. dm Says:

    Ciascuno ha il proprio rapporto con il denaro. I discorsi attorno al denaro son sempre pericolosi. Uno vuol fare qualche cosa di buono, e magari dà solo disagio. Ma capita anche il contrario.
    Io posso fare ciò che desidero fare da una mezza vita, e cioè scrivere con l’ambizione di scrivere, ora, solo perché altri – alcuni volontariamente altri meno, – mi hanno aiutato in qualche modo. E non ho alcun problema a parlar di denaro, del mio e di quello altrui. Ma io sono io, pressapoco, e il prossimo è il prossimo e chi s’è visto s’è visto. A me quella di Andrea Barbieri sembra un’idea buona. Nel proprio piccolo, ognuno può esser determinante. Ci sto con gioia, sapendo di fare qualcosa di bello e di utile…
    Inoltre, un meccanismo simile ha permesso, in altri campi, a artisti di valore di poter mettere a punto opere di valore – è noto.
    Insomma, il dubbio certo non riguarda me, è del prossimo.
    Dubbi io, non ne ho.

    (Difficile seguire l’eventuale dibattito scaturito dalla proposta di Barbieri. In partenza ora. Rientro per metà settimana prossima.)

  47. carlo capone Says:

    Giulio, ma lo dico per l’ultima volta, perchè queste tue domande, dove moostri di non capire ciò che a me sembra chiaro, mi provocano strabe sensazioni. Detto papele papepe, hai un po’ di soldi sul tuo conto corrente, a parte quelli che ti servono per vivere? bene, investili in un’attività editoriale, magari chiedendo aiuto alla banca. Anche se far l’editore ( ma ripeto, nel caso tuo sarebbe un’impresa con molteplici core business) attualmente non è un’intrapresa delle più remunerative.
    La gloriosa De Agostini oggi investe solo il 25% del suo capitale in carte geografie e pubblicazioni annesse, il resto ce l’hanno dentro Lottomatica, società, finanziarie, fondi di investimento e tante altre cose, che con l’editoria non ci azzeccano una cippa.
    Però è chiaro che loro producevano carte geografiche e che ogni aula di una scuola italiana ne possedeva almeno una. Oggi, te saluto, bello, internet ha spazzato via tutto.
    Ieri sera ero a cena con la resp finanziaria di questo, chiamiamolo ancora, editore, e insomma mi ha spiegato come si sono salvati, loro.
    Per l’editoria classica il cielo è meno plumbeo ma il segreto è sempre quello: diversificare (vedi mio post di ieri).
    Poi dipende dall’ampiezza della diversificazione. Se non ricordo male, Sironi ha il suo core business nella manaulistica per i test, con risposte a ciascuno dei quesiti proposti, di ammissione alle facoltà universitarie a numero chiuso. Specie d’estate vanno a ruba, più in cartaceo che in disco.
    O forse credevi che quell’editore si reggesse sulle vendite dei libri della pur ottima collana da te diretta?

  48. gian marco griffi Says:

    Cominciamo con un bell’abbonamento annuale per gli utenti di vibrisse. 50 euro i lettori, 100 euro i lettori/commentatori.
    15 euro per mandare il proprio capolavoro in lettura a Mozzi.
    50 centesimi per commentare (per chi non ha sottoscritto il canone annuale da 100 euro).
    25 euro per pubblicare un brano su vibrisse.
    Poi c’è il merchandising: t-shirt con la faccia di Mozzi e un consiglio su quando è preferibile utilizzare la d eufonica, 12 euro.
    Pigiama con consiglio di Mozzi sul punto e virgola, 49 euro.
    Statuina di Mozzi con capoccione molleggiato da esibire sul cruscotto dell’auto, 7 euro e 50.
    Mozzi, e sai chi ti legge.

  49. Maria Luisa Mozzi Says:

    “Perciò vi dico: per la vostra vita non affannatevi di quello che mangerete o berrete, e neanche per il vostro corpo, di quello che indosserete; la vita forse non vale più del cibo e il corpo più del vestito? 26 Guardate gli uccelli del cielo: non seminano, né mietono, né ammassano nei granai; eppure il Padre vostro celeste li nutre. Non contate voi forse più di loro? 27 E chi di voi, per quanto si dia da fare, può aggiungere un’ora sola alla sua vita? 28 E perché vi affannate per il vestito? Osservate come crescono i gigli del campo: non lavorano e non filano. 29 Eppure io vi dico che neanche Salomone, con tutta la sua gloria, vestiva come uno di loro. 30 Ora se Dio veste così l’erba del campo, che oggi c’è e domani verrà gettata nel forno, non farà assai più per voi, gente di poca fede? 31 Non affannatevi dunque dicendo: Che cosa mangeremo? Che cosa berremo? Che cosa indosseremo? 32 Di tutte queste cose si preoccupano i pagani; il Padre vostro celeste infatti sa che ne avete bisogno. 33 Cercate prima il regno di Dio e la sua giustizia, e tutte queste cose vi saranno date in aggiunta. 34 Non affannatevi dunque per il domani, perché il domani avrà già le sue inquietudini. A ciascun giorno basta la sua pena.” Matteo 6,25-34

  50. andrea barbieri Says:

    Questo è un esempio di libro prodotto attraverso sottoscrizioni di sostenitori (in questo caso lo comperavano, in questo modo si finanziava il libro e la mostra):

    http://www.produzionidalbasso.com/pdb_2993.html

    E’ di WuMing2 insieme al collettivo fotografico TerraProject.

    Su quel sito ci sono altre produzioni di libri. E film, dischi, interventi nelle scuole, eccetera… sono più di 500 i progetti sostenuti.

    Quindi non si tratta di “dare soldi a Mozzi” come afferma Gian Marco Griffi, ma di sostenere un progetto, e mi pare ci sia una certa differenza.

  51. Giulio Mozzi Says:

    Carlo: le mie domande erano scherzose. No, non ho la possibilità di investire. Quando passo davanti alla banca, cambio marciapiede.

    Gian Marco: no.

    Andrea: sto preparando un progetto basato su una sottoscrizione. L’embrione dell’idea è qui. La scrittura di Discorso attorno a un sentimento nascente è arenata per motivi indipendenti dalla disponibilità di tempo e di denaro.

    Maria Luisa: sono tranquillo.

  52. Maria Luisa Mozzi Says:

    Ne sono certa.
    Desideravo solo fornire un altro punto di vista.

  53. fausta68 Says:

    Mi dispiace di non poterti essere d’aiuto… cosa intendi per sottoscrizione…un crowfunding? se pensi di tentare un cammino tuo sappi che io, nel mio piccolo, ci sto….

  54. Giulio Mozzi Says:

    Credo che “sottoscrizione” si possa tradurre in inglese con “crowd funding”. Come ho già detto, l’embrione dell’idea è qui.

  55. Elianto Says:

    Caro Giulio,
    spero tu non voglia considerare le sabbie mobili dello struzzo come un’ottima motivazione per liberarti di me e di tutte le erbacce ancora da estirpare! Se hai questa tentazione, desisti: sto per tormentarti con la nuova versione…😉

    Ps: mi dispiace che tu perda un lavoro come quello (botta di altruismo), ma non per questo smetti di essere un ottimo chirurgo specializzato in Parologia; e, io, sono ancora convalescente (ecco, sono tornata).
    Quindi a presto, Giulio.

    Pps: il ciclo “La formazione della scrittrice” è davvero interessante. Curioso e multiforme. Bell’idea, nonostante lo sconforto: la lista dei miei prossimi acquisti in libreria si sta allungando ben oltre la capienza del portafoglio di cui dispongo.

  56. Benedetta Saglietti Says:

    Accidenti, leggo solo ora. Mi dispiace.

  57. Giulio Mozzi Says:

    Ma nel giro di pochi giorni, Benedetta, ho trovato lavoro presso Marsilio.

  58. Benedetta Saglietti Says:

    Molti auguri per questo nuovo lavoro!

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