La stanza in più, di Manuela Merli

by

di giuliomozzi

laStanzaInPiùQuesta non è una recensione: è una semplice segnalazione. Manuela Merli scrisse buona parte del romanzo La stanza in più durante la prima Bottega di narrazione (2011). Non avendo trovato un editore, l’ha pubblicato da sé. Secondo me il romanzo merita attenzione e lettori. C’è anche, amabilmente economica, l’edizione digitale.
L’argomento del romanzo è facile a dirsi: in una qualunque famiglia, per ragioni che potete immaginare, a un certo punto arriva una badante. E la famiglia comincia a imparare che cosa significa vivere insieme a una persona che è una perfetta estranea, e tuttavia sta conficcata dentro l’intimità familiare; che vive nella tua stessa casa, mangia alla tua stessa tavola, dorme nella stanza accanto, e tuttavia è una lavoratrice dipendente e non una familiare (e tu non sei un suo familiare, ma il datore di lavoro); eccetera. Il racconto è scandito dal turnover delle badanti, a volte vorticoso.
Questo romanzo – che è palesemente ispirato all’esperienza di vita di Manuela Merli, ma è proprio un romanzo – non ha trovato un editore. Secondo me, lo meriterebbe.

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7 Risposte to “La stanza in più, di Manuela Merli”

  1. monicawinters Says:

    hai visto?, sul sito ilmiolibro c’è la sezione Narrativa badanti.

  2. maria rosa Says:

    Non ho letto il libro, dunque non posso dire nulla nel merito. Ma posso chiedermi e chiedere con quali criteri gli editori scelgano di pubblicare un libro piuttosto che un altro. Ho da poco finito di leggere un libro di un’autrice di cui non faccio il nome in questo post. E’ l’ultima sua opera in ordine di tempo, pubblicata da Feltrinelli. L’autrice in questione è molto famosa ed ha al suo attivo alcuni libri di grande successo e notorietà. Le storie narrate in questi libri possono piacere o non piacere per i motivi che ciascun lettore ritiene validi, ma comunque rimane il fatto che in questi romanzi si narrano delle storie. Nell’ultimo invece no. L’autrice parla solo di sè della sua famiglia, di episodi legati strettamente ai suoi familiari, all’interno di un ambiente geografico che io conosco molto bene e conseguentemente sono in grado di potere capire nei risvolti socio-antropologici. Ebbene, posso dire con ragionevole convinzione che quanto narrato non si distacca minimamente da una semplice e banale conversazione che chiunque di noi saprebbe fare in un tempo anche molto ridotto. Non c’è, per così dire, quella letterarietà che fa sì che un’autobiografia diventi strumento di riflessione per i lettori, non si nota un benché minimo superamento del personalismo, non si evincono elementi di analisi circa la società che viene descritta o approfondimenti per la comprensione dei personaggi delineati e delle loro azioni. Insomma niente di niente. Tanto che alla fine della lettura mi sono chiesta : ma a me cosa importa di sapere i fatti suoi? Ecco,Giulio, come è possibile che un’editore come Feltrinelli possa investire su un libro così? ( Tra qualche giorno sul mio blog scriverò una recensione, così chi fosse curioso, potrà sapere di che libro si tratta). Quindi non mi stupisce affatto che il libro che tu dici essere meritevole ( e io mi fido del tuo parere), non abbia trovato alcun editore che abbia voluto investire su questa opera. E invece il libro di cui parlo sia stato subito pubblicato.Credo che gli editori preferiscano sempre non correre rischi e puntare sull’autore conosciuto senza andare tanto per il sottile- tanto un pubblico c’è già ed è il nome che conta- piuttosto che investire su un/una esordiente che non ha alcuna visibilità consolidata, anche se, magari, l’opera prodotta è di buona qualità. Siamo alle solite: il danaro, il danaro, il danaro. Signore e padrone dei nostri tempi.

  3. dm Says:

    L’incipit mi pare bello.

  4. andreamaggi Says:

    Cosa pensi del self publishing, Giulio?

  5. Giulio Mozzi Says:

    A una domanda così vaga, Andrea, come si può rispondere?

  6. luigituveri Says:

    Brava Manuela, ti leggerò.

  7. Carla Says:

    L’incipit è davvero buono, invita a proseguire con la lettura..

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