Al macero!

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Sono l'ultimo a scendere (e altre storie credibili)

Sono l’ultimo a scendere (e altre storie credibili)

L’editore Mondadori mi ha appena avvisato – tramite il mio agente – che entro breve il mio ultimo libro di racconti, Sono l’ultimo a scendere (e altre storie credibili), pubblicato nel 2009, sarà mandato al macero e messo fuori catalogo. Naturalmente posso acquistarne quante copie voglio – nei limiti della giacenza – a prezzo superscontato (devo comunicare la mia decisione entro il 30 giugno). gm

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94 Risposte to “Al macero!”

  1. Giovanni Says:

    Con quale criterio un editore decide che un libro andrà fuori catalogo? Poche vendite? Mi sembra che il tuo libro abbia avuto ottime recensioni e buoni consensi tra i lettori. E allora?

  2. wannabe Says:

    E non lo ristampano negli Oscar?

  3. Giulio Mozzi Says:

    Credo che il libro non abbia fatto più di 4.000 copie (sto aspettando i resoconti del 2011). Non sono molte. Non sono abbastanza per tenerlo in magazzino, né abbastanza per metterlo negli Oscar.

  4. icalamari Says:

    Giulio, io ne approfitterei per leggere qualcosa di tuo pubblicato su carta. Hai idea di come ci si può organizzare? Francesca

  5. Barbara Says:

    Me ne tieni una copia? lo leggo volentieri…

  6. Tommaso Carlucci Says:

    Roberto Ferrucci ci ha raccontato, all’interno del corso di scrittura creativa del Circolo Tobagi, il meccanismo del macero dei libri. Che brutta cosa! Ci son rimasto molto male.
    Il tuo libro era nella lista di quelli da acquistare per le mie letture estive…

  7. monica Says:

    quando era uscito in liberia?

  8. Paolo Says:

    Non me ne intendo, ma in questi casi puoi proporlo a un altro editore?

  9. Barbara Big Says:

    Giulio, tu puoi prendere una copia per me, per favore? Non ce l’ho ancora. A saperlo, lo avrei ordinato prima.

  10. Barbara Buoso Says:

    Giulio, quante copie hai? Come società ogni anno mi sforzo di trovare ‘regali’ intelligenti per clienti e conoscenti (più o meno buono). Se c’è modo di avere una fattura intestata alla mia società posso prenderne un bel po’, così il Natale 2012 avrà un senso diverso per i miei clienti!!
    Fammi sapere, mi farebbe piacere, cerco sempre di esportare le mie seconde-origini (buone) in giro per l’Italia..

  11. La sig.a A Says:

    me ne tiene una copia.? Sicuramente ci sarà qualcosa da imparare.
    la sig.a A.

  12. Matteo Says:

    e se organizzassimo un acquisto collettivo in Rete? sarebbe un bello smacco…

  13. gian marco griffi Says:

    Come bibliofilo collezionista, possedendo una copia della prima edizione, dovrei essere contento. Pur se profano delle dinamiche economiche editoriali credo tuttavia sia la prassi (intendo il macero). Come aspirante scrittore che si arrabatta per pubblicare un misero libro mi viene da piangere.

  14. stefano re Says:

    Ti seguo, mi piace come scrivi, ma solo 4000 copie? Mi sembra strano che un tuo volume venda così poco…
    Stefano

  15. Alessandro Canale Says:

    Giulio, acquistale tutte tu e noi le compreremo tutte da te. Nessuna copia dovrà andare perduta. Il macero…. maledetti.

  16. Giulio Mozzi Says:

    Francesca dei Calamari: non ho capito la domanda.

    Monica: era uscito nel 2009. Ho aggiunta l’informazione nell’articoletto.

    Il libro resterà in commercio ancora per un po’, almeno per tutto giugno, quindi chi volesse acquistarne una copia può farlo. Se non c’è in libreria basta ordinarlo. Io non so se ho voglia di riempirmi la casa di scatoloni.

    Barbara Buoso: al momento ne ho una copia. Non ho partita iva. Bisognerebbe capire se Mondadori sarebbe disposto a vendere delle copie direttamente alla tua società, facendo lo sconto super (90%, un euro e ottantacinque a copia) che farebbe a me. (In questo caso, ovviamente, io non ci guadagnerei nulla). Quante copie ne prenderesti?

    Paolo: sì, posso. La macerazione totale ha come conseguenza automatica (per legge) l’estinzione del contratto. I diritti torneranno a me.

    Stefano Re: io non mi stupisco che un mio libro venda 4.000 copie.

  17. Enrico Says:

    Mi ero detto: “lo leggerò”. Avevo altre priorità di lettura… ecco ora è l’occasione. Che si fa? Si acquista collettivamente? Tramite l’autore?

  18. icalamari Says:

    Mi hai risposto, lo ordino in libreria. Ciao
    Francesca

  19. Giulio Mozzi Says:

    Enrico, ripeto: la cosa più semplice e pratica è fare come al solito. Andare dal proprio fornitore abituale, e comperarlo. Entro un mese.

  20. SANDRO Says:

    Io un po’ di copie da regalare me le compro, visto che l’ho già fatto, di regalarlo, e che di solito finisco per regalare gli stessi libri più volte.

  21. manu Says:

    Outlet del libro a Frassineto Po (Alessandria) Piazza Vittorio Veneto 4 aperto il sabato e la domenica (così almeno era scritto nell’articolo di giornale del 16 febbraio 2008 che ho conservato) 1000 metri quadrati di esposizione di libri che non si trovano più, che stanno nei magazzini a due passi dal macero, a anche libri rari. Claudio Maria Messina editore e inventore di questa cosa.

    perchè i tuoi libri non possono finire lì?

  22. Giulio Mozzi Says:

    Perché si guadagna di più a venderli per il macero, Manu.

  23. lultimotrucco... Says:

    …per far parlare di sé: farsi mandare al macero.

  24. gian marco griffi Says:

    L’outlet del libro di frassineto po è a un quarto d’ora da dove lavoro ma è aperto solo sabato e domenica, mannaggia.

  25. robertareginato Says:

    Quest’anno in classe ho letto alcune delle tue storie e sono piaciute ai miei allievi di terza media.
    Potresti comprarne un po’ e, anzichè svenderli a neanche due euro, rivenderli a prezzo scontato agli studenti dei tuoi prossimi laboratori (o tramite i docenti interessati). Capisco la questione degli scatoloni, però sarebbe un gesto generoso verso la scuola (certamente nel tuo stile) e avresti un minimo riconoscimento economico del tuo lavoro. Peccato che non siamo già a settembre per fare le adozioni dei testi…
    Per il prossimo salone del libro perché non pensare ad un’inziativa per salvare i libri dal macero? Come si fa anche per salvare i libri antichi che necessitano restauri con “adotta un libro”.
    Coinvolgere la scuola e promuovere la cultura (entrambe al macero), oltre le logiche di mercato…

  26. icalamari Says:

    In libreria non mi hanno dato speranze, però l’ho ordinato su IBS.
    Ciao

  27. Barbara Buoso Says:

    Giulio, la mia società li comprerebbe a prezzo pieno, ovvero garantendo i diritti d’autore a chi lo ha scritto. Ne acquisteremmo 100 copie.

  28. Giulio Mozzi Says:

    Allora, Barbara, puoi acquistarli presso qualunque libreria. Te li ordinano e te li fatturano. Anche su Ibs si può avere la fattura.

  29. Barbara Big Says:

    Anch’io l’ho già ordinato su IBS. Se facciamo tutti così, è meglio per Giulio (credo).
    G. dovresti scriverlo nel post iniziale che si può acquistare ancora il libro per un mese in libreria o in internet.

  30. Andrea Cisi Says:

    Giulio io lo smacco l’ho subito con sfumatura: il mio vecchio (2008) Mondadori lo ha messo al macero due giorni prima che uscisse il nuovo (sempre Mondadori), nel 2011. Strategia editoriale interessante. Io però mi son messo gli scatoloni in garage. Ora me ne pento, forse. La domanda è: come per gli umani, non sarebbe giusto lasciare a un libro la sua esistenza senza provare un dispiacere al momento della morte naturale (leggi ‘macero’)? La risposta che mi dò da novizio è: no.

  31. gian marco griffi Says:

    Non ho capito: ma dal 2009 a oggi dov’era tutta sta gente che adesso smania per comprare il libro?? 🙂

  32. matteo righetto Says:

    Cosa triste.
    Mettiamola così: altro titolo buono per Laurana.

  33. Barbara Big Says:

    @Gian Marco è vero, l’ho pensato anch’io di me medesima.
    Dopo l’evocazione del macero l’ho comprato perché sto leggendo i libri di g. per conoscerlo un po’ e questo non ce l’avevo – ancora.

  34. gian marco griffi Says:

    Ma i libri
    son come i fiori
    nascon da soli
    son come i sogni
    e a noi non resta
    che leggerli in fretta
    perché poi svaniscono
    e non si ricordano più.

  35. Giulio Mozzi Says:

    In realtà, Barbara, che il libro sarà disponibile per tutto giugno è solo una mia ipotesi (perché entro il 30 giugno devo comunicare a Mondadori se intendo acquistarne delle copie). Per questo ho scritto genericamente “entro breve”. Ma ora sistemo.

    Tengo a precisare che ho pubblicato questa notizia solo perché è una notizia che mi riguarda. Non per sollecitare l’acquisto del libro. Né per criticare la decisione di Mondadori: so perfettamente che editore è Mondadori, non mi aspettavo niente di diverso, e quindi sono soddisfatto.

  36. Barbara Big Says:

    Giulio, è chiaro quello che hai scritto sul macero e ciò che sottende.

  37. Ivano Porpora Says:

    A me dispiace. E’ rimasto nella storia della mia coppia il momento in cui Silvia prima di andare a dormire mi diceva “Mi racconti una storia di Giulio?”.
    A me piaceva il poeta emiliano; a lei, l’uomo dal culo enorme,

  38. Greco Sabrina Says:

    A me quel libro è stato regalato da una persona cara durante un bellissimo pomeriggio. Ho tolto la copertina (non mi piace, non si addice); non mi è mai piaciuto nemmeno il titolo.
    Forse è pure per questo che ha venduto 4.000 copie.

  39. matteo righetto Says:

    “L’uomo dal culo enorme” è uno dei racconti più arguti che io abbia mai letto.

  40. lori Says:

    ……condoglianze.

  41. Giulio Mozzi Says:

    La mia prima proposta per il titolo era: “La natica di palissandro (e altre storie credibili)”. La mia seconda proposta era: “L’uomo dal culo enorme (e altre storie credibili). Finché in Mondadori mi dissero: “Oi, Mozzi, ma che c’ha la fissa delle parti basse?”.

  42. Lucio Angelini Says:

    Be’, consolati pensando che il libro ti ha reso abbastanza con il gruzzoletto del Premio Settembrini. Purtroppo il successo di critica non coincide quasi mai con il successo di pubblico. Uno dei due fa acqua:-)

  43. Cletus Alfonsetti Says:

    rumore del treno, di sottofondo ad ogni cambio di pagina, fine ed inizio di un nuovo racconto. Cosi, Mozzi, potremmo farne un ebook, donandogli una nuova vita digitalizzata. Cletusproduction è lì…quando vuoi.

  44. Giulio Mozzi Says:

    Il Settembrini di sicuro, Lucio, vista la prossimità della laguna.

    Comunque, come ho detto: sono soddisfatto.

  45. Riccardo Says:

    Potrebbe essere la giusta occasione per sperimentare un’auto pubblicazione in ebook?

  46. Greco Sabrina Says:

    Già, fa acqua come le navi di certi comandanti che sono i primi a scendere. Meglio un Ristorante:-)

  47. Briciolanellatte Says:

    In ogni caso è sempre triste che un editore ti dia una comunicazione così. E come se ti archiviasse rendendo palese che si sbarazzerà del vecchio per far spazio al nuovo.
    E’ comunque senz’altro peggio quando manda le copie al macero senza dirti nulla. Le case editrici meno titolate lo fanno tranquillamente.

  48. maria teresa morry Says:

    Tutte le volte in cui mi capita di leggere che dei libri vengono distrutti , sto male…chissà perchè mi balzano alla mente certi roghi nazisti di triste memoria… inoltre, altro pensiero, non credo che la lettura su internet potrà mai sostituire l’intimità che si crea tra una persona ed un libro…

  49. ramona Says:

    trovo davvero triste per un libro finire al macero, e finirci così presto. Di esigenze editoriali o di stoccaggio, non me ne intendo. Lo trovo semplicemente triste, ecco. Se tutti i libri del passato fossero finiti così, cosa sarebbe rimasto a noi di certe storie meravigliose?
    Anche io possiedo questo libro di Giulio (insieme ad altri scritti da lui), l’ho comprato a Torino, e lo amo perchè mi ricorda un periodo bello.
    Gli auguro lunga vita ancora.

  50. Greco Sabrina Says:

    L’importanza di un libro già pubblicato, e la validità dell’opera in esso contenuta (che sopravvive comunque e si tramanda), non sono decisi da un editore. Tanto è vero che spesso l’opera viene proposta successivamente da editori diversi.
    Insomma, secondo me, non è morto nessuno.
    Certo, le alternative intelligenti al macero potrebbero trovarsi facilmente. Ma poiché la logica è meramente economica, la distruzione è più conveniente, così come avviene ormai da tempo in diversi settori della produzione.

  51. Giulio Mozzi Says:

    Briciola, non è questione di case editrici più o meno titolate. Nel mio contratto c’è scritto che l’editore, se vuole fare un macero totale e finale, è tenuto ad avvisarmi e a propormi l’acquisto di copie.

    Ricevo molti libri in omaggio. Di questi, parecchi mi sembrano robaccia. Non credo che valga la pena di salvare ogni e qualsiasi libro. Così come non credo valga la pena di ricordare ogni conversazione, ogni persona conosciuta, ogni film visto eccetera.

    Da Sono l’ultimo a scendere:

    8 febbraio 2004, Differenziata

    «Ma che cosa fa?».
    Mi volto. La voce appartiene a una signora con pelliccia e cagnolino.
    Sono le quattro del pomeriggio. Io sono all’angolo tra la via dove abito e la piazza. Ho davanti a me un carrello pieno di libri. Ho alla mia destra la campana gialla per la raccolta differenziata: la campana per la carta. Sto buttando via libri.
    Guardo la signora.
    «Sto buttando via della carta», dico.
    «Non è vero!», dice la signora.
    Guardo i tre libri che ho in mano. Guardo la signora.
    «Mi dica», dico.
    «Lei sta buttando via dei libri!», dice la signora con vera indignazione.
    «Sì», dico. «Sto buttando via dei libri».
    «Non si buttano via i libri!», dice la signora.
    «Sto buttando via dei brutti libri», dico.
    «Non c’entra!», dice la signora. «I libri sono libri! I libri sono cultura! I libri non si buttano via!».
    Respiro a fondo.
    «Signora», dico, «non creda che io non dia valore alla letteratura, alla scienza, alla spiritualità e a tutto ciò che si trasmette per mezzo dei libri. Ma le assicuro che ho presa la decisione di buttare via questi libri perché sono libri che non hanno alcun valore né letterario né scientifico né spirituale».
    Non è esattamente così, ma penso che possa andare.
    «Non dica sciocchezze!», dice la signora. «Un libro è sempre un libro!».
    «Sì, signora», dico. «E anche la televisione è sempre la televisione».
    «Che c’entra?», dice la signora.
    «Anche in televisione può capitare di vedere un programma intelligente», dico. «Allo stesso modo, può capitare di leggere un libro stupido».
    «Non cambi discorso!», dice la signora.
    «Non cambio discorso», dico. «Voglio dire che lei non ha idea di che cosa siano i libri che sto buttando via. E quindi lei non può sindacare su ciò che sto facendo».
    «Io so quello che dico!», dice la signora. «Lei sta compiendo un crimine contro la cultura! Lei è uno sciagurato!».
    Mi viene un dubbio.
    «Signora», dico, «li vuole lei questi libri?».
    «No», dice inorridita. Fa addirittura un passo indietro.
    «Ecco, bene», dico. E, per sottolineare che considero chiusa la questione, butto finalmente nella campana i tre libri che ho in mano da due minuti.
    La signora ha un soprassalto.
    Io non la degno di attenzione.
    «Senta», dice la signora, cambiando tono.
    «Mi dica», dico. E butto giù altri tre libri.
    «Senta», dice la signora, «forse un sistema c’è».
    «Mi dica», dico. Mi fermo.
    «C’è una persona che sarebbe felice di ricevere questi libri», dice la signora.
    «Mi dica», dico.
    «Da queste parti», dice la signora, «so che abita uno scrittore. Qui vicino. Mi pare», e fa un gesto verso la via dove abito, «che abiti proprio qui».
    «E lei come fa a saperlo?», dico.
    «Ho letto un suo libro», dice la signora, orgogliosa. «E conosco suo padre».
    «Ah», dico. «Però».
    «Lui certamente saprà apprezzare ciò che lei sta buttando via», dice la signora.
    «Immagino», dico.
    La signora non sputa il rospo.
    «E chi è questo scrittore, mi dica?», dico.
    «Si chiama Giulio Mozzi», dice la signora.
    Faccio un passo verso di lei.
    «Signora», dico, «Giulio Mozzi sono io».
    La signora mi guarda fisso. «Non mi prenda in giro», dice.
    «Non la prendo in giro», dico.
    Tiro fuori il portafoglio dalla tasca posteriore sinistra, un biglietto da visita dal taschino del portafoglio. Glielo porgo.
    «Ecco», dico.
    La signora prende il biglietto. Lo guarda. Mi guarda.
    Sembra terrorizzata.
    «Pulvis es», dico solennemente, «et in pulverem reverteris». Butto dentro altri quattro libri.

  52. Greco Sabrina Says:

    Mi piace la battuta statistico-stilistica sull’intelligenza dei programmi televisivi rapportata alla stupidità di certi libri, e il pensare all’utilità di vita della memoria.
    Cosa fa uno scrittore alle quattro del pomeriggio? Noooo…..
    Bello camminare per le strade della propria città in… incognito. 🙂

  53. anna albano (cose da libri blog) Says:

    uhm, venderò la mia copia ai posteri di “Sono l’ultimo” a carissimo prezzo.

  54. anna albano (cose da libri blog) Says:

    leggi: uhm, venderò ai posteri la mia copia di “Sono l’ultimo” a carissimo prezzo.

  55. Greco Sabrina Says:

    Quando il prezzo è troppo alto…
    Qualcosa non Quadra…
    Tchau!

  56. Carlo Capone Says:

    Scusate la domanda: se il libro va al macero l’editore perde i diritti di pubblicazione?

  57. Fedelma Says:

    Sì vabeh, mica è stato pubblicato nel 1909 da una casetta editrice di sest’ordine e tu non sei l’ultimo degli scrittori, anzi. E’ una cosa che va molto oltre lo schifo e non mi interessa della giacenza e di tutte le smenate possibili.
    Al macero c’andassero loro!

  58. mimmo Says:

    Peccato abbia venduto solo 400 copie, perché lo considero uno dei tuoi testi migliori, (ma questa è una questione di gusto e non li ho letti proprio tutti).
    Mi viene in mente però un’idea: comprane cento copie autografale e aspetta che vada al macero. Dopo puoi batterle come tiratura salvata dal macero a prezzo da collezionista e comprarti l’agognata tenuta nel Chianti con il ricavato………………………….

  59. mimmo Says:

    Mi sono riletto tutti i commenti e mi è tornata un mente una questione che avevo sollevato quando è uscito il testo, che cioè, la copertina era orribile e comunque non rendeva merito al testo (il titolo invece mi sembrava azzeccato). Continuo a pensare che la copertina, in quanto parte evidente dell’oggetto libro, incida sulle vendite molto di più di quello che si potrebbe pensare.
    Chissà se in una nuova edizione venderebbe di più……..

  60. Greco Sabrina Says:

    C’è un errore. 4.000 copie, mimmo. 4.000, non 400. C’è uno Zero in meno; i numeri sono importanti. Rivelano l’entità, la misurazione, un valore.
    Non ce lo vedo proprio Giulio Mozzi a tirar su soldi così… Mi viene da ridere… E’ una bella battuta!
    E poi, chissà, come tutti gli scrittori, ricchi o poveri come tutti gli uomini, può darsi che qualche persona a lui riconoscente, diventata ricchissima, la tenuta nel Chianti possa regalargliela, se è quel che lui più desidera al mondo… e se è disposto ad accettar regali. Nella vita non si può mai essere veramente sicuri di niente, come dice sempre il Tenente Colombo…
    E’ come stare su una nave, per chi ne ha la… Passione. Crociere a parte, mio Dio (basta cambiare la meta o la compagnia…?).
    🙂

  61. Greco Sabrina Says:

    P.S. Dimenticavo… Oppure tavolo, come canta qualcuno e come ha scritto qualcun altro in un libro che… ora non ricordo…
    La seconda cento.

  62. Cletus Alfonsetti Says:

    http://bottegadilettura.wordpress.com/2011/11/01/bottega-rewind-sono-lultimo-a-scendere-di-giulio-mozzi/

  63. Giulio Mozzi Says:

    Carlo Capone: quando l’editore fa una macerazione totale e toglie l’opera dal catalogo, i diritti tornano all’autore.

    Mimmo: non ho mai desiderato una tenuta nel Chianti.

    Quanto alla copertina, io la trovo assai bella; e, in più, straordinariamente visibile.

  64. alexpardi Says:

    Su Feltrinelli.it lo danno già fuori catalogo. Io l’ho appena ordinato su IBS, e proverò a leggerlo a mio figlio (7 anni): i racconti di Rodari gli sono piaciuti parecchio, credo possa apprezzare anche questi.

  65. gian marco griffi Says:

    La penso come il narratore del racconto “Differenziata”, che mi sembra un ottimo resoconto. Perché non buttare via un libro brutto? Perché non smettere di leggere un libro brutto? Io, i libri orrendi, li butto via. I libri orrendi smetto di leggerli.
    Si tira in ballo il nazismo. Ma l’atrocità del nazismo in quel caso non fu bruciare i libri, bensì l’imbecillità, l’ignoranza, l’arroganza, in una parola, l’ideologia, con cui scelse quali libri bruciare.

  66. Greco Sabrina Says:

    Caro Gian Marco, i parametri con cui si “scelse” quali libri bruciare, come sai, erano perfettamente rispondenti all’obiettivo (imbecille, ignorante, arrogante) da raggiungere.

  67. Greco Sabrina Says:

    P.S. Un, due, tre… Pubblicità! 🙂

  68. Greco Sabrina Says:

    P.S.2 Allora come adesso, comunque, i “giochi” funzionano solo fino a quando rimangono sommersi. E cioè soltanto sino a quando le persone non hanno consapevolezza di quanto sta succedendo.

  69. Luigi Tuveri Says:

    Al macero il libero del libro,
    al macero il libro ch’è più libero.
    Mi lacero d’incendi quattro, cinque, una volta.
    Comprendo che Ray Bradbury determinò una svolta.
    E scrivo per non leggere e leggo per non scrivere,
    al macero e al fuoco il mio, il tuo, il nostro quieto vivere.

  70. manu Says:

    tra un po’ arriva qualcuno e propone di impararlo a memoria. la tradizione orale ci salverà! anche per me la copertina è perfetta

  71. Greco Sabrina Says:

    Il problema è che bisognerebbe andare avanti, non indietro.

  72. mimmo Says:

    Avevo capito che erano 4000 copie, ma uno zero è rimasto nei tasti, e la stanchezza della sera non mi ha fatto rilevare l’errore.

    Che Mondadori non mantenga a lungo il catalogo, non mi sembra una novità, ma non vorrei parlare in più. In ogni caso se possso dare un consiglio a Giulio, non andrei oltre le 100 copie da autografare, poi chissà………. un domani un altro editore potrebbe essere interessato in un altro contesto a ripubblicarlo.
    Piuttosto notavo come quel tipo di testi facciano parte ormai della storia di un Vibrisse che non c’è più, i post oggi sono di tuttaltro stile. Anche questo è solo il senso del tempo che passa.

    Se non ti interessa una tenuta nel Chianti, potresti sempre costituire una fondazione letteraria per la ripubblicazione di testi fuori catalogo………………………..

    P.S. No, insisto, “Sono l’ultimo a scendere” lo immagino con un’altra copertina

  73. Giulio Mozzi Says:

    Mimmo, Mimmo: quando un autore – come nel mio caso – vende poco, ovvero è poco noto, la firma sul libro non ne aumenta il valore: lo diminuisce. E la dedica personale quasi lo azzera (infatti, non è più possibile riciclare il volume come regalo a terzi).

    Per la Fondazione (che mi piacerebbe tanto chiamare Fondazione Dalcielo, ma questa è un’altra storia) sto seguendo un’altra via: Turisti per sempre.

  74. anna albano (cose da libri blog) Says:

    giulio, giulio: eppure qui a milano c’è un signore di nome andrea kerbaker che fa collezione di volumi firmati dall’autore e ne possiede un notevole numero. non escluso che in quel contesto la firma, invece che deprezzarli, ne faccia aumentare il valore.

  75. mimmo Says:

    Un oggetto che non esiste più nei suoi multipli è destinato ad aumentare il valore e qualsiasi serie limitata, numerata e firmata assume un valore particolare. E’ ovvio che le memorie di Michael Schumacher (se esistessero) firmate dall’autore in edizione limitata varrebbero di più del tuo testo, ma solo perché non hai ancora vinto un mondiale di F1. Questo, purtoppo, visto che non hai la patente è a questo punto impossibile.

    Scherzi a parte, tutto questo cicalare mi ha fatto tornare in mente un aneddoto: nel periodo in cui era uscito mi è capitato almeno tre volte a memoria, di passare da Feltrinelli a Padova e di tirare fuori dallo scaffale il libro lasciandolo sul suo ripiano con la copertina esposta, insieme agli altri in evidenza. Chissà se questo ha contribuito a vendere tre copie in più o se la solerte mano di uno degli attentissimi addetti della libreria non lo abbia quasi subito riposto, infilato fra i dorsi.

  76. Livia Says:

    Consiglio di rilevarli e venderli lei on-line a 1/2 del prezzo di copertina + spese di spedizione. Io lo comprerei subito!

  77. Greco Sabrina Says:

    Beh, anche Michael Schumacher, che è un mito, non ha ancora vinto il Premio Settembrini…

  78. Giulio Mozzi Says:

    Livia, mettiamo che io accetti il tuo suggerimento. Una persona x mi scrive per acquistare una copia. Io devo: prendere la copia; acquistare una busta opportuna (0,70 euro), affrancarla (per una consegna in tempi decenti: posta prioritaria, 2.20 euro), scrivere l’indirizzo, andare all’ufficio postale, fare la coda, spedire al compratore (via email) i dati per il bonifico. Se facessi metà prezzo (18,50 / 2 = 9,25, dovrei chiedere in tutto 12,15 euro. All’acquirente il bonifico costa – di solito – 1 euro. Il libro quindi costerebbe in effetti 13.15 euro.
    Domanda n. 1: siamo davvero convinti che ci siano tante persone interessate ad acquistare per 13,15 euro un libro di racconti che non hanno voluto acquistare a 18.50 euro? Davvero quei 5,35 euro fanno la differenza?
    Domanda n. 2: Io guadagnerei 9,25 euro a copia. Quanto tempo ci metto a compiere tutte le suddette operazioni? Vale la pena che io perda quel tempo per quel guadagno?
    I tempi per me si riducono, ovviamente, comperando le buste in pacchi da dieci; o andando in posta solo quando si siano accumulati, mettiamo, almeno tre ordini: ma i tempi d’attesa per i compratori rischiano di diventare scomodamente lunghi. I costi per il compratore possono diminuire (di pochissimo) con la spedizione come piego di libri: ma è vexata quaestio se i privati possano spedire con questa formula.

  79. anna albano (cose da libri blog) Says:

    dunque non resta che accettare il destino del macero e continuare per un poco a praticare qualche esercizio di malinconia qui su vibrisse.

  80. thomas bernhard Says:

    mettendo il libro in formato ebook a 2 euro (il 10 per cento del prezzo di copertina, quello che di solito uno scrittore incassa) e spedendolo via email magari si raggiunge qualche risultato in più.

  81. Livia Says:

    Caro Giulio Mozzi,
    ha perfettamente ragione!
    Quando le ho scritto ero sotto l’effetto della scomparsa di quel libro da ibs, ed ho trovato assurda la mia proposta già mentre stavo per schiacciare invio, ma ormai l’impulso nervoso era partito.
    È andata così: ho letto questo post, sono andata a controllare su Ibs e il libro c’era ancora (almeno sul sito), il giorno dopo mi decido ad acquistarlo ed era scomparso!
    E mi sono rammaricata di non averlo preso un mese fa, quando l’ho conosciuta come autore, ed ho ordinato “Questo è il giardino”, insieme a “Requiem per un cane” di Carlo Coccioli, suggeritomi dal suo blog.
    La ringrazio comunque della risposta dettagliata.
    Troverò il modo di leggerlo.
    A proposito, la copertina mi piace e non è male neppure il titolo.

  82. Livia Says:

    PS: sul sito librimondadori.it, che rimanda a bol.it per l’acquisto, è ancora presente! Dice: “Stato: in listino”.

  83. Giulio Mozzi Says:

    Librimondadori.it rimanda a Bol, e Bol dice: “questa edizione è fuori catalogo, ma siamo in grado di reperirne qualche copia”. Quindi lì, se vuoi, si può acquistare.

    Sedicente Thomas Bernhard: allora faccio prima a pubblicarlo in digitale su tutte le piattaforme. Il mio contratto con Mondadori prevede diritti d’autore al 15% sul prezzo di copertina defiscalizzato (cioè diminuito dell’Iva al 4%). Bisogna anche ricordare che, misteriosamente, sui libri digitali l’Iva è al 21%.

    Anna: macché malinconia! Stiamo esplorando le possibilità.

  84. Greco Sabrina Says:

    “Dottor Mozzi”, “Guardi che qui non stiamo mica con le mani in mano”. 🙂

  85. Isa Says:

    Ciao, Giulio. Quante copie ha stampato Mondadori nel 2009?

  86. Giulio Mozzi Says:

    Isa: circa 6.000 in prima tiratura, delle quali 4.500 distribuite. Poi, di rincalzo, altre 2.000.

  87. virginia Says:

    differenziata….è bellissimo……è un racconto meraviglioso…..

  88. virginia Says:

    lui (Mozzi) ricorda un po’ Antonio Pérez (Nebbia)….

  89. virginia Says:

    augusto, non antonio ;-)…. eh la memoria…..

  90. Valeria Says:

    Non so se possa farle piacere sapere che io ho acquistato il libro poco tempo fa…mi é sembrato cosí strano imbattermi in questa notizia!Per fortuna ho anticipato la Mondadori…avevo scelto il libro tra quelli proposti dal mio docente…Mi spiace…

  91. giovanna Says:

    Io non riesco a capire… ma le librerie di remainders? E le biblioteche, grandi e piccole? E le bancarelle? E tutti quei bei localini dove è possibile anche leggere un buon libro?
    Ma accidenti, di modi per spargere queste copie ce ne sono a bizzeffe, il macero è davvero un’indecenza!
    Tra l’altro è l’unico libro leggero e divertente scritto da Mozzi 🙂

  92. Giulio Mozzi Says:

    Valeria, l’editore guadagna di più mandando al macero che distribuendo nel circuito a metà prezzo.
    Quanto a far doni alle biblioteche, essendo l’editore un’azienda che vende libri, non se ne parla neanche.

  93. giovanna Says:

    Capisco, come con le arance.
    C’è da vergognarsi, a far parte del genere umano.

  94. Bartolomeo Di Monaco Says:

    Leggo solo ora.
    “Sono l’ultimo a scendere (e altre storie credibili)” l’ho definito in una mia recensione un libro cult, come “Parenti lontani” di Gaetano Cappelli. Chi non l’ha comprato e lo perderà a causa del macero, ha perso molto.
    Suggerisco a Mozzi una strada che ho intrapreso da un anno e mezzo per i miei libri dei quali sono tornato a disporre dei diritti d’autore.
    Li ho posti in vendita come e-book sul mio sito (essendo io l’autore che vende direttamente non occorre adempiere ad alcuna formalità).
    Ma la cosa più importante è la autopubblicazione sulla piattaforma internazionale Lulu.com.
    Non so se è conosciuta, ma è straordinariamente efficace (anche per il pagamento mensile dei diritti. Ho PayPal e ogni mese mi arriva la comunicazione dell’accredito.) Essendo io un autore sconosciuto, i diritti mensili si aggirano quando sui 6/7 euro, quando sui 10/15 euro. Ma il bello è che io non faccio niente di niente.
    Il libro può essere pubblicato su Lulu in formato cartaceo e in e-book.
    Si tratta di seguire una procedura e inviare il file in formato pdf. Fatta l’operazione si acquista (per il cartaceo, per l’ebook invece l’operazione è conclusa con l’invio del pdf) una copia del libro (a prezzo speciale, ridottissimo per l’autore) e una volta riscontrato che il libro non ha difetti, lo si approva per la distribuzione. Il libro ha un Isbn di Lulu, che non incide sulla proprietà dei diritti che restano all’autore. Ma può anche avere un proprio Isbn.
    Quindi la pubblicazione del libro cartaceo non costa assolutamente nulla, e resta sempre in catalogo e viene stampato a richiesta.
    Ha anche un altro vantaggio. Se l’autore vuole modificare qualcosa del testo, può inviare un nuovo pdf e ordinare una nuova copia del libro per approvarla e farla andare in vendita.
    Rispetto agli editori tradizionali, il libro non va mai fuori catalogo ed è sempre aggiornato dall’autore quando voglia farvi delle correzioni.
    La stampa del libro può avvenire con copertina morbida (quella che scelgo io) o con copertina rigida.
    Il prodotto è di ottima qualità.

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