La furbizia orientale delle domande retoriche

by

di giuliomozzi

Leggo nell’Ansa l’articolo sulla requisitoria del pm nel cosiddetto “processo Ruby”. Ci trovo due perle interessanti (vedi):

“Possiamo credere che una persona che ha dedicato la sua vita e il suo credo a Berlusconi come Emilio Fede, non gli abbia detto che Ruby era minorenne?”. Con questa domanda retorica il pm Ilda Boccassini ha chiarito che l’ex premier era a conoscenza della minore età di Ruby.

A me pare chiaro che la “domanda retorica” non “chiarisce” un accidente. Al massimo, fa pensare che il pm non sia riuscito a provare ciò che vuole sostenere. Poi:

Ruby “aveva una furbizia orientale, i genitori non riuscivano a tenerla a freno e lei sfruttava a proprio vantaggio l’avvenenza fisica e il fatto di raccontare la storia della povera musulmana scappata da un padre-padrone”. Così il procuratore aggiunto, Ilda Boccassini, ha descritto Karima El Mahroug nel corso della requisitoria al processo a carico di Silvio Berlusconi. La famiglia della marocchina, invece, a differenza della ragazza “attratta dai soldi facili”, si “spaccava la schiena lavorando”.

Evidentemente i genitori della ragazza non erano orientali e non disponevano della furbizia tipica – che avrebbe permesso loro una vita assai più comoda.

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16 Risposte to “La furbizia orientale delle domande retoriche”

  1. Morena Silingardi Says:

    Che siano due perle è indubbio, ma sono due perle coltivate, non naturali e rare. Si trovano con facilità perché molto richieste dal mercato: puri esercizi di retorica di cui troppi si riempono la bocca. Il problema è che non li si riconosce con la stessa frequenza con cui vengono proposti.

  2. A.S. Says:

    Sarebbe auspicabile leggere gli atti del processo per comprendere, effettivamente, su quali prove/indizi si fondi l’accusa del pm. Difficile che un giornalista, chiunque esso sia, decida di soffermarsi sugli elementi essenziali e fondanti rispetto a quelli più “succosi” e inutili ma rilevanti per i più.
    A prescindere, naturalmente, da cosa pensi io intorno a tutto il resto che appare, ormai, superfluo di fronte ai veri problemi di cui dovremmo preoccuparci oggi. Ma hanno capito, ormai, come si fa: disturbare il segnale, renderlo intermittente e far spostare l’attenzione su un altro canale. Lobotomizzare, questo il dictat.

  3. Giulio Mozzi Says:

    “…furba di quella furbizia proprio orientale delle sue origine…”.

    L’audio in Repubblica, con il commento: “Durante la requisitoria il pm, nel descrivere l’intelligenza della ragazza al centro del processo, fa un accostamento discutibile tra le origini orientali di Karima e la sua furbizia” (audio).

  4. Barbara Buoso Says:

    La Boccassini si poteva risparmiare certe fregnacce, quest’è. L’accostamenti origini-furbizia è semplicemente da inquisitore e non va bene.. nessuno mette in discussione la vicenda e i suoi contorni, ma si potrebbe pensare – magari – di arrivare alla “verità” (o qualcosa di simile) per vie meno infami e infamanti. La prova si forma in aula: cosa avrebbe formato sta PM??

  5. Franki Giuli Says:

    Interessante scoprire che esista una furbizia orientale contrapposta ad una furbizia occidentale….io dunque apparterrei al gruppo furbi meridionali.Spunti per progetti di ricerca socio-antropologici dell’era post-moderna.

  6. Gianni Says:

    Trovo curioso che qualcuno ritenga (e lo scriva pure) che una domanda retorica possa chiarire una situazione, come se si trattasse di una argomentazione, mentre invece rappresenta il procedimento contrario: non si argomenta presupponendo che la risposta prevista sia incontestabile da entrambi i contendenti.
    In questo caso sono d’accordo con Giulio: il terreno comune che dovrebbe costituire il presupposto della domanda retorica mi sembra non sussistere.
    Per ottenere “chiarimenti” occorrerà cercare in altre parti della requisitoria, ma, a questo punto, sorge il dubbio che non ci siano.

  7. blogdibarbara Says:

    Oltre al fatto, a voler pignoleggiare, che il Marocco è più a occidente della Spagna che è più a occidente della Francia che è più a occidente dell’Italia.

  8. Giacomo Vit Says:

    Ma dai… Forse aveva ragione Fede quando diceva: “Cavaliere, ma le donne cadono tutte ai suoi piedi! Cosa ci fa alle donne?”
    Qualcuno crede ancora alle favole?

  9. RobySan Says:

    Non è questione di favole, Giacomo Vit, è che in tribunale occorrono le prove e la capacità di esporle. Io non intendo difendere Fede e Berlusconi, ma insomma: un minimo di coerenza e decenza argomentativa sono necessarie. Non tanto per “difesa della logica”, la quale non ne ha bisogno, ma per la difesa della dignità – e quindi dell’autorevolezza – della Magistratura stessa.

  10. Barbara Buoso Says:

    Se vogliamo dirla il tutto, il nostro codice di procedura penale, prevede che la prova si formi in aula, proprio per evitare “faziosità” e inquinamenti. Portare come elemento probatorio una figura retorica, be’, provoca solo una bella figura di merda, quella del CSM tanto per cambiare.

  11. Barbara Buoso Says:

    Codice Penale volevo dire. Il Codice Rocco.

  12. luca paoli Says:

    Purtroppo l’esempio sottolineato da Giulio evidenzia uno degli aspetti che hanno consentito a Berlusconi di farla franca per oltre vent’anni: l’assenza di giustizia in Italia…

  13. Giulio Mozzi Says:

    Attenzione: le due “perle” da me indicate appartengono una sicuramente alla requisitoria (la furbizia), l’altra invece forse solo all’articolo (poiché non conosciamo tutta l’argomentazione della requisitoria).

  14. RobySan Says:

    Certo, Mozzi, è il commentatore a sostenere che la domanda retorica sia “chiarificatrice” e non il PM (e io voglio sperare che la Bocassini sapesse di fare una domanda retorica). Però a me la cosa dà comunque un certo fastidio perché se la retorica non è usata per opportunamente rivestire le argomentazioni, allora ha la consistenza dell’anguria fritta. L’unica cosa che una simile domanda retorica chiarisce è che il PM pensa che le cose stiano così (non si può credere alle affermazioni di Fede ecc.), ma questo chiarimento non è necessario poiché è uno dei presupposti dell’accusa. Questo perorare, circolare e cancelleresco, ha un che di irritante. La sortita sulla “furbizia orientale” della “minorenne che abilmente usava la propria avvenenza” è non solo un inciampo, ma è di peggio: chiama velatamente a correo chi è vittima della situazione. E’ quasi come se avesse detto che la Rubyrubacuori queste cose se le andava a cercare (e con malizia). Il PM si è messo i bastoni tra le ruote da solo. Farò il dietrologo: sta preparando una sentenza suicida?

  15. Giulio Mozzi Says:

    Diciamo che la domanda retorica può servire a questo: a dire perché ha avuto senso, secondo il pm, voler verificare/falsificare le dichiarazioni di E. Fede – per mezzo di ulteriori indagini ecc.

    D’altra parte, ciò che qui si deve verificare è – così a occhio – inverificabile. Se si trovasse un testimone terzo che dica: sì, ho sentito Fede dire a B. che la ragazza era minorenne, avremmo una possibile verità. Ma non è possibile in nessun modo provare – temo – che E. Fede non ha detto a B. che la ragazza era minorenne.

  16. Massimo Says:

    In effetti, non mi è difficile pensare che Fede possa non averglielo detto. Per tacita convenzione – si fa ma non si dice -, si poteva credere che B. non volesse saperlo.

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