Lodi del corpo maschile / Il sudore (parodia)

by

di Mariella Prestante

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Tu sudi, o Gedeone.

E quando dalle arcate
sopraciliari
colano le gocce
su le lanose gote
lungo l’erculeo collo
fino al petto villoso,
io che ne son golosa
baci su baci aggiungo
e così suggo
quel nettare acre
che sa di sale
che sa di mare
e sa di maschio
e sa di sabbia:
e lecco, lecco
e dal villoso petto
all’ombelico
e poi più giù
– in cerca d’altro
umido afrore,
acre sapore…

Tu sudi, o Gedeone.

E quando nelle notti
afose estive
tu mi raggiungi
e il tuo sudore inzuppa
le coltri
in cui t’inoltri
cercandomi
in cui mi cerchi
trovandomi
in cui mi prendi
sbattendomi,
tutto tu inondi:
le labbra arse
i capezzoli erti
il solco dei seni
le reni nervose
il ventre pulsante
la schiena stretta
le natiche tonde
e noi come anguille
oleose, bramose…

Tu sudi, o Gedeone.

Non fu più dolce
la pioggia d’oro
con cui il superno Giove
Danae coverse
e fe’ feconda;
onde una tomba
marina il crudel padre
per lei predispose
e il figlioletto:
noi due nel letto
che sa di salso,
noi due tra l’onde
delle lenzuola,
quando stremati
ci abbandoniamo
verso l’ignota
meta del sonno
nudi e felici
viaggiam, viaggiamo:
e profumiamo
del tuo sudore,

o Gedeone.

Nota dell’autrice. L’obiettivo della parodia è fin troppo evidente e noto. Tra l’altro La pioggia nel pineto è stata oggetto di innumerevoli parodie, tra le quali si segnalano quella di Luciano Folgore, La pioggia sul cappello, e quella sublime e definitiva di Eugenio Montale, Piove (ligure, quest’ultimo, come il Gino Paoli riciclato per l’occasione). Il metro è una “strofe lunga”, come la chiamava D’Annunzio, di 21 versi (con ritornello).

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10 Risposte to “Lodi del corpo maschile / Il sudore (parodia)”

  1. Saveria Says:

    Orrenda. Almeno facesse ridere.

  2. gelsobianco Says:

    Io non la trovo per nulla orrenda, anzi…
    Brava all’autrice!:-)
    gb

  3. Morena Silingardi Says:

    Secondo me un lapidario “orrenda” va motivato, sempre.
    Il proporre anche una parodia è, un esperimento divertente per sua natura, almeno secondo me. Apprezzo di questa iniziativa delle lodi anche il non privilegiare solo alcune fra le forme chiuse.
    Gedeone a me fa ridere, è una perfetta parodia di Ermione.

  4. Giulio Mozzi Says:

    Però va detto che se il componimento può essere divertente almeno a tratti, parodizza solo ciò che di più facile da parodiare c’è nella Pioggia nel pineto: gli elenchi. Il metro di questa pretesa “strofe lunga” non ha nulla che fare, ahimè, con il metro della strofe lunga dannunziana (vedi la terza, che è in buona parte una sequenza di quinari: D’Annunzio non l’avrebbe mai fatto; cf. la brevissima ma pertinente analisi in Wikipedia); e una sequenza (divertente, per carità) come “le coltri / in cui t’inoltri / cercandomi / in cui mi cerchi / trovandomi / in cui mi prendi / sbattendomi” denuncia proprio i limiti della parodiante, che ripete un modulo-elenco laddove D’Annunzio era proprio maestro della variazione nella ripetizione: “Ascolta. Piove / dalle nuvole sparse / Piove su le tamerici / salmastre ed arse, / piove su i pini / scagliosi ed irti, / piove su i mirti / divini, / su le ginestre fulgenti / di fiori accolti, / su i ginepri folti / di coccole aulenti, / piove su i nostri vólti / silvani”, eccetera.

    Infine: è certamente più facile appoggiarsi, come ha fatto Mariella nelle sue precedenti prove, su forme codificate e su una generica imitazione petrarchesca (meglio: su un uso per così dire gergale del petrarchismo, che per secoli è stato il gergo della poesia italiana), piuttosto che tentar l’imitazione-parodia di un autore innovativo e dallo stile fortemente innovativo quale D’Annunzio.

  5. Mariella Says:

    Mozzi, lei è incontentabile.

  6. Giulio Mozzi Says:

    Sempre.

  7. RobySan Says:

    O Gedeone,
    che scordi a casa Fresh&Clean
    nei giorni del gran solleone.

    P.S.: Bene, Bene

  8. gelsobianco Says:

    Appoggiarsi a D’Annunzio, è estremamente difficile.
    L’autrice, secondo me, ha composto qualcosa di valido.
    Orsù, Giulio Mozzi!
    “D’Annunzio non l’avrebbe mai fatto”
    Certo!
    Lui era Gabriele D’Annunzio! 😉

  9. gelsobianco Says:

    Bellissimo Carosello con Adolfo Celi!
    Grazie!:-)

  10. gelsobianco Says:

    Dovremmo ricordare di più Luciano Folgore!
    Carmelo Bene che recita questa poesia è Carmelo Bene!

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