Dov’è l’errore?

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Da Wikipedia, voce Scrittura creativa, 28 marzo 2013, ore 21.39:

Scrittura e creatività

La scrittura creativa nasce dall’applicazione della potenzialità creativa, presente in forme diverse in tutte le persone e che consente di elaborare soluzioni nuove, inedite ed originali nei vari contesti della vita, alla scrittura. Tale applicazione produce degli elaborati in cui sono presenti gli elementi tipici della creatività stessa intesi come: fantasia, invenzione, immaginazione, originalità. Lo scrittore creativo dal primo istante in cui pensa ad una storia fino a quando ne scrive la scena finale deve far uso di tutti e cinque i sensi poiché l’immaginazione creativa viene alimentata dalla capacità di tradurre la realtà in modo inedito e dall’abilità di usare la fantasia per rielaborare in modo originale le conoscenze acquisite con precedenti esperienze dirette o indirette (ad esempio di lettura). Proust a tale proposito sosteneva che: “il vero viaggio di scoperta non è cercare nuove terre, ma avere nuovi occhi”. Un elemento basilare e costitutivo della scrittura creativa sono le idee le quali si sviluppano attraverso due fasi, una divergente, l’altra convergente: nella prima fase la mente è libera di viaggiare senza confini all’interno di mondi fantastici, possibili e impossibili; nella seconda fase, invece, le idee vengono raccolte, scelte, analizzate e selezionate. L’altro elemento fondamentale della scrittura creativa è lo stile. Nella scrittura creativa le emozioni e i sensi si combinano producendo storie che riescono a conquistare per la loro particolarità l’attenzione del lettore; la scrittura creativa collega il pensiero, le emozioni e le sensazioni (reali o immaginate) di chi scrive con quelli di chi legge attraverso un ponte empatico che ha come punto di partenza la fantasia, la capacità e l’ispirazione dello scrittore e come punto di arrivo l’immaginazione, l’interpretazione e la rielaborazione del lettore.

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18 Risposte to “Dov’è l’errore?”

  1. blogdibarbara Says:

    Non sono riuscita ad arrivare neanche a un terzo perché è una prosa talmente brutta che sembra un vestito di Prada. Comunque, in quello che sono riuscita a leggere noto: la costruzione della prima frase (io direi “l’applicazione alla scrittura” e poi tutto il resto, che se no il pensiero tra dipendenti e dipendenti delle dipendenti e dipendenti delle dipendenti delle dipendenti, si ingarbuglia di brutto. E poi dire che è presente, sia pure in forme diverse, in tutte le persone, è una balla grande come un’astronave. Poi mancano almeno un paio di cucchiaiate di virgole. Poi non so perché più avanti proprio non sono riuscita ad andare.

  2. Giulio Mozzi Says:

    Ci sono delle dipendenti che, così a occhio, mi sembrano piuttosto precarie. Più che delle subordinate, delle parasubordinate.

  3. noruleswords Says:

    Oltre alla bruttezza del testo, paragonabile all’urlo di Munch, senza Munch, l’errore principale sta nel voler catalogare e omologare qualcosa che non puo’ per sua natura essere racchiuso entro paletti cosi’ limitanti e limitati. Creativita’ e’ libera espressione. La libera espressione e’ senza etichette.

  4. lepaginestrappate Says:

    Ma com’è scritta male ‘sta roba!

    Mah, nel testo a me lascia perplessa tutto questo parlare della creatività/immaginazione/eccetera, mentre non si fa quasi cenno poi all’atto scrittorio vero e proprio. Sembra che tutto nasca e si sviluppi nella fantasia, ma spesso è la capacità di raccontarla e scriverla che conta. Secondo me, almeno.

  5. vbinaghi Says:

    Io continuo a pensare che la scrittura creativa, come ogni altra forma d’arte, ha bisogno da un lato di un maestro da cui s’impara innanzitutto per emulazione, dall’altro lato di una presa di coscienza da parte del discente di quelle che sono le motivazioni per cui ci si dedica alla medesima. La creatività è insita negli atteggiamenti umani (scrittura o no) perchè l’uomo è l’animale meno istintivo di tutti, non solo apprende per tentativi ma è portatore di un eros e di una fantasia debordanti rispetto a ciò che gli appetiti e la percezione gli propongono. La scrittura creativa è la punta di diamante delle creazioni umane, quella in cui l’auto-trascendenza dell’uomo rispetto al mondo diviene l’oggetto consapevole della comunicazione. Se non diventa una sorta di religione (una devozione coltivata all’Assoluto) rischia di precipitare in un delirio compulsivo. Per questo non può essere trattata come le altre forme di artigianato, ha una sua filosofia implicita e soprattutto una sua propria moralità. In questo testo di tutto ciò non c’è traccia, sembra un bugiardino dell’Aspirina.

  6. Giulio Mozzi Says:

    Noruleswords, scrivi:

    Creativita’ e’ libera espressione. La libera espressione e’ senza etichette.

    E così hai lanciato una parola d’ordine, utile solo a gratificare chi commette errori banali nello scrivere e non vuol sentirselo dire.

    Ti faccio un esempio. Leggo questa frase:

    Luce supera i tetti delle case attorno placidamente come soltanto i raggi dell’alba sanno fare (fonte)

    Il significato della parola “alba” è, secondo il Sabatini-Coletti:

    Luminosità mattutina che rischiara il cielo notturno e precede l’aurora.

    Quanto all’aurora:

    Luminosità dorata e rosea che precede il sorgere del sole.

    Ovvero: parlare di “raggi dell’alba” che “superano i tetti delle case” è improprio: perché all’alba il sole non è ancora sorto e il cielo non è ancora rischiarato.

    Ovviamente una delle cose di base che si insegnano nei corsi di scrittura è: consultate il vocabolario. Se volete forzare il significato di una parola, fatelo a ragion veduta.

  7. andrea Says:

    Lo stralcio di wikipedia riportato e’ scritto in modo cosi’ brutto che arei potuto scriverlo io.

  8. Dinamo Seligneri Says:

    Io trovo che sia una prosa molto bella che a prescindere dalle intenzioni del suo autore, che non conosco ma che che vorrei essere stato io o emularlo,contiene quantità notevolissime di ironia e autocritica.
    Sono d’accordo invece sul fatto che ci sono tante dipendenti precarie. La mia paura è che si mettano tutte a scrivere romanzi…

  9. luciamarchitto Says:

    @Dinamo Seligneri:perché tutte e non tutti?

  10. Dinamo Seligneri Says:

    @luciamarchitto
    Perché parlavasi di dipendenti precarie, come le ha definite Mozzi nel suo primo commento al post, riferendosi, a dire il vero, ai periodi del pezzo di wikipedia dedicati alla scrittura creativa… “più che delle subordinate, delle parasubordinate”… ma non vorrei arrivare a dovermi leggere anche i romanzi delle parafarmaciste… Preferisco da sempre la voce delle subalterne.

  11. dm Says:

    (Quanto alla rubrica degli errori, mi concentrerei sul valore di verità o sulla coerenza logica del contenuto. La lotta all’errore sintattico o grammaticale può risultare veramente noiosa vista dall’esterno. Oltretutto alimenta l’incauta pedanteria di certi lettori, di cui il povero Antonio La Malfa è stato l’agnello sacrificale l’altro giorno. Gaudente e consenziente, ma sempre sacrificale. Trattasi di un suggerimento. )

  12. noruleswords Says:

    @Giulio
    Le mie intenzioni non sono quelle di gratificare nessuno, tantomeno me.
    Il commento che ho fatto dice “entro paletti così limitanti e limitati”. Queste parole sono riferite al testo di wikipedia, non alla scrittura creativa in generale.

    Sicuramente è azzardato scrivere che i raggi dell’alba superano i tetti delle case e mi sembra d’intuire che dal tuo punto di vista sarebbe stato meglio scrivere i raggi del sole, oppure il chiarore dell’alba. E fin qui posso darti ragione.
    Ma il raggio, dal Devoto Oli è: emissione, emanazione di luce da una sorgente luminosa; più propriamente, ciascuna delle direzioni che la luce percorre, configurabili come linee che si dipartono da un punto.
    L’alba può essere considerata in modo figurato una sorgente luminosa, in quanto nasce grazie al sole, che a sua volta è una sorgente luminosa. Le linee si dipartono da un punto, in questo caso l’orizzonte.
    Perciò non vedo un utilizzo improprio della frase. Ribadisco, è senz’ombra di dubbio un rischio.
    Apprezzo il fatto che tu mi abbia fatto notare un errore, a tuo dire banale, ma l’essere creativi è spesso anche la ricerca di qualcosa di nuovo.

  13. Giulio Mozzi Says:

    Però quell’errore è vecchio, noruleswords. L’ho incontrato non so quante volte.

  14. noruleswords Says:

    Me ne ricordero’ in futuro.

  15. mimmo Says:

    La scrittura è un gesto creativo di per sé. La locuzione “scrittura creativa” infatti è per certi versi impropria, benché nel parlare comune sembra che indichi una cosa ben precisa. Probabilmente si dovrebbe parlare di narrativa o letteratura di narrativa, forse è questo l’errore di wikipedia. Sarei curioso di leggere la corrispondente voce in inglese o in francese.
    La domanda finale è: “un manuale d’uso di una macchina per lo stampaggio delle bottiglie, in che tipo di scrittura ricade?”

  16. blogdibarbara Says:

    Quello è un testo regolativo.

  17. Giulio Mozzi Says:

    Giusto, Barbara.

    La cosa curiosa, Mimmo, è che se domandi in giro se la “Commedia” di Dante è scrittura creativa, ti rispondon di no. Io risponderei di sì anche per il manuale d’uso della macchina per lo stampaggio delle bottiglie.

    Noruleswords: pleonasmo. Difficile infatti ricordarsi nel passato. ;-).

  18. noruleswords Says:

    Ok.
    Allora me ne ricorderò nella prossima vita.
    O forse me ne ricorderò nel passato.
    Non lo so, devo ancora decidere. 🙂

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