Edgar Lee Masters meets Alessandro Manzoni / Un monatto

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Maschera da monatto. Il lungo becco aveva la funzione oggi assolta dalle mascherine: doveva impedire l'inalazione degli effluvii patogeni

Maschera da monatto. Il lungo becco aveva la funzione oggi assolta dalle mascherine: doveva impedire l’inalazione degli effluvii patogeni

di Stefano Serri

[Le regole del gioco: ma la scadenza è prolungata al 15 novembre. Tutti i testi. I personaggi dei Promessi sposi].

Da piccolo curavo tutti i cuccioli
dimenticati in giro o presi a calci.
Ne portavo di nascosto dentro casa
senza pane e senza padre.
Mio fratello mi insegnava ad arrangiarmi
e finivamo tutti in strada, uomo e cane.
Anche la peste l’ ho addomesticata:
mi aveva morso senza farmi male
e giravamo insieme per Milano.
Ho caricato i corpi di potenti e di puttane
di chierici, avvocati e assassini
mercanti, artisti e filatrici.
Ma un giorno una madre ha chiesto fiera
l’ultima cura al corpo di sua figlia:
di non toccare la piccola Cecilia
nel suo vestito bianco e senza seno.
Ho preso due pugni per non farla spogliare
ma una lama poi mi ha reso corpo.
Ora sono fango, ma fango vivo.
Qui non sto così male e ora ho spazio
dove posso ospitare e nutrire le larve
e la mia tomba è casa ai rospi
a vermi, lumache e blatte.

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10 Risposte to “Edgar Lee Masters meets Alessandro Manzoni / Un monatto”

  1. Morena Silingardi Says:

    Trovo che il proposito di dare voce al monatto che prende in cura Cecilia sia veramente interessante e ben svolta. Fin dall’inizio io ho pensato a Cecilia, senza trovare ancora la chiave giusta; le belle chiacchiere con Stefano hanno invece prodotto un epitaffio che a me piace molto.

  2. Alessandra Celano Says:

    Bello.
    Anch’io, Morena, ho pensato a Cecilia da subito, e ho anche provato a scrivere un epitaffio ma ne è venuta fuori una cosa piena di assonanze e rime e non va bene, mannaggia.

  3. Morena Silingardi Says:

    Alessandra: “Qui giace in pace la dolce Cecilia”, vogliamo parlarne? 🙂 Però mi fa piacere che anche tu ci abbia pensato. Io volevo dare un risvolto di amaro rimpianto per un’infanzia non vissuta, il dolore di sentirsi bambola e non bambina, ma poi ho esagerato e ne è saltata fuori una storia trash, meglio lasciar perdere!

  4. Alessandra Celano Says:

    Io mi ero concentrata sulla madre. Faccio una cosa: l’epitaffio sarà pure impubblicabile, ma almeno come commento credo di poterlo mostrare. Ecco:

    Avevo vestito Cecilia
    con un abito bianco
    come le sue piccole mani leggere.
    L’ho portata al carro
    della morte nera,
    l’ho coperta con un panno bianco
    e ho baciato la sua fronte bianca.
    Poi l’ho guardata andare.
    E ho contato le ore
    nere di dolore
    che ho dovuto aspettare
    per poterla raggiungere.

    (Morena, “Qui giace in pace la dolce Cecilia” non ho capito cos’è)

  5. Morena Silingardi Says:

    Alessandra, faceva eco al tuo parlare di rime e assonanze, solo quello. Era il secondo verso di un epitaffio in cui Cecilia, sepolta nella fossa comune, esprimeva il desiderio di avere quella pace mancante nella fossa comune di morti di peste. Seguiva la confessione di una infanzia negata e senza gioia, vissuta come pupattola della madre. Mi sono resa conto che avrei totalmente stravolto la figura manzoniana di quest’ultima e ho lasciato perdere, ma continua a frullarmi in testa l’idea.
    Certo che male si legherebbe alla tua figura di madre, salterebbe fuori la regola di Giulio, a seconda del primo epitaffio pubblicato, o sbaglio?

  6. Alessandra Celano Says:

    Scusami, Morena, ma non ho capito l’ultima cosa che hai scritto, da “Certo” a “sbaglio?”. Devo essere un po’ intontita, scusa.

  7. Morena Silingardi Says:

    Alessandra, mi spiego da schifo, ma mi riferivo a queste regole, meglio esplicitate da Giulio Mozzi:

    Questo gioco, diversamente dalle Lodi, è a esaurimento: pubblicherò un testo, e solo uno, per ciascun personaggio. Tendenzialmente, ma non necessariamente il primo che mi arriverà.

    Attenzione: se non siete i primi a partecipare al gioco, leggete con attenzione i testi già pubblicati. Un criterio per la pubblicazione, infatti, sarà quello dell’ “incastro” delle storie dei vari personaggi. (A es.: se mi mandate un testo in cui Lucia in realtà se la fa con don Rodrigo alle spalle del povero Renzo, l’eventuale successivo testo su don Rodrigo dovrà essere coerente).

  8. Alessandra Celano Says:

    sì, adesso ho capito. è che non ricordavo quella regola. comunque il problema non si pone, visto che il mio epitaffio è solo un esercizio che rimane qua.

  9. Nadia Bertolani Says:

    Morena e Alessandra, sbaglio o ci siamo tutte arrese prima di cominciare? Da parte mia c’è poca dimestichezza con Spoon River e forse un po’ di pigrizia, ma voi? Vi aspetto al varco! Su su!

  10. Alessandra Celano Says:

    Nadia, io mi sono arresa *dopo* aver cominciato. Mi è sembrata la cosa migliore da fare.

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