Facile allegoria

by

di giuliomozzi

E quando venne
non lo riconobbero, si aggirò per le stanze
strascicando i piedi, salutando a vuoto:
ingollò qualche tartina
senza togliersi il cappotto, sporcandosi le maniche;
bevve un bicchiere, due, tre di vino bianco:
gli girò la testa e se ne andò.
Fu dimenticato
subito. La festa
era stata organizzata per lui, proprio per lui.

Questa non è dall’archivio; è un esercizio (facile) di oggi, 26 dicembre 2012.

16 Risposte to “Facile allegoria”

  1. massimo cassani Says:

    Che vino era?

  2. normanna Says:

    mi piace,questo esercizio (facile). Bello. “sporcandosi le maniche”. I maschi.

  3. Mirella Giordani Says:

    Che triste destino.
    Ti aggiri a disagio tra coloro che ti festeggiano, ma nemmeno ti riconoscono. Che vuoi farci? Quello che importa a questi qui è festeggiare loro, mica a chi la festa è dedicata.
    Del resto, ci sei ormai abituato, che la festa te l’han fatta che eri ancora giovane: trentatre anni. E da allora non hanno più smesso.

  4. Felice Muolo Says:

    Penso che ti cercarono.

  5. lidiadel Says:

    Sarà pure facile, ma a me resta qualche dubbio

  6. Giulio Mozzi Says:

    L’esercizio è facile, Lidia. E’ facile per chi legge, nel senso che
    – non offre difficoltà di comprensione letterale, non contiene oscurità;
    – fin dalle prime parole (che citano il vangelo di Giovanni, 1, 11: “Venne fra la sua gente, ma i suoi non l’hanno accolto”, o “È venuto in casa sua e i suoi non l’hanno ricevuto”, a seconda della traduzione) svela la propria natura;
    – usa un topos frequentissimo (il ritorno di Gesù in terra: vedi, se non altro, la “Leggenda del grande Inquisitore” nei “Fratelli Karamazov” di Dostoevskij);
    – propone una scena perfettamente visibile;
    – propone del Gesù ritornante un’immagine anch’essa tòpica (se non addirittura stereotipata): il Gesù-mendicante, se non addirittura il Gesù-barbone;
    – si chiude con un’allusione a una pagina di Franz Kafka che, se non si può considerare notissima, è comunque una delle sue pagine più note: il breve racconto Davanti alla legge.

    E per le stesse ragioni è un esercizio facile da fare. Si tratta solo di ripensare il topos, immaginare un contesto, e collocarvelo.

  7. Anita Feltrin Says:

    ma tu parli tanto della tecnica di scrivere, io che non sono una scrittrice, impegno i sentimenti e il più delle volte, mi fai stare male, pensare alla malinconia di questi personaggi…. soli e tristi….meglio le storie dell’uomo della stazione con l’oro e le ragazze…..
    grazie comunque per farmi passare momenti simpatici e tristi…

    …..

  8. Giulio Mozzi Says:

    Anita, il fatto è che della tecnica si può parlare. Di tutto il resto, no.

  9. Felice Muolo Says:

    Temo di non aver colto la facile allegoria.

  10. Giulio Mozzi Says:

    E’ spiegata qui, Felice.

  11. GattoMur Says:

    Insomma, una poesia estremamente (e volutamente) citazionista. Senza contare che, se ricordo bene, il titolo è lo stesso di una poesia di Franco Fortini.

  12. Giulio Mozzi Says:

    Questa di Fortini non la ricordavo. Controllo e vedo che “Una facile allegoria” è il titolo non solo di una poesia ma di una raccoltina del 1954, confluita nel 1959 in “Poesia ed errore”. Pagina 83 del benedetto Oscar di una volta curato da Mengaldo:

    Vedi questo pezzo di legno secco
    che la mano tocca, non molto pesante,
    per bruciarlo in mezzo a quest’aria d’inverno.
    Se domandi perché scrivo le parole
    e ascolto dove le scrivo gli accordi e i riposi,
    e come mai questo piacere e fatica,
    guada questo pezzo di legno, la scheggia
    che la mano tocca, il secco della corteccia,
    e vedrai che è una facile allegoria.

    Eccetera.

    Non mi pare che la mia Facile allegoria si possa definire “citazionista”. Altrimenti è citazionistico tutto (anche “Vergine madre, figlia del tuo figlio” ecc. cita i Vangeli). Mi pare piuttosto un testo, il mio, che come tutti i testi di questo mondo sta dentro una tradizione letteraria e culturale: e vi allude, come tutti i testi di questo mondo. Allude però in modo semplice e trasparente, e perciò è facile.

  13. vbinaghi Says:

    E’ la stessa concezione di allegoria che si utilizza nell’icona delle chiese greche e russe. L’analogia è proporzionale (nelle figure e nel loro rapporto) ma anche spirituale, se gli affetti di chi contempla l’immagine sono diretti a ciò che è più nobile della materia utilizzata.

  14. manu Says:

    facile, si. come dar da bere a una sequoia con un innaffiatoio da terrazza

  15. Giulio Mozzi Says:

    Be’, Manu, nel tuo esempio è solo questione di pazienza.

  16. Felice Muolo Says:

    Mi è venuto da pensare: Tu sei il guardiano e io il campagnolo. E hai chiuso la porta.

    La facile allegoria non l’avevo colta prima di fare il primo intervento. Comunque, ci ero andato vicino: in tanti ti cercano.

    Buon Anno.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...


%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: