Il libro e il nulla

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di Luca Fadda

[Luca mi ha segnalato il suo esperimento. Gli ho chiesto di descriverlo nei dettagli per vibrisse. La tela bianca viene da qui. gm]

[Su argomenti simili in vibrisse: Cronaca di un’autopubblicazione digitale in Amazon. gm]

La crisi che attraversa ogni scrittore almeno una volta nella vita. Minuti infiniti che scorrono vischiosi sulle pagine di un libro. L’apologia del vuoto che accompagna la disperazione. Cosa resta a un uomo, quando ormai non ha più niente?
Un’opera unica nel suo genere: 345 pagine di NULLA
Da leggere.

Si presenta così, senza mentire ai potenziali lettori, senza promettere niente che non sia quel che è. È un ebook auto pubblicato su Amazon.it, uno dei tanti, che ha seguito la normale trafila di tutti gli autori senza editore: cinque giorni di promozione in download gratuito, per girare e farsi conoscere a una platea più o meno ampia. In questi cinque giorni c’è stata una piccola campagna pubblicitaria fatta in casa, tramite i miei contatti e pochi canali distributivi. Niente di speciale. I canali utilizzati sono principalmente tre: il mio blog personale, un blog nel quale scrivo notizie che fanno ironia sui quotidiani on line, e un portale di comunicati stampa, nel quale possono inserire articoli tutti gli utenti che si registrano. Inoltre ho utilizzato le pagine dei due blog su Facebook e la mia bacheca personale. Gli articoli li ho diffusi anche tramite Twitter, Facebook, Google+ e LinkedIn. Come si può capire, niente di trascendentale. Gli strumenti che chiunque può procurarsi a costo zero.

Torniamo alle origini del progetto.

Qualche anno fa, prima di veder pubblicato il mio primo libro, stavo seguendo i soliti consigli di chi aveva più esperienza di me. Cercavo la storia originale, e ho trovato quella che secondo me lo era. Discutevo con gli amici del Fiae (di cui faccio parte) sulla mia idea di scrivere un’introduzione a proposito del blocco dello scrittore, per poi lasciare tutto il resto in bianco, facendo così intendere che lo scrittore aveva avuto, appunto, il blocco. Accantonai subito il progetto perché per quanto simpatico non poteva essere apprezzato da una casa editrice. Mi misi l’anima in pace e feci altro.
Qualche giorno fa, a fine ottobre, stavo discutendo con due miei contatti a proposito di un mio articolo provocatorio, in cui spiego come capire se e quando gli editori leggono i manoscritti che ricevono. Secondo quell’articolo era sufficiente mandare un file vuoto.

Nella discussione uno dei contatti mi chiese “E se te lo pubblicano?”. Mi è tornato allora in mente quel progetto , e in un attimo di follia l’ho ripristinato, inserendolo con una copertina su Amazon. Una volta pubblicato effettuato il lancio e avviato la campagna promozionale.

Il resto è storia di questi giorni.

Qualche recensione positiva con il massimo dei voti (fatta dai miei contatti) ha dato la prima spinta. Il libro, in poche ore, era stato scaricato una ventina di volte entrando nella top 100 dei libri gratuiti di Amazon. Ho dato una seconda scossa alle “vendite” con un articolo sensazionalistico, utilizzando sempre un tono ironico. Una volta arrivato alla prima schermata (top 20) delle due classifiche gratuite, non c’è più stato bisogno di alcun traino, perché il libro si stava facendo pubblicità da solo, con la sua semplice presenza. I download sono diventati costanti e a meno di 24 ore dal “lancio” era in testa nella sua categoria (Letteratura e Narrativa) e ai primi posti tra i best seller. Verso la fine della campagna promozionale ho divulgato i primi risultati e le mie prime osservazioni, per poi chiuderla con i risultati raggiunti e le mie considerazioni finali, ancora incomplete.
Un risultato di tutto rispetto, se si considera che quel libro, come spiega la sinossi e per quel che si capisce dal titolo, non contiene assolutamente nulla. Sì, è vuoto. 345 pagine bianche che seguono una pagina e mezzo di introduzione.

Il Nulla è rimasto in cima alle classifiche fino all’ultimo giorno di promozione, dando così l’impressione di essere tra i più scaricati in assoluto. In realtà stiamo parlando di meno di 250 copie totali in cinque giorni. Meno di 50 al giorno. Eppure era lì, in cima, che guardava dall’alto tutti.

Ci sono alcuni aspetti che sicuramente sono noti a tutti quelli che frequentano l’ambiente del self publishing.

La qualità dei testi

La qualità dei testi non sempre è accettabile, e anzi la maggior parte delle volte è assurdo che alcuni ebook possano essere messi in vendita. Che non ci fosse alcun tipo di controllo è risaputo, ma la presenza e l’ascesa in classifica de Il Nulla l’ha dimostrato senza ombra di dubbio. Inserendo un’interruzione di pagina dopo l’altra, il convertitore di Amazon.it ha pubblicato 345 pagine vuote senza nemmeno accorgersene. Se questa è la qualità rispecchiata nelle classifiche, c’è davvero da scegliere un altro metro di giudizio per la scelta dei libri.

La qualità delle cerchie nei social network e la promozione

Il fatto che la notizia della pubblicazione del libro abbia attirato circa 250 persone dimostra che non serve entrare nei gruppi di promozione per vendere il proprio auto-libro. Bastano pochi contatti “buoni” di cui ci si possa fidare per avere un ritorno in immagine a dir poco soddisfacente. Il Nulla non è stato presentato in nessun gruppo di lettura, ma solo, come detto prima, sulla mia bacheca personale e su quelle di pochi contatti. Nessun altro tipo di promozione fatta in casa è stato portato avanti.

Il marketing martellante

Non serve. Il marketing martellante non ha ragion d’essere. Il Nulla è stato condiviso con forza solo nelle prime 24 ore, poi l’attività promozionale è calata fino ad azzerarsi. Eppure qualcosa ha continuato a farlo scaricare. Mi piace pensare all’eco del primo giorno, perché dopotutto i link promozionali non spariscono e la voce circola. Per questo non comprendo chi, dopo aver messo il proprio “capolavoro” su Amazon, poi comincia a mettere link in ogni dove millantando migliaia di copie scaricate in poche ore. Ribadisco che io, in poche ore, ho visto scaricare “Il Nulla” una cinquantina di volte al giorno, non di più. E sono arrivato lassù.

Gli algoritmi di Amazon

Come evidenziato in precedenza, non è la qualità che fa classifica, tanto meno la quantità, visti gli esigui numeri raggiunti da Il Nulla. C’è qualcos’altro che è legato al numero dei download nel tempo. Scaricare cinquanta copie in un minuto o scaricarle in un giorno non è la stessa cosa. A distanza di 24 ore, le copie saranno comunque 50, ma solo in un caso si raggiungono le vette. La richiesta ossessiva del titolo lo spinge in alto, e dimostra come le classifiche siano una realtà conveniente per Amazon e nient’altro. Il libro che viene scaricato con costanza non ha bisogno di pubblicità, resta a galla nei top 100 ma non raggiunge la vetta. Al contrario quello scaricato in maniera intensiva in poco tempo, forse è spinto da un’azione di marketing. E lo agevola, perché tanto alla fine della promozione lo venderà.

La parola “gratis”

Non mi nascondo dietro a niente, e ammetto che se fosse stato a pagamento forse il risultato sarebbe stato diverso. Però non credo che esistano due pesi e due misure per le due classifiche di Amazon. Ripetendo lo stesso esperimento con un libro al minor costo possibile, credo che si otterrebbero gli stessi risultati. Esiste la possibilità, per esempio, di scontare al massimo il libro, portandolo a un costo irrisorio. Sarebbe comunque appetibile ma non sarebbe più nelle classifiche gratuite. Il “gratis”, tra l’altro, mette in evidenza anche un’altra cosa: qualcuno l’ha scaricato senza nemmeno leggerlo, o se l’ha letto non ha avuto l’accortezza di segnalare agli altri lo scherzo. Infatti un solo utente ha recensito il libro, segnalando appunto che non c’era niente dentro. Gli altri, con molte probabilità, non l’hanno nemmeno aperto. Avranno la sorpresa appena lo faranno.

Le recensioni

Spesso capita di imbattersi, andando a cercare libri di autori poco noti, in recensioni entusiastiche, tutte a “5 stelle”, e ci si chiede come mai un così bel libro sia ancora sconosciuto. La risposta l’avevamo tutti, ma io posso dire serenamente che chi mi ha dato le cinque stelle sapeva bene cosa fosse quel libro. Cinque recensioni a “5 stelle” però, hanno il loro fascino. E lo esercitano anche sugli altri lettori, inconsapevoli della falsità delle stesse. Non c’è l’autorecensione, chi ha recensito lo fa normalmente per altri libri che legge, e lo fa seriamente. E forse anche questo ha influenzato: la bella recensione a Il Nulla era avallata da altre recensioni oneste. Sì, forse su questo punto non è possibile dire più di tanto. Però non posso assicurare che chi ha letto quelle recensioni poi abbia verificato l’affidabilità degli utenti che l’hanno inserita.

Il consiglio

Il consiglio che voglio dare ai self publisher, con questo esperimento, è quello che esprimo nel mio ultimo articolo: non siamo grandi scrittori, forse lo diventeremo, ma non sta a noi dirlo. Non serve autonominarsi tali, non serve mentire sul proprio testo. L’onestà paga, e se non paga è perché non ci doveva nulla. Pensate che vendendo un pessimo prodotto, poco curato, o raffazzonato alla “bene e meglio”, state ingannando i vostri lettori. Meglio qualche mese in più di “lavoro”, a volte. E un po’ di impegno, magari nella lettura, che spesso manca a chi scrive alla “fai da te”. Leggere serve, non influenza il nostro stile se ne abbiamo uno, serve per capire come presentarsi. Immaginate di acquistare una mela al mercato, la pagate poco, il fruttivendolo ti ha detto che è ottima. Ma al primo morso ti accorgi che dentro è marcia. L’hai pagata poco, è vero, ormai sei a casa e non hai voglia di tornare al mercato, e anche questo è vero. Ma una cosa è certa: la prossima volta la mela non gliela compri più a quel truffatore.

Credo infine di dovere, a chiunque legga questo articolo, almeno il testo del prologo, che è l’unica parte scritta del libro. Ve lo regalo, perché è giusto che anche lui abbia i suoi cinque minuti di visibilità. Dopotutto l’ho pensato, l’ho scritto, l’ho reso carino e presentabile, e perché no anche simpatico. Eccolo.

Prologo

Una mattina di fine novembre ero intento a cercare qualche espediente per una delle mie storie, nella speranza di riuscire a portare avanti il libro della vita. Il progetto era pronto da qualche settimana, la traccia era completa, ma la trama non voleva andare avanti. La mia mente era sballottata tra inutili descrizioni e scene troppo rapide per dare un ritmo omogeneo al racconto.
Scrivere, cancellare, scrivere ancora e cancellare di nuovo.
Avevo sentito parlare del blocco dello scrittore fin dalle scuole superiori. Ho sempre pensato che fosse una leggenda metropolitana, un argomento come un altro da trattare in un romanzo o in un film.
“Tutto andava bene, fino alla fine dell’ultimo romanzo, dopo il quale Steve non riusciva più neanche a redigere la lista della spesa. Le parole scappavano, quasi disperse nel labile spazio che divideva il pensiero dal movimento delle dita sulla tastiera.
Scomparse. Forse perse in quel breve tragitto.
Magari squarciando la pelle del braccio le avrebbe trovate li. Le avrebbe potute osservare mentre si scioglievano sui fasci muscolari come zucchero sul tessuto di un divano in una giornata estiva. Non aprì la carne, non ne aveva il coraggio. Però l’idea che fossero ancora li cominciò a diventare una maliarda ossessione…”
Ecco, potrebbe essere un buon inizio per raccontare di un uomo e la sua crisi. Forse impazzirà, finirà suicida o magari, perché no, farà il presidente illuminato di una piccola nazione. Ma così no, non è ancora niente. Ti fermi a pensare: cosa può dare una scossa al tuo romanzo? La parola mistero? Certo, ma serve una forma più edotta, meno inflazionata.
Arcano
Dovrà fare sfoggio di sé già nel titolo. Lo infili lì, senti che sei sulla strada giusta. Riprendi a scrivere ed ecco che quel vuoto torna. Hai già usato quel termine tre volte in dieci righe. Sinonimi, servono i sinonimi.
Rapisci al vocabolario espressioni come segreto, misterioso, nascosto, incomprensibile, oscuro, sconosciuto, occulto e alla riga 23, dopo averli già violentati tutti, non puoi che allungare le mani su mistero.
Mistero
No, quello mai. A quel punto scrivi arcculo. E chiudi lì, con un bel punto esclamativo, ché hai un campo di patate da zappare.
Quando non sai dove andare cammini senza una meta. Ma quando non sai cosa scrivere, puoi scrivere solo
Il Nulla…”

Ecco, dopo questo, ci sono le famigerate 345 pagine bianche. La dimostrazione che l’editoria italiana è in crisi con un perché, o forse solo che i lettori sono spesso distratti.

24 Risposte to “Il libro e il nulla”

  1. Due considerazioni su “Il Nulla” per Vibrisse | Storie d'AltriMenti Says:

    […] L’articolo completo. […]

  2. Andy Says:

    Ho molto apprezzata questa recensione e mi è venuta voglia di leggere IL NULLA: è ancora disponibile su Amazon, non lo è?

  3. 345 pagine di Nulla sbancano la classifica di Amazon. | è tutto vero Says:

    […] https://vibrisse.wordpress.com/2013/11/10/il-libro-e-il-nulla/ […]

  4. LFK Says:

    Il libro non c’è più, ma tutto ciò che c’era scritto dentro è in questo articolo: sinossi (che sarebbe la quarta di copertina degli ebook) e introduzione.

  5. Alessandro Madeddu Says:

    Dalla mia lista delle cose da fare nella vita:
    * diffondere la voce della pubblicazione del Nulla e recensirlo entusiasticamente. Fatto.

  6. Carlo Capone Says:

    Caro Luca, io ho fatto l’operazione opposta alla tua, per motazioni tutte mie, ottenendo in negativo il tuo risultato. Ho cioè pubblicato con Lulu 1 romanzo e 1 raccolta di racconti, mai spediti ad alcun editore, senza pubblicizzarle affatto. Ma proprio niente, eh.
    Il risultato: copie vendute 0 in un caso e 1 nell’altro (se si eccettua le 4 o 5 acquistate da me per la mia biblioteca, che non vengono perciò considerate).
    Dimenticavo, ho pubblicato anche con editori, talvolta di rilievo come nel caso di Baldini e Castoldi o Armando, oppure piccoli ma, sembrerebbe, apprezzati quali Montag.

    NB: i due titoli di lulu sono “Via da queste mura” e “School river”.

  7. LFK Says:

    Carlo, quello che hai fatto lo sto facendo anche io su una piattaforma famosa da circa tre mesi. Sto ottenendo bene o male gli stessi risultati. Lo sto facendo con uno pseudonimo perché i miei “lettori” potrebbero trovarmi e far saltare tutto.

  8. RobySan Says:

    Ne ha scaricata una copia anche Severino: aspettati, o Fadda, un denso pamphlet in risposta (p.es.: 345 pagine coperte d’inchiostro nero).

  9. carlocapone.altervista.org Says:

    Durante un’appassionata discussione su come in futuro verrà definita la letteratura di fine 900 inizio 2000, Antonio Franchini era del parere che sarebbe stata citata come ‘letteratura di scelta’. A differenza dei secoli passati, intendeva, e io concordavo pienamente, entreranno (entrerebbero) nell’albo dei testimoni letterari di questo tempo i testi, quegli autori, scelti fra tanti altri dal sistema editoriale. Con l’implicita conclusione che sarebbe stata una letteratura ‘con riserva’, causa la modalità con cui si affermerebbe.
    L’analisi di Antonio, che in sostanza è anche la mia, apre ampi spazi giustificativi al self publishing, trovando esso una corretta collocazione quale importante corollario dell’assunto.
    In dei casi, dico, l’autopubblicazione assume un valore testimoniale da non affatto trascurare. Penso ad esempio a quelli come me, che non si sognano neppure di inviare un manoscritto a un editore, consapevoli che un sessantenne non lo pubblica nessuno (o quasi).

  10. Giovanni Turi Says:

    Un bel post che spiega anche perché ormai si punti più sul marketing che sulla qualità letteraria…

  11. Giulio Mozzi Says:

    Giovanni: prova a leggere l’articolo di Luca Fadda in calce al quale si svolge questa discussione, in particolare dove suggerisce che

    Il marketing martellante non ha ragion d’essere.

  12. flaviabg2013 Says:

    L’ha ribloggato su LiberaMenteFlaviae ha commentato:
    Geniale e relistico. Condivido con massima stima!

  13. Il blocco dello scrittore non blocca le vendite: Amazon, self publishing e surrealismo puro. : justalessia.com Says:

    […] https://vibrisse.wordpress.com/2013/11/10/il-libro-e-il-nulla/#comment-30003 […]

  14. Lo strano caso dell'ebook vuoto che scalava le classifiche - Scrivo.me Says:

    […] se n’è accorto subito arrivando dalle segnalazioni (anche nostre) sul social network a questo articolo. Poi altri hanno rilanciato la notizia. Che è questa: un autore self-published pubblica su Amazon […]

  15. rudr01 Says:

    non ho capito chi lo comprava? ti spieghi male troppo prolisso

  16. Giulio Mozzi Says:

    Rudr: chi abbia comperato il libro, lo sa solo Amazon. Che ha un sacco di buone ragioni (anche legali) per tenersi stretta l’informazione.

  17. Mercoledì 20 Novembre 2013 | La Rassegna Says:

    […] articolo il caso di Luca Fadda, un blogger italiano che ha pubblicato un libro dal titolo “Il Nulla” contenente 345 pagine bianche e che in poche ore ha venduto più di 300 […]

  18. RobySan Says:

    Scusate: forse il verbo vendere ha recentemente cambiato di significato?

  19. LFK Says:

    Se ti riferisci all’uso che ne ho fatto io, è tra virgolette. “vendite” e non vendite.

  20. RobySan Says:

    Non mi riferisco al tuo “vendite”, bensì all’uso fatto del verbo vendere nei vari commenti linkati qua e là.

  21. LFK Says:

    In uno dei miei articoli, l’ultimo, specifico come spesso sia stata raccontata (e criticata) questa iniziativa senza aver letto tutto in proposito. Ho ricevuto critiche da persone che hanno letto solo il titolo. Qualcuno ha anche voluto fare il brillante dicendo “ma perché non specifica che erano classifiche gratuite?”, cosa che mi ha fatto capire ciò che da tempo pensavo: molte persone si fanno un’opinione leggendo i titoli degli articoli, non gli articoli. E anche l’annotazione fatta da te lo dimostra: hanno impropriamente parlato di vendite. Tu invece hai avuto da ridire proprio perché (suppongo) hai comunque letto qualcosa in più del titolo.

  22. Cronaca di un’autopubblicazione digitale in Amazon | vibrisse, bollettino Says:

    […] [Su argomenti analoghi in vibrisse: Il libro e il nulla]. […]

  23. “L’angoscia dell’incontinenza”, di Roldah M’Bolo | vibrisse, bollettino Says:

    […] libro in libro, in un’instancabile e angosciosa progressione verso un Tutto che forse è un Nulla, incrementano il numero delle pagine pubblicate senza mai sentirsi da qualche parte arrivati, senza […]

  24. “L’angoscia dell’incontinenza”, di Roldah M’Bolo – Le recensioni di un bibliofilo Says:

    […] di libro in libro, in un’instancabile e angosciosa progressione verso un Tutto che forse è un Nulla, incrementano il numero delle pagine pubblicate senza mai sentirsi da qualche parte arrivati, senza […]

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