Ma è un romanzo?

by

di Eleonora Zucchi

Viene da chiedersi: La dissoluzione familiare di Enrico Macioci (Indiana, 331 pp, 24,50 €) è un romanzo? La domanda sembra il titolo di un quadro di Magritte, visto che sulla copertina, sotto l’immagine di un libro apparentemente privo di parole ma consunto ai margini come se fosse stato letto, compare la scritta Romanzo, come a dissolvere un dubbio legittimo e prevedibile.
È proprio il concatenarsi continuo di ambiguità semantiche e metaletterarie che permette all’autore di giocare con il lettore proponendo innumerevoli “exercices de style”, narrazioni contenute in altre narrazioni che suggeriscono divertenti regressioni all’infinito, elenchi borgesiani in cui le categorie che tengono insieme gli elementi sono prive di qualsiasi criterio intellegibile e la cui lunghezza non può che suscitare una sincera risata, come a chiedersi: “Ma veramente la lista continua per due pagine?”. E tuttavia, da questo proliferare barocco di testo, quasi indipendente da qualsiasi principio di unità e utilità, deriva un’opera interessante, stimolante e divertente, che invita a non perdersi neanche un rigo di questa singolare scrittura fatta di un apparato fittissimo di note, disegni, poesie e spazi vuoti. Il testo si sviluppa come l’infiorescenza di un arbusto infestante, che si estende dove può, senza preoccuparsi di rispettare alcuna gerarchia testuale come quella che esiste fra narrazione e note, tra trama e digressioni, fra personaggi principali e secondari, fra l’oggetto di una descrizione e i suoi minimi particolari.

Continua a leggere in Doppiozero l’articolo di Eleonora Zucchi.

In vibrisse si possono leggere alcuni (i primi) capitoli de La dissoluzione familiare, nella redazione precedente l’editing: Nascita, Don Sisma e il vomito umano, Di cos’hai paura?, Il principe e l’incubatrice, L’intervista, I signori Tenebra, Sylvanus esorcizza il grande scandalo; e inoltre una riflessione dell’autore, Enrico Macioci, proprio sull’editing (vedi), con un estratto del testo (illustrato) definitivo.

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Una Risposta to “Ma è un romanzo?”

  1. Nora Marchini Says:

    bravo il mio compaesano. ( o sono io ad essere sua compaesana? sottogliezza?)

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