Libri (di scuola) fatti di bit

by

di Massimo Mantellini

[…] Mi spiace dirlo così chiaramente ma le probabilità che il passaggio al libro digitale nelle scuole italiane si trasformi in un bagno di sangue e in un enorme spreco di denaro pubblico sono consistenti. Già l’apologia dei tablet, decisa dal Ministro, è un passo ampiamente più lungo della gamba: logica vorrebbe che prima di ipotizzare migrazioni tanto consistenti dalla carta ai bit ci si preoccupasse di una serie di altri fondamentali.
La diligenza del buon padre di famiglia, l’unico plus davvero consistente che il Governo dei ministri tecnici portava con sé, riguardo alle questioni della scuola 2.0 avrebbe dovuto portare ad una serie di considerazioni. La prima è banale e molto utile ad una scuola senza un soldo come la nostra: utilizzare Internet. […]

Leggi tutto l’articolo di Massimo Mantellini in Punto Informatico.

Tag:

6 Risposte to “Libri (di scuola) fatti di bit”

  1. vbinaghi Says:

    Molto di giusto, in questo articolo.
    Il collegamento Internet delle classi e una LIM (lavagna elettronica) in ogni classe permetterebbe di operare benissimo senza presumere una conversione totale dei libri scolastici in e-book la quale, se avverrà, avverrà coi soliti must dell’editoria, cioè garantendo innanzitutto la non-condivisibilità del prodotto.

  2. virginialess Says:

    Concordo. L’anno scorso ho letto di un docente delle elementari che lamentava il malaccorto acquisto di tablet nella sua scuola, carente di lavagne luminose e normali pc. Sosteneva in modo convincente – lungo da riferire qui – l’inidoineità didattica dello strumento.
    Dovrebbe inoltre essere in corso un accordo (c’era la Gelmini, non ricordo i particolari) tra Microsoft e il ministero che prevede l’utilizzo esclusivo dei costosi programmi di quella piattaforma. I collegamenti veloci sono poi teorici in molti luoghi e, infine, trovo “nociva” la totale conversione al digitale. Che, peraltro, dubito avvenga tanto in fretta.

  3. cartaresistente Says:

    Articolo molto interessante. Mi immagino già alunni a proprio agio e corpo insegnante senza formazione adeguata.

  4. silvafilosi Says:

    Stavo davvero pensando le stesse cose, fanno parte della mia esperienza quotidiana: ho un libro per metà digitale, al quale non riesco ad accedere, tanto complicato l’hanno fatto. da quasi sette anni leggo in classe da Internet, a spesa zero. Ma perchè non riesco a convincere i miei colleghi? Grazie per l’articolo.

  5. Federico Platania Says:

    A proposito di scuola e libri digitali:

    “Mi iscrivo al sito Hoepliscuola per vedere di che tratta questa edizione mista. Il sito mi chiede se sono uno studente, allora fingo di essere mio figlio undicenne: dico che sono uno studente di undici anni, inserisco i dati di mio figlio e alla fine il sito mi chiede di confermare che sono maggiorenne, per la legge sulla privacy. Se non confermo non posso terminare la registrazione, così affermo di essere uno studente undicenne però di diciotto anni.”

    Da qui:
    http://tinyurl.com/9zewhal

  6. marisasalabelle Says:

    I libri “misti”, che siamo stati obbligati ad adottare per l’anno scolastico corrente, sono dei tomi consistenti per peso materiale e ricchezza di contenuti, belli, illustrati, ricchi di mappe, cartine, esercizi. Oltre al già abbondante contenuto cartaceo hanno un “contenuto online” al quale si accede con difficoltà (identificazione come acquirente del testo o docente titolare dell’adozione, registrazione, password) e che dura un anno (lo studente ripetente non avrà accesso ai contenuti extra, e nemmeno il fratellino che gli succede nel percorso scolastico, a meno che non ricompri il testo). Inutile dire che i contenuti online sono assolutamente “in più”, tutto quello che un insegnante/una classe deve fare è sul cartaceo, che anzi risulta già di suo sovrabbondante rispetto alle potenzialità di una normale classe e di un normale anno scolastico. A cosa serve dunque il materiale online? Agli approfondimenti (ce ne sono già, però, anche sul cartaceo, di approfondimenti), alla ricerca (ma cosa ricerchi, se è comunque materiale già selezionato dagli autori del testo); potrebbe servire all’attività laboratoriale, se esistessero laboratori di materie letterarie: ragazzi al computer, connessione wireless abbastanza potente da reggere centinaia di connessioni (la mia scuola ha più di mille studenti, 124 docenti, il personale amministrativo, il registro elettronico… se tutti fossimo connessi contemporaneamente in una laboriosa operatività, il sistema salterebbe, e difatti gli studenti non sono abilitati alla wireless). Quindi non resta altro, al volenteroso docente, che dire ai ragazzi: a casa vostra, se volete, se avete un computer, entrate nel sito della casa editrice, cercate gli approfondimenti e leggeteveli, naturalmente dopo che avrete studiato per le normali lezioni e fatto i compiti regolari. Potrei dire altro su: i futuri libri “ancor più digitali” di cui parla il ministro Profumo, i famosi “libri fai da te” che noi docenti dovremmo creare, naturalmente dopo aver preparato e fatto lezione, preparato e corretto i compiti, partecipato ai consigli di classe e ricevuto i genitori. Ma non voglio tediare i gentili lettori.

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...