Per Valter Binaghi

by

di Riccardo De Benedetti

C’è un significato davvero condivisibile alla frase «vedersi morire»? La forma riflessiva fa problema, è il problema. Solo gli altri ci possono vedere, se ci pensiamo. Per quanti specchi possiamo circondarci, mentre viviamo, e il nostro mondo è un mondo di specchi deformanti, nessuno mai ci consentirà di vederci; rinvierà solo l’immagine di quel noi di cui possiamo innamorarci, ma di cui mai potremmo osservare le vere movenze allo stesso modo di come osserviamo quelle degli altri.
Noi sì che soli ti abbiamo visto morire. Tu hai continuato a vivere fino alla fine.
La Priora, in un passo dei «Dialoghi delle carmelitane» di Bernanos, si spaventa quando non si vede più morire. «Dio stesso è diventato un’ombra… Ahimé! Ho più di trent’anni di professione, dodici di superiorato. Ho meditato sulla morte in ogni ora della mia vita, e questo ora non mi serve a nulla!…».
Esponendoti fino alla fine ci hai obbligato non alla semplice meditazione sulla morte che ora non serve a nulla (fino alla prossima) ma a qualcosa di più grande, di più impegnativo, forse anche di contraddittorio.

Continua a leggere l’articolo in Cronache di Pastrufazio.

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