Dieci spunti per romanzi che non sono mai riuscito a scrivere

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ponte nel nulla

di giuliomozzi

1. Un coltivatore di patate del Maryland si innamora di una pianta di patate. Lei fa la ritrosa. Dopo venticinque anni di castissimo corteggiamento il coltivatore decide di farla finita: sradica la pianta, mette in pentola le patate, se le mangia, e morta là.

2. Un funzionario del Magistrato alle Acque di Venezia soffre di depressione e tenta più volte, nel corso degli anni, di suicidarsi gettandosi in canale: ma sempre in febbraio, quando c’è l’acqua bassa. Un collega collezionista di katane, mosso da pietà, gli taglia la testa.

3. Una conduttrice di tram di Milano, sposata a un commerciante di pellami, diventa vegana. Intima al marito di lasciare quel sozzo commercio. Il marito si rifiuta. Lei lo lascia e si mette con un pessimo giocatore di poker che le brucia in quattro giorni tutti i risparmi.

4. Un barcaiolo del Po tenta per tutta la vita di catturare un siluro gigantesco. Ci riesce esattamente l’anno, il giorno, l’ora e il minuto in cui a Ernest Hemingway viene consegnato il premio Nobel. I giornali si interessano al caso: poi si scopre che c’era stato un equivoco sul fuso orario, e si disinteressano. Da quel giorno il barcaiolo viene considerato un millantatore.

5. Una salumiera di Bollate, vedova, corteggia un fruttivendolo parimenti di Bollate. Lui traccheggia, perché ci ha una storia con una gigantessa (anche lei di Bollate) ex primadonnona del Circo Orfei. Quando scopre la tresca, la salumiera non ci pensa due volte. Appena il fruttivendolo dice: “Però, buono questo salame, mica come i soliti”, lei gli spiega con che carne l’ha fatto.

6. Due gemelli identici di Perpignano decidono di partecipare a Masterpiece. Uno viene ammesso, l’altro no. L’escluso fa causa alla Rai. Il magistrato stabilisce che, effettivamente, il suo romanzo era copiato pari pari da quello del fratello: anche le virgole.

7. Un camionista di Sorrento, dotato di doppia personalità, tenta inutilmente di sposare sé stesso. Ci riesce solo quando, facendo emigrare una delle sue personalità in Inguscezia, si sposa per procura. Il divorzio, appena sei mesi dopo, sarà motivato da una vita sessuale deludente.

8. Il titolare di una fabbrichetta di cuscinetti a sfera di Monticello Conte Otto sparisce improvvisamente. I dipendenti si affidano a un’agenzia di investigazioni. Le ricerche non hanno successo. Quarant’anni dopo si scopre il titolare della fabbrichetta, il giorno prima di sparire, aveva segretamente acquistato l’agenzia, intestandola a un ignaro paralitico di Pieve di Livinallongo del Col di Lana.

9. Uno scrittore di Carmagnola con il blocco dello scrittore comincia ogni giorno un nuovo romanzo, ma non riesce mai ad andare oltre la prima pagina. Un bel giorno pubblica a proprie spese un volume di 365 pagine con 365 inizi, intitolandolo: La vita è un eterno ricominciare. Non se lo fila nessuno.

10. Uno scrittore di Altolà, frazione di San Cesario sul Panaro, vede per caso in una cartolibreria di Cocomaro di Focomorto un libro intitolato: La vita è un eterno ricominciare. Lo compera. Lo legge. Il volume contiene 365 prime pagine di romanzi. Lo scrittore di Altolà s’informa, e scopre che l’autore è morto suicida senza riscuotere il minimo successo. Comincia allora a sviluppare quei romanzi in nuce, e in trentun anni ne pubblica ventotto, a proprio nome, con risultati di vendita non disprezzabili. Un dottorando in filologia moderna di Pavia scopre il segreto e lo spiffera ai giornali. La notizia è pubblicata solo dalla Settimana enigmistica, nella rubrica “Strano ma vero”.

22 Risposte to “Dieci spunti per romanzi che non sono mai riuscito a scrivere”

  1. aquanive Says:

    io ai decaloghi non so resistere e questo è strepitoso. grazie.

  2. enrico ernst Says:

    noto la presenza significativa (1, 3, 4, 5) di tematiche su vegetarianesimo/carne, pelle animale (con sfondamento sul versante erotico/cannibalico: 1, 5); la letteratura e gli scrittori (romanzo/romanzieri) dominano in 4, 6, 9, 10. Il sesso e la relazione amorosa in 1, 2 (amicizia tra uomini? Eros e Thanatos?), 3, 5, 7, il suicidio: 2, 10 (simbolico “sandwich” del decalogo); tematica politico-economica: 8. Ambientazione meridionale (o supposta tale): 7. Presenza di ambientazioni estere: 1, 7.

  3. marino Says:

    numero quattro, non è un millantatore, il Nobel lo consegnano a Stoccolma, probabilmente anche in quegli anni il fuso orario era lo stesso del Po.

  4. Giulio Mozzi Says:

    In realtà, Manuela, il punto 8 è copiato (banalizzandolo ecc.) da “La grande sera” di Giuseppe Pontiggia. Che è un grandissimo romanzo.

    Marino: appunto. Il barcaiolo aveva spostato l’ora di un’ora. Si era sbagliato lui.

    Enrico: al punto 4 non c’è carne; c’è pesce. Dal che si deduce che gli altri spunti non sono né carne né pesce.

  5. christianne Says:

    mi ricorda molto i temi e lo stile di rocco tanica. vedi questa rielaborazione di una nota leggenda metropolitana: “Un ragazzo incontra un’affascinante sconosciuta ad una festa. Lei è molto seduttiva, lui la invita a casa sua e fanno l’amore. Quando l’indomani il ragazzo si sveglia la donna non c’è più, ma ha lasciato sullo specchio una frase scritta col rossetto: «Benvenuto nell’AIDS». Nello stesso momento lei, ormai lontana, apre la borsetta e trova un biglietto con scritto: «Benvenuta nell’AIDO (Associazione Italiana Donatori Organi)». Si dà una controllata, e non ha più la figa.”

  6. nicola zinni Says:

    i miei preferiti sono il numero 4 e il numero 9

  7. maria rosa Says:

    Per Giulio:
    (Ti cito dalla tua opera “Sono l’ultimo a scendere): ma di che cosa ti fai di preciso?

    Per Cristianne: Bellissmo il tema che enuclei! Senza più la figa, wow! Questa è veramente eccezionale! Interessante gli sviluppinarrativi!

  8. enrico ernst Says:

    Oltre a Pontiggia, ci sono anche gli “scrittori inutili” di Cavazzoni o mi sbaglio? Comunque mi pare ci sia più carne che pesce (potrei sbagliare). In più, entro il flusso ermeneutico dei commenti, che già Paul Ricoeur preconizzava, e in particolare dopo l’intervento di Christianne, la traccia: “Una conduttrice di tram di Milano, sposata a un commerciante di pellami, diventa vegana”, è diventata, sorprendentemente, a una lettura più attenta: “Una conduttrice di tram di Milano, sposata a un commerciante di pellami, diventa vagina”.

  9. Giulio Mozzi Says:

    Maria Rosa: non mi faccio di niente, non ne ho bisogno: ci sono cascato dentro da piccolo, come Obelix (vedi).

  10. elinepal Says:

    Io sono assolutamente per la salumiera di Bollate . Testo da valutare

  11. Filemone Says:

    Ahi, ahi, ahi… questioni di editing al punto 4: o si cambia pesce (ma si perderebbe l’effetto monstre, cfr. Massimo Gardella, Il male quotidiano, Guanda 2012) o si cambia premiato (ma si perderebbe l’effetto citazionista di rimando) o si cambia fiume (meno problematico, con il Danubio per esempio, ma si perderebbe l’antica aura bacchelliana). Infatti, il premio Nobel è stato annunciato a Ernest Hemingway il 28 ottobre 1954 (e conferitogli il 10 dicembre, in absentia), mentre nel Po è stato catturato il primo pesce siluro alla fine degli anni Sessanta (cfr. Il siluro. Silurus glanis. Ecologia della specie nel Fiume Ticino e risultati dell’azione di contrasto alla sua espansione svolta dal Parco negli anni 2001-2006, Pontevecchio di Magenta 2007, p. 63). Occorre quindi fare una scelta. Oppure si fa un po’ di fantascienza (con macchine del tempo, viaggi temporali et similia, anche in stile steampunk)…

  12. cartaresistente Says:

    Non so se qualcuno abbia già fatto qualcosa di simile, ma il punto 9 mi piacerebbe molto.

  13. Giulio Mozzi Says:

    Filemone, il barcaiolo è un considerato millantatore; e non a caso.

  14. Pierluigi Lupo Says:

    Secondo me, si potrebbe tirar fuori un bel racconto unendo il 9 col 10. E in un giorno di poca fantasia potrei anche rubarglieli, Giulio permettendo.

  15. Giulio Mozzi Says:

    Pierluigi, non ho nulla in contrario. Peraltro (lo faccio notare anche a Cartaresistente, che si domanda “se qualcuno abbia già fatto qualcosa di simile”) esiste un romanzo di Italo Calvino intitolato Se una notte d’inverno un viaggiatore.

    Con tutto questo, mi fate venire in mente un’idea da quattro soldi. Scriverlo effettivamente, un libro con 365 spunti di romanzo o trame raccontate il più velocemente possibile (“Un romanzo al giorno”, o giù di lì). Spacciandolo come prontuario per scrittori col blocco dello scrittore.

  16. Pierluigi Lupo Says:

    Oltre al romanzo di Calvino citato da Giulio, ne esiste anche un altro con quell’idea: “Centuria – cento piccoli romanzi fiume” di Giorgio Manganelli. Ogni “romanzo” non è più lungo di due pagine.

  17. monicawinters Says:

    mi sembra di ricordare un libro di un autore francese fatto così, un insieme di idee o spunti di romanzo, ma è un ricordo incompleto.

  18. dm Says:

    Giulio, mi piace molto lo “stile del pensiero” grazie al quale hai scritto questi testi, è fresco e libero; mi piacerebbe davvero leggere dei testi tuoi più lunghi fatti e pensati con questo “stile del pensiero”, che mi risuona forse addirittura più rispetto a quello che muove le tue narrazioni più riuscite e più belle.
    Sai, mi piace la libertà…
    E il testo numero quattro e il sette contengono una quantità di cose potenziali compresse che… Va be’, mi zittisco.
    (Al di là dell’originalità della trama. Per come son scritti.)

  19. Giulio Mozzi Says:

    Però, Pierluigi, Centuria si propone come raccolta di romanzi completi.

  20. monica Says:

    Trovato! Non sono idee o spunti, sono romanzi in tre righe, di Félix Fénéon.

  21. silvia Says:

    Sono tutti strepitosi. Credo che prenderò spunto dal n.5 per scrivere qualcosa di noir. Magari poi te lo mando, anzi no, sennò mi tacci da copiona(il che sarebbe anche vero!).

  22. RobySan Says:

    Vi scrivo da Carmagnola. L’orizzonte è grigio, le strade bianche sono marroni per effetto di quel che qui chiamano “pautass”, che è anche un cognome, copioso grazie alla pioggia che scende [*] inesorabile sui coppi rossi, che paion bruni, sulle cascine, sulle àie e sulle vecchie zie senza ombrello. E dei lunghi peperoni gialli e screziati nemmeno l’ombra. Per non dir dei topinanbour.

    [*]: mai una volta che salga, eh!

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