Un libro divertentissimo che consiglio a tutti

by

di giuliomozzi

Se volete farvi un’idea di chi fosse Giovanni Zibordi (del quale io ignoravo tutto fino a pochi giorni fa), potete leggere le prime pagine di questo documento qui. Nel quale troverete parecchie informazioni sulla sua carriera politica (1870-1943, fu socialista riformista, nacque a Padova e visse a lungo a Reggio Emilia) e appena un accenno al libro che ho acquistato qualche settimana fa presso Libroteka di Trento e che potreste acquistare al volo, ad esempio, presso Ebay. Di Giovanni Zibordi non c’è traccia in Anobii, c’è solo una traccia di Google Books, eccetera; benché il libro, secondo il catalogo del Servizio bibliotecario nazionale, sia stato ristampato fino al 1951.
E dunque solleviamo il velo (ma chi ha curiosato nei link ha già scoperto tutto): il libro s’intitola Divulgazioni manzoniane, si sottotitola Guida a intendere “I promessi sposi” e, pur con tutti i suoi limiti, è il meglio fatto tra i libri – appunto – divulgativi sui Promessi sposi che mi sia capitato di leggere o sfogliare. In che senso è “il meglio fatto”? Leggiamo l’indice, per intero:

Come lo conobbi
La “facilità” del Manzoni e le ragioni di questo libro

La lingua nelle due edizioni
Una tabella comparativa
Latinismi e arcaismi
Toscanismi e affettazioni
Lombardismi
Improprietà e imprecisioni
Frasi contorte e infelici
Vocaboli “difficili” o rari, o oggi fuor d’uso, o con uso mutato
Esitazioni e incertezze. I “direi quasi” e i “per dir così”

Come convien leggere il Manzoni
I sottintesi e le allusioni
Sospensioni, reticenze, puntini
Altre ricchezze e finezze
Parole opache ma non superflue
Vocaboli di senso soggettivo o relativo
Le frasi rapide

Il dialogo manzoniano
Metafore, paragoni e similitudini

La sostanza dei Promessi sposi
L’architettura del romanzo
Il Seicento e il mondo nei Promessi sposi
L’epoca
Il regime politico
La Chiesa
Gli eventi storici
La guerra
La cartestia e la peste
La società, la coltura, il linguaggio

La materia del romanzo
Le pagine meno lette
L’introduzione e l’anonimo
Le grida
Il romanzo “storico”
La versatile ricchezza del Manzoni

L’ironia manzoniana
Ironie generiche
Le ironie politiche
Ironie “letterarie”

I personaggi maggiori
Don Rodrigo
L’innominato
Renzo
Lucia
La madre e la figlia
Don Abbondio
Padre Cristoforo
Gertrude
Federigo Borromeo

Le figure minori
Le simmetrie
I servi
Figure minori o maggiori?
I frati e i preti
I mercanti e gli osti
Le folle
I bambini
La faccenda dei figli del sarto
Gli animali

Il paesaggio manzoniano
Commenti in ordine sparso
Riferimenti e analogie
Quadretti e scene
Alcuni perché
La frettolosa “corsa alla fine”
Posizioni e atteggiamenti
Il manzoni “fisiologo”
L’età dei personaggi
Certe distanze

Epilogo
Il pensiero del Manzoni

Da Ebay

Tutto in 326 pagine. Ora, cari voi, immaginatemi lì, a Libroteka, in piedi accanto allo scaffale, che scorro l’indice del libro. Quali sono le prime pagine che vado a vedere? Ma quelle sui puntini, ovviamente! E, con mia gran meraviglia, trovo davvero, da pagina 63 in poi, dieci pagine fitte di esempi – brevemente e semplicemente commentati – di uso dei puntini nei Promessi sposi. Quindi, lo compro.
Dopo la lettura: le pagine più utili del libro di Zibordi sono quelle legate allo stile e quelle sui personaggi minori. Non ci si trova nulla, ma proprio nulla che non si possa trovare in altri libri assai più difficili da leggere: ma questo, così sui due piedi, non mi pare si possa definirlo un difetto. Non sono gran discorsi critici e anlitici, quelli dello Zibordi: la maggior parte del testo è fatto di annotazioni brevi, da poche righe a una paginetta. Ad esempio, in una scheda su “le frasi rapide”, Zibordi annota (p. 94):

“Ma se parlo, son morto – dice Don A. a Renzo, che vuol sapere la verità. – Non m’ha da premere la mia vita?”.
Dunque parli“.
Quel dunque vale una proposizione (cap. 2).

Nel capitolo sulle “reticenze” si trova questa nota brevissima (p. 77):

Il castello dell’Inn. è chiamato castellaccio, terribile domicilio. Dopo la conversione di lui, è il castello, soltanto.

E così via. Noterelle, cose da poco, ma in una profusione tale da finir col costringere il lettore, alla fin fine – e questo è il punto -, ad aguzzare gli occhi e a rileggere il romanzo con più acuta sensibilità. Senza contare che – e non so se lo Zibordi se ne fosse accorto: ma penso di sì – ciascuna di queste noterelle è anche un rapido e spicciolo consiglio di scrittura.

Chiunque abbia commesso l’errore di frequentare un mio corso o seminario sullo scrivere e sul narrare sa che ho l’abitudine di tentar di trovare l’esempio giusto, per qualunque cosa debba esemplificare, nei Promessi sposi (dei quali ostinatamente raccomando, ma in questo sono ahimè poco seguito, la rilettura mensile). Bene: da quando ho lo Zibordi con me, la qualità e la quantità dei miei esempi manzoniani sono decisamente incrementate.

Per finire: non è certo, questo di Giovanni Zibordi, un capolavoro della critica manzoniana. Ma è un libro divertentissimo, utile e istruttivo; e appassionato di una passione che, ahimè, più non s’usa, e che è bello incontrare e contemplare.

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11 Risposte to “Un libro divertentissimo che consiglio a tutti”

  1. cartaresistente Says:

    Interessante e divertente. Grazie della segnalazione.

  2. Alba Cataleta Says:

    Di certo un sì divertente commento non induce che alla curiosità di acquistare subito il libro e poi mi ha fatto venire in mente la frase di un mio professore del Liceo, ahimè che non c’è più: “Se volete imparare a scrivere, rileggete spesso I Promessi Sposi. Vi consiglio di tenerlo sul comodino.”
    Grazie anche per questo.

  3. Silvia Says:

    Grazie per ” la prescrizione”. A me terapeutica la rilettura dei Promessi Sposi.

  4. virginialess Says:

    Di Zibordi sapevo qualcosa come socialista, antifascista ecc., mentre mi tornano nuove le sue competenze letterarie. Concordo sull’opportunità di rileggere periodicamente I promessi sposi. E anche Don Chisciotte: Romanzo con la maiuscola, appunto

  5. Giulio Mozzi Says:

    Noto che ieri, quando ho messo il link a Ebay, lì ce n’erano tre copie. Ora ne resta una sola.
    In questo momento ce ne sono otto copie in Maremagnum, e altre otto in Comprovendolibri.

  6. manu Says:

    potresti pensare ad una nuova professione: il segnalatore di libri

  7. Giulio Mozzi Says:

    Dalla quale, peraltro, Manu, credo che non guadagnerei nulla. Perciò forse è meglio se resta un passatempo.

  8. Stefano Says:

    Ciao Giulio, visto l’interesse, segnalo un testo recente su Zibordi in cui il capitolo “Zibordi letterato” l’ho scritto io: http://www.lacaita.com/giovanni-zibordi-le-idee-e-lopera-di-un-riformista/
    Mi piace l’attenzione che hai dato a questo autore e giornalista; pensa che a Reggio si diceva che fosse lui il padre naturale dello scrittore Silvio D’Arzo, improbabile, viste le date, ma suggestivo pensare ancora una volta ad un altro tassello della “leggenda D’Arzo”.

  9. mimmo Says:

    Sono curioso di saper quali sono le “pagine meno lette”

  10. Barbara Buoso Says:

    Non so chi ma qualcuno lo ha detto: “Dio sta nei particolari”, quindi grazie, come sempre, Giulio.

  11. Marco Parlato Says:

    Grazie!
    Su comprovendolibri ora ce n’è uno in meno ;>

    M.P.

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