Lodi del corpo maschile / La vena giugulare (sonetto)

by

di Artemisia

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Il luogo che io canto è peculiare
è nodo palpitante d’infinito
col polpastrello ne tasto l’ordito
con la mia lingua lo ascolto pulsare.

Qui sento l’onda sfigmica vibrare
qui del cuor freno l’ala con un dito
qui batte la tua vena il suo spartito
qui sfioran le mie labbra il tuo ansimare.

Il polso sul tuo collo io lo divino
tachi, bradi, persino l’aritmia
del tuo miocardio io qui la so auscultare.

Forte pulsa la vena giugulare
rapida o lenta, fine melodia
musica, che scandisce il mio cammino.

8 Risposte to “Lodi del corpo maschile / La vena giugulare (sonetto)”

  1. La vena giugulare (sonetto) | Pioggia blu Says:

    […] (sempre nell’ambito di questo gioco – appena pubblicata qui […]

  2. Nadia Bertolani Says:

    Chapeau!

  3. Morena Silingardi Says:

    Non c’è una sbavatura! I miei complimenti.

  4. Maria Luisa Mozzi Says:

    A me non piacciono troppi possessivi. Metterei:
    v. 4: con la lingua ne ascolto il pulsare
    v. 7: qui batte questa vena il suo spartito
    anche se capisco che “mio” “tuo”, “io” “tu” possa essere voluto.

  5. arte64 Says:

    Cara Maria Luisa, ma sai che ho pensato la stessa cosa? C’è un eccesso di possessivi – l’ho notato rileggendola qui. È voluto, ma risulta eccessivo.
    La prima soluzione che proponi mi fa “soffrire” metricamente (sono un caso clinico), la seconda invece (v.7) mi convince.
    Grazie!

  6. Maria Luisa Mozzi Says:

    Oops, chiedo scusa per le sofferenze metriche.

  7. arte64 Says:

    Te l’ho detto, son malattie.

  8. Giulio Mozzi Says:

    Canto un luogo peculiare
    palpitante d’infinito:
    polpastrello, quell’ordito!
    Lingua, ascolta quel pulsare!

    L’onda sfigmica vibrare
    sento, il cuore con un dito:
    come un cieco lo spartito
    sfiora il labbro il tuo ansimare.

    Sul tuo collo io divino
    tachi-, bradi- e a-ritmia:
    il miocardio so auscultare.

    Forte vena giugulare,
    lenta o svelta melodia
    che scandisce il mio cammino.

    (Al solo scopo di mostrare che, così a occhio, secondo me, non ci sono solo troppi possessivi, ma in generale forse troppe parole. Questo è un sonetto in ottonari).

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