Scrittori e cattolici

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Ma se un cattolico si mette a scrivere libri di narrativa è ragionevole definirlo, senza troppi giri di parole, scrittore cattolico? E i romanzi di uno scrittore cattolico – ammesso che questa definizione abbia un senso – sono automaticamente romanzi cattolici? Esiste davvero qualcosa, nella storia della letteratura fino ai giorni nostri, che possa essere definito romanzo cattolico? E quando uno scrittore cattolico scrive, si chiede se quello che sta scrivendo è cattolico oppure no?

Federico Platania si è fatto queste domande. E, per trovare una risposta, le ha rivolte a un po’ d’altre persone: tra le quali il Giulio Mozzi.

Ti riconosci nella definizione di “scrittore cattolico” e più in generale cosa pensi di questa classificazione?
Faccio fatica a riconoscermi nella definizione: “scrittore”. Indubbiamente sono uno che nella sua vita, tra tante altre cose, racconta storie per iscritto. Quanto al resto, indubbiamente sono cristiano cattolico; e quindi, in determinati contesti, ha senso che io venga chiamato “scrittore cattolico”, così come in determinati contesti ha senso, ad esempio, dire di un calciatore che è un ”calciatore fascista”, o di un impiegato che è un “impiegato iscritto alla Federcaccia”. […]

Continua a leggere l’intervista nel blog di Federico Platania.

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80 Risposte to “Scrittori e cattolici”

  1. Marco Drago Says:

    Come non ricordare un pezzo di Matteo Galiazzo dalle pagine del Maltese Contro Tutti?

    Critici letterari cattolici

    I critici letterari cattolici per lo più ignorano gli scrittori cattolici, e si interessano invece, da bravi assistenti sociali, a quei letterati controversi dalla vita disordinata, dediti alle droghe e al concubinato, comunisti e omosessuali, mangiapreti, dileggiatori dei riti eucaristici, beffeggiatori delle opinioni del papa, ridicolizzatori della popolazione cattolica.

    I critici cattolici aspettano con pazienza la morte dello scrittore in questione.
    Ecco, lo scrittore anticattolico è morto, e loro possono iniziare il loro compito. Che è quello di ricondurre (lo scrittore è morto, e non può in nessun modo difendersi) l’opera dello scrittore anticattolico all’interno di una prospettiva in cui il concetto fondamentale è “la ricerca disperata di dio”, (“chi disprezza compra”, si direbbe al mercato del pesce). In fondo se questo scrittore anticattolico ha parlato tanto di cattolicesimo durante la sua vita, significa che gli interessava il discorso del cattolicesimo, e quindi lo possiamo interpretare come una richiesta di aiuto a Dio, una smisurata preghiera che il signore certo vorrà accogliere, nella sua somma benevolenza, in quanto certo più gradita dell’indifferenza dilagante che gli riservano tanti suoi adepti dichiarati.

    Spero che anche a me succeda una cosa del genere. Praticamente dopo aver fatto il cazzo che mi pare, peccando e bestemmiando a mezzo editoria andrò pure in paradiso, alla facciazza di chi ha pregato tutta la vita ed è stato sempre ligio ai dieci comandamenti, ah ah ah, alla facciazza vostra. Ciao, vi saluto da lassù.

    MG

  2. Lucio Angelini Says:

    Se un cattolico scrive di gatti lo si può definire gattolico?

  3. Salvatore Says:

    Ho sempre pensato alla figura dello “scrittore” come a un individuo assolutamente “laico”, nell’accezione più ampia possibile che questo termine è in gradi di assumere. A mio avviso l’intervista si poggia su assunti che non reggono. Se, ad esempio, uno scrittore “cattolico” (laddove l’essere cattolico è evidente che non ha nulla a che vedere con l’essere scrittore) produce un “giallo”, dobbiamo parlare di un romanzo “giallo” o “cattolico giallo”? E’ evidente che i propri convincimenti, di qualsiasi natura essi siano, influenzano necessariamente ciò che si scrive, ma non è corretto etichettare un’intera categoria di artisti sulla base della propria appartenenza a gruppi sociali.
    Ma è solo la mia opinione.

  4. Federico Platania Says:

    @Marco
    Accidenti, qui c’è materia per un nuovo progetto: un ciclo di interviste a “critici letterari e cattolici”. Devo trovare il tempo di dedicarmici.

    @Salvatore
    Non ho capito.

  5. Salvatore Says:

    @Federico
    Forse è un mio limite, anzi sicuramente, ma alla domanda “Come entra il tuo essere cattolico in quello che scrivi? Ritieni di avere qualcosa in più da dire rispetto agli scrittori non cattolici o lo vivi come un vincolo?” io non avrei saputo rispondere. Mi sembra talmente in contrasto con l’idea di scrittore globale che ho in mente che mi avrebbe spiazzato.

  6. Federico Platania Says:

    @Salvatore
    A me sembra invece normale che tutto ciò che caratterizza una persona (compresa la religione che ha scelto di seguire, se ne ha scelta una) entri in ciò che scrive.

  7. GiovanniMarchese Says:

    Uno scrittore cattolico puro secondo me è uno scrittore che attraverso la propria scrittura esprime una visione cattolica del mondo e delle cose, cioè aderente alla dottrina della chiesa cattolica, appunto. Che lo distinguerà da chi quella adesione non esercita. Sarà creazionista. Antiabortista. Considererà gli omossessuali esseri contronatura. Santificherà le feste. Vestirà gli ignudi e visiterà gli ammalati e i carcerati. Solidarizzerà con i poveri, gli ultimi. Gli emarginati. Onorerà il padre e la madre. Non nominerà il nome di Dio invano. E tutto il resto. A questo punto mi viene da pensare che potrebbero esistere scrittori di religione cattolica ma con diversi punti di vista rispetto la dottrina. Diversamente cattolici, un tempo li mandavano al rogo. Si chiamavano eretici. Ma in definitiva quando leggo non mi chiedo mai quale sarà la religione dell’autore che sto per leggere. L’importante che scriva belle storie in maniera efficace.

  8. blogdibarbara Says:

    Kafka non ha scritto una sola pagina che parli di ebraismo, credo che addirittura la parola ebraismo non compaia mai nella sua opera; e tuttavia l’intera opera di Kafka è impregnata di ebraismo, anzi, è la quintessenza dell’ebraismo. E non mi sembra che fosse neanche particolarmente osservante.
    Ecco, penso che lo stesso possa essere per uno scrittore cattolico, che non necessariamente per essere tale dovrà scrivere ogni tre righe: “I finocchi mi fanno schifo”, “Ieri non ho scritto perché era domenica e sono andato a messa”, “In questo periodo dovrò scrivere un po’ meno perché è maggio e devo dire il rosario tutte le sere”…

  9. vbinaghi Says:

    Uno scrittore cattolico è un tipo che, quando incontra gente come Giovanni Marchese che espone le sue idee sul cattolicesimo, anzichè rimproverargli i suoi stereotipi da bigino volterriano decide di stare in silenzio e pregare per lui. Io non lo sono abbastanza.

  10. Giorgio Says:

    Penso che la risposta migliore l’abbia data Flannery O’Connor in “Nel territorio del diavolo”, che fra l’altro è una lettura consigliabile a chiunque ami scrivere.

  11. GiovanniMarchese Says:

    Ah ah ah!!! Allora i cattolici non sono tutti criptofascisti-cretini-zombie! Molto divertente. Davvero.

  12. Giulio Mozzi Says:

    Ma, Giovanni: ti pare che io sia criptofascista? Ti pare che io sia cretino? Ti pare che io sia zombie?
    Se segui quello che faccio e scrivo, puoi rispondere.

  13. vbinaghi Says:

    Probabilmente si riferisce a me. Ma, data la qualità del lessico e dell’umorismo, essere disprezzati da un tipo del genere fa quasi piacere.

  14. PrinceValiant04 Says:

    Beh;credo che oggi i cattolici (scrittori o meno) abbiano -come dire-problemi un pochino più seri di Giovanni Marchesi….

    A prop;come vive uno scrittore cattolico le dimissioni del Pontefice?

  15. Giulio Mozzi Says:

    Ma, principe, per quello che mi riguarda: come un gesto di buon senso.

  16. GiovanniMarchese Says:

    @ Giulio: naturalmente ero ironico! Se considerassi la tua persona in certi termini non riuscirei a seguire quello che scrivi. Purtroppo per esperienza l’ironia non sempre viene capita e mi scuso se involontariamente ho offeso la sensibilità di qualcuno. Quanto a lei, Binaghi, io non la conosco e lei non conosce me. Tuttavia mi ha dato non tanto fra le righe del superficiale. Il tutto per un commento in cui per forza di cose bisognava “stringere” i concetti. Luoghi comuni dice? Può essere che abbia ragione, mi ispiro a ciò che mi circonda. Ma la natura del mio intervento era ironica. Se non è stato di suo gradimento… amen.

  17. vbinaghi Says:

    Il mio gradimento non è importante e non è in questione. Ma quando uno interviene in un thread su un argomento qualsiasi si preferirebbe che non scrivesse per farne la caricatura.

  18. Gianni Dello Iacovo Says:

    Bunuel si definiva “Ateo, grazie a Dio” eppure i suoi film sono amati molto in certi ambienti cattolici.
    Una volta sono entrato in una libreria Paolina e nel reparto DVD avevano quasi tutti i suoi film. Lo possiamo considerare un regista cattolico?

  19. Giulio Mozzi Says:

    Giovanni, mi consideri così poco sveglio da non capire la tua ironia? (Peraltro, come notava giustamente Binaghi, di grana piuttosto grossa e appoggiata su luoghi comuni un tantinello stantii).
    Se ti ispiri a “ciò che ti circonda”, io faccio parte di ciò che ti circonda?

  20. Giulio Mozzi Says:

    Ecco le risposte di Alessandro Zaccuri, sempre nel blog di Platania.

  21. GiovanniMarchese Says:

    @ Gliulio: no. Ma una puntualizzazione era dovuta, credo. E in generale Vibrisse, te in particolare, non siete parte di quel “ciò che mi circonda”.

  22. Giulio Mozzi Says:

    Allora, Giovanni, spiegaci che cos’è che ti “circonda”.
    Così, almeno, potremo capire di che cosa stai parlando.

  23. GiovanniMarchese Says:

    Ok. Ora sono serio. Sono l’unico a vedere da più parti del mondo cattolico attacchi alla laicità dello stato, alle libertà personali, ai diritti delle donne e degli omosessuali, e un atteggiamento per così dire ambiguo sui numerosi casi di pedofilia? No, perché se sono l’unico comincio a sentirmi a disagio e penso sia il caso che tolga il disturbo.

  24. LM Says:

    @Marchese

    Non sei l’unico.

    Mozzi, quello che mi domando io è questo: cosa ci guadagna uno scrittore cattolico italiano a dire in continuazione di esserlo? E a chi lo dice, visto che la comunità culturale è piuttosto ostile ai valori cattolici, tanto da far immaginare che essa è in gran parte controllata da laici-massoni?

    Te lo dico fuori dai denti, tanto… L’impressione che si ha dall’esterno, da molto lontano, è che tu ed altri facciate parte di un movimento culturale organizzato, tendente a riaffermare l’appartenenza degli intellettuali e degli artisti alla chiesa cattolica. Non lo dico in senso dietrologico, né dispregiativo, ma giusto per capire se la mia ipotesi ha un senso (del resto sono da sempre abbastanza seccato dalla predominanza laico massonica, specie quando è travestita da massimo esercizio di spirito critico e onestà intellettuale).

  25. Giulio Mozzi Says:

    Giovanni: siamo passati da “ciò che ti circonda” al “mondo cattolico”. La mia impressione è che tu continui a fare di tutte l’erbe un fascio. (E non voglio certo negare, ad esempio, che la Cei porti continui attacchi alla laicità dello stato – la Cei, non altri; eccetera).

    Larry, alla tua domanda

    cosa ci guadagna uno scrittore cattolico italiano a dire in continuazione di esserlo?

    risponderei: non lo so. Conosci qualcuno che dica in continuazione di essere uno “scrittore cattolico”?

    Scrivi:

    L’impressione che si ha dall’esterno, da molto lontano, è che tu ed altri facciate parte di un movimento culturale organizzato, tendente a riaffermare l’appartenenza degli intellettuali e degli artisti alla chiesa cattolica.

    Io e chi altri? Dimmelo, che magari potrei scriver loro e proporre di allestire un movimento culturale organizzato. Non però per riaffermare l’appartenenza degli intellettuali e degli artisti alla chiesa cattolica: non ho voglia di fondare un movimento culturale organizzato per simili cazzate.

  26. GiovanniMarchese Says:

    @ Giulio: è un’impressione sbagliata, credimi, so per esperienza che il mondo cattolico è molto composito e che al suo interno si trovano anche realtà che nulla hanno a che vedere con quelle storture che ho nominato.

  27. LM Says:

    No, nulla, immaginavo tendeste a costruire una sorta di movimento, del tutto legittimamente, visto che nel paese più cattolico del mondo (non so se è vera vera, questa affermazione, ma ci siamo capiti) la presenza dei cattolici nel mondo dell’arte e della cultura in generale è assai limitata, forse addirittura ostruita. Comunque pensavo a Raimo, Murgia, Binaghi stesso. Senza contare che noto una sostanziale convergenza antinichilista e antirelativista tra diversi autori e critici ” impegnati “, convergenza secondo me pericolosa, che ruota attorno alla richiesta di maggiore eticità da parte degli intellettuali, in definitiva di maggiore spiritualità. A me mi preoccupa un po’, quest’andamento, per via che va verso le istanze politiche peggiori, quelle che con la scusa della lotta alla corruzione e della rinascita del paese stanno indirettamente propagandando la rinascita dello stato Etico, che in Italia c’è già stato…

    E ad ogni modo, forse è che preferirei chiedere conto a voi di certe incongruenze, tipo quelle che elencava sopra Marchese.

  28. vbinaghi Says:

    L’intellettuale etico prelude allo Stato Etico? Quindi l’intellettuale nichilista è più consono alla democrazia? Ecco perchè la democrazia ti toglie l’anima, mentre i fascisti si accontentavano di manganellarti il groppone.
    1) Meditare urgentemente sul detto: “La Verità vi rende liberi” (Gesù)
    2) Considerare benevolmente anche il seguente: “una conoscenza che non arriva al giudizio di valore, è una verità amputata” (Binaghi)

  29. blogdibarbara Says:

    3) Un sapere che non porti a una maggiore eticità è un sapere morto (barbara)

  30. Giulio Mozzi Says:

    Giovanni, sono lieto che finalmente tu dica che non si può fare – come prima hai fatto – di tutte l’erbe un fascio.

    Larry: mi si può chieder conto di ciò che ho fatto. Non mi si chieda conto, per piacere, di ciò che fanno altri.

    Quel che dici sull’intellettuale etico e lo stato etico, sinceramente, mi sembra un po’ confuso. Noto di passaggio che non si può essere contemporaneamente nichilisti e relativisti (il relativista valorizza le attribuzioni di senso che ciascuna cultura e ciascun tempo fa, il nichilista le svalorizza tutte).

  31. Giulio Mozzi Says:

    Comunque, non mi dispiacerebbe metter su un qualcosa di organizzato tra “scrittori cattolici”. Degli incontri periodici, delle cene sociali, magari una rivista. Un punto di partenza potrebbe essere un vecchio – e invecchiato, se ne tenga conto: è degli anni Settanta – articolo di Mario Pomilio intitolato “Cristianesimo e cultura”.

  32. Paolo Gallina Says:

    O muse, o alto ingegno, or m’aiutate
    O mente che scrivesti ciò ch’io vidi,
    qui si parrà la tua nobilitate
    (Inferno, Canto II, 7-9)

    Lo scrittore cattolico mi piacerebbe vederlo impegnato nella narrazione di un Papa dimissionato.
    Quale migliore occasione per uno scrittore (sedicente?) cattolico per testare la propria organicità alla Santa Romana Chiesa?
    “Qui si parrà la tua nobilitate”

  33. vbinaghi Says:

    Bello.
    E uno scrittore marxista lo vedremmo bene in un thriller fantapolitico in cui ci si chiede come mai un’alta percentuale di leader del marxismo-leninismo occidentale sono morti per ictus.
    Invece a uno scrittore musulmano potremmo chiedere un dramma incentrato su un osso di prosciutto gettato proditoriamente dalla finestra in casa dell’imam, dove la caccia al colpevole è tra un ebreo e un cristiano.

  34. manu Says:

    mah. pensavo che sarebbe bello, e forse utile (?) che il tutto sfociasse in quel ‘qualcosa di organizzato’ indicato da giulio. da parte mia, tra le proposte avanzate, spererei in una rivista, così a quelli come me, che non c’entrano un fico secco, resta almeno qualcosa da leggere (mangiate e bevete pure tra di voi, ma mi raccomando, la rivista, non dimenticate la rivista!) 🙂

  35. LM Says:

    Non ho mai detto che relativismo e nichilismo sono la stessa cosa. Ho invece detto che ho notato una strana convergenza antinichilista e antirelativista negli intellettuali impegnati, una sostanziale spinta spiritualista (antiscientifica e antindustriale) che a me non piace, spinta che va incontro alle peggiori pulsioni sociali (la purezza dell’ambiente ha sostituito la purezza della razza, ma siamo lì).

    La democrazia, Binaghi, non è granché, ma di meglio non c’è. Che la democrazia svuota l’anima, però, temo sia quello che pensano coloro che vogliono l’etico, lo spirito e il sacro nel campo della politica. Io li vorrei fuori. Per quanto corrotta, e non può essere altrimenti, mi va bene una politica che si occupa di allargare l’area dei diritti, non di restringerla in nome di valori religiosi. Tutto qui.

    PS: lo so, tanti credenti temono che si usi la clava dei diritti in senso antireligioso, così come che si usino nuove religioni improvvisate per offuscare se non sostituire quelle vecchie. E infatti di questo si dovrebbe parlare…

  36. vbinaghi Says:

    “la purezza dell’ambiente ha sostituito la purezza della razza”
    Io vorrei che chi fa simili inferenze si limitasse al Monopoli anzichè mimare riflessioni filosofiche, ma è chiaro che non si può avere tutto dalla vita. Così bisogna spiegargli che la mia osservazione sulla democrazia era ironicamente conclusiva delle sue premesse, non la mia opinione sulla medesima. Troppo sottile eh?

  37. LM Says:

    Binaghi l’ironia non è il tuo forte (a proposito, qual’è il tuo forte?), ti sei spiegato male. Chiedi al Mozzi che se ne intende. Io non sono un filosofo, ma sono per la libertà di inferenza, e tollero che possa filosofare finanche un dilettante come te, che ricordo di aver incontrato in una discussione nella quale evocava la violenza politica e il sangue, in nome della rivoluzione, non molto tempo fa. Bau.

  38. vbinaghi Says:

    Tu sei scemo del tutto o in malafede.

  39. Pierre B Says:

    Io pero un commento di Binaghi(forse più come lettore di Illich che come “scrittore cattolico”) me lo sarei aspettato….

  40. Pierre B Says:

    Un commento…sulle dimissioni di B XVI naturalmente

  41. blogdibarbara Says:

    Maddai, lui ti permette addirittura di filosofare e tu lo insolentisci così?! Ma sei proprio cattivo dentro, sei!

  42. Giulio Mozzi Says:

    Larry, scrivi:

    Non ho mai detto che relativismo e nichilismo sono la stessa cosa.

    Indubbiamente. E nessuno ha mai detto che tu l’abbia detto. Quindi siamo d’accordo.

    E scrivi:

    …ho notato una strana convergenza antinichilista e antirelativista negli intellettuali impegnati, una sostanziale spinta spiritualista (antiscientifica e antindustriale)…

    La domanda è: è vero che è in atto una convergenza antinichilista e antirelativista negli intellettuali impegnati?
    La mia impressione è che non sia vero. Questa impressione deriva dal fatto che più o meno tre volte al giorno qualcuno mi spiega (al bar, in un libro che leggo, durante una lezione ecc.) che dovrei essere relativista e che non esiste un senso della vita e del mondo che preceda quello che eventualmente ciascuno decida – beninteso illusoriamente – di dar loro. Ossia: la mia impressione, Larry, è l’esatto contrario di ciò che tu noti.
    Ti chiedo dunque Larry, anche perché davvero questa tua notazione mi sbalordisce, di provare a descrivere brevemente questa convergenza che tu vedi.

  43. valter binaghi Says:

    Un commento sulle “dimissioni” di Benedetto XVI non ce l’ho, proprio perchè sono un lettore di Illich. Non conosco il contesto storico-giuridico (diritto canonico e precedenti) nè il clima psicologico e curiale in cui la sua decisione è maturata. Che titolo avrei per esprimermi? La fede cattolica mi porta a credere che chiunque si è seduto e siederà su quel soglio sarà assistito dallo Spirito Santo nei suoi pronunciamenti IN MATERIA DI FEDE (quindi non calcistici, politici o riferiti all’uso di preservativi). Questo mi basta e mi lascia del tutto tranquillo.

  44. Pierre B. Says:

    In che senso “proprio perche sono un lettore di Illich..?

  45. vbinaghi Says:

    Illich si riteneva più uno storico che un filosofo. Più attento a leggere i dati che alla speculazione pura.

  46. LM Says:

    ” Tu sei scemo del tutto o in malafede “.

    La prima l’hai azzeccata. Infatti, io, per me, ci ho pensato a lungo: se dovessi rimanere solo e con un solo libro, mettiamo imprigionato in una torre per via delle mie numerose colpe contro l’intelligenza dell’umanità, sceglierei l’idiota.

    Dalle mie parti, Binaghi, la scemenza viene vieppiù rispettata, e si discute solo di una cosa: è innata o indotta? Si nasce o si diventa? Io, modestamente, tutte e due, perché non basta nascerlo, se poi non ci metti l’esercizio e la pratica quotidiana. E del resto, sono tutti concordi, nemmeno basta l’applicazione, se mancano i fondamentali. Cosi come, tra la scemenza della ragione e l’intelligenza della volontà, sarete d’accordo anche qui, non c’è gara.

    Sono scemo, sì, del tutto. Trionfo in particolare nella scemenza a stile libero, disciplina nella quale sono considerato uno dei più notevoli scemi del villaggio in circolazione. Cosa fa lo scemo del villaggio? Va in giro, scambia due chiacchiere con chi gli capita, deride e si fa deridere volentieri. In special modo cerca di confrontarsi con gli intelligenti, perché uno scemo è furbo, sa che il modo migliore per mettere in mostra le proprie doti è stare al cospetto di una intelligenza, quale che sia. Per lo stesso motivo frequenta biblioteche, teatri, musei ecc, si mette a cospetto dei frutti dell’intelligenza più che può. A un certo punto non gli è più necessario nemmeno frequentare i luoghi dell’intelligenza, gli basta passargli vicino… Da un certo punto in poi gli basta evocarli, o viverli nell’ombra della virtuale realtà. Eccomi qui.

    In malafede, però, non direi, a meno che non si dimostri che ho cancellato una sola riga di quanto scritto in rete dal 2010 ad oggi, o a meno che tu non attribuisca al termine malafede il significato di memoria. Per ora ho trovato queste tue parole (ma non sono le sole), a proposito di violenza politica: ” L’alternativa è la legalizzazione del sud, ma finora nessuno si è mai sentito di proporla davvero nell’unico modo possibile, cioè con lo stato di polizia… ” E successivamente, nello stesso thread: ” … senza sangue non si fanno rivoluzioni ” ” Comunque le mutande arcobaleno calzano bene solo a chi può cambiare casa tutti i giorni, se no qualcosa si rischia (prenderne e darne) per mantenere abitabile il proprio spazio vitale ”

    https://vibrisse.wordpress.com/2010/08/13/la-verita-allepoca-di-silvio-berlusconi/

    Ciao micione. Miao!

  47. LM Says:

    Mozzi, pensavo principalmente, da TQ in poi, alla retorica del bene comune in ambito artistico culturale (nel quale l’unico bene che io riconosco è Carmelo); all’ansia di tanti critici di assecondare l’ansia contenutisco-comunicativa di Roberto Saviano, secondo il quale la letteratura deve per forza servire a qualcosa (e lo scrittore, immagino, debba servire e basta…); agli argomenti che Andrea Cortellessa adopera contro Walter Siti, accusato appunto di nichilismo e di pessimismo della ragione; al tortuoso retrogradare dal postmoderno al moderno di Maurizio Ferraris e soci.

  48. Giulio Mozzi Says:

    Tutta roba cattolica, dunque, Larry.

  49. vbinaghi Says:

    @Larry
    Giusto: non scemo, ma solo con una gran voglia di esibire la propria astuta loquela a spese altrui. Per esempio citando fuori contesto e dando un’interpretazione del tutto fuorviante delle mie parole. Il periodo era questo:
    “Senza il voto leghista Berlusconi non governa, e il voto leghista lo prende finchè lascia intendere di decidere per un federalismo (che nella mente dei leghisti è l’anticamera della secessione), ma il suo è un bluff, se non proprio il cavallo di troia di un garante della mafia. E infatti è sul federalismo che il Pdl si è spaccato (secondo me con indicibile sollievo di molti berlusconiani). L’alternativa è la legalizzazione del sud, ma finora nessuno si è mai sentito di proporla davvero nell’unico modo possibile, cioè con lo stato di polizia e la violazione del segreto bancario.”
    Giudichi il lettore se qui evoco violenza politica contro le opposizioni o legalità (armata) contro la mafia (armata).
    E ribadisco che il pacifismo ideologico (quelle che chiamo le mutande arcobaleno) è il modo migliore per tollerare la schiavitù degli inermi, quando interi territori sono controllati dalla malavita organizzata. Il mondo è pieno di gente che vuol far frittate senza rompere le uova, ma anche di gente che cerca la polemica solo per mostrare quanto è brava. E siccome questa per me è una forma di malafede, ti mando felinamente a ramengo.

  50. Pierre B. Says:

    Mi dispiace ma non mi convinci

    a)perchè presupponi una specie di sapere esoterico per prendere posizione su un evento pubblico

    b)soprattutto,perchè se rivendichi,come tu spesso fai,il carattere storicamente determinato del cattolicesimo e la sua concretezza ecclesiale non puoi ostentare indifferenza di fronte ad un evento che -anche a non volerlo leggerlo in termini catastrofici-la ua rilevanza ce l’ha eccome…

    Non si puo fare l’apologia del concreto solo quando ci fa comodo

  51. Giulio Mozzi Says:

    Pierre, visto che secondo te quel gesto “una sua rilevanza ce l’ha”, potresti dire quale rilevanza ha, secondo te, e perché?
    Così almeno abbiamo qualcosa di cui parlare.

  52. vbinaghi Says:

    Pierre B.
    Scegli tu tra:
    1) Non commento perchè non ne so abbastanza
    2) Lo sport di schierarmi ad ogni costo di qua o di là (evento epocale o banale pensionamento?) non mi diverte più
    3) Sono più interessato all’unità spirituale della chiesa che alle vicende di chi momentaneamente la presiede

  53. E Says:

    ciao Valter,
    non so davvero dove trovi il coraggio di parlarti in questi termini, per me sei un’istituzione e non vorrei mai offenderti.
    per fortuna sono anonima, perchè forse non riuscirei mai a parlarti dal vivo.
    comunque sappi che ti rispetto tantissimo, ma ti devo per forza chiedere una cosa a proposito delle “dimissioni” del papa.

    ma la chiesa è un’azienda? non ho mai capito una cosa di fondo: lo so che tutto si basa su una bellissima storia d’amore (quella di gesù), e ci sono tanti “cattolici” che nel mondo si sacrificano per i bisognosi ma…sono sempre e comunque uomini, non possiamo chiedergli l’impossibile. io non ho mai capito i preti UOMINI che parlano di aborto, di matrimonio, ma perchè?

    com’è possibile che un uomo parli di aborto? le donne sono state costrette a chiedere dei diritti ATROCI proprio perchè c’era una cultura maschile insostenibile. e i genitori non possono essere così ciechi da fidarsi a lasciare i loro bambini da soli in oratorio perchè “tanto c’è il prete”.

    chiedo scusa per come scrivo.

    la vita è incontenibile, non si può FERMARE IN NESSUN MODO. si può fare il lavaggio del cervello, ci si può chiudere in casa, si può schivare tutto e tutti, si possono trovare mille stratagemmi, ma prima o poi la vita bussa al cuore. e se non è la vita, allora è la morte. la chiesa si sta aprendo per fortuna, prima ai divorziati, poi verrà anche tutto il resto. è solo che per molte persone questo è inaccettabile, solo perchè sono ancora un po’ ciechi. invece di sprecare energie a sostenere “l’unità spirituale” della chiesa e scandalizzarsi, i cattolici potrebbero aprirsi di più alla vita.

    altrimenti si arriva alla vecchiaia incazzati neri perchè il mondo va al contrario di come si sarebbe voluto (dio mio come scrivo!!!!scusate)

    mettere in discussione tutta la propria vita e i propri scritti a volte fa bene.
    anche Dante insegna: lui ha voluto vedere TUTTO il dolore con i suoi occhi, altrimenti non avrebbe avuto nulla da scrivere.
    perchè esistono al mondo uomini che sostengono che una donna violentata porti comunque in grembo un “dono di dio” ?

    dove ci porterà questa ostinazione? io una volta ho letto che l’essere umano è speciale perchè prova pietà a schiacciare un insetto, perchè si rende conto della “complessità” di quell’essere, anche se microscopico.
    ecco, questo forse è il miracolo e non ce ne rendiamo conto perchè siamo acciecati dalle nostre ragioni, che sono comunque buonissime ragioni (ma ci fanno perdere troppo tempo).
    non so cosa abbia in testa dio, sicuramente allo stadio in cui ci troviamo oggi non erediteremo la terra, non ce la meritiamo proprio.
    le nostre energie vengono incanalate in cose superflue che non portano miglioramenti. eppure abbiamo la capacità di inventare, creare, aiutare, essere solidali. ma ci ostiniamo a voler prevaricare sugli altri. un’ultima cosa, valter: tu tieni un corso di scrittura, io ne ho frequentati due, ma noto che gli insegnanti sono tanto intelligenti e acuti quanto astuti e schivi.

    infatti si “dimenticano” sempre di insegnare il trucco fondamentale (per scrivere), ovvero LA VITA.
    se un maestro si ritiene tale dobvrebbe dirlo, anche contro il suo interesse (di denaro). bisogna vivere, e fare esperienza, solo così si trova qualcosa di nuovo da scrivere. eppure questo non lo dice mai nessuno, si cura (in modo quasi rigoroso) l’aspetto formale (grammatica ecc che va benissimo) ma non si danno consigli su COSA scrivere. ad esempio, se sei un genitore e vorresti scrivere, non pensare agli amori passati e alle corna che hai messo a tua moglie: prendi la macchina e segui tuo figlio/a, vedrai che ti si aprirà un mondo tutto nuovo e dolorosissimo, ma ricco di spunti.

    devi solo scegliere se vedere o non vedere (è solo un esempio stupido). così non si andrà più a piagnucolare (come ho fatto anch’io) dalmaestro perchè non riusciamo a scrivere nemmeno un racconto. quando tutti lo capiranno, finalmente finiranno i corsi di “scrittura” perchè di strumenti per imparare a scrivere ce ne sono tantissimi.

    se tutti ci amassimo e amassimo il nostra pianteta Terra, non esisterebbe più la politica, la religione, le sette, tutte queste “istituzioni” (che fanno sì del bene ma anche del male ed è importantissimo dirlo). bisogna forse partire dagli errori e non dalle convinzioni.

    so bene che quello che dico è scandaloso, capisco anche i filosofi che si sono DISTRUTTI INVANO per trovare delle soluzioni a questo mondo malato. anche gesù che parlava di amore è stato crocifisso, ma ci pensi?
    anche se non fosse stato il figlio di dio, la sua punizione è stata tremenda.

    siamo ancora una società troppo giovane, ci siamo ripresi da poco da guerre mostruose, non possiamo pretendere più di tanto. anzi, fa specie che in tutti questi anni, invece di migliorare, ci siamo “perfezionati”, siamo delle perfette macchine da distruzione, come i castori: tanto carini e simpatici ma distruggiamo tutto il nostro habitat.
    un’ultima cosa che davvero faccio fatica ad afferrare è com’è possibile che un essere umano pretenda di conoscere oggi, febbraio 2013, il pensiero di dio.
    fra 300 anni sarà tutto cambiato, ci saranno cose che noi oggi non possiamo nemmeno immaginare. l’unica cosa certa è che oggi ci scanniamo perchè i gay non si possono sposare, perchè la donna deve uscire col velo, perchè in chiesa non si entra con la minigonna.

    così facendo ci metteremo 100 anni prima di vedere un barlume di luce.

    per il momento mio fermo qui perchè ho paura di avere offeso tutti quanti.
    però vi posso dire che sono disposta a fustigarmi se mi insegnerete dove sbaglio. lo faccio per amore mio e di tutti e perchè è stupendo confrontarsi, cercherò di stare “nel mezzo” e di non cadere nelle fissazioni.
    grazie valter, davvero. specialmente ora che sei un gatto. amo i gatti, con loro è SEMPRE una battaglia persa: sono perfetti e orgogliosi, e noi padroni non possiamo fare altro che lasciarli comandare per godere a pieno della loro bellezza..:o) spero con tutto il cuore che non mi risponderai in modo freddo, mi farebbe davvero troppo male. almeno dimmi dove sbaglio così capirò di più e soffrirò di meno.

  54. E Says:

    ecco, mi sono dimenticata una cosa importante: gesù è stato crocifisso e noi per 2000 anni abbiamo solo ricordato le sue opere buone, i suoi insegnamenti di quando era in vita.
    però è stato crocifisso, perchè? perchè non ci si interroga su questo?
    prima di “utilizzare” i suoi insegnamenti, dovremmo capirlo.
    “amare il prossimo tuo come te stesso” è una cosa talmente bella che non è ancora possibile farla. perchè ci facciamo del male da soli, e amiamo gli altri come amiamo noi stessi, cioè MALE.

    madonna come scrivo, non si capisce niente.
    per questo dovremmo fermarci a riflettere su noi stessi prima di amare/insegnare/aiutare gli altri, altrimenti si rischia di fare dei disastri.

  55. E Says:

    ancora una cosa, poi davvero non disturbo più:
    una donna violentata porta in grembo LA VITA e NON un dono di dio.
    questa è una differenza fondamentale secondo me.

    e i preti dovrebbero ammetterlo con delicatezza.
    così come il divorzio: due persone si lasciano perchè non riescono a condividere i loro spazi, non è per fare uno sgarbo alla promessa di fede davanti a dio.

    mi sono sempre chiesta come mai le chiese, così grandi e spaziose, non potessero togliere tutti gli sgabelli e l’altare e mettere a terra i materassi per ospitare la notte (e il giorno) i barboni, e i senzatetto. poi mi sono risposta da sola: la chiesa dovrebbe ammettere allora di essere una specie di “azienda del bene” e abbandonare tutti i suoi riti “magici”, le messe, le prediche, lo spirito santo.

    è solo che la fame nel mondo è talmente vorace che le chiese scoppierebbero, e nei paesi sarebbe il caos: file interminabili di affamati occuperebbero le nostre belle chiese pulite e silenziose.

    quel silenzio che comunque mi ha sempre inorridito. è un silenzio sordo, non di pace, un silenzio che zittisce, che distoglie lo sguardo dalla realtà. è di comodo.

  56. E Says:

    ultima cosa: cavolo, prima ho scritto uno dei dieci comandamenti!! ama il prossimo tuo…chiedo scusa, gesù (povero cristo) non c’entra, però è il figlio di dio, quindi credo ci possa stare…credo……

    per colpa di questi errori gli intellettuali si chiudono a riccio e mi reputano una ignorante (e fanno bene! ). non voglio assolutamente che mi si dica “hai ragione” perchè non mi serve. vorrei solo una mano, visto che con voi “si può parlare”. però non gettate nel cesso all’istante quello che scrivo solo perchè non è tutto correttissimo come voi vorreste. so stare al mio posto e vi rispetterò sempre, ho troppa paura di essere punita con la moderazione, adesso sto zitta davvero. vado a fare da mangiare, ho il cervello in fiamme!!

  57. vbinaghi Says:

    Cosa devo fare, E. sostituirmi nel commento su un blog alla catechesi che non hai avuto o che ti è stata impartita pedestremente o che hai rifiutato?
    Le domande che poni non sono domande ma affermazioni che presuppongono concezioni errate, innanzitutto, a cui si aggiunge la rabbia di una generazione per nulla tutelata socialmente e culturalmente (cosa questa su cui prendersela con la chiesa è quanto meno fuori bersaglio).
    Comunque, almeno poche cose.
    1) Le chiese sono luoghi di culto, non ospizi, ma gli ospizi per indigenti ci sono e li ha inventati la chiesa cattolica. Chiedi ai barboni dove vanno a rimediare un piatto di minestra.
    2) La VITA non esiste, è un’astrazione. Esistono uomini, cavalli e moscerini della frutta. Quel che la donna porta in grembo è un essere umano in formazione. Se non piace dirlo, ciò non toglie che questo sia biologicamente prima che teologicamente vero.
    3) Un uomo non può parlare di gravidanza o di aborto? Se non esistesse altra forma di conoscenza che l’esperienza sensibile, allora sarebbe così. Ma questo è il livello puramente animale del conoscere. Se la conoscenza umana contempla intelligenza e giudizio, allora chiunque può intendere cos’è l’uomo e pronunciarsi sull’umanità o disumanità dei comportamenti umani.
    4) Una donna che abbia subito violenza o che sia incorsa in una gravidanza indesiderata è tutelata nella sua scelta di abortire da una legge dello Stato. Un cattolico (papa o non papa) può suggerire che ogni vita umana è un dono di Dio, e che per amore di Dio ma soprattutto di quell’uomo che sarà una gravidanza potrebbe essere comunque portata a termine, affidando il bambino ad altri, prima di scaricare la violenza subita (o la propria superficialità) su una vittima incolpevole.
    5) Del pari, è evidente che due omosessuali possono amarsi profondamente e hanno il diritto di veder riconosciuta la loro unione dallo stato con tutto ciò che questo comporta. L’affido di bambini a una coppia omosessuale pone un altro genere di problemi: secondo me penalizza il bambino rispetto alla possibilità di un’adozione da parte di una coppia etero che può offrirgli, oltre all’affetto e alle cure, una modellizzazione naturale della sessualità. Come ho già detto fino allo sfinimento, considero l’omosessualità (come del resto il laicissimo Freud), un arresto della pulsione sessuale al livello pre-genitale, una maturazione impedita da cause di vario genere. Che uno possa esprimersi affettivamente per come è è una cosa, che si debba proporre come modello quando questa espressione è antropologicamente incompiuta è un’altra.
    6) Gesù è stato crocifisso perchè i suoi insegnamenti non piacevano a chi preferiva idolatrare le proprie abitudini e l’esercizio del potere che convertirsi al suo messaggio. Fai due conti e vedrai che questa cosa se la devono appuntare gli uomini di potere (politici e prelati) ma anche le persone comuni, che spesso si scagliano contro il profeta solo perchè dice verità sgradevoli.
    7) Delle scelte di Joseph Ratzinger proprio non voglio parlare. Quel che importa al cattolico è che un successore di Pietro sieda su quel soglio, per garantire anche visibilmente l’unità della chiesa e la fedeltà alla tradizione apostolica. Morto un papa se ne fa un altro.

  58. LM Says:

    Binaghi, lo dice anche il proverbio che ogni scemenza ha un limite. Per quanto orgogliosamente scemo, quindi, non posso considerare un interlocutore valido chi sostiene che si risolvono i problemi con lo stato di polizia. Ora siamo all’ANTROPOLOGICAMENTE INCOMPIUTO… sei sostanzialmente a un passo dall’auspicare (o dal permettere a chi dai tuoi ragionamenti intendesse trarre conclusioni più spigliate), la purezza della razza… Comunque, contento Mozzi, e contenti i lettori per cui ti esibisci, contenti tutti.

    Mozzi, vedo che anche tu, a volte, perdi il dono dell’infallibilità. Non ho mai scritto che la convergenza che noto sia tra intellettuali cattolici. Infatti avevo scritto intellettuali impegnati, e semmai sottintendevo che c’è una strana convergenza tra il messaggio antirelativista di Papa Ratzinger e le teorizzazioni di tanti intellettuali impegnati, alcuni cattolici, altri laici e di sinistra (o almeno sedicenti).

  59. E Says:

    Ok ho capito, grazie.
    Ho mangiato in fretta e furia per ritornare al computer.
    Comunque io in chiesa ci volevo andare, era la chiesa a non volere me ! perché faccio pensieri impuri..

    Condivido tanti tuoi pensieri, adesso faccio copia-incolla e li metto nel mio archivio del dolore.
    solo una cosa sugli omosessuali: in loro non vedo alcuna perversione, anzi, i loro sentimenti sono identici a quelli cosiddetti “normali”. Tuttavia “vedo” in loro la stessa identica chiusura mentale di certi cattolici intransigenti.
    Vogliono a tutti i costi adottare o far nascere bambini in un mondo che va esattamente dall’altra parte, pensando che la forza del loro amore vincerà su tutto. ma devono stare attenti, non dovranno cedere nemmeno un secondo per il resto della loro vita, non devono sottovalutare la cattiveria delle persone.

    Quello che IO posso fare in futuro, sarà insegnare a mio figlio a non prendere in giro i bambini “diversi”, a rispettare, a giocare con tutti, a non avere paura. Perché dovrei trasmettere le mie paure ad una creatura innocente? Se tu hai insegnato ai tuoi figli il rispetto per gli altri, allora sei già nel “regno dei cieli” (anche se non so cosa sia di preciso) non hai bisogno di “difenderti” o dare spiegazioni, sei già un uomo d’oro.
    Se hai ancora delle energie che vuoi usare, almeno non spargere la “paura” (comunque non fraintendermi, non ti sto dando consigli di vita, ci mancherebbe! dovrebbe essere il contrario)

    quando dico che “la vita è incontenibile” intendo proprio questo: un omosessuale avrà un figlio SEMPRE E COMUNQUE, nessuna chiesa o ricerca scientifica potrà mai fermare questo “desiderio di vita”. Come quando un genitore sospetta che il figlio si droghi: può fare DI TUTTO per fermarlo, ma non ci riuscirà mai. Solamente il sacrificio può portare a dei risultati. Ci saranno degli omosessuali che si dovranno per forza sacrificare, verranno presi di mira, scherniti loro e i loro figli, bollati da chi è rimasto a guardare e a PREGARE che finissero nella merda.

    E poi ci saranno omosessuali che invece riusciranno a farcela, troveranno un’isola felice per loro e i loro figli, e il loro amore sarà talmente grande che verranno presi per lo spot della mulino bianco (se non dico la mia stronzata quotidiana non sono contenta)

    adesso vado a studiare sennò perdo tutto il pomeriggio qui e come al solito non combino nulla. comunque ti apprezzo tantissimo perché io da piccola ho vissuto la dittatura di un padre che non sapeva amare, le domande che faccio a te avrei voluto farle a lui.

    E questa dittatura la vedo OVUNQUE, anche nei professori, negli altri padri, nella società in generale. Però se c’è una cosa bella in questo mondo è proprio la scrittura, permette di intrufolarsi ovunque, di fare domande, di provare emozioni…però il contatto con la vita secondo me è indispensabile, altrimenti non si può “migliorare”.

    Valter, posso solo ringraziarti per la pazienza, credimi, avrei preferito spazzolarti il pelo e farti i grattini sulla pancia, piuttosto che porti queste “domande spinose”. Ciao

  60. vbinaghi Says:

    @LM
    Se ammetto di essere un nazista travestito da cattolico vuol dire che non intervieni più su ciò che scrivo anzi che ti levi definitivamente dai coglioni? Heil Hitler.

  61. Giulio Mozzi Says:

    Larry, Larry. Con la battuta “Tutta roba cattolica, dunque” prendevo appunto atto del fatto che la “convergenza” da te notata non sarebbe, secondo te, roba tipica degli intellettuali cattolici. Così sgombravo il campo da un possibile equivoco, essendo pur sempre questa discussione nata in calce a un post che s’intitola “scrittori e cattolici”.

    Io direi la cosa più o meno nel seguente modo: essendo ormai sfinite e in buona parte svanite le “grandi narrazioni”, dette anche “ideologie” (vado semplificando con l’accetta), che comunque fornivano delle cornici all’interno delle quali collocare i discorsi, oggi chiunque faccia un discorso ha bisogno – per dargli e darsi un po’ di forza – di (non mi viene una parola migliore, sono un po’ sfinito e svanito anch’io quest’oggi) “assolutizzarla”.
    All’assenza di grandi narrazioni bisogna abituarsi; e molti non si sono ancora abituati.

    Può anche darsi – c’è chi lo sostiene – che il bisogno di una grande narrazione di riferimento stia nella natura umana. La quale può anche (presumo) mutare, ma (presumo) lentamente.

  62. E Says:

    valter, aspetta!
    forse ho capito cosa intendi: è un po’ come la raccolta differenziata porta a porta, dimmi se sbaglio. io faccio la raccolta differenziata perchè ci credo CIECAMENTE, poi magari chi dovrebbe smaltire correttamente butta tutto nell’inceneritore.
    però la raccolta differenziata non è sbagliata in sè, giusto? per colpa di chi non lavora non può andarci di mezzo tutto il sistema.

    forse è lo stesso per i cattolici? non importa se qualcuno “lavora male”, l’importante è portare avanti “l’idea originaria”…cioè, i cattolici fanno bene ad andare avanti a spada tratta pur di salvaguardare “il progetto” ?
    oppure potrebbero chiedere aiuto e mettersi in discussione più spesso e non una volta ogni 100 anni.

    e comunque hai ragione sui barboni: se non ci fosse la “chiesa” (con i volontari che aiutano) starebbero ancora peggio. quindi io mi chiedo, perchè la chiesa vuole andare anche dai ricchi? ah, forse per finanziarsi o convertire…ma se già uno fa del bene, perchè dovrebbe convertirsi a tutti i costi al cattolicesimo?

    vabbè, adesso mi gira proprio la testa, anzi, non rispondere nemmeno sennò continuo all’infinito e non se ne esce… lo capirò da sola tra qualche anno.

    oggi è andata così, chiedo scusa. mi sono appassionata alla questione perchè c’è un ottimo interlocutore, però ho perso anche un sacco di tempo…
    se non ti rispondo più è solo perchè mi sono vietata di farlo, ma la verità è che ci starei anche tutta la vita a scriverti.

    ciao, buona cena, buona notte :o)

    PS un nazista travestito da cattolico, dio mio ho riso come una pazza, ma dove le inventi??? :o) :o)

  63. valter binaghi Says:

    Essere cristiani significa credere che quel progetto non è solo umano, anzi nasce da un evento assoluto, in cui Dio entra nella storia umana. Il problema della Chiesa è essere fedele a quell’evento nello Spirito e in una lettera (forma) oltre che fedele leggibile. In questo necessario commercio col linguaggio e i costumi del mondo ci stanno tutte le possibilità di mondanità, gusto del potere, progressismo e immobilismo compresi. Ma essere cattolici significa credere che il primato di Pietro sia non solo una monarchia, bensì il punto in cui lo Spirito garantisce unità visibile alla Chiesa. Attenzione: lo Spirito non viene ai cristiani per il tramite del papa; esso è nelle persone, parole, opere, abitate dallo Spirito. Lo Spirito è ciò che Cristo ha lasciato al mondo. E’ Dio nella sua terza persona: il Padre resta invisibile, il Figlio si è manifestato, ma la parola è seme che porta frutto. Vero che lo Spirito si offre in modo speciale nel Sacramento. La Chiesa è il luogo totale (virtualmente contiene l’intera umanità) di questa unione, e di questa rivelazione. Il profilo umano di un papa può esaltare o eclissare questa luce, così come eventuali catastrofiche lotte di potere tra chierici, non spegnerla, perchè non è luce propria.

  64. LM Says:

    @Binaghi

    Micione mi sembri piuttosto un nazista dell’Illinois del Blues Brothers, o il padre omosessuale represso di American Beaty. Però su di me non devi farti illusioni, perché sono sentimentalmente impegnato e non sono adultero. E poi “Io li odio i nazisti dell’Illinois”.

    @Mozzi, Mozzi, dici bene che bisogna abituarsi all’assenza delle grandi narrazioni, così come, aggiungo, da esseri che commerciano nei fatti dello spirito, bisogna abituarsi al fatto che Dio non si occupa di noi (anche e soprattutto quelli che non ci credono). Detto questo bisogna che sia ancora una volta sincero con te. L’etica ci vuole… (purché non ci obblighi alla sua lo Stato). Tu, così acribico, come fai a tollerare certe definizioni? Si può pensare, specie da cattolici, che un essere umano è antropologicamente incompiuto? A me, che pure non sono cattolico (ma lo sono un milione di volte più del micione) ha messo così tanta disperazione che dovrò scriverci sopra pagine e pagine per almeno mitigarne la violenza. Intuisco che hai forse le tue ragioni per ” tollerare ” certe intemperanze (che non sono le mie), ma qui non si tratta di una chiacchierata al pub, si tratta di discorso pubblico: non rischi di precipitare nell’ignavia?

  65. Giulio Mozzi Says:

    Larry, mi domandi:

    Si può pensare, specie da cattolici, che un essere umano è antropologicamente incompiuto?

    La frase di Binaghi alla quale alludi non dice che un essere umano può essere antropologicamente incompiuto, ma che una certa espressione degli affetti è – secondo Binaghi – antropologicamente incompiuta.
    Ciò detto: io penso che porti a una certa incompiutezza antropologica anche la scelta della castità. La scelta di rinunciare a un amore personale (io amo te, tu ami me, i nostri corpi si amano) per amare tanti o tutti di un amore senza corpo mi pare ricada – tecnicamente – nell’ambito della perversione.

  66. Valter Binaghi Says:

    Però Giulio, è diverso avere una possibilità e rinunciare ad usarla e non averla. E per rispondere al tizio qui sopra, l’incompiutezza dell’omosessuale somiglia a quella del bambino, non a quella del malato. E’ impotenza a generare, legata a un arresto nel percorso verso quella che si definisce da sempre “maturità sessuale”.

  67. Giulio Mozzi Says:

    Valter, potrei dire anche questo: confidare nella divina provvidenza è indubbiamente roba da paranoici. (Ma non lo dico a te, lo dico a Larry).

  68. Valter Binaghi Says:

    Larry dà del culattone all’avversario.
    Ma allora ci sei stato all’oratorio! E ti dev’essere piaciuto, visto che il livello è rimasto quello.
    En passant, noto anche lo strano fenomeno per cui ci si propone come libertari contro ogni forma di categorizzazione dei comportamenti sessuali proprio nel momento in cui si chiede la repressione del pensiero altrui al gestore del blog.
    Dopo l’89 c’è sempre il ’93.
    Ah, la ghigliottina, e l’avvento della Ragione!

  69. Pierre B. Says:

    Binaghi stai cadendo in un ginepraio di contraddizioni

    1) Se l’impotenza a generare è fisica allora riguarda un omosessuale ne più ne meno di una persona affetta da sterilità (anzi,in certo senso,anche meno..)

    2) Se è psichica allora implica,sempre ,una scelta .(come dimostrano le molte storie di esperienze omosessuali intrecciate o addirittura succedute a esperienze “normali”) E allora la scelta dell’omosessualità non è formalmente (come dice Mozzi “tecnicamente”) diversa da quella della castità

    Questo senza contare che per Freud anche la fede religiosa era un elemento di infantilismo; e che lo zio Sigmund non va usato “quando fa comodo”..

  70. Valter Binaghi Says:

    Naturalmente l’impotenza a generare dell’omosessuale è psichica, e non implica una scelta per quanto riguarda la tendenza (l’omosessuale non sceglie di essere attratto da persone del suo stesso sesso). Quindi non è equiparabile a una scelta di castità.
    Che poi uno passi dall’etero all’omo significa che in lui la seconda tendenza prevale sulla prima. Neanche questo è scelta, a meno che uno decida di praticare l’omosessualità.
    E’ chiaro che le contraddizioni non sono tali, ma appaiono tali a chi non distingue tra indisponibilità organica, tendenza psicologica e decisione.
    Anche culturalmente zoppichi. Ne “L’avvenire di un’illusione”, che è tra i suoi ultimi scritti, Freud considera la religione un mito probabilmente necessario alla sopravvivenza di una civiltà. Vedi, io sono tomista, come quasi tutti i cattolici: la teologia ci soccorre per quanto riguarda la conoscenza del soprannaturale, ma non sostituisce la ragione naturale, la completa. Il fatto che uno sia un cattivo teologo o (come nel caso di Freud) rifiuti il soprannaturale per principio, non significa che le sue conoscenze naturali facciano difetto. Quindi nessun opportunismo nel citarlo in questa materia.

  71. Pierre B Says:

    Il concetto di “tendenza psicologica” -e la conseguente idea di una psiche umana dibattuta tra varie “tendenze”-è di una rozzezza stratosferica .Come avrebbe detto Hegel,presuppone che l’animo umano sia una specie di “sacco” pieno di “cose” eterogenee che si fanno la guerra tra di loro.Oltretutto è anche in contrasto con la tua idea di evoluzione psichica(se le due “tendenze” sono eterogenee come potrà quella “cattiva ” trasformarsi in quella “buona”).Per inciso;una cosa del genere sta a Freud come il DIAMAT stà aMarx

    Quanto a Freud riteneva la religione “necessaria” perchè riteneva l’uomo inevitabilmente “bambino”…Esattamente per questo non hamai preteso di guarire un omosessuale(ma,al massimo,di portarlo ad una consapevolezza della sua pulsione)

  72. LM Says:

    Mozzi, Mozzi, si lascia la magia del grande cinema e si entra nel campo fatuo delle canzonette… Ora siamo a ” Luca era Gay “, dato che un omosessuale, nel momento in cui mi trapassasse al campo etero, mi ridiventerebbe antropologicamente compiuto… (sempre nel campo espressione degli affetti, intendiamoci). Senza contare che tanti sono gli omosessuali che generano e sono padri e madri, perché nessuno può ovviamente impedirglielo; e senza contare che tanti sono i bisessuali: omosessuali genitori e bisessuali, secondo il ragionamento, sono da una parte compiuti e da una parte incompiuti? E infine, non è che credete in un Dio fallibile, che crea esseri umani incompiuti nella parte dell’espressione degli affetti, lasciandoli bambini? Insomma, Mozzi, io non sono un teologo, ma voi siete sicuri di essere cattolici cattolici?

  73. Giulio Mozzi Says:

    Larry, a Giobbe che gli chiedeva conto delle sue disgrazie il creatore rispose: “Chi sei tu per chiedermi conto di alcunché?”.
    (Mi rendo conto che è una risposta che non dà molta soddisfazione).

    Le altre cose che scrivi sono, semmai, per Valter.

  74. Giulio Mozzi Says:

    Ah, e come sempre può essere utile consultare Wikipedia, per un’infarinatura.

  75. valter binaghi Says:

    Pierre B. La tua punteggiatura (oltre alla tua dialettica rurale) ti tradisce. Scommetto che ti chiami in altro modo e hai già avuto modo di perseguitarmi come io ho avuto modo di dirti che non ho tempo da perdere con i tuoi trollaggi maldestri. Adieu.

  76. LM Says:

    Mozzi, Mozzi, non ti sto chiedendo conto, sto solo dimostrando che le tue argomentazioni sono fallaci come quelle di tutti quanti. Ad ogni modo non sono Giobbe. Ma tu, Mozzi, non sei Dio, e nemmeno gli somigli (per infarinarmi ho visto la tua foto su Wikipedia)

  77. Pierre B. Says:

    Per Binaghi

    Non è la prima volta che discuto con te.Ma l’ho fatto sempre sotto il nome Pierre B (che è un nick che credo legittimo usare in discussioni che non attengono a fatti personali…anche questo credo di avertelo già spiegato)

    Non sei l’unico con cui ho discusso su Internet

    Contro di te uso argomenti e non insulti

    Infine;cosa sarebbe una “dialettica rurale”?

  78. Giulio Mozzi Says:

    Larry, potresti dire esattamente quali sono le argomentazioni mie (mie, non d’altri) che avresti dimostrato fallaci?

    Perché mi pare che tu, di quel pochissimo che qui ho argomentato, proprio non ti sia occupato. Sono forse in errore quando sostengo che la castità è una perversione, o che la fede nella provvidenza divina è paranoia?

  79. valter binaghi Says:

    Scusa Pierre B. ti ho preso per tale Calzolari. La dialettica rurale (campestre, grossolana) è quella del tuo ultimo commento. L’alternativa al conflitto delle passioni è la programmazione robotica. Vedi tu con quale modello preferisci descrivere le dinamiche affettive, ma sono affari tuoi, io non vedo più le condizioni per discutere in questo thread.

  80. Pierre B. Says:

    Di niente Binaghi,di niente……Si,anch’io direi di chiuderla qui(ovviamente hai frainteso completamente la lettera e lo spirito della mia obiezione ma tant’è……)Tanto,con le innumerevoli…… che scrivi occasioni non ne mancheranno

    Lealmente

    Raffaele Ruocco

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