Dalla Bottega di narrazione: Masnago, capitolo 3

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di quindici

[La persona che qui si firma “quindici” sta frequentando la Bottega di narrazione. Questo è il terzo capitolo del suo romanzo in corso di scrittura Masnago].

pallone-basket-napoliHa ormai smesso di piovere quando Elena parcheggia il motorino di fronte alla palestra di via Sottocosta, in mezzo a due macchine targate Bergamo.
Lasciato il freddo alle sue spalle dietro la porta a vetri dell’ingresso, si toglie i guanti e ascolta il rumore dei palloni sul parquet, sentendo crescere dentro di sé il nervosismo che la prende prima di ogni partita di Andrea. Oggi, poi, è seconda contro terza, e potrebbe già essere decisiva per andare alle finali nazionali.
Sale veloce i gradoni della tribuna e osserva la situazione, mentre si libera il viso dalla sciarpa. La stragrande maggioranza dei seggiolini è occupata da amici e genitori dei giocatori di Gallarate, già pronti ai loro soliti posti, mentre un gruppetto di facce sconosciute e bergamasche è seduto dietro la panchina ospite. La triade di osservatori di Varese, Milano e Treviso è posizionata al centro dell’ultima fila, con i loro taccuini aperti sulle ginocchia.
Elena li saluta sorridendo, così come fa con i signori Melis, i genitori di Marco, il playmaker della squadra, e con il papà di Stefano, il pivot. Quindi cerca lo sguardo di Andrea, ma lui, come durante ogni riscaldamento, è già concentrato e assente, gli occhi solo sulla palla e sull’anello, mentre infila un tiro dopo l’altro, da ogni posizione.

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