Tagebuch, 5 giugno, mercoledì

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di Claudio Salvi

siamo al ristorante emanuel. la spiaggia dietro la mia sedia. mi alzo, vado verso il mare. metà luna illumina l’acqua. le barche a vela hanno luci in cima agli alberi e oscillano. molte persone stanno sul molo. due bambini sulla riva, uno tira sassi e quando lo supero cerca qualcosa. salgo sul molo, vedo persone che scendono su piccoli gommoni a motore. due olandesi guardano, lui beve da un bicchiere di carta e lei gli sta abbracciata al fianco, una donna gli parla in inglese cattivo, ridono, l’olandese dice buona fortuna. la donna scende su un gommone con le bambine, il gommone affonda quasi sotto il pelo dell’acqua, il motore non si accende, quando partono l’olandese alza il bicchiere. il molo è lungo poco più di dieci metri e in fondo un uomo pesca con un galleggiante luminoso e intorno dei bambini. l’acqua è nera. a metà costa le luci di paesi. c’è calma. penso che questi sono i miei contemporanei e non voglio non so rendere quell’atmosfera. c’era calma e c’erano le voci della gente. mi sono mescolato a loro e nessuno mi badava. ho visto la partenza. il pescatore non ha fatto attenzione, dall’ultimo gommone le donne hanno salutato l’olandese. una è scesa senza scarpe. i gommoni sono arrivati fino alle barche ferme, ho visto una luce illuminare il fianco di una barca. andavano a letto.

5 Risposte to “Tagebuch, 5 giugno, mercoledì”

  1. Marco Says:

    Attenzione. Compare un soggetto narrante. Dichiara una sua incapacità narrativa, un limite. C’è un principio di conclusione del racconto. Claudio: è la rivoluzione! Spiegami per favore questo nuovo corso del Tagebuch.

  2. Michele Montani Says:

    La percezione che ho a leggere il Tagebuch e’ quella di accostarmi a un sogno. Nel senso che ritrovo la stessa tecnica. La narrazione precaria o non lineare di immagini e momenti come se fossero campionati da una sequenza assomigia a quella che si fa di un sogno d cui non si ricorda tutto. E un certo effetto sorpresa dato dall’incongruenza tra quello che la voce pensa accada e quello che accade davvero.

  3. Elena Marino Says:

    A me piace molto. Come guardare dietro la facciata delle cose, e vibrare. Questi pezzi andrebbero sempre letti al mattino presto o alla sera tardi. O meglio: di notte.

  4. claudiosalvi Says:

    Marco, forse non è un nuovo corso. è soltanto una cosa che va raccontata in questo modo.
    l’incapacità e il limite sono presenti anche negli altri miei testi.

  5. di questi tempi Says:

    Credo che l’atmosfera e i contemporanei siano invece resi bene da questa narrazione asciutta e frantumata.

    (Mi ha ricordato un corso di scrittura dove l’insegnante davanti a un mio racconto ha detto che non si scriveva così a frasi secche e slegate.)

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