Dieci criteri da seguire per scegliere un corso di scrittura e narrazione

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labirint-umetnosti_exodod

di giuliomozzi

1. Domàndati che cosa precisamente cerchi. Non tutti i corsi propongono (per fortuna) gli stessi contenuti.

2. Leggi dunque i programmi dei corsi con molta attenzione.

3. Attenzione ai programmi vaghi: spesso sono il segnale di improvvisazione o di inesperienza.

4. Attenzione a chi promette troppo (“Faremo di te uno scrittore”, ecc.): spesso poi dà troppo poco.

5. Cerca di informarti bene sul soggetto (associazione, ente pubblico, editore ecc.) che organizza: si tratta di capire se sembra gente seria o no.

6. Cerca di informarti bene sul docente o sui docenti. La professione di “docente di scrittura” è assai poco codificata, e può capitare di imbattersi in docenti inesperti, o poco appassionati, o semplicemente negati per l’insegnamento (uno scrittore molto bravo, ad esempio, non è necessariamente portato per l’insegnamento).

7. Se il docente è uno scrittore, leggi almeno uno dei suoi libri. Così ti fai un’idea.

8. Se il docente non è uno scrittore, non pensare che per questo sia inadeguato come docente. Nel mondo del calcio non mancano gli allenatori che sono stati calciatori modesti o che non sono mai stati calciatori (Rafael Benitez e José Mourinho, tanto per non far nomi).

9. Se il docente ha pubblicato delle opere sulla didattica della scrittura e della narrazione, dacci almeno un’occhiata.

10. Ricorda che per imparare a scrivere e narrare un corso può essere utile, ma non è indispensabile.

La fotografia del labirinto viene da qui.

8 Risposte to “Dieci criteri da seguire per scegliere un corso di scrittura e narrazione”

  1. massimocassani Says:

    Posso aggiungere un punto 11? Che forse è solo una sfumatura del punto 1. Chiediti perché vuoi fare un corso di scrittura, quali sono le tue aspirazioni, le tue ambizioni, i tuoi obiettivi, insomma. Se non vuoi correre in Formula1 inutile comprati una monoposto. E viceversa, s’intende.

  2. Andy Says:

    Il capostipite del punto 8 e’ Arrigo Sacchi.

    In generale, mi sembrano buoni consigli per scegliere qualsiasi tipo di corso, non solo di scrittura ma anche – per esempio – di tecniche di comunicazione, di farcitura della spalla disossata dell’agnello (non necessariamente con castagne, soprattutto quando non è periodo e volete comunque mangiare la spalla disossata dell’agnello), di coltivazione idroponica di Bonsai del basso Giappone o colorazione a mano previa bollitura di uova di struzzo.

    E’ probabile che il più significativo sia il 10 – dando per sconato che la persona che si affaccia al corso sia dotata di buon senso e che quindi come tale ponderi attentamente come investire il proprio tempo e i propri soldi, mentre è probabile che per un soggetto sconsiderato anche un decalogo così “semplice” sia di poco aiuto.

  3. enrico ernst Says:

    Caro Giulio, tutto più che condivisibile. Personalmente, considero importante e interessante anche il grande classico dei corsi/laboratori d’oggi: la lezione di prova, gratuita, senza impegno. Dove posso tenerla, io la tengo. Uno viene alla lezione di prova, mi fa le domande del caso, mi guarda e ascolta, annusa l’aria e decide se iscriversi, con tante informazioni in più a disposizione…

  4. enrico ernst Says:

    Aggiungerei al primo punto: in qualche caso, quello che cerchi (se non è proprio limpido e a fuoco all’inizio), se il laboratorio/corso è “buono” e centrato sull’allievo, si chiarisce durante il percorso…

  5. dm Says:

    E’ molto utile, e molto onesto (Andy: la spalla disossata dell’agnello suona niente male; mi fa venire fame da lupi, di agnello.)

  6. Giulio Mozzi Says:

    Enrico: ma la lezione di prova è poco praticabile laddove si tratti, a es., di seminari che iniziano il sabato mattina e finiscono la domenica sera.

    La cosa comunque dipende da chi organizza. E un conto è lavorare nella propria città, dove i costi materiali di una lezione di prova sono minimi, un conto è lavorare in giro per l’Italia.

  7. enrico ernst Says:

    Infatti, Giulio, dicevo, delle lezioni di prova, “dove posso, le tengo”. Anche perché – tra l’altro – non ho la visibilità tua, e ci tengo che uno possa conoscermi prima di lavorare insieme. In più, i laboratori miei si svolgono abbastanza vicino casa, per ora. Milano e Nord Milano. Per ultimo: certo, un seminario è altra cosa da un laboratorio o corso. Da tanti punti di vista. Se tengo seminari di 5/6 incontri, solitamente faccio una sorta di “incontro 0” di presentazione. Ma non è una regola aurea. Insomma il concetto è più o meno: conosciamoci (mi puoi anche confidare le tue aspettative e i tuoi obiettivi, e io ti racconto come mi muovo e come insegno) e poi scegli.

  8. flaviovillani Says:

    L’ha ribloggato su Flavio Villanie ha commentato:
    utile decalogo per chi abbia l’idea di frequentarne uno

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