Dieci buoni motivi per non scrivere un romanzo

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Dal film: Misery non deve morire

Dal film: Misery non deve morire

di giuliomozzi

1. Non ne hai voglia.

2. Tutti scrivono, e tu non vuoi essere come tutti.

3. Hai già abbastanza da fare.

4. Tanto non ci si guadagna nulla.

5. E poi, dopo averlo scritto, resta il problema di pubblicarlo: che è una faccenda ancora più faticosa.

6. Se scriverai un romanzo di basso profilo, ti diranno che il mondo ne è pieno; se scriverai un romanzo di alto profilo, te ne chiederanno uno di basso profilo.

7. Ti senti più portato per il poema eroicomico in prosa.

8. Ne ha scritto uno tuo cugino, l’ha pure pubblicato, e da quella volta non fa che recriminare: contro gli editori, i distributori, i librai, Amazon, i lettori. Era un ragazzo gentile e speranzoso, ed è diventato insopportabile.

9. Ne ha scritto uno tuo cognato, non gliel’ha pubblicato nessuno, e da quella volta non fa che recriminare: contro gli editori, i distributori, i librai, Amazon, i lettori. Era un ragazzo cordiale e di buona compagnia, ed è diventato insopportabile.

10. Non ne sei capace.

43 Risposte to “Dieci buoni motivi per non scrivere un romanzo”

  1. Moni Says:

    direi che è tutto verissimo… quindi perchè scrivere un romanzo? Forse perchè una vita sola non mi basta….

  2. Paolo Gallina Says:

    Avere la piena consapevolezza di quanto affermato al punto 10 renderebbe la vita più sopportabile a te e agli altri per questi semplici dieci buoni motivi:
    1. Ti sentiresti “coerente” con la tua mancanza di voglia.
    2. Ti sentiresti originale.
    3. Ti potresti dedicare alle tante cose che hai da fare.
    4. Non ti illuderesti di migliorare il tuo status economico.
    5. Ti eviteresti il giro delle “sette chiese” per mendicare la pubblicazione.
    6. Ti eviteresti il dilemma tra scrivere un romanzo di alto o di basso profilo.
    7. Nonostante le tue inclinazioni eviteresti di confrontarti con il doppio ossimoro del “poema in prosa” e pure “eroi-comico”.
    8. Eviteresti di diventare come tuo cugino.
    9. Eviteresti di diventare come tuo cognato.
    10. Manifesteresti un lodevole ossequio al principio di realtà.

  3. Julian Adda Says:

    L’unico romanzo che scriverei è esattamente quello che vorrei leggere e che non trovo in tutto quello che leggo.
    Per questo ho cominciato a scriverne uno.

  4. Lucio Angelini Says:

    Resta l’epigrafe da me utilizzata nell’indimenticato e indimenticabile blog “Cazzeggi Letterari”: “CHI SCRIVE LIBRI – AMMONISCE KARL KRAUS – LO FA SOLTANTO PERCHÉ NON TROVA LA FORZA DI NON FARLO.”

  5. Silvia Says:

    Semplicemente perfetto. Io non sono in grado di scrivere un romanzo, e mi sento molto originale per questo.

  6. Andrea D. Termine Says:

    Umilmente ne suggerisco altri cinque:
    11 – Potrei trovare una fan come la gentle signora in foto e non fa per me;
    12 – Scrivendo un capolavoro assoluto diventerei un autore incompreso;
    13 – Scrivendo un pessimo romanzo osannato dalla critica diventerei un autore incompreso;
    14 – Scriverlo sullo smartphone è un tantino complesso;
    15 – (Premetto che quest’ultimo va letto con una punta di sincera amarezza) Non voglio vivere sotto scorta.

  7. Gianmarco Says:

    Non aspettare la perfezione, comincia ora.

  8. Giulio Mozzi Says:

    Paolo, “poema eroicomico in prosa” è la definizione di romanzo fornita da Henry Fielding, autore del “Tom Jones”, pubblicato nel 1749.

  9. Paolo Gallina Says:

    Sì, non conoscevo l’autore della definizione, ma non è che non conoscessi l’esistenza del genere. Ho solo sottolineato il doppio sconcerto di trovarsi di fronte a un doppio ossimoro generato da un genere letterario. 🙂

  10. Giulio Mozzi Says:

    Doppio ossimoro più ironia e allusione (tanto per completare l’elenco delle figure).

  11. giovannaamato Says:

    Tentazione di volantinarti.

  12. Carla Says:

    Cavolo… io ne ho scritto uno e l’ho pure pubblicato… Posso tornare indietro? 🙂

  13. giovannaamato Says:

    (e mettermi nel novero, se mi regge l’onestà)

  14. Giulio Mozzi Says:

    Giovanna: se vuoi, non ho nulla in contrario. Purché si citi la fonte e non se ne faccia mercimonio.

    Carla: no.

  15. RobySan Says:

    11) Non trovi un cane che ti scriva una decente prefazione.
    12 ) Sei un pessimo prefatore e non riesci a compilare una prefazione da solo.
    13) Scopri, da alcuni appunti, che tuo cognato sarebbe un prefatore formidabile; sfortunatamente un infarto lo ha stroncato la scorsa settimana.
    14) Hai un cugino pre-fatto fino al midollo e pensi di usare la sua esperienza per la prefazione; sfortunatamente tutte le sue storie sono trite e ritrite.
    15) Tuo zio becchino decide di aiutarti, perché ti ha sempre voluto bene; sfortunatamente non comprende appieno il quesito e ti rifila solamente indicazioni e dettagli sulla putrefazione (e smemorato com’è, nemmeno fa cenno al suo amico Yorick).

  16. Andy Says:

    11. E’ la storia di 4 amici che dopo la scuola si separano, uno muore suicida, uno e’ un tossico, uno omosessuale innamorato del quarto che scopre la felicita’ nelle piccole cose

    12. E’ un romanzo distopico su un futuro prossimo dominato dalle macchine, con la razza umana assoggetata e un pugno di ribelli che vive in clandestinita’ per rovesciare l’ordine dlle cose

    13. E’ un libro di cucina dal titolo “G come Gelatina di Rucola”

    14. E’ una feroce critica della societa’ dei consumi sotto forma di romanzo, con personaggi bidimensionali tutti uguali tra loro e una lista infinita di Brand.

    15. E’ un giallo e l’assassino e’ il maggiordomo.

  17. Andrea D. Termine Says:

    Se arrivano altri dieci “cinque altri motivi”, chiedo scusa per aver ispirato la cinquina “oltre la siepe”. 😉

  18. Andrea D'Onofrio Says:

    Dieci buoni motivi sono troppi. Per me bastano il primo e l’ultimo.

  19. Giulio Mozzi Says:

    RobySan: sappi che la presenza di una prefazione è un segnale, piuttosto specifico, di scarsa qualità dell’opera.

  20. Ada Rescigno Says:

    Io credo si scriva perchè non si trova quel libro che desidereremmo leggere e, dopo aver affannosamente cercato, l’unica soluzione sia vedere sulla carta quello che abbiamo nella nostra anima!

  21. Nico Stay Puft Zinni Says:

    GIULIO QUANDO HAI SCRITTO IL PUNTO 6 MI HAI LETTO NEL PENSIERO.
    IL PUNTO 8 MI HA FATTO SGANASCIARE DALLE RISATE

  22. RobySan Says:

    …la presenza di una prefazione è un segnale… … di scarsa qualità dell’opera.

    Dai, Mozzi, non dire così.

  23. sandrapalombo Says:

    Giulio ahimé i mei libretti di poesie hanno tutti la prefazione. Nell’ultimo non la volevo mettere, ma l’editore l’ha chiesta 😦

    Comunque
    Cinque buoni motivi per non scrivere un romanzo:

    1) Preferisco leggere che scrivere, è meno faticoso
    2) Ci sono già troppi romanzi in giro
    3) Confesso che non sono capace di scrivere un romanzo
    4) Non ci tengo proprio
    5) E ultimo punto importante: in una vita è impossibile leggere tutto quello che si vorrebbe e non c’è tempo per scrivere romanzi.

  24. gian marco griffi Says:

    Conviene far bene l’amore.

  25. Carlo Capone Says:

    1, 3 e 5. E’ Cassazione.

  26. Andrea D. TermineAndrea D. Termine Says:

    La cosa che invece io penso spesso è: non potrò mai essere un lettore forte, perché sono uno scrivente forte. La qualità di ciò che scrivo è tutta un’altra storia… Leggo più che posso (e di tutto) ma se devo scegliere scrivo. Come so bene che più leggo – con grande impegno, abnegazione, studio, entusiasmo e gioia (!) – e più la qualità della mia scrittura può giovarne. Un giorno ha solo 24 ore eccetera. Ma forse sono andato fuori tema…

  27. Giulio Mozzi Says:

    Roby, Sandra: la mia esperienza dice che è così. Non per nulla, a es., gli editori a spese degli autori spingono sempre per una prefazione ecc.

  28. sandrapalombo Says:

    Mica ho speso niente Giulio! Cmq ciò che ho pubblicato in poesia
    è una minima parte di ciò che ho scritto proprio per essere sicura che fosse presentabile ai lettori.

  29. Andrea D. Termine Says:

    Prefazione come fascetta in copertina?

  30. dm Says:

    gian marco griffi: non ho capito, chi scrive romanzi scopa peggio?

  31. sestito Says:

    Salve, posso usare questo post come prefazione per il mio nuovo romanzo?
    scherzavo, però devo ammettere che mi sono sganasciato nel leggerlo.

  32. Giulio Mozzi Says:

    Nulla in contrario, Sestito. Basta che indichi la fonte.

  33. andreamaggi Says:

    Forte.

  34. gian marco griffi Says:

    Caro signor dm, la mia affermazione sottintendeva tutt’altro, comunque visto che ci siamo: ci sono fior di studi che dimostrano come gli scrittori di romanzi scopino peggio rispetto agli scrittori di racconti, non ultima la ricerca del Dartmouth College. Perfino la Pontificia Universidad de Chile (che oltre a essere una squadra di calcio ho scoperto essere anche una università) avvalora questa tesi, ma sostituisce il verbo ‘scopare’ col più raffinato ‘fare l’amore’, e contempla soltanto scrittori regolarmente congiunti nel sacro vincolo del matrimonio, essendo tutti gli altri peccatori.
    Io di mio posso solo aggiungere che mi spiace per i romanzieri, se ne facciano una ragione.

  35. dm Says:

    Ah guardi, io mi informavo soltanto. Nel caso dovessi pensare di scrivere un romanzo ci darò dentro prima, per non rimpiangere poi. Ora che lo so.
    Può linkare le fonti, che me le studio per bene?

  36. lievito Says:

    tutto vero, ma sempre meglio scrivere che non farlo. a scrivere si impara anche a vivere e il contrario.
    fosse anche solo per buttare fuori ciò che dentro diventerebbe un super io insopportabile. guardarsi in faccia attraverso la parola, per me va sempre bene.
    che sia parola sincera, però. non importano le categorie bello/brutto.
    e poi, cosa abbiamo contro le illusioni e sogni?
    meglio averne, e prendere delle sacrosante scornate che non averne affatto.
    poi, se questo è ricerca di avvalorare se stessi, alzi la mano chi non lo fa ogni giorno alla sua maniera. impacciata, trista, orgogliosa, ecc.ecc.

  37. Giulio Mozzi Says:

    Lievito: un calciatore sincero, animato da sincera passione, per il quale il calcio è un vero sogno eccetera; ma che gioca male; è semplicemente un calciatore che gioca male, e farebbe meglio ad occuparsi d’altro. (D’altro che gli riesca meglio: così, facendo qualcosa che fa bene, magari impara anche a vivere bene; e viceversa – non “il contrario”: viceversa).

  38. lievito Says:

    mah. non ne sono convinta. scrivere, anche male, non esclude fare bene altre cose. pare che kafka fosse un ottimo impiegato. poi scriveva anche bene, ma questo non vuol dire. trovo che scrivere sia sempre cosa buona.
    se non si tratta di giornalismo, ecco. in quel caso, occorre farlo bene. ma il romanzo, la poesia e via dicendo, sono una nostra zona libera. o franca.

  39. giovannaamato Says:

    “La filosofia della composizione” nei programmi ministeriali. E Misery davvero. Ma non il film. Il libro.

  40. Andrea D. Termine Says:

    Lievito, nessuno ci vieta di stare al nostro PC a scrivere ciò che desideriamo. Se però non lo sottoponiamo mai al giudizio di qualcuno e non miriamo ad un tentativo di pubblicazione, rischiamo la sindrome del giapponese sull’isola deserta ignaro della fine della guerra… Si può scrivere persino molto male ma non si può pretendere che ciò possa entusiasmare anche un solo lettore. Qui stiamo semplicemente dicendo, credo, che la vita è breve e che se per una cocciuta convinzione si vuol gettare via il proprio tempo scrivendo un romanzo piatto e inconcludente – più semplicemente brutto – sarebbe almeno bene focalizzarne il motivo o capire, ad un certo punto, che si è bravi a fare altro.

  41. Bruno Corino Says:

    Si può aggiungere che è del tutto inutile…

  42. luigituveri Says:

    11. Mozzi te lo stronca e tu non ci dormi la notte. Allora lo riscrivi, lo riediti e le provi tutte per evitare di farglielo valutare di nuovo. Ma non ci dormi la notte.

  43. RobySan Says:

    dimenticavo…

    16) Possedevate una copia di “Come si fa un romanzo”, del De Unamuno, ma l’avete smarrita, in una sera di pioggia, scordandola in un bar di Chivasso, Piazza della Repubblica.

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