La Rete, la rete, gli iscritti registrati al sito

by

di giuliomozzi

Nel sito dell’Ansa c’è un articolo sull’assemblea congiunta di deputati e senatori del Movimento 5 stelle dedicata al “caso Gambaro”. La senatrice Adele Gambaro, nei giorni scorsi, aveva rilasciato alcune dichiazioni il cui senso complessivo era (riassunto mio): le scelte di comunicazione del blog di Beppe Grillo, in questo momento, fanno più male che bene al Movimento; bisognerebbe dare, nel blog, più visibilità al lavoro parlamentare e meno spazio alla polemica pura; questo stile di comunicazione, alla lunga, può essere suicida.
Gambaro è stata pubblicamente invitata da Grillo ad andarsene dal Movimento e dal gruppo parlamentare. Lei si è rifiutata, e si è così messa in moto, secondo le regole che il Movimento si è dato, la procedura per l’espulsione.

L’articolo è qui.

Ne cito alcune frasi:

L’assemblea congiunta dei deputati e senatori M5S ha votato “a larga maggioranza” di demandare alla Rete il voto sull’espulsione della senatrice Adele Gambaro.

Sono 79 i voti espressi in assemblea M5S per deferire alla Rete il giudizio sull’espulsione della senatrice Adele Gambaro.

“E’ verosimile che siano circa 20 i senatori che hanno votato contro” il deferimento dell’espulsione di Adele Gambaro alla Rete. Lo ha detto il capogruppo al Senato Nicola Morra.

“Noi non votiamo nessuna espulsione, noi votiamo di rimettere alla rete la decisione. Io non ho detto chi non vota per l’espulsione della Gambaro va contro i principi del Movimento. Ho detto: ‘se come gruppo non ci rimettiamo alla decisione della rete tradiamo un principio del M5S'”. Lo dice il capogruppo uscente M5S al Senato Vito Crimi.

Quanto sto per dire non concerne in nessun modo il Movimento 5 stelle, ma solo l’articolo dell’Ansa.

Non è vero che la decisione sull’espulsione della senatrice Gambaro dal gruppo parlamentare del M5S sia stata demandata alla Rete.
Per “rete” si può intendere:
– un insieme di cavi, centraline, server e altri aggeggi,
– quella porzione della popolazione italiana che è ormai adusa a gestire gran parte della propria comunicazione attraverso l’internet.

Il primo significato mi pare improbabile, il secondo probabile.

E’ curioso però che l’articolo scriva spesso la parola con la maiuscola: “Rete”. La Rete (nome proprio, e perciò maiuscolo) era un movimento politico che faceva capo a Leoluca Orlando, tanti anni fa. Evidentemente l’articolo non si riferisce a quello. E quindi?

Qualora non si tratti di un nome proprio, l’iniziale maiuscola ha un valore enfatico: si dice “il Signore” per distinguerlo da qualunque “signore”, si dice “e allora venne la Paura” per dire che non si cominciò semplicemente ad aver paura, ma qualcosa di peggio, di incommensurabile, di – oso dirlo – misterioso e forse trascendente.

Ora, la “Rete” della quale parla l’articolo dell’Ansa a me pare proprio una cosa così. Non semplicemente un segmento della popolazione italiana caratterizzato da certi usi e costumi, ma Qualcosa di Trascendente. Un po’ come – la parola era più di moda anni fa – “i Poteri Forti”, o come “i mercati” (che però non hanno mai avuta la maiuscola, mi pare), ecc.

La Rete, insomma, appartiene più al regno della magia che a quello delle umili cose terrestri. E non mi stupisco se un attivista del M5S ne ha questa percezione; mi stupisco che l’Ansa la accrediti acriticamente.

Che poi, se anche l’Ansa avesse scritto “la rete”, avrebbe comunque scritta una falsità. La decisione sulle sorti della senatrice Gambaro non è stata demandata “alla rete”, bensì – mi pare – agli utenti registrati del blog di Beppe Grillo. Che sono, detto tra noi, rispetto alla popolazione italiana, ma anche rispetto a quanti hanno votate le liste del M5S, quattro gatti.

Pubblicità

Tag: , , ,

22 Risposte to “La Rete, la rete, gli iscritti registrati al sito”

  1. Giovanni Says:

    Come se, dentro la parola Rete, intesa (del resto come ogni parola) come simbolo, ci stia: quella-parte-di-opinione-pubblica-che-se-pur-minoritaria,-nella-retorica-attuale-del-potere-pare-non-poter-essere-più-ignorata-anche-se-non-si-intende-verificarne-la-portata…

    ciao, Giovanni

  2. Giulio Mozzi Says:

    O piuttosto: quella parte di opinione pubblica che, se pur maggioritaria, non ha altro modo di esprimersi che parlare in rete (se non si volesse insinuare che quella parte di opinione pubblica sarebbe maggioritaria, non si userebbe la maiuscola – credo).

  3. icalamari Says:

    Solo perché stamane mi è andata di traverso la colazione sullo stesso argomento…
    Inquietante e imbarazzante la conferma che l’unico movimento innovatore insorto da decenni (nel quale probabilmente si annidano anche ottime menti che in altri contesti avrebbero -o avranno?- modo di emergere e migliorare, per ciò che è possibile, un paese “governato” / rovinato da varie mafie) si rimette alla volontà di uno sparuto gruppo di persone appena istruite all’uso di mezzi-mezzi come gli zoppicanti strumenti democratici offerti dalla rete.
    Ma, restando ai termini usati dalla vetusta agenzia di informazione, è altrettanto inquietante e imbarazzante la conferma che le notizie ci arrivino falsate da semplificazioni distorsive utili solo a lusingare il qualunquismo dei più. L’accettazione acritica è l’anticamera della credenza magica. Da lì alla consegna delle menti a Taumaturghi con la T maiuscola, il passo è breve.
    Io, sinceramente, sono preoccupata.

  4. enrico ernst Says:

    si tratterebbe, forse, di fare una distinzione tra discorso diretto (il personaggio dice: “votiamo per deferirla alla rete” – si noti: quando uno parla non ha minuscole o maiuscole se non lo sottolinea espressamente) e discorso riportato o indiretto, o meglio ancora “mimesi” del discorso diretto operato dall’io narrante, creato dal giornalista. Cioè se l’io narrante creato dal giornalista deve riportare quello che stanno facendo i parlamentari del M5S e questi dicono “deferiamo alla rete la decisione dell’espulsione”, l’io narrante in questione può riportare la loro “finzione” (“Hanno deciso di deferirla alla rete” ecc.) o dimostrarsi “superiore”, più critico, più… veritiero… e dire “gli iscritti al Blog ecc.” E conseguentemente (si apprezzi il passaggio) porre una propria identità di vedute più precisa e più solida, più – se si vuole – individualizzata, scissa da quella del personaggio/soggetto della narrazione. Solamente “da lì” può non usare le parole del soggetto individuato, auscultato, “sbobinato”… solo da lì, come rivela Giulio, può osare la discrepanza tra “il discorso della propaganda” e il “discorso della sobria realtà”…

  5. vbinaghi Says:

    Gli errori di Grillo sarebbero riassumibili un una sola frase: non ha voluto uscire dallo statuto vittimario e insieme dalla fantasia di onnipotenza che conferisce lo figura del “Jolly”, per diventare carta spendibile in una partita che esige immediatezza di scelte, non strategie a imprevedibile termine.
    D’altro canto, in questo modo ha liberato il peggio della classe politica italiana da qualcosa che la preoccupava oggettivamente mesi fa e su cui oggi può star tranquilla: vivacchiare mettendo pannicelli al declino, avendo come primo obiettivo l’ossequio indiscusso ai parametri criminali degli eurocrati. Quanto all’informazione: sono settimane (da quando esiste il governo Letta) che si parla solo degli screzi dei grillini. Ossia si fa quel che si faceva due anni fa con le ragazzotte scosciate del Bunga Bunga mentre con due colpetti napolitano e sgherri consegnavano il paese al capestro del fiscal compact. Ecco, l’asservimento dell’informazione italiana a ciò che è indiscutibile e inamovibile ma deciso altrove, è veramente ciò che rende urgente l’assalto alla Bastiglia.

  6. Giulio Mozzi Says:

    L’assemblea riunita dei parlamentari M5S di Camera e Senato ha deciso a larga maggioranza: sarà la rete ad avere l’ultima parola. Noi siamo semplicemente la punta di diamante che lavora per tutti i cittadini che ci hanno portato in Parlamento. Se gli attivisti ritengono che la senatrice Gambaro abbia sbagliato è giusto che possano esprimere la loro opinione e che questa venga rispettata dai gruppi parlamentari. […]

    “Gli attivisti”. In questo breve comunicato Riccardo Nuti e Nicola Morra, capigruppo M5S per Camera e Senato, si esprimono con più precisione che l’Ansa.

  7. davide Says:

    “”” Ossia si fa quel che si faceva due anni fa con le ragazzotte scosciate del Bunga Bunga[..]”””Ecco, l’asservimento dell’informazione italiana a ciò che è indiscutibile e inamovibile ma deciso altrove”””

    …what?????

    sulle olgettine ci son tonnellate di prove,negli usa i mass media sarebbero stai anche piu feroci!

    per non dire dell “caso m5s”,dove in nessun paese NON passerebbe sotto le forche caudine dei media un movimento (o partito)dove un leader (??) dice cose come “puntiamo al 100%!””
    (pure saddam hussein nei suoi referendum autoconservativi lasciava un 1%.di contrari..successe alla fine del 2002)

    ordunque..,”asservimento della informazione italiana..”..ma dove?

    le posizioni (o gli ispiratori)sono tanti/e e molto sfumate,che poi alla fine è garanzia di pluralità,altro che monolite,fiscal cmpact e economia si parla gia anche troppo!

    che poi grillo e il m5s siano riusciti a inimicarsi quasi tutti,beh quello è un problema loro,non altrui,pochi partiti sarebbero riusciti a partorire due personaggi come Crimi e la lombardi! 🙂

    nb:per chi è di memoria corta:pure d’alema a fine anni 90 e la lega dei primordi dicevano di detestare cordialmente i media nazionali…! 🙂

  8. davide Says:

    sperando di non andare ot:

    la parabola m5s (che comunque troppi a sinistra dan per spacciato,dimenticandosi che grillo & co han qualche mezzo per risollevarsi,ancora,tipo l’effetto blowback che avrebbe una stagnazione economica a settembre/ottobre come da piu parti si vocifera) dovrebbe far riflettere su una cosa:

    ovvero,che senza un minimo di elaborazione teorica-anche in politica-non si va da nessuna parte:

    e i ragazzi del m5s e i loro supporter più o meno riluttanti ,qua e la non lo han proprio compreso:da qui, il quasi totale flop elettorale recente..

  9. luca paoli Says:

    Credo che le considerazioni di Giulio vadano oltre ciò che rappresentano. Afferma che non riguardano il Movimento, né sono giudizi politici sullo stesso. Vero. Infatti, Giulio Mozzi si avvicina al fulcro della malattia. Diciamo che suggerisce la diagnosi tramite un criterio biochimico – prendere in analisi un dettaglio – piuttosto che incarnarsi in un chirurgo, “aprire” il malato e constatare l’entità della massa tumorale.
    La disquisizione sul termine “rete” (maiuscolo e minuscolo) mostrano la miseria intellettuale in cui versa l’Italia, intesa non tanto come nazione, quanto come comunità di persone. A sua volta, la miseria intellettuale riflette una fragilità etica impressionante, che, passaggio finale, determina il carcinoma etico politico.
    L’Ansa – e il sistema mediatico in generale – mancano quello che dovrebbe essere il compito dell’informazione, ossia presentare una notizia con precisione, e, in secondo luogo, evitano di favorire la comprensione del fatto: un individuo esprime la sua opinione, giusta o sbagliata che sia, e questo suo diritto, questa sua libertà sono posti sotto “processo”, senza alcun confronto nel merito e senza alcun rispetto dei principi umani (o almeno costituzionali); inoltre, aberrazione massima, viene deciso che la sentenza del processo sia affidata alla “Rete”, che incarna un “giudice cieco”, ignaro della vicenda, e delega a esso la responsabilità riguardo l’avvenire di una singola persona.
    Ebbene, tale “metodo” è divenuto prassi ricorrente nella società italiana, dall’ambito lavorativo alla Presidenza della Repubblica. Con l’aggravante che, proprio grazie a un sistema mediatico per lo meno mediocre, la prassi è ritenuta “normale” o perfino “giusta”.
    Coloro che hanno delle responsabilità e, sotto vari aspetti, a livelli differenti, puntualmente rinunciano a esercitare queste responsabilità non capiscono – non vogliono capire – che stanno preparando un terreno fertilissimo per coltivare coscienze ciniche e indifferenti, inconsapevoli e indifferenti, spietate e impietose. Tutti ingredienti utili alla disgregazione di una comunità politica.

  10. Giulio Mozzi Says:

    Davide, scrivi:

    sperando di non andare ot:

    Be’, sei completamente ot. Non solo rispetto al mio articoletto, ma anche rispetto ai successivi interventi.

  11. Bandini Says:

    Giulio, quando io iniziai a scrivere, ormai più di 10 anni fa, per una “web agency”, mi spiegarono che la norma editoriale prevedeva che si scrivesse Internet (con la maiuscola) riferito al WWW, per distinguerlo da internet (minuscola) che a rigore poteva indicare una rete aziendale (quella che oggi si direbbe intranet). Allo stesso modo, io ho sempre interpretato (e usato) semplicemente “Rete” e “rete” come le versioni italiane dei significati suddetti. Non so se anche l’Ansa usi questa norma editoriale, il vocabolario Treccani online per esempio indica Internet come variante di internet, ad attestare il fatto che oggi si usa o l’una o l’altra versione, senza differenze sostanziali. Il fenomeno che tu descrivi io lo vedo più in atto quando si usa l’espressione “Popolo della Rete” (anche nella variante “popolo della Rete”).

  12. enrico ernst Says:

    francamente anche l’intervento di Binaghi (discorso non sul discorso, dell’Ansa, ma analisi politica) mi pare ot. Due pesi due misure?

  13. Gianni Says:

    Forse anche continuare ad utilizzare questa espressione ot mi sembra un po’ ot,, per lo meno in questo contesto, nel quale è apprezzabilissima la distinzione tra rete e Rete e tra rete e quattro gatti. Adeguarci meno passivamente alle mode e tornare al classico “fuori tema”?

  14. dm Says:

    Sconfinamenti semiotici

    – La “rete” o la “Rete” era, è pure il flusso di trasmissione (o la struttura) di una televisione o di una radio. Es. dare la linea alla rete
    – La “rete” è una barriera (a maglia) che separa due spazi.
    – La “rete” è uno strumento con il quale si pesca.

    Quando uno dice che “demanda alla Rete”, a me viene in mente una struttura (proprietaria o di Stato) che trasmette e alla quale non è possibile trasmettere alcunché, e questa rete è una barriera che separa lo spazio in cui stanno quelli che trasmettono da quello in cui sguazzano coloro che ricevono. Infine, con questa rete vengono pescati elettori e attivisti…

  15. Giulio Mozzi Says:

    Anche nella “Gazzetta dello sport” di ieri, nella rubrica di Dell’Arti, ci si faceva una domanda su questa “Rete” maiuscola.

  16. Giulio Mozzi Says:

    Bandini, nello stesso articolo dell’Ansa si trova “Rete” e “rete”. Ricordo che quei pezzi Ansa sono spesso il risultato di successivi interventi anche di autori diversi.
    Non so quali siano le norme redazionali dell’Ansa.
    La distinzione tra “Internet” (grande rete) e “internet” (piccola rete) mi pare bizzarra. E’ come se mettessimo maiuscolo il Telefono, perché ci connette a chiunque nel mondo, e minuscolo il citofono che è condominiale.

  17. ds Says:

    La distinzione Rete/rete è in uso come norma redazionale presso molti editori; dovrebbe servire a distinguere la rete internet da qualsiasi altro significato di rete, per evitare eventuali equivoci di senso. Il fatto che nel trafiletto si riporti rete/Rete indifferentemente è una mancata uniformazione nell’uso della maiuscola. Sulle motivazioni più sottili, diciamo inconsce (mi sa che ormai “inconsce” non si usa più?), si può discutere.

  18. LM Says:

    Comunque è una bugia anche che avrebbero affidato l’espulsione alla rete. Regolamento alla mano, la rete deve solo ratificare la decisione del gruppo parlamentare, che è già avvenuta.

  19. dm Says:

    Bandini:

    la norma editoriale prevedeva che si scrivesse Internet (con la maiuscola) riferito al WWW, per distinguerlo da internet (minuscola) che a rigore poteva indicare una rete aziendale (quella che oggi si direbbe intranet).

    Il termine “intranet” da sempre (non solo “oggi”) denota una rete interna, aziendale o privata (ne so qualche cosa, ma ad ogni modo vedi google books). Ovviamente è anche possibile che, all’interno di una “web agency”, qualcuno scelga di usare “internet” al posto di “intranet”, come è possibile che all’interno di una “community” qualcuno confonda “cammello” e “dromedario”, “Wellington” e “Nelson” e altre parole che la brutta stampa criminosamente riferisce. Tutto è possibile, a volte.

    Allo stesso modo, io ho sempre interpretato (e usato) semplicemente “Rete” e “rete” come le versioni italiane dei significati suddetti.[internet e intranet].

    Anche qui si tratta, ovviamente, di un uso arbitrario e personale (vedi google)

  20. dm Says:

    E dato che ci siamo.
    Il Corriere.it titola in prima pagina “La Rete decide sulla Gambaro. Per il 65% va espulsa” (vedi immagine, catturata alle 20:30 circa).
    Mentre all’interno, dopo il click, il titolo dell’articolo è “La rete decide sulla Gambaro. Per il 65% va espulsa”. (vedi , l’immagine catturata alla stessa ora).
    E’ possibile che i titoli siano stati scritti da due persone diverse. Però la carta straccia digitale è in questo caso abbastanza rivelatrice, la maiuscola in prima pagina rende più allettante il conflitto (Rete-Gambaro), come si richiede al giornalismo 2.0, ed è poi interessante che quei titoli appaiano in giornali piuttosto ostili al Movimento cinque stelle e alle sue retoriche (o forse alle sue retoriche no, bisognerebbe domandarsi).

  21. dm Says:

    [Scritto di fretta, si è squassato il link; potresti rammendare Giulio? Grazie. Ovviamente la parola del secondo link è saltata ed è:immagine.]

  22. Giulio Mozzi Says:

    Rammendo fatto.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...


%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: