Troppo Dante?

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[…] Ora, è ben chiaro che la Commedia merita di stare al centro dei programmi scolastici: è bellissima, è importante, e spesso, se la si spiega con un po’ di brio (il che non è facile), piace anche ai più renitenti alla letteratura. Ma resta pur sempre uno dei libri più difficili che siano mai stati scritti, e il mio dubbio nasce dal fatto che la Commedia è in sostanza il primo libro col quale molti studenti hanno un contatto prolungato, e anche quello su cui, finita la scuola, avranno speso più tempo: il libro della vita e, per tanti, l’unico libro – il che spiega tra l’altro perché tanti cinquantenni che non leggono né romanzi né poesia si commuovono riaprendo dopo decenni la Commedia o sentendola recitare…

Invito a leggere tutto l’articolo Troppo Dante? di Claudio Giunta (nel suo blog).

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18 Risposte to “Troppo Dante?”

  1. dario Says:

    su leparoleelecose, attorno all’articolo, si è anche sviluppata una discussione interessante…mi par di vedere che sul blog di Giunta i commenti non son possibili.
    http://www.leparoleelecose.it/?p=7577#more-7577

  2. Giulio Mozzi Says:

    Grazie per il rinvio, Dario. Non mi ero accorto che l’articolo fosse apparso anche lì.

  3. enrico Says:

    ultimamente ho cercato di far raccontare attraverso la scrittura creativa, a ragazzi di prima media, l’Eneide di Virgilio… Ho diviso il poema in scene che i ragazzi dovevano “drammatizzare” attraverso personaggi, battute, didascalie… nessuno ha mai pensato di fare qualcosa di simile con il “padre” Dante?

  4. Giordano Boscolo Says:

    Da piccolo e da ragazzo ho avuto la fortuna di essere un appassionato lettore di Topolino, e mi capitò di leggere tre parodie che non dimenticherò mai: il “Paperin Furioso”, “Paperino Don Chisciotte” e “L’inferno di Topolino”. Non ho dubbi che il piacere che provai leggendo quelle storie mi stimolò a leggere gli originali: Don Chisciotte è diventato il mio libro preferito, l’Orlando Furioso è uno dei motivi per cui vale la pena vivere. Con Dante la cosa è più tosta, il Sommo richiede una dedizione e un impegno non da poco, ma ne vale la pena. Quell’uomo veniva da un altro mondo. Come Leonardo. Come Elvis.
    Mi domando: se non avessi letto (al momento giusto, ovviamente) la versione Disney di quelle opere, la scuola sarebbe riuscita a farmele amare? Quello che Claudio Giunta dice nel suo articolo (è necessario trovare il contesto comunicativo adatto a far presa sui ragazzi) mi sembra il nocciolo della questione. Il mio professere di lettere del liceo non ci riuscì, a trovare quel contesto. Non con Dante. Fece un ottimo lavoro, ad esempio, con “L’avventura di un povero cristiano” e con “La coscienza di Zeno”, ma Dante, non fosse stato per Topolino, non l’avrei più ripreso in mano.

  5. Giulio Mozzi Says:

    Dante, Leonardo e Presley erano extraterrestri? Giordano, sei sicuro?🙂

  6. Marco Says:

    OT. Scusi, Giordano Boscolo, ma se “l’Orlando Furioso è uno dei motivi per cui vale la pena vivere”, posso almeno chiederle quanti motivi ha lei per vivere?

  7. giordano boscolo Says:

    Come no! Al Charly di Milano c’è anche un gruppo che si sta occupando della faccenda. Ma non posso dire di più…

  8. Marco Says:

    OT. Mi permetto di supporre che lei abbia parecchi motivi e quello del Furioso sia uno dei tanti.

  9. giordano boscolo Says:

    Bravo Marco, suppone il giusto. Infatti ho scritto: “uno dei”

  10. Federico Platania Says:

    Dieci motivi per cui quest’anno ho letto integralmente la Divina Commedia:

    1) Perché so quanto il Purgatorio dantesco abbia influenzato l’immaginario di Samuel Beckett e mi sono reso conto che il Purgatorio, integralmente, non l’avevo mai letto;

    2) Perché quest’anno anche mia moglie ha letto integralmente la Divina Commedia e ogni tanto mi raccontava le cose che gli piacevano di più a mano a mano che leggeva, ed è venuta voglia anche a me di leggere integralmente quell’opera.

    3) Perché, non ricordo più dove, ho letto che coi tempi che corrono in teoria bisognerebbe bandire la Divina Commedia perché è un testo omofobo e islamofobo e mi sono detto: meglio leggerla finché siamo in tempo, prima che farlo diventi un reato.

    4) Perché mi sono ricordato che una volta Piero Dorfles ha detto che la Divina Commedia è semplicemente il testo più bello che sia mai stato scritto in italiano. Immagino che Dorfles abbia detto tante cose a proposito di tanti libri ma una volta ho incontrato Dorfles in aereo e appena l’ho visto – non so come mai – la prima cosa che mi è venuta in mente è stata quella sua affermazione sulla Divina Commedia.

    5) Perché quest’anno ho iniziato a scrivere una cosa e ho pensato che, per quello che stavo scrivendo, sarebbe stato opportuno leggere il Paradiso (poi, dopo, ho capito che non era così opportuno).

    6) Perché non potevo continuare a tirarmela, che scrivo, leggo e faccio di conto, senza aver mai letto integralmente almeno una volta tutta la Divina Commedia.

    7) Perché l’anno scorso ero a Ravenna per presentare un libro e tra le altre cose sono andato a visitare la tomba di Dante. C’ero già stato con la scuola e in quell’occasione lì ho visitato la tomba e non ho pensato a nulla. Stavolta, invece, ho visitato la tomba e ho pensato: voglio leggere tutta la Divina Commedia.

    8) Perché un giorno, mentre ero a casa di mia madre e stavo mettendo in ordine le sue cose, è saltato fuori un’edizione della Divina Commedia, con la copertina rigida rossa. Faceva parte di un cofanetto dove c’erano anche una selezione delle poesie di Leopardi, una di quelle di Carducci e i Fioretti di San Francesco. Quell’edizione della Divina Commedia era una di quelle edizioni smilze, senza note o commenti. Ho ricordato quante volte, da piccolo, l’avevo aperta e avevo cominciato a leggere, senza riuscire mai neanche una volta a superare i primi versi. E ho pensato che fosse tempo di completare il lavoro.

    9) Perché quando ho studiato la Divina Commedia a scuola il professore che ce la insegnava, purtroppo, non era bravo a comunicarci l’amore per quelle pagine (si vedeva che lui le amava, ma non riusciva a trasmettere questo suo amore a noi). E ho detto: non è che posso perdermi un capolavoro a causa della non-qualità di una persona.

    10) Perché avevo il tempo di farlo.

  11. enrico Says:

    Mi è venuta una idea: organizzare con i giovani studenti una band, anche con strumenti come tamburelli e maracas, e suonare alcuni brani della Divina. Andare in tour. Mettere su un Festival: “Il Sommo in musica”. Farli cantare sia solisti che in coro, i fanziulli. Uno per cantare deve impararsela a memoria, la poesia, e ditemi se solo questo non sia un grande risultato. Elvis! Caparezza! Kylie Minogue! Jovanotti! Mogol! De Andrè! Dante Alighieri! Le classi si prendano almeno un paio di canti! Dài che la cantiamo TUTTA la Divina!!!

  12. giordano boscolo Says:

    Bella idea, Enrico!!!

  13. enrico Says:

    sai quale può essere il problema Giordano? Che non ci sono i soldi per le maracas…

  14. PostNarrativa Says:

    bell’esempio di scrittura creativa, perchè no rileggere in chiave postmoderna la divina commedia, renderla attuale.

  15. Antonio Says:

    Ho letto di Giunta L’assedio del presente e Il paese più stupido del mondo e ho sempre apprezzato le sue idee e la sua scrittura. Anche con questo articolo sono in linea con lui.
    Si, troppa Commedia più che Dante.
    Non ne posso più di tutte queste letture spettacolari, di persone che dicono di avere un unico obiettivo cioè leggere integralmente la Commedia, di chi l’ha letta e che solo ora può morire tranquilla, di chi parla e straparla di quest’opera.
    Si diventa ridicoli come coloro che credono di apprezzare i grandi vini e la grande musica.
    Davanti a queste cose ci vuole molta umiltà.

  16. animale politico Says:

    indubbiamente troppo Dante, troppo, abbiamo esagerato, con Dante.

  17. Carlo Capone Says:

    F.P: scrive: “Dieci motivi per cui quest’anno ho letto integralmente la Divina Commedia”
    Azzo in un anno? co’ salute!
    Te lo dice uno che per una trentina di anni, ma da una decina non più, l’ha tenuta sul comodino, leggendone un canto quasi ogni sera, prima di dormire e dopo aver fatto all’amore.

  18. Federico Platania Says:

    @Carlo Capone:
    dici che ho corso troppo? E’ che ero curioso di sapere come andava a finire.

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