Masterpiece / La scrittura immediata (un’altra persona che ha il problema di essere finalista)

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raffaella_silvestri

di Raffaella Silvestri

[Ricevo e volentieri pubblico. Anche Raffaella Silvestri, come Stefano Trucco (e diversamente da Pierluigi Lupo, è finalista a Masterpiece. gm]

Luce gialla, anzi, arancione. Ho freddo alla schiena: questo stupido vestito. Il microfono che mi preme sulla coscia. Trenta minuti: tic tac, ma non c’è neanche l’ombra di un orologio. Scrivete una storia gialla, mistery, insomma: crime, ambientata ai mercati generali. Ah, nel 2066: via.
E io, fra tutte le idee da farsi venire in mente in quel momento, fra tutte le trame da costruire, le parole da organizzare, l’unica cosa a cui riesco a pensare, io, è che mi hanno tolto tutto: anche la libertà di cancellare. L’unica cosa che penso – appollaiata sul trespolo, la tastiera sulle gambe, le mani che tremano – l’unica cosa che penso è che se scriverò una parola, una singola parola, anche una di quelle innocue, tipo “Lui”, “Lei”, “Una mattina”, se la scriverò, poi di fatto non potrò più cancellarla, mai più, perché ci saranno tre scrittori, al piano di sopra, che l’avranno già letta, che la leggono nell’istante preciso in cui io la compongo, e questo pensiero, questo semplice pensiero – non il poco tempo, non la difficoltà della prova, che sì ok, anche, ma non è forse tutto difficile, a questo mondo? – questo pensiero, come un’iniezione di curaro, mi paralizza. Come quando stavo sullo scoglio e mi dicevano “tuffati” – e tutta una serie di pensieri si affollavano nella mia testa di bambina, che invece doveva essere, come quella di tutti gli altri, sgombra, leggera, innocente.
E certo, in seguito dirò che il tempo era poco, la prova difficile, e insomma, due generi, insieme? Un’ambientazione così particolare, e poi il futuro, e poi il giallo, e tutte quelle cose che si dicono per non ammettere che, in realtà, sei paralizzato dalla paura.
Un sapore particolare di paura, una gradazione specifica: una paura alcolica, la paura di non essere all’altezza. La paura della cattiva performance.
Alla fine si può chiamarlo karma coincidenza destino scelta e anche sfiga. Ma ero lì, e dovevo scrivere.
Poi, è andata come è andata. Ho scritto. You gotta work with what you have, e io al momento avevo quello: paura. Un’enorme, scura paura. Una paura con tanti aggettivi.
Non so se riuscirò a superarla, quella paura, o se mi ritroverò presto nel cortile freddo della Rai di Torino, a rilasciare una dichiarazione incazzata davanti al cameraman adibito all’esterna. Non so se quest’immediatezza, quella che io ho sofferto, quella che è peggio della chat – ché la chat ti dà almeno qualche secondo, o frazione di secondo, per pensare prima di premere “invio”, secondi in cui le parole sono ancora soltanto tue – non so se quest’immediatezza contribuirà a costruire uno spettacolo migliore. Uno spettacolo interessante. Uno che risvegli l’interesse per la scrittura, per la letteratura, per tutto. Tutte quelle cose che dicono siano in crisi.
Non so neanche cosa porterà a me, questa storia: se mi lascerà a pezzi, piccoli pezzi di me su un marciapiede d’inverno. Se sarà la botta definitiva che aspetti a viso scoperto, quella da cui sai che poi non ti riprendi più. Perché io li ammiro, quelli che dicono “comunque vada io questo romanzo lo pubblicherò”: li ammiro, davvero. Io non sono così. Io penso che comunque vada, se va male io dovrò scrivere nei ritagli di tempo. E raramente si scrivono secondi romanzi, nei ritagli di tempo. C’è il lavoro e l’ufficio e quell’aria soffocante che si respira quando devi pensare a come vendere le cose. E io questo secondo romanzo voglio scriverlo, voglio scriverlo così tanto, che mi sembra a volte che tutto dipenda da questo.

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85 Risposte to “Masterpiece / La scrittura immediata (un’altra persona che ha il problema di essere finalista)”

  1. elinepal Says:

    Mah… Mettere da parte questa esperienza mi sembra fondamentale. Fa parte di un circo a cui francamente non vorrei appartenere. La necessità di scrivere quella certo che la capisco. Farsi usare no

  2. Patrizia Says:

    Chi scrive come hai scritto tu, non rimane al primo romanzo.

  3. Andrea Says:

    Un articolo che non si può dimenticare. E che mi tornerà in mente quando mi verrà paura di non essere all’altezza. Quando sentirò che l’occasione che mi è concessa è la prima e l’unica e l’ultima, vittoria o fallimento e niente altro. E quando non la vorrò più, quell’occasione, per troppa troppa paura. Raffaella, scrivendo di masterpiece, scrive anche delle nostre vite che puntano in alto, ma poi hanno le vertigini. Così fanno gli scrittori.

  4. Benedetta Says:

    Sei brava. Non perché lo dicono le persone che fanno il tifo per te. Lo dimostra il fatto che non sei stata valutata sulla base di una prova di 30 minuti che si addice molto più ad un cuoco che a uno scrittore… Hai vinto perché tre scrittori hanno letto il tuo romanzo e l’hanno considerato valido, il migliore. Quindi l’avventura continua.. A raccogliere i pezzi penserai in seguito, se succederà, adesso è il momento di crederci.

  5. claudia Says:

    La tua grande passione per la scrittura è potente ed esplode quando poni le parole una dietro l’altra come in questo articolo, dove traspare quanto sei “vera”.
    Sei davvero brava a trasmettere le emozioni, le tue, che diventano anche quelle di chi legge, perchè la paura la riconoscono tutti…
    La tua scrittura deve essere premiata. Lo sarà, in TV con questa esperienza, o comunque nella tua vita.

  6. Ernesto Says:

    Vai avanti così e non cambiare mai

  7. Elisa Moroni Says:

    In questo articolo c’è qualcosa che mi riporta a tutte quelle volte in cui mi sono sentita inadeguata, o comunque mi sono trovata a dover competere per qualcosa di così importante da sembrarmi vitale; c’è qualcosa di vivo che vibra ed emoziona in queste righe.
    Brava.

  8. lucia Says:

    Brava. Mi piaci molto come scrivi….Farai strada sicuramente!

  9. Vincenzo Termine Says:

    Evviva la paura: Fa parte del coraggio!

  10. Stefania Says:

    Articolo stupendo, un vero assaggio delle emozioni che attraverso uno schermo televisivo spesso sfuggono.
    In un mondo in cui la televisione pare fatta solo di superficialità, in questo passo si toccano i sentimenti, le aspettative e i sogni di chi, come Raffaella, ha talento e ha il coraggio di mettere a nudo la propria interiorità, nonostante la paura.
    Raffaella, meriti di andare avanti, nel programma e soprattuto fuori.

  11. Alessandro Says:

    Dai Raffaella le capacità ci sono aggiungici ancora più convinzione e vedrai che andrà benone!

  12. Maria Grazia Says:

    Scrivi una bellissima frase “Non so neanche cosa porterà a me, questa storia: se mi lascerà a pezzi, piccoli pezzi di me su un marciapiede d’inverno” Tutte le storie, quando sono vissute intensamente e con passione , sembra che ti portino via qualcosa o un pezzetto di cuore o un frammento di entusiasmo, pare anche di sentire qualche livido sull’anima (giusto per citare F. Sagan). Ma non è sempre così. Talvolta accade che tutti i pezzetti lasciati su quel marciapiede d’inverno si ricompongano: questa è la magia della scrittura e Raffaella mi pare proprio che tu abbia “the gift”, il dono, il talento e soprattutto la passione.

  13. Kristine Maria Rapino Says:

    Forza Raffaella!!! Bellissimo resoconto. 😉
    Dal canto mio, ho già esposto la D.I.A. per il secondo romanzo.
    Ho barattato 500 grammi di cipria e tre piegaciglia per un paio di cuffie antirumore ed un elmetto da cantiere (e nascosto una trousse nel porta-pranzo, non si sa mai). Pronta a scrivere in quei famosi ‘ritagli’ di tempo, ahimé.
    Fortuna che non seguo le linee tratteggiate.

  14. Mirella Says:

    Mi sono profondamente immedesimata in te… e se il fine di uno scrittore è quello di suscitare empatia, sei una grande scrittrice. La paura è la naturale compagna di ogni sfida ma anche un grosso motore propulsore.Continua la tua scalata, gradino per gradino, pronta a rialzarti se cadi.Conserva comunque l’animo del debuttante senza certezze.Fidati del tuo intuito e continua in quello in cui credi, in quello che ami: la scrittura, ché è la tua vita!

  15. Cinnirella Fabio Says:

    Vai avanti così, non preoccuparti che la paura ti porterà ad essere vincente. Mi ricordo la prima volta davanti al pubblico, con lo strumento in mano, il tremolio alle mani, vuoto totale del pezzo che dovevo suonare, il professore dell’accademia che mi fissava senza togliere lo sguardo, il pubblico attento… ma quando iniziai a suonare la concentrazione sovrastò ogni mio pensiero facendo un successo, ricevendo applausi per minuti interi ed ora sono arrivato dove volevo arrivare, avere i diplomi dell’accademia per insegnare musica…… Siamo tutti con te… continua così

  16. carlo capone Says:

    Fin qui Raffaella è la migliore.
    Ma scrivere in trenta minuti senza mai cancellare è un’ejaculatio precox.
    Per scrivere imparare da Filippide o assumere Viagra.

  17. Marco Says:

    Raffaella….la vita, senza emozioni, è insipida e inutile.
    Tu devi essere orgogliosa della tua grande sensibilità e del tuo coraggio (che a quanto pare è notevole e ti permette di affrontare le tue paure), perchè riesci a trasmettere forti emozioni.
    Questo è ciò che rende migliore la vita di chi ti sta accanto e di chi legge le tue opere.

    Grazie Raffaella.

  18. Federica Monacelli Says:

    Bellissimo articolo! L’intensita’, i dettagli e la complessita’ mentale che emergono non ti lasciano pensare a nient’altro che “I want to see and read more”.

  19. Maria Grazia S. Says:

    Scrivi una bellissima frase “Non so neanche cosa porterà a me, questa storia: se mi lascerà a pezzi, piccoli pezzi di me su un marciapiede d’inverno” Tutte le storie, quando sono vissute intensamente e con passione , sembra che ti portino via qualcosa o un pezzetto di cuore o un frammento di entusiasmo, pare anche di sentire qualche livido sull’anima (giusto per citare F. Sagan). Ma non è sempre così. Talvolta accade che tutti i pezzetti lasciati su quel marciapiede d’inverno si ricompongano: questa è la magia della scrittura e Raffaella mi pare proprio che tu abbia “the gift”, il dono, il talento e soprattutto la passione.

  20. Davide Says:

    Merita di vincere per la passione, l’ostinazione e la sua grande sensibilità. L’eleganza della sua scrittura è veramente rara!

  21. dm Says:

    A me vengono in mente due cose. Una per l’autrice. L’altra agli altri cioè: in generale.
    In questa scrittura ci sono tutti i germi e le gemme affinché possa diventare terribilmente commerciabile. (Ho scritto possa).
    Le gare di scrittura immediata, che prediligono perciò l’improvvisazione, mi paiono assai interessanti, anche se nulla, o poco c’entrano con una gara tra scrittori, al più possono c’entrare con una gara tra scrittori-improvvisatori, che non tutti gli scrittori lo sono.
    Ciao.

    Daniele

  22. agostina Says:

    brava!! nelle righe ho trovato tante emozioni ……. condivise in tanti momenti della vita……vai avanti non richiudere nel tuo cuore quello che puoi imprimere sulla carta …….

  23. mariagrazia Says:

    1. Scrivi una bellissima frase “Non so neanche cosa porterà a me, questa storia: se mi lascerà a pezzi, piccoli pezzi di me su un marciapiede d’inverno” Tutte le storie, quando sono vissute intensamente e con passione , sembra che ti portino via qualcosa o un pezzetto di cuore o un frammento di entusiasmo, pare anche di sentire qualche livido sull’anima (giusto per citare F. Sagan). Ma non è sempre così. Talvolta accade che tutti i pezzetti lasciati su quel marciapiede d’inverno si ricompongano: questa è la magia della scrittura e Raffaella mi pare proprio che tu abbia “the gift”, il dono, il talento e soprattutto la passione.

  24. Laura Says:

    Ho letto qui (ribadito dallo stesso giulio mozzi) che masterpiece non avrebbe “niente a che fare con la letteratura”. A me sembra invece che stiano venendo fuori delle belle voci, prima fra tutte questa. È vero che questo lo scopriamo solo grazie a giulio mozzi che qui li pubblica e quindi ci permette di leggerle, ma non è forse anche un po’ di snobismo preventivo dire che “non è letteratura”? A me, questa, sembra letteratura eccome. Come ha detto Pennacchi nella puntata, “la letteratura ti deve aprire una finestra”. E questo brano fa proprio quello.

  25. Ddr Says:

    L’arte è l’espressione del pensiero più profondo nel modo più semplice.
    Vai Raffa! Non fermarti!
    Dani

  26. Laura Says:

    Del resto se giulio mozzi dice che masterpiece non fa letteratura non si capisce perchè pubblichi questi scritti – e beninteso io sono ben contenta che lo faccia

  27. Natalia Says:

    bellissimo pezzo leggero ed emozionante, sicuramente migliore di quello di trucco, molto autocompiaciuto e francamente noioso!

  28. Giorgio Says:

    Un articolo che emoziona davvero. In poche parole sei riuscita a spiegare sia quella paura che tutti abbiamo provato quando ci siamo trovati ad affrontare sfide da cui dipendeva davvero il nostro futuro, sia la delusione e il senso di solitudine che si avverte quando purtroppo le cose a cui tieni veramente non vanno come vorresti. Complimenti e spero tu riesca a realizzare il tuo sogno.

  29. Mery Says:

    Brava! mi hai trasmesso più emozioni tu con queste poche righe, che non tutte quelle pagine così compiaciute (pareva volesse gridare ai lettori: “lo vedi quanto sono bravo!), scritte dall’altro concorrente, quel Sig. Trucco, così prolisso che non ho potuto arrivare neppure alla metà di quell’interminabile articolo; già, confesso, non ce l’ho proprio fatta.
    Concisa e appassionata, con tutta la sincerità e perché no, la sofferenza e il dubbio di chi si mette in gioco e mette in gioco il proprio futuro in nome di una scelta difficile, di una passione che ti porta a rinunciare in un attimo a tutte le certezze fin lì acquisite; ma come ti ha detto il grande Pennacchi:…”possiedi l’Arte, e ti devi mettere al suo servizio…”.
    Certo non sarai la sola, ma sicuramente non siete in molti ad avere questo coraggio, quello di andare avanti contro tutto e tutti, controcorrente e sempre in competizione; per questo meriti un mare di auguri e, comunque vada, coraggio, sei brava.

  30. Laura Says:

    il mio commento non ha passato la fase di moderazione perchè c’era qualcosa che non andava o è solo un ritardo?

  31. Greta Says:

    Io credo che la chiave in qualsiasi forma di espressione artistica sia avere davvero qualcosa da dire, “metterci del proprio”, come si dice. A prescindere dal tipo di opera, dalla traccia, dal tema, dalla storia, da ciò che “devi scrivere” ed è quello che è arrivato a me leggendo questo articolo.

    In bocca al lupo!

  32. Nicola Says:

    Il dramma di non poter riavvolgere il nastro della vita, il fascino mortale della gara, la forza dei sogni trasudano dalle tue parole e scoprono il tuo giovane dissimulato coraggio.

  33. Mery Says:

    non capisco perché il mio commento non sia stato accettato. Su che basi?…..Grazie

  34. Fedoran Says:

    Le emozioni vissute sulla propria pelle, sono esperienze che non tutti sono capaci di scriverle e trasmetterle nel corpo di chi legge.

  35. Miriana Says:

    quando ci mettiamo in gioco e accettiamo il rischio ci sentiamo “vivi” e per questo e giusto osare senza timori ed essere sempre se stessi.
    Esprimere le proprie emozioni attraverso la scrittura e saperle trasmettere non è da tutti, se si riesce a farlo chi leggerà le tue parole, porterà con se parte della tua anima regalandole un pizzico di eternità.

  36. rota Says:

    La penso come Daniele – dm, qui sopra.
    Ricavare consapevolezza dall’esperienza è fondamentale, in ogni aspetto della vita nel quale si sia parte (inter)attiva. Scriverne è importante, ma dipende dal contesto. E qui, il contesto – mi spiace dirlo – resta quello di un (bell’)esercizio di “consumismo mediatico” imbellettato da ausilio alla letteratura nostrana che spero non si ritorca contro chi vi abbia partecipato, lanciandolo fino al cielo e poi lasciandolo precipitare a terra senza alcun paracadute, come spesso accade per le buone/ottime idee messe in pratica malamente. E ribadisco il mio dispiacere di dover rimarcare tale opinione.
    Ciao!
    Luca

  37. Anna M. Says:

    Qualcuno una volta ha affermato che il giorno in cui si smette di credere nei propri sogni, è il giorno in cui si comincia già a smettere di viver, per cui Raffaella forza e coraggio, le difficoltà si affrontano nel momento in cui ci si presentano, continua così non mollare credici prima di tutto tu e vedrai che andrà benissimo. Si ottiene sempre ciò che si desidera con tutto il nostro cuore.
    In bocca al lupo e CPREPI!!!!
    Noi tifiamo per te

  38. Maria Luisa Mozzi Says:

    A me non piace il modo in cui è scritto il pezzo di Raffaella, perchè non apprezzo, per esempio, le frasi nominali, le onomatopee, i puntini di sospensione, le ripetizioni che enfatizzano, i luoghi comuni sulla paura. Anch’io percepisco questi stilemi come caratteristici di una scrittura commerciale.

    Raffaella invece mi è simpatica, è vivace e piena di entusiasmo.

  39. Ludovica Boni Says:

    Complimenti Raffaella per questo bellissimo e profondo articolo. Devi continuare a crederci perché meriti la vittoria. Il tuo romanzo è sicuramente il più interessante, tu hai qualcosa di bello da raccontare e sai farlo al meglio. In bocca al lupo!

  40. Caterina Says:

    Beh, che dire, sei molto brava. Sei arrivata fin qui!
    Questo ti fa capire che hai fatto bene ad inseguire il tuo sogno, e la paura fa parte di questo. E’ una sensazione che ti sconvolge ma è il significato di quanto tu ci tenga a tutto ciò. E questo ti darà la forza, con coraggio stendila questa angoscia che ti prende. C’è la faraiiiii!!

  41. Kristine Maria Rapino Says:

    Forza Raffaella!!!
    Ottimo resoconto di un’esperienza al cardiopalma. Ricordo di aver pensato più volte, e forse anche verbalizzato: “se supero questa, posso anche partorire”. Quel giorno ho scoperto due cose: cantare la sigla di Barbapapà rilassa e ho un controllo degli sfinteri di massimo trenta minuti, non un secondo di più.
    Per quanto riguarda il secondo romanzo, ho già esposto la D.I.A. e barattato 500 grammi di cipria e tre piegaciglia per un paio di cuffie antirumore ed un elmetto da cantiere (e nascosto una trousse nel porta-pranzo, non si sa mai). In mancanza di alternative, scrivo in quei famosi “ritagli” di tempo, ahimè. Fortuna che non seguo le linee tratteggiate.
    In bocca al lupo! 😉

  42. Giuseppe Policastro Says:

    Complimenti, mi piace come scrivi, devi continuare ad esprimere le tue emozioni ed a trasmetterle così come sai fare. Sei bravissima!

  43. Rosaria Says:

    Condivido il commento di Maria Luisa. In bocca al lupo!

  44. Guido Says:

    Leggendo queste righe anche a me è rimasto in bocca quel sapore amaro, quella gradazione specifica di paura che, come qualcuno ha detto prima di me, Raffaella è riuscita a rendere universale. E se non è questo essere un artista, che cos’altro è?

  45. Marina Says:

    Percepisco innanzittutto la tensione che sfocia in paura ed esplode nella determinzione di raggiungere un obiettivo, che sembra vitale. Pur avendo letto molto poco di questa scrittrice, apprezzo notevolmente il ritmo spesso spezzato che la frase assume, per poi ritrovare comunque una certa armonia.

  46. Gregorio Policastro Says:

    Continua a perseverare nella tua passione che ti porterà lontano.

  47. Gregorio Policastro Says:

    Continua a perseverare nella tua passione che ti porterà lontano.

  48. Giuseppe Policastro Says:

    Complimenti, mi piace come scrivi,devi continuare ad esprimere le tue emozioni.

  49. Mario Policastro Says:

    Non ci si può fermare al primo romanzo, per chi ama scrivere e sa scrivere come Te. Trasmetti emozioni, devi continuare.

  50. giuditta Says:

    Complimenti! Mi piace molto l’articolo che hai scritto hai talento… Continua così

  51. Giulio Mozzi Says:

    Alcuni commenti sono rimasti in sospeso un paio di giorni perché sono stato via. Ora li ho pubblicati tutti.

  52. Giulio Says:

    Grande senso del ritmo, la cosa più importante per scrivere. In bocca al lupo per tutto

  53. dm Says:

    Dal sito di Masterpiece, nell’autorevole portale della Rai.

    nasce Masterpiece, il primo talent show per aspiranti scrittori che competono per realizzare il sogno della vita: pubblicare il loro romanzo con Bompiani.

    Un sogno piuttosto preciso…

  54. Giulio Mozzi Says:

    Vuoi dire, Daniele, che se uno ci ha il sogno di pubblicare il suo romanzo con Badalamenti & Co. – Masterpiece non fa per lui?

  55. Daniela Says:

    Il tuo articolo trasmette tanta emozione. Chi non si è sentito perso, con la paura di sbagliare e essere giudicato? Sei riuscita a dare un’anima a quelle sensazioni che si provano quando sei in bilico, quando nulla è certo e il mollare tutto la soluzione più semplice. Ma tu non devi mollare mai! perchè hai talento e il talento deve essere coltivato e fatto crescere. Noi siamo con te sempre e quando vedi tutto nero… bhe sai a chi bussare! Sei brava!!!

  56. Gloria Says:

    sei un fiume in piena!! la forza delle tue parole mi ha colpito nel profondo. il tuo talento, sicuramente non rimarrà dietro le quiente.

  57. Angela Says:

    all’inizio mi sono persa,ma poi le tue parole mi hanno fatto vedere la strada del coraggio per affrontare la paura

  58. Giovanna Says:

    sequenze di parole che lascia sconcertati, ma che nella sua forza ti esorta ad affrontare la paura con “coraggio”.
    Brava

  59. Silvia Cutaia Says:

    scrivere col fiato sul collo, una trama che non si è scelta, che non si sente, non è letteratura, ma mercato letterario: quest’anno si porta il giallo? vai col giallo, l’anno prossimo andrà il fantasy e….. il tuo essere capace di scrivere è però testimoniato da questo breve pezzo. la scrittura è arte quando assurge a simbolo, quando tratta un tema universale e questo della paura, del senso di inadeguatezza, straneamento e frustrazione, ma anche la lucidità su come si reagisce attaccando, arrabbiandosi per sostenere la delusione, questo sì è arte. sostenuta dal pensiero. brava raffaella, buona scrittura a te.

  60. rita alfini Says:

    Caspita, che bell’articolo!!! Travolgente, ti fa battere il cuore fino alla fine.
    Brava Raffaella, continua così, hai un talento che non devi assolutamente sprecare, vedrai vivrai presto dei momenti bellissimi perchè in tanti apprezzeranno le tue notevoli capacità di scrittura.
    Ancora complimenti e un grande…..in bocca al lupo!!!!

  61. Giulio Mozzi Says:

    Laura scrive, un po’ sopra:

    Ho letto qui (ribadito dallo stesso giulio mozzi) che masterpiece non avrebbe “niente a che fare con la letteratura”. A me sembra invece che stiano venendo fuori delle belle voci, prima fra tutte questa.

    Il fatto che Masterpiece non abbia (secondo me) niente a che fare con la letteratura non comporta (secondo me) che non possano venir fuori delle “belle voci”.
    Quella di Raffaella non mi sembra esattamente una “bella voce”: la trovo forzata e manierata. Esattamente come mia sorella Maria Luisa (sarà un fatto di educazione ricevuta?),

    … non apprezzo, per esempio, le frasi nominali, le onomatopee, i puntini di sospensione, le ripetizioni che enfatizzano, i luoghi comuni sulla paura.

    Trovo interessante il fatto che la stragrande maggioranza dei commenti inseriti in calce al pezzo di Raffaella, molti dei quali iperbolici, sia stata scritta da persone che non partecipano abitualmente alle discussioni in vibrisse.

  62. Laura Says:

    Brava, perchè hai saputo trasmettere le tue emozioni, non preoccuparti la paura ti darà il coraggio di andare avanti. Metteci sempre passione in quello che fai e ti auguro tanta fortuna.

  63. dm Says:

    Gìulio:

    Vuoi dire, Daniele, che se uno ci ha il sogno di pubblicare il suo romanzo con Badalamenti & Co. – Masterpiece non fa per lui?

    Voglio dire che non conosco – e forse non conoscerò mai – aspiranti scrittori che hanno un sogno della vita: pubblicare con Bompiani. Così come non conoscerò, temo, aspiranti scrittori con il sogno della vita di pubblicare con Badalamenti & Co (potrebbe essere però il prossimo nome per l’editore Albatros, già Il filo).
    Insomma: credo che l'(in)esperto di marketing autore di quella frase avrebbe potuto pensarci un po’.

  64. Jacopo Says:

    Molto incisiva, complimenti. Mi ha colpito – fra l’altro – la coesistenza di spontaneità e di abilità tecnica. Credo che tu stia vivendo la prova con lo spirito giusto: essendo te stessa. Continua così!!

  65. gian marco griffi Says:

    Io di scrivere non ci capisco niente.
    Comunque se il gioco è fare i giudici di Masterpiece: questo resoconto qui mi ha fatto innervosire (per gli stessi motivi esposti da Mozzi e sua sorella), quello del concorrente eliminato è scritto male (per essere scritto da uno che va in televisione a partecipare a un programma di scrittori), quello di Trucco non me lo ricordo più (si vede che ho la memoria breve).
    Comunque se lo scopo è trovare una “voce”, in questo qui siamo agli antipodi.
    Se il titolo fosse stato “resoconto dell’esperienza angosciante provata durante la prova di scrittura immediata di Masterpiece da un droide C-3PO addetto alla scrittura preconfezionata stilato da lui medesimo in prima persona” allora forse lo avrei apprezzato.
    Ma vedo che per fortuna di Raffaella Silvestri una tonnellata di commentatori la pensa ben diversamente da me, i giudici veri di Masterpiece la pensano diversamente da me e quindi dai, Raffaella Silvestri, che grazie a Masterpiece qualcuno che ti pubblica il tuo primo romanzo lo trovi. W la rai!

  66. Benedetta Says:

    Caro Giulio, è vero, non sono una che abitualmente partecipa alle discussioni di vibrisse -non ne conoscevo nemmeno l’esistenza, a dire il vero, così come non conosco Raffaella. Però seguo Masterpiece, così mi ci sono imbattuta ed ho commentato.
    Pensavo che il gioco fosse questo: pubblichi articoli di persone diverse per stimolare la curiosità di un pubblico più ampio, così che anche il tuo blog ne benefici in numero di accessi.
    Mi sbagliavo, però: forse preferite commentare tra di voi. Buon lavoro, allora.

  67. gian marco griffi Says:

    Ps: William Faulkner, concorrente dell’edizione americana di Masterpiece (mi pare nel ’18 o nel ’19), scrisse As I lay dying mentre faceva il fuochista in una centrale elettrica (fonti: Fernanda Pivano nell’introduzione a Luce d’Agosto, l’edizione che ho io di Mentre morivo, ma soprattutto Wikipedia).
    Questo per dare un po’ di coraggio a quei poveri cristi (quasi tutti, mi sa) che devono scrivere nei ritagli di tempo.
    E poi, se qualcuno invece dello scrittore volesse fare il fuochista, può sempre conseguire un patentino a seguito di un esame (fonte: Wikipedia, of course, la bibbia).

  68. dm Says:

    A proposito di Masterpieces.
    Qui un blog collaterale al programma televisivo, in cui è apparso il pezzo oggi d’uno scrittore, sottolineo di uno scrittore, che fa:

    La durata: il New York Times ha di recente segnalato la solitudine del «long-distance reader», il lettore abituato ai romanzi lunghi, alle maratone della parola scritta. Siamo sempre più propensi – sostiene il quotidiano statunitense, e non è facile smentirlo – alla lettura in piccole dosi. 140 caratteri, o poco più.

    E’ un’assurdità stupefacente.
    Ci sono libri di 140 caratteri?

    O meglio, una persona in grado di leggere al massimo 140 caratteri in una tranche, può essere considerato lettore? o un caso mediamente indicativo?

    E’ bello vivere, c’è sempre gente che ti stupisce.

  69. RobySan Says:

    Ci sono libri di 140 caratteri?

    E abbi pazienza! Lascia tempo al tempo. Già è difficile mettere assieme più di settantanove carat…

  70. dm Says:

    E abbi pazienza! Lascia tempo al tempo. Già è difficile mettere assieme più di settantanove carat…

    Sì, ma: vuoi metter la bellezza del sintetizzare tutto ciò che vuoi esprimere in centoq

  71. Giulio Mozzi Says:

    Benedetta, ho forse detto che mi dispiace che la stragrande maggioranza dei commenti inseriti in calce al pezzo di Raffaella sia stata scritta da persone che non partecipano abitualmente alle discussioni in vibrisse?

    Non mi pare.

    Comunque: no, non pubblico articoli di persone diverse per stimolare la curiosità di un pubblico più ampio. E non ho l’obiettivo di incrementare il numero di accessi a vibrisse.

    Pubblico gli articoli che per una ragione o un’altra mi interessano, o mi sembra diano informazioni di un qualche interesse.

    Il pezzo di Raffaella, ad esempio, così come quelli precedenti di Trucco e di Lupo, al di là di ogni considerazione sullo stile, dà un’idea precisa degli atteggiamenti e degli stati d’animo di chi partecipa a una cosa come Masterpiece. E questa mi è parsa una buona ragione per pubblicarlo, visto che Masterpiece mi interessa.

    Poi, per carità, mi colpisce il fatto che le soluzioni di stile adottate da Raffaella producano effetti diversi su lettori diversi: a me sembrano artificiose e manierate, per altri sono il segno dell’autenticità. Ma il mondo è vario.

  72. Masterpiece / Le emozioni, il coraggio e la paura | vibrisse, bollettino Says:

    […] gli articoli dei partecipanti a Masterpiece pubblicati su vibrisse (Stefano Trucco, Pierluigi Lupo, Raffaella Silvestri) ; in particolare mi hanno colpito i commenti all’articolo di Raffaella, sui quali vorrei fare […]

  73. Annalisa Says:

    Sai raggiungere il cuore, la paura è parte del gioco e della vita, io molto spesso mi sono fatta sopraffare e non ho raggiunto gli obiettivi.
    Buon lavoro

  74. Laura Says:

    Per quanto mi riguarda quando guardo un film, leggo un libro, vado a teatro, o seguo una serie tv, non lo faccio per “erudirmi”, ma per provare qualcosa, quelle emozioni che a leggere quest’articolo pare ci si debba vergognare di ricercare. Per questo apprezzo quegli artisti (scrittori, registi, drammaturghi) che le sanno trasmettere, e ho commentato positivamente il brano di Raffaella Silvestri.

  75. Grazia Says:

    Credo che la bravura di uno scrittore consista nel riuscire ad esprimere, con le parole, le emozioni che tutti proviamo. Tu sei molto brava! Complimenti!

  76. dm Says:

  77. BRIGIDA PALMITESSA Says:

    Raffaella, la tua capacità ed armonia nello scrivere risaltano in modo particolare perché come dice Pennacchi “..possiedi l’arte e ti devi mettere al suo servizio”. Ergo vai avanti così, meriti di vincere, te lo auguro di cuore.

  78. mariantonietta Says:

    continua così….continua ad emozopnarci dal 23 febbraio;-)

  79. kri Says:

    é bello riscoprire il piacere delle lettura quando si incontra una scrittrice così moderna e sofisticata. Grande Raffaella. Continua cosi

  80. Santino78 Says:

    La ragazza è in gamba, i giudici giocano credo sulla sua apparente freddezza e convinzione malcelante passione ed emotività. Ogni concorrente ovviamente deve risultare un tipo, un personaggio in brevi minuti e puntate distinguibile e in qualche modo definibile. Raffaella è la giovane in carriera, ben inserita e autonoma, sicura di sé ma defilata e umile pur nell’ambizione. Velleità e quasi di certo effettive capacità artistiche in ambito letterario. Poi è carina, probabilmente la più colta e seria (e un po’ inibita -ecco il limite !) tra i giovani in gara.
    Il personaggio è riuscito e io tengo per lei.
    Ma sarà davvero una brava scrittrice ? Lo è già, lo diventerà, ha un innato autentico talento, un potenziale per sgrezzarsi e convincere anche severi critici in futuro ? Da quel pochissimo che ho visto e letto, tenderei a rispondere affermativamente. Ho un debole per le settentrionali adulte ragazze serie sottilmente caustiche sottilmente ironiche sottilmente erotiche razionali dinamiche autonome ben vestite educate corrette a cui però ogni tanto scappa la lacrimuccia lo scazzo il vaffanculo stronzo.
    E’ ok per me.

    St.no S. (Ts)

  81. Santino78 Says:

    La mia favorita nonché pupilla si muove (ho per curiosità sbirciato sulla sua pagina twitter -sono un noto stalker con tarkovskijana attenuante) tra bimbominchiese autoassolutorio -ascendenza ovvero retaggio berlusconiano- e condivisibili considerazioni di stampo progressista liberale in particolare circa i diritti di LGTB (da non confondere con BDSM) e il mancato raggiungimento della parità di considerazione e trattamento tra le due principali categorie sessuali (lei parteggia per le muliebri creature).
    Una sua stella polare è la mitica crociata fasciorazzista yankee rabbiosa e orgogliosa Oriana Fallaci, quale simbolo d’integrità umana e professionale. Poi però vedo che ritwitta pure un’esternazione di Laura Boldrini.
    La ragazza è cresciuta negli anni ’90, leggo in una sorta di scheda di presentazione.
    Beh, non c’era bisogno di specificarlo.
    Si metterà un giorno d’accordo con se stessa ?
    Qualche massima di Paolo Coelho, magari intonato da Marzullo e reinterpretato da Moccia per il cinema, interverrà in prezioso soccorso catartico di codesta very cute business girl dal forse acerbo ma fulgidamente palese promettente talento (l’ho omaggiata col mio maldestro inglese, ma sentita è la dedica visto il suo amore per le angle interpolazioni -elemento silvestriano innovativo e inedito, direi quasi geniale e senz’altro coraggioso).

    Santino Sardo from Italy (Tergeste, est-nord-est)
    with love
    peace&love

    p.s. credo di aver usato per la prima volta termini come ‘bimbominchiese’, perché -seguendo il papesco insegnamento quotidiano- avverto in my heart l’esigenza di venire incontro ai gggiovani.

    p.p.s. non vi preoccupate : è la mia seconda e ultima missiva.

  82. Giulio Mozzi Says:

    Santino, direi che definire Oriana Fallaci “crociata fasciorazzista yankee rabbiosa e orgogliosa” è un buon modo per far capire a tutti che non si ha la minima idea di chi sia stata Oriana Fallaci.

  83. monica Says:

    A me “Un uomo” è piaciuto molto, anche se ho avuto la sensazione mi facesse emozionare con facilità, o giocando facile, come dice qualcuno.

  84. Santino78 Says:

    Mozzi : gli ultimi anni di vita non fanno testo ? Per me sputtanano tutto il passato e lo pongono sotto altra più cupa luce, nel caso della camerata stellestrisce rabbiosa e orgogliosa (fu anche processata, in Francia, per le cose tremende e criminali, in quanto tutt’altro che semplici opinioni, messe nerissimo su bianco nel libello a cui faccio riferimento -per tacere di quanto scritto in seguito e vergognosamente da editori e direttori di giornale irresponsabili lasciatole pubblicare). Negli ultimi anni la Fallaci scrisse cose da far arrossire i peggiori scribacchini e oratori nazionalisti, razzisti e aizzanti odio. Wagner era un genio della Musica, Dostoevskij della Letteratura. Solo il Genio può anzi Deve venire perdonato. La vecchia camerata Oriana cos’era ? Una giornalista e scrittrice di talento e coraggio ma non certo un genio, dunque zero attenuanti (casomai aggravanti, vista l’intelligenza e cultura e capacità dimostrate fino al 2001) e nessun perdono da parte mia. Si informi, Mozzi. Legga, o rilegga (se ha stomaco e onestà intellettuale -ne dubito) quei volumetti carichi d’astio xenofobo e violenta intolleranza religiosa, oltre che etnica. La sua replica, buon Mozzi, è imbarazzante, sciocca e affrettata. Lei è accecato da pregiudizio nei miei confronti e malafede oppure (assai improbabile) è molto disinformato.
    In ogni caso avevo terminato (ironia portali via) e, dovesse venire pubblicato questo meno ironico e dal sottoscritto non desiderato terzo ‘commento’, non controreplicherò alle eventuali probabili pelose ipocrite sue/vostre ghediniane difese-controffensive con annessa sentenza circa la mia conoscenza di cose e persone.
    Naturalmente non controreplico in quanto non torno a leggere. Di interessante da leggere, in codesto luogo virtuale, c’ero unicamente io.

    in fede
    Santino Sardo da Trieste
    poeta (uno di quelli veri, non so se avete presente…uno di quelli che gozzanianamente si vergognano d’esserlo -comunque sempre meglio che ammirare il rottame fasciorazzista yankee fallaci e/o la semianalfabeta mystycazzi ddiviiina darkettona imbonitrice manipolatrice d’emoadolescemi isantacroix, nevvero mozzarellino marcio quanto la tua credibilità e onestà ?)

    .

    II

  85. Masterpiece | vibrisse, bollettino Says:

    […] Trucco, già ospite di vibrisse, è arrivato – secondo il suo desiderio – terzo. Mentre Raffaella Silvestri, nostra ospite anche lei, è arrivata seconda. Il vincitore è Nikola Savic. […]

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